martedì 3 settembre 2019

SIMENON SIMENON. QUANDO SI RIPORTA UNA "FAKE" NEWS CORRE L'OBBLICO DI SEGNALARLA


Sabato scorso abbiamo riportato, nella nuova versione della nostra rassegna stampa, uno degli articoli selezionati, innanzitutto per il titolo che suonava interessante, pressapoco così: Se Simenon fosse stato più simile a Maigret.
Il sommario era un po' più strano e avrebbe dovuto metterci in allarme. Rimarcava le differenze tra autore e personaggio, portandole però alle estreme conseguenze dando addirittura del tossicodipendente a Simenon (mai cosa più falsa) e inventando pure che era morto solo in un grande castello svizzero. Come anche i nostri lettori sanno, anche questo è falso. Lo scrittore è morto a Losanna, nella sua piccola casa rosa e assistito dalle amorevoli cure della sua ultima compagna Teresa Sburelin.  
Poi qualcosa nel meccanismo di controllo di Simenon-Simenon (sono quasi dieci anni che lo utilizziamo, visto che siamo on-line ogni giorno con un post nuovo)  non ha funzionato.
Cosa? Forse nei vari passaggi qualcuno ha letto un articolo e poi il caso ci ha messo lo zampino e per la messa on-line è arrivato un altro articolo? Faremo i dovuti accertamenti su quello che non ha funzionato.
Infatti nell'articolo sono espresse cose strane (come definire Maigret un "cupo detective") e definizione sconcertanti, come quando si definisce la produzione letteraria dello scrittore "demonic productivity" come se i suoi romanzi fossero opera del diavolo....!
Insomma Ian Thomson, nella migliore delle ipotesi si è avventurato in un campo che non conosceva affatto, nella peggiore, aveva (chissà perché) un preconcetto sullo scrittore o un interesse a dipingerlo a tinte fosche... insistendo, ad esempio, sulla sua impellenza sessuale che doveva soddisfare ogni giorno, arrivando a concludere che "...modo in cui ha trovato il tempo di scrivere i libri di Maigret è una questione di psicoanalisi".
Non contento, Ian Thomas utilizza battute come frasi realmente pronunciate (Hitchcock che telefona a casa Simenon, chiedendo del romanziere e gli viene risposto che è occupato a scrivere. Il regista commenta "Non c'è problema aspetto in linea...". Ridicolizzando la velocità con cui Simenon scriveva). E poi l'articolo è infarcito da inesattezze e sciatterie come il fatto che Pietr-le Letton sia stato il primo romanzo pubblicato, oppure la inesistente confessione che  alcuni Maigret sarebbero stati scritti mentre Simenon era mezzo ubriaco... figuriamoci ad un certo punto, lo scrittore, quando era ancora con la seconda moglie, Denyse, smise di bere del tutto.  E l'ineffabile  Thomas chiude l'articolo con la "fake" che abbiamo citato all'inizio: "...Georges Simenon morì, all'età di 86 anni, nel suo castello di 36 camere fuori Losanna...", forse si riferiva allo Chateau d'Enchandens in cui  il romanziere si installò nel luglio del 1957 (a 54 anni), per lasciarlo nel '63 (a 60 anni), quando andò ad abitare con tutta la famiglia nella grande villa fatta costruire a Épalinges nei pressi di Losanna. Da lì traslocò con la sola Teresa Sburelin nel settembre del '72 (a 69 anni) in piccolo appartamento di un grande condominio a Losanna, al 115, Avenue de Cour. Infine, nel febbraio del '74 (a 71 anni), si sistemò in un piccola villetta rosa, con un giardino e un grande cedro del LIbano al 12,avenue des Figuiers. 
Ci scusiamo per tanta pendanteria, ma alle "fake" va risposto con dati, date e fatti. D'altronde l'articolo è stato pubblicato da The Spectator, un serioso settimanale britannico conservatore, fondato nel 1828, il cui editore possiede anche il Daily Thelegraph... Ma evidentemente tutto ciò non basta. Le "fake" più insidiose si nascondo non solo su internet e nei social, ma anche nella rispettabile stampa britannica. E' nostro dovere prima di tutto scusarci con i lettori per aver consigliato la lettura di un articolo così poco  "istruttivo" e poi stringere meglio e di più le maglie della nostra rete di controllo. (maurizio testa) 

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