lunedì 30 settembre 2019

SIMENON SIMENON. UNA CRITICA SENZA FINE..

Un post al vetriolo sul romanziere da parte del critico Gian Paolo Serino. Già il titolo dice tutto: "Simenon, il nazista di cui nessuno parla"

SIMENON SIMENON. UNE CRITIQUE SANS FIN...
Un post vitriolique sur le romancier du critique Gian Paolo Serino. Le titre dit déjà tout: "Simenon, le nazi dont personne ne parle"
SIMENON SIMENON. A ENDLESS CRITICISM ...
A vitriolic post on the novelist by the critic Gian Paolo Serino. The title already says it all: "Simenon, the Nazi that nobody talks about"

Non vogliamo fare i pompieri. Non abbiamo certo lo spirito di andare a spegnere il sacro fuoco della critica, ogni volta che si accende e, come in questo caso, lambisce il personaggio che è l'oggetto di questo blog. Ma d'altra parte, proprio perché ci occupiamo quotidianamente di Simenon, non possiamo far finta di non aver letto questo post scritto dal critico letterario Gian Paolo Serino, sul sito personale del giornalista Nicola Porro sabato scorso.
Per dare un'idea del tono del testo vi proponiamo l'incipit.
"Il più grande giallo che abbia mai inventato George Simenon sono i suoi lettori. Perché leggere i suoi romanzi tutti uguali? Perché leggere un autore che, come scrive nella sua poderosa autobiografia “Memorie intime”, considera i suoi lettori dei falliti? Un altro vero mistero è come abbia fatto a nascondere il suo collaborazionismo con il regime nazista: solo negli ultimi tempi, attraverso i suoi archivi privati, si sono scoperti i suoi “scheletri nell’armadio”.
Andiamo alla questione più scottante, che è anche quella posta dal titolo, la presunta "segreta" collaborazione di Simenon con i nazisti, al punto di definirlo "nazista".
Intanto vorremmo segnalare a Serino che già durante la guerra tutti sapevano che Simenon concretava questa sua collaborazione vendendo i soggetti dei suoi romanzi alla casa di produzione cinematografica Continental, ufficialmente franco-tedesca, ma in realtà facente capo a Goebbels. E questo non solo perché veniva pagato, ma anche perché ottenne un permesso per viaggiare indisturbato dalla Francia occupata a quella ancora libera e viceversa. Questa libertà di spostamento, allora molto rara, era nota ai partigiani francesi che infatti dopo la guerra volevano sottoporlo a processo.
Ma se  ci atteniamo alla fonte di cui si serve Serino, Pierre Assouline e la sua esaustiva biografia sul romanziere,  ("...La prima biografia interamente basata su fonti dirette l’ha scritta Pierre Assouline “Simenon. Una biografia” (Odoya edizioni) e contiene rivelazioni assolutamente inedite..."), vorremmo far sommessamente notare che la biografia è stata pubblicata nel 1992, cioè ventisette anni fa'. E quindi il tentativo di dare l'impressione che il fatto sia una scoperta dell'ultima ora è un po' goffo (non vogliamo assolutamente credere che l'articolo sia stato scritto tanto tempo fa'!). Se qualcuno non avesse saputo che Simenon era nel '45 fuggito in America, proprio per sfuggire ad un probabile processo per collaborazionismo, sono almeno 27 anni che Assouline l'ha scritto a chiare lettere... diciamo lo spazio di una generazione... Quindi asserire che questo fatto sia stato tenuto segreto e che nessuno ne parli non risponde a verità. Ci sono tra l'altro decine di articoli nei quotidiani di vari paesi (Italia, Francia, Inghilterra...) che hanno trattato in questi anni il tema.
La scoperta dell'acqua calda? 
Vedremo. Ma ci sono altre affermazioni nell'articolo che meritano ulteriori approfondite riflessioni che sarebbe troppo lungo trattare tutte in questo post. Ma vi diamo già appuntamento a venerdì 4 ottobre dove continueremo la disanima di questo testo.
Intanto vi segnaliamo il link al post in modo che possiate leggerlo e farvi intanto una vostra opinione. (m.t.)

Il Simenon nazista di cui nessuno parla





Nicola Porro.it - 28/09/2019 - Gian Paolo SerinoIl più grande giallo che abbia mai inventato George Simenon sono i suoi lettori. Perché leggere i suoi romanzi tutti uguali? Perché leggere un autore che, come scrive nella sua poderosa autobiografia “Memorie intime”, considera i suoi lettori dei falliti? Un altro vero mistero è come abbia fatto a nascondere il suo collaborazionismo con il regime nazista: solo negli ultimi tempi, attraverso i suoi archivi privati, si sono scoperti i suoi “scheletri nell’armadio...>>>

1 commento:

Murielle Wenger ha detto...

On peut (et on doit...) préciser que d'avoir vendu des droits cinématographiques à la Continental n'est pas un argument suffisant pour une argumentation de collaborationnisme. Sans doute que Maurizio reviendra sur l'argument dans son billet de vendredi, mais on peut déjà dire que Simenon, à l'époque, n'a pas agi différemment que beaucoup d'autres (Assouline le définit comme un "opportuniste", et je crois que c'est assez juste), et que nombre d'acteurs et de réalisateurs ont travaillé pour des films de la Continental à l'époque. Comme l'écrit Assouline, "paradoxalemenr, l'Occupation correspond à l'âge d'or du cinéma français". Il faut relire ces pages du biographe où il remet clairement les choses dans leur contexte...