venerdì 25 ottobre 2019

SIMENON SIMENON. L'ANNO PROSSIMO CENTO ANNI DI ROMANZI

Infatti è nel 1920 che scrisse all'età di diciassette anni il primo romanzo "Au pont des arches"

SIMENON SIMENON. L'ANNEE PROCHAINE, CENT ANS DE ROMANS
C'est en effet en 1920 qu'il écrit, à l'âge de dix-sept ans, son premier roman, Au Pont des Arches
SIMENON SIMENON. NEXT YEAR, ONE HUNDRED YEARS OF NOVELS
It was indeed in 1920 that he wrote, at the age of seventeen, his first novel, Au Pont des Arches




Il prossimo anno sarà passato un secolo dalla prima opera scritta sotto forma di romanzo da Simenon.
Allora era un adolescente di diciassette anni che però già aveva assaggiato un po’ della vita. La perdita del padre, l’addio alla scuola, l’esperienza del lavoro precoce. Ma aveva anche patito la continua ostilità della madre. E poi quell'esperienza da giornalista a La Gazette de Liège era stata molto formativa e forse gli aveva chiarito quale fosse la sua ambizione che da lì a qualche anno l’avrebbe spinto a Parigi.
Insomma un ragazzo abbastanza precoce, ma con una sensibilità creativa che gli permise di scrive il suo primo romanzo.

“Au pont des Arches”, è quindi il primo titolo che magari pochi ricordano, ma anche all’epoca non costò poco al giovane Simenon. Nel senso che l’aveva proposto a vari editori che uno dopo l’altro l’avevano rifiutato. Poi trovò un certo Bénard che gli propose di stamparne 1500 copie, a patto che lui trovasse i primi 300 acquirenti. Quello probabilmente rappresentava la cifra che copriva le spese di stampa, allestimento e il suo guadagno. Le altre 1200 copie, forse secondo la sua esperienza non si sarebbero mai vendute.
Georges riuscì a trovare i trecento e così Bénard dovette tener fede alla sua parola e pubblicare questo romanzo breve che raccontava le semi-serie avventure di uno stralunato personaggio che combina guai improbabili e cerca di riparare con altrettanto improbabili rimedi. Ci si può anche vedere un intento satirico nei confronti delle abitudine e delle tradizioni di certa borghesia belga dei primi del secolo.
Oltre al significato biografico di prima opera data alle stampe, per altro con un primo pseudonimo, Georges Sim, rappresenta il primo passo in assoluto di un romanziere, che dopo la sua morte nell’89 e a cento anni da quella prima impresa narrativa, manifesta ancor oggi una vitalità letteraria, e non solo, che fa riflettere. In Italia, Francia, Inghilterra (solo per citare qualche paese europeo) la pubblicazione letteraria non ha soste e anzi nuove collane vengono messe in cantiere. E’ di neanche un paio d’anni fa’ la produzione di una nuova serie tv britannica su Maigret (non poi andata molto bene, ma non certo per colpa del soggetto). Adesso inizia la lavorazione di un film di produzione francese per la regia di Patrice Leconte, con un Depardieu nei panni di Maigret. E i piccoli segnali che si captano qua e la indicano che l’interesse non finirà qui.
E come dicevamo siamo ai primi cento anni.
E nei secondi?
24 ottobre 2119. I libri saranno ancora di carta o gli e-book saranno vincitori, oppure saranno obsoleti grazie alla diffusione degli…H.L.B. (Hologram Laser Book)…?
Andremo ancora al cinema o le pareti di casa si trasformeranno in schermi e il suono tridimensionale verrà su dal pavimento? E ancora tra tv e cinema non ci sarà più nessuna differenza?... almeno per quello che riguarda i device con cui fruirne?
Insomma cambieranno, e molto, le nostre abitudini, ma forse i contenuti meno.. Quanta importanza, in un mondo dominato dall’intelligenza artificiale e dalla robotica, avrà ancora il passato? E i suoi protagonisti? I suoi capolavori? E non ci azzardiamo nemmeno ad entrare nell’ambito della geopolitica.
Noi oggi vediamo la vita e le vicende dei primi venti anni dell’800 come molto lontane. Costituiscono per lo più più oggetto di chi studia la storia, l’evoluzione della scienza, la storia della letteratura, ma ormai, tranne rari casi, non fanno più parte della nostra vita, del nostri pensieri, del dibattito culturale/sociale/politico odierno.
Ci chiediamo con curiosità se e come sarà valutata, ricordata e vissuta la figura di un romanziere come Simenon che nei primi cento anni ha dimostrato una vitalità, una validità e una tenuta come pochi. L’interesse che ancora riesce a suscitare è notevole sia tra i lettori, anche da parte dell’industria culturale (nella misura in cui su questi fenomeni realizzano poi il suo business).
Forse dopo tanto tempo la forza del personaggio non basta. Forse la capacità di farlo rivivere attraverso le tecnologie che rivoluzionano il modo di fruire della cultura e dell’entretainement avrà la sua importanza?
Noi non lo sapremo. Ma almeno possiamo tentare di aguzzare la vista per cercare di intravedere qualcosa laggiù…. Ci riusciremo mai? (m.t.)      

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