venerdì 29 novembre 2019

SIMENON SIMENON. FRAMMENTI DI UN DISCORSO TRA DUE PADRI

Una chiacchierata del 1963 tra il papà di Maigret e quello di James Bond

SIMENON SIMENON, FRAGMENTS D'UNE CONVERSATION ENTRE DEUX PERES
Une discussion de 1963 entre le papa de Maigret et celui de James Bond
SIMENON SIMENON. FRAGMENTS OF A CONVERSATION BETWEEN TWO FATHERS
A 1963 talk between Maigret's dad and James Bond's dad.




Due personaggi che investigano. Uno al servizio di Sua Maestà e l’altro al servizio della Repubblica. Uno agente nei servizi segreti, l‘altro commissario nella Polizia giudiziaria. Stiamo parlando di James Bond, creato nel 1953 dallo scrittore Ian Fleming, l’altro è il “nostro” Maigret. Uno a Londra e uno a Parigi, sono diversissimi nel modo di condurre le indagini, ma anche la propria vita privata.
E proprio questi sono i temi della chiacchierata che Simenon e Fleming fecero nel 1963 quando lo scrittore inglese andò a trovare Simenon nella sua grande villa di Eplinges. Parleranno di letteratura, dei rispettivi metodi di scrittura, del linguaggio narrativo e di tante altre cose. I due non potevano essere più diversi, e lo dimostrano i loro personaggi, i loro romanzi e peraltro non si conoscevano addirittura Simenon ammette candidamente, lo scoprirete, di non aver mai letto un romanzo di Fleming.
Il  resoconto della conversazione è piuttosto lungo e qui vi proponiamo solo alcuni frammenti, ma, a nostro avviso, abbastanza significativi da cui si scoprono analogie e notevoli differenze, ma Bond come Maigret sono protagonisti assoluti nel genere cosiddetto “giallo”, capiscuola indiscussi, uno dello giallo-spionaggio, tutta azione, marchingegni incredibili, bellissime donnel’altro capostipite dei commissari di polizia, molto vicini all’uomo qualunque, che vivono una vita simile a quello del lettore e dove i delitti sono legati alle passioni e ai sentimenti di tutti i giorni vissuti dalla gente qualsiasi.
Ecco i frammenti del discorso tra due romanzieri.


Iniziamo dal tema della lingua, dove Fleming fa i complimenti a Simenon.

IF - Ma tu hai un ottimo francese. Leggo i tuoi libri in francese ogni volta che posso. Hai uno degli stili più belli che conosco in lingua francese.

GS - Alcuni critici francesi pensano che io non abbia stile!" E a ragione, infatti per quarant'anni ho cercato di evitare tutto ciò che profuma di letteratura. Cerco di essere semplice.

IF - Sei sempre stato semplice. Ho l'impressione che, diciamo tra cento anni, sarai uno dei grandi autori classici francesi. L'ho sempre sostenuto

Poi si parla della costruzione del romanzo e lo spessore psicologico dei personaggi.

IF Io scrivo cose diverse da te: azione senza psicologia, tranne il “cattivo”, che a volte richiede psicologia per spiegare perché è cattivo. Ma non provo a marcare i miei personaggi in profondità, come invece fai tu.

GS interrompo ogni contatto con l'esterno quando lavoro su un romanzo. Non faccio venire nessuno, nemmeno i parenti, e non vado nemmeno in città o al villaggio […]
Scrivo un libro al ritmo di un capitolo al giorno o se, come ho fatto gli scorsi giorni, scrivo il capitolo un giorno a mano e lo revisiono il giorno successivo con la macchina da scrivere. Per alcuni libri, invece scrivo un capitolo a mano nel pomeriggio e lo scrivo alle sei del mattino seguente Poi la revisione. Io odio la revisione

IF - Questo lavoro non mi disturba molto. So che il libro è finito, il lavoro più gravoso è terminato e quindi posso gustarmelo

Inevitabile poi voler sapere come si costruiva lo stile della narrazione.

G.S.  Penso che il ritmo sia la migliore definizione di stile. Lo stile deriva dal ritmo, come nella musica o nella pittura. È una questione di ritmo, di colore. Se scriviamo e torniamo indietro, il ritmo è perso

IF - e abbiamo perso la nostra cadenza. Trovo la cadenza molto importante. Credo che nei libri che leggono i lettori di romanzi mistery o di spy-story vogliano sempre andare avanti. Non vogliono fermarsi all'improvviso per chiedersi cosa fa l'eroe o perché fa quella scelta

E poi si passa ai personaggi e alle caratteristiche più evidenti

IF - Quanti anni ha Maigret?

GS - Non c'è età. Nei miei romanzi ha ancora cinquantatré anni. Quando ho iniziato trent'anni fa, avevo cinquantacinque anni. Vorrei invecchiare anche io gradualmente. Sarebbe meraviglioso! Quando ho iniziato, avevo venticinque anni e lui invece sempre cinquantatré.

IF - Bond ha circa trentacinque anni. Sfortunatamente, ho dovuto raccontare la sua morte nell mio prossimo libro. (Si vive solo due volte) Oh! Fu solo una morte prematura, ma fui costretto a rivelare alcuni fatti che lo collocherebbero tra i trentotto e i trentanove anni. Ho avuto queste difficoltà a dargli un'età precisa

IF - La tua ambizione di scrivere un grande romanzo?

GS - Non un grande romanzo letterario. Un grande romanzo, semplicemente.

IF - Non vuoi scrivere niente come War and Peace?

GS - No. E tu?

IF - Non ho l'ambizione di fare un grande romanzo. Quando James Bond si esaurirà, penso di smettere di scrivere. Sono quasi alla fine della mia carriera []Sento che sono quasi alla fine della mia carrieraSarebbe molto singolare per me vivere senza scrivere."
GS - In effetti, per me lo sarebbe. Quando sto due mesi senza scrivere, mi ammalo quasi. Perdo la fiducia in me stesso. Mi sento senza radici, completamente perso. (m.t)

1 commento:

  1. La versione integrale è didponibile qui:
    https://www.commander007.net/2017/04/ian-fleming-et-georges-simenon-discutent-de-maigret-et-bond/

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