giovedì 15 luglio 2021

SIMENON SIMENON - RIMANDATA LA NOSTRA ATTIVITA'... RIPARTIREMO IL PRIMA POSSIBILE - NOTRE ACTIVITÉ EST REPORTÉE... NOUS LA REPRENDERONS DÈS QUE POSSIBLE...


En raison de circonstances indépendantes de notre volonté, nous sommes dans l'obligation de remettre à plus tard la reprise de nos activités sur Simenon-Simenon. Nous nous en excusons auprès de nos lecteurs et nous donnerons de nouvelles informations dès que possible."

A causa di eventi di forza maggiore, indipendenti dalla nostra volontà, siamo nella condizione di dover rimandare il ritorno on line delle nostre attività su Simenon-Simenon. Ce ne scusiamo con i nostri lettori che informeremo tempestivamente, fornendo notizie il prima possibile.

sabato 19 giugno 2021

SIMENON SIMENON - PICCOLO VADEMECUM SULL' UTILIZZO DI "SIMENON-SIMENON" NELLE PAUSE DI PUBBLICAZIONE - PETIT VADEMECUM SUR L'UTILISATION DE "SIMENON-SIMENON" DANS LES PAUSES DE PUBLICATION


Quanti post da leggere!
 
Que de billets à lire !

Come avrete letto nel post precedente del 15 giugno, Simenon-Simenon si è preso un pausa, sì insomma è andato in vacanza per un mese. Ma come abbiamo scritto ci sono tante di quelle cosa da leggere che vale la pena, per chi non lo sapesse o chi, per distrazione, non ci avesse fatto caso, di ricordare quanti post abbiamo pubblicato (più di 3500!) e forse non li avete letti proprio tutti tra i quali magari ce ne sono alcuni che risponderebbero ad alcune domande e/o curiosità, vi ricorderebbero qualcosa che avete dimenticato, vi farebbero scoprire qualcosa che ancora non sapete. ...

Comme vous l'aurez lu dans le précédent billet du 15 juin, Simenon-Simenon a fait une pause, en bref il est parti en vacances pendant un mois. Mais comme nous l'avons écrit, il y a tant de choses à lire qui en valent la peine, pour ceux qui ne le sauraient pas ou qui, par distraction, ne les auraient pas remarquées ; souvenons-nous combien de billets nous avons publiés (plus de 3500 !), que peut-être vous n'avez pas tous lus, et sans doute y en a-t-il qui répondraient à certaines questions et/ou curiosités, vous rappelleraient quelque chose que vous avez oublié, vous feraient découvrir quelque chose que vous ne connaissez pas encore...

La piattaforma Blogger su cui è costruito Simenon-Simenon e dove é indicato il numero di post pubblicati 
La plateforme Blogger sur laquelle Simenon-Simenon est construit et où est indiqué le nombre de posts publiés


Come trovarli?  Comment les trouver?

Ma come fare a trovare il post giusto? Basta utilizzare il campo del motore di ricerca nella colonna di destra con la dicitura: SIMENON SIMENON DATABASE: CERCATE NEL BLOG • LA BASE DE DONNÉES CHERCHEZ DANS CE BLOG. E per essere ancora più chiari ve lo indichiamo nell'immagine qui sotto.

Mais comment trouver le bon billet? Il suffit d'utiliser le champ du moteur de recherche dans la colonne de droite avec les mots: LA BASE DE DONNÉES CHERCHEZ DANS CE BLOG. Et pour être encore plus clair nous l'indiquons dans l'image ci-dessous.



Weekend il settimanale di Simenon-Simenon
Weekend l'hebdomadaire de Simenon-Simenon 


A proposito del nostro appuntamento settimanale, 
se qualcuno non li avessi letti tutti, ora con tutta calma 
potrà scegliere quelli con il tema più congeniale e andare 
a sfogliarlo. Basterà cliccare sulla copertina  e inizierà la lettura. 
Le copertine. come indichiamo qui al lato, sono tutte sulla 
colonna di destra.
Buona lettura e a presto. 





À propos de notre rendez-vous hebdomadaire, 
si vous n'avez pas lu tous les numéros, maintenant 
vous pouvez choisir en toute tranquillité 
ceux dont le thème vous est le plus plaisant, 
et aller les feullleter. Cliquez simplement sur 
la couverture et commencez votre lecture.
Comme nous l'indiquons ici à côté, 
les couvertures se trouvent toutes 
dans la colonne de droite sur la page.
Bonne lecture et à bientôt.

martedì 15 giugno 2021

SIMENON SIMENON VA IN VACANZA E ANCHE IL NOSTRO "WEEKEND" SETTIMANALE - SIMENON SIMENON PART EN VACANCES ET AUSSI NOTRE "WEEK-END" HEBDOMADAIRE


Care visitatrici e cari visitatori, Simenon-Simenon si prende un periodo di riposo, da oggi 15 giugno a giovedì 15 luglio e con lui il settimanale appuntamento con il Simenon Simenon Weekend. Questo periodo ci servirà anche per mettere a punto alcuni elementi calibrare meglio altre attività e.... perchè no, anche per riflettere un po' sulla nostra attività. E' una vacanza un po' anticipata, ma questo è stato un anno intenso e un po' stressante e quindi l'anticipo, tutto sommato, è giustificato. Nel frattempo potrete utilizzare questo mese per andare a curiosare tra i nostri oltre 3500 post o andarvi a sfogliare uno dei diciassette settimanali che magari vi potrebbe essere sfuggito.
E poi vedrete che trenta giorni passeranno prestissimo.


Chères lectrices et chers lecteurs, Simenon-Simenon se prend une période de repos, dès aujourd'hui 15 juin jusqu'au jeudi 15 juillet, et ceci concerne également le rendez-vous hebdomadaire avec Simenon Simenon Weekend. Cette pause nous servira également à mettre au point certains éléments, recalibrer d'autres activités et, pourquoi pas, mener aussi une réflexion sur notre travail. Ce sont des vacances un peu anticipées, mais cette année a été intense et un peu stressante, et donc cette anticipation est, somme toute, justifiée. Dans l'intervalle, vous pourrez utiliser ce mois pour relire quelques-uns de nos plus de 3500 billets, et feuilleter l'un de nos dix-sept numéros hebdomadaires, qui pourrait vous avoir échappé.
Et puis, vous verrez que ces trente jours passeront très vite.

sabato 12 giugno 2021

SIMENON SIMENON WEEKEND N.17 - A FILO D'ACQUA - AU FIL DE L'EAU



Un torrenziale romanziere come Simenon aveva la passione per la navigazione, sprattutto negli anni giovanili, esplorando i canali di tutta Europa con piccole e medie imbarcazioni fatte costruire per lui. Al suo fianco la prima moglie Tigy, la giovane femme de chambre Boule, e il grosso cane Olaf. Lo spirito è sinceramente avventuroso.


Un romancier torrentiel comme l’était Simenon eut la passion de la navigation, surtout dans ses années de jeunesse, explorant les canaux de toute l’Europe avec de petites et moyennes embarcations qu’il avait fait construire. À ses côtés, sa première femme Tigy, Boule la jeune femme de chambre, et Olaf le grand chien. L’esprit était sincèrement à l’aventure.

martedì 8 giugno 2021

SIMENON SIMENON "SOUVENIR" - E SE MAIGRET INTERROGASSE PROPRIO VOI?

L'identificazione funziona con l'eroe. Chiunque abbia letto anche solo qualche Maigret, è stato sicuramente coinvolto dal personaggio o perché fuma la pipa, o per la sua perspicacia psicologica o per la sua predilezione per il cibo, più probabilmente per la sua filosofia del "comprendere e non giudicare", per il suo istinto a mettersi nella pelle del criminale di turno.... e potremo andare avanti per molto. E qui scatta l'identificazione. Per un motivo o per l'altro, o per tutti insieme, chi di noi non si è mai identificato con il commissario, leggendo le pagine scritte da Simenon.

E invece c'è nessuno che si sia identificato con l'inquisito? Già perché siamo convinti che in genere i lettori non si mettano nei panni del sospettato. Pensateci un po'....


Sono ore che sto in questo maledetto stanzone vetrato... come l'ha chiamato l'ispettore?... Ah, sì l'acquario, bah... Adesso saranno quasi tre ore....
Provo a bussare alla porta, ma nessuno si fa vivo. Inizio ad avere sete... e poi possibile che qui dentro ci sia soltanto io?.... Mi hanno detto di aspettare un po' e invece... E poi è possibile che non ci sia nessun altro che deve aspettare...
Già direte voi, ma come sei finito a Quai des Orfévres?
E' colpa di quel cretino di Jean-Pierre, mio cugino... maledetto il giorno che siamo diventati soci! Lui prima si era messo in testa di allargare la tipografia... comprare nuovi macchinari per stampare cartoline...."E' l'affare del secolo" diceva. E aveva pure trovato i soldi per comprarle. E devo dire che aveva ragione. Ormai più di metà del nostro fatturato veniva dalla stampa delle cartoline... Ma non gli bastava... adesso  voleva buttarsi nel campo delle stampe artistiche, quelle a colori.... lì servivano tanti soldi... Ma lì trovò. Non so da chi li avesse avuti... Io mi sono sempre occupato della direzione tecnica... le novità e il lavoro mi appassionavano... Poi entravano più soldi... E quel pomeriggio era uscito per un appuntamento con quelli che lui chiamava, i suoi finanziatori. Non era più tornato.  L'avevano poi trovato morto, due colpi secchi che gli avevano spaccato il cranio.
Lo so... lo so... non avrei dovuto, ma io avevo una storia con Marlene, sua moglie... e quel maledetto pomeriggio ci eravamo visti lì... al solito hotel... Ma questo non era un alibi affidabile... e poi lei cosa avrebbe detto? E io, morto mio cugino, diventavo proprietario di una tipografia che stava decollando... e in più sicuramente gli inquirenti erano convinti che mi sarei voluto sposare Marlene, ma io...
La porta dell'acquario si aprì all'improvviso. Entrò uno degli ispettori che mi avevano portato in macchina alla Polizia Giudiziaria.
- Venga... il commissario vuole vederla.
Stavo per abbozzare una protesta, ma capii che non era il caso.
Mi fecero entrare in ufficio, surriscaldato da un stufa a carbone. Per di più la stanza era piena di fumo. Un omone grosso e massiccio stava fumando una pipa, osservando il tramonto fuori della finestra.
- Ah... eccola finalmente... lei è Henry?... Henry Demonge, no?... Mi scusi, per l'attesa. Sa, prima il giudice Comeliau, poi i verbali da firmare... poi quella rogna del tentato omicidio in casa dell'ambasciatore... Mi scusi. Ma lei avrà sete... magari anche fame...
Diceva tutto come se non parlasse a me. Sembrava stesse seguendo una sorta di procedura...
- Lapointe! Fai venire su un bel vassoio, panini e birra, mi raccomando non i soliti quattro panini... e la birra... fresca!
E ricominciò a fumare.
Mi sembrò che quell'ordinazione preludesse ad una sorta di colazione collettiva... invece avrei capito dopo che mi sbagliavo. Significava che il "colloquio" con me non sarebbe durato poco... quindi, ero il sospettato numero uno.
Ma lì per lì non me ne rendevo conto. Il commissario Maigret poi aveva modi gentili.
- Prego si sieda. Mi dispiace davvero che lei abbia perso tanto tempo ad attendere... ma adesso ci rifocilliamo per bene... poi due chiacchiere - riaccese la pipa - Lei magari oggi aveva il suo da fare con la tipografia e non vorrei doverla trattenere a lungo...
Sentivo il suo sguardo su di me, un sguardo neutro... direi quasi spento... come se non stesse pensando a niente.
- Se vuole può fumare, signor Demonge...prego,  faccia liberamente.
Tirai fuori i miei sigaretti e ne accesi uno. Pensai... io così minuto, bassino con quei piccoli sigari e lui cosi massiccio e imponente con una pipa grossa che sbuffava come una ciminiera.
Bussarono alla porta. Era il garçon della brasserie che portava due vassoi, uno colmo di panini e uno con una decine di birre.
Il commissario afferrò un boccale e lo vuotò in tre lunghe sorsate. Poi addentò un panino...
- Prego signor Demonge, beva... prenda un panino... dopo tutta quell'attesa...
Spensi il sigaretto e mi rinferescai la gola con un po' di birra. Poi presi un sandwich e iniziai a sbocconcellarlo...
- Eh, è un'altra cosa... proprio ci volevano... eh...
Parlava con la bocca piena e con un tono amichevole.
- Mi parli un po' della tipografia... mi dicono che è molto moderna - e intanto prendeva un altro boccale di birra - c'è molto lavoro?
- Beh sì, l'affare delle cartoline ci ha fatto duplicare gl ordini, abbiamo dovuto assumere altri operai e adesso ci preparavamo per delle stampe artistiche... ma...
- Ma qualcuno ha fatto fuori suo cugino...
- Già...
- E mi dica lei è più contento perché così la tipografia diventa tutta sua o è più spaventato dal fatto che dovrà gestire tutta la parte amministrativa e finanziaria che invece da sempre svolgeva suo cugino?
-  Beh... sono un po' sottosopra per questo omicidio... non ho avuto modo di pensare...
- Invece ha pensato a Marlene... no? La vostra era una relazione... da quanto tempo....
- No commissario, non era una vero e proprio rapporto... ci vedevamo ogni tanto... così per divertirci... Marlene non si sognava nemmeno di lasciare Jean-Pierre...
- Sì, l'ho vista ieri la signora Marlene... è una bella donna... capisco che lei...
- Commissario, deve anche calcolare che il marito era uno di quei tipi gelosi...
 anche se con le altre donne andava bene tutto, ma con la sua...
- E invece lei... Mi dica Demonge, lei era innamorato di Marlene?
- Ma che dice commissario...
- Su... lei non è sposato, vive da solo... e poi la capisco, sa, è davvero una bella donna...
Mi sarei dovuto sentire lusingato, ma quelle parole s'infilavano una nell'altra come a voler formare una corda che poi mi avrebbe strangolato.
- Mangi Henry... guardi ci sono ancora panini...
Ne presi un altro, ma mi restò in mano. Lui invece bevve un altro boccale di birra.
- Allora chi ha ucciso suo cugino? Lei avrà almeno un'idea di chi possa essere stato? Iniziamo da capo, lei e suo cugino vi mettete in società al 50%. Partite con l'attività... suo cugino ha delle buone idee trova i soldi, ma è lei che manda avanti la baracca, che lavora lì dodici, anche quindici ore al giorno, quando c'è bisogno... E suo cugino andava in giro... si parla anche di altre donne con cui se la faceva... Lei sa nulla?
- No, veramente nulla di preciso... non mi diceva niente...
- Beh, aveva altre donne, faceva cene e pranzi con questi misteriosi finanziatori, maneggiava i soldi della tipografia, a quanto mi risulta, aveva anche una bella macchina americana, oltre ad una bella moglie.... e lei lì a lavorare... Non è che lei fosse un po' invidioso...
- Io? No.
- E allora ha iniziato a pensare: intanto mi prendo la sua donna... poi chissà cosa è successo tra di voi....
- Ma che cosa dice! Andavamo d'accordo...
- Signor Demonge, quello che vi siete detti non si saprà mai, perché lui è morto e lei non ce lo dirà mai...
L'aria che il commissario Maigret aveva assunto era meno accomodante. E iniziò con le domande di routine. Dove era a quell'ora, cosa faceva in quel giorno, chi l' aveva visto in quel dato momento... eccetera. E poi quando aveva finito, ricominciava. E fumava, fumava senza sosta.
Ad un certo punto si alzò, battendo i pugni su tavolo.
- Lucas!
Dopo poco da una porta laterale fece capolino uno che doveva essere un'altro ispettore, pure lui con la pipa.
- Continua tu. Io ho da fare....
Dette un'occhiata alle ombre della sera, fuori della finestra e, senza nemmeno guardarmi, uscì. Quel Lucas si sedette al posto del commissario e tornò a farmi le stesse domande. 
C'era da impazzire, era come se non avessi già detto dieci volta quella storia. Eppure quell'ispettore continua imperterrito. Lento, senza alterarsi. La domanda nuova era "che interesse aveva lei ad uccidere il signor Jean-Pierre?". E la mia risposta sempre la stessa: "Nessuno".
Dopo un'altra ora di questa solfa ero distrutto.
Si aprì la porta ed rientrò quel Maigret, che sembrava più massiccio che mai. Lui e l'ispettore su scambiarono delle occhiate, senza dire una parola.
Maigret riprese il suo posto. Sembrava fresco e riposato... sicuramente aveva bevuto della birra e fatto una bella passeggiata, magari sul lungo-Senna. E ora caricava la pipa.
Tornò a fare le stesse domande... L'ispettore aveva portato via i vassoi e non c'era nemmeno più da bere. La mia gola era secca.
- Commissario, ma perché non mi crede. Io avevo una storia con Marlene, ma non avevo nessun motivo per uccidere mio cugino... lo chieda a Marlene se quel pomeriggio stavamo insieme...
- Già fatto. Lei dice che era andata dalla sua amica Louise... la quale ha confermato.
- Ma era la solita scusa che inventavamo per suo marito... Ormai è morto, che motivo ha di mentire ancora?
- Appunto. Secondo me è lei che mente... Ma devo dire che non ho ancora capito perché... sì, forse l'invidia... ma non è solo quello. Lei nasconde qualcosa... ma non ho ancora capito cosa...
Ma io non nascondo niente - ormai il mio tono era una supplica. Sentivo un  caldo innaturale. Mi ero già levato la giacca ed ora anche la cravatta, in più mi ero arrotolato le maniche della camicia. Sudavo e respiravo a fatica.
Il commissario fumava come una ciminiera e la stanza era una sorta di camera a gas. E continuava a fissarmi con quello sguardo indifferente.
- Ma lei cosa pensa, davvero commissario, che io abbia ucciso davvero mio cugino?
- Io non penso niente.
- E allora perché si accanisce su di me!
Ormai il mio autocontrollo era andato e mi sentivo percorso da vampate di rabbia e brividi di paura.
- Forse... forse... - bofonchiò il commissario - già... potrebbe anche essere. Janvier!
Dalla solita porta apparve un'altro ispettore, si avvicinò a Maigret e confabularono per qualche secondo. Poi l'ispettore lasciò rapidamente la stanza.
Il commissario ripiantò il suo sguardo su di me. E riprese le stesse domande. Ormai era notte fonda... erano ore che mi chiedevano sempre le stesse cose. Adesso avevo anche un forte mal di testa.
- Allora, Demonge.... quanto vogliamo andare avanti?
Silenzio. avevo deciso di non rispondere più.
Anche il commissario era fermo immobile. L'unica cosa viva era il fumo che a volute nervose usciva dalla pipa di Maigret.
Squillò il telefono.
- Sì, Maigret... ah è lei dottor Paul. Sì, mi dica .... certo, quella che le ha portato Janvier... Ah!... Sì, sì ho capito benissimo. La ringrazio... Sì, poi domani ci vediamo. Buonanotte e grazie ancora dottor Paul.
Dopo alcuni istanti di silenzio, il commissario si schiarì la voce.
- Demonge, il nostro ispettore Janvier è stato alla sua tipografia e ha potuto notare che una grossa maniglia di ghisa, che era stata rivenuta in un cestino vicino alla sua abitazione, altro non era che un pezzo mancante di una delle vostre macchine da stampa. E dall'autopsia fatta dal dottor Paul risulta perfettamente compatibile con i colpi subiti in testa da suo cugino.
- Ma questo non vuol dire che sia stato io a...
- No. Ma su quella maniglia ci sono le sue impronte. Ma anche questo non sarebbe sufficiente a fare di lei un assassino. Peccato che c'è la confessione di Marlene... Ieri non mi ha solo detto che non vi siete visti, perché lei era davvero dalla sua amica, ma mi ha raccontato che suo cugino vi aveva sorpresi, un paio di giorni prima, all'uscita del vostro albergo... avete litigato. Lui ha minacciato lei e Marlene... forse sragionava per la gelosia, per la rabbia... ma deve aver detto cose terribili... e forse anche che avrebbe trovato il modo di estrometterla dalla società... vero?
Ormai ci era arrivato da solo. Tutta la mia resistenza non era valsa a nulla.
Ero così frastornato, stanco, non ne potevo più di quella stanza, di quelle domande ripetute all'infinito....
- Si sono stato io. Quel pomeriggio l'ho aspettato nel garage dove lui si attardava fare lavoretti su quella sua automobile americana. Ero appostato in un angolo. Quando lui è entrato e ha iniziato a lavorare, io gli sono andato dietro e ho sferrato due colpi netti sul suo cranio. Lui poi è caduto a....
Il commissario si alzò di scatto.
- Janvier, Lucas!
I due ispettori entrarono.
- La "canzonetta" è finita. Fategli firmare la confessione e mettetelo in cella.
La testa mi girava furiosamente. Mi accorsi appena che il commissario lasciava la stanza a passi pesanti e sentii confuse le voci degli ispettori che dicevano "Sbrighiamoci... su, è tardi... e tu dormi stanotte che domani dovrai comparire davanti al giudice...".
La porta della cella s'era spalancata. E quella dell'inferno pure.

domenica 6 giugno 2021

SIMENON SIMENON WEEKEND N.16 - LA VITA É TUTTA UN ROMANZO... - LA VIE EST TOUTE UN ROMAN.....

Quelle est la relation entre les expériences de vie de Simenon et les intrigues de ses romans ; les personnages qu’il met en scène ont-ils un rapport avec des gens qu’il a connus?


Innata propensione alla scrittura, capacità di scrivere velocemente, versatilità in vari tipi di narrativa ma anche dei rituali cui non sapeva rinunciare e addirittura degli stati d’incoscienza che generavano i migliori romans durs della sua letteratura.... Qual è la verità?


La manière dont Simenon se plongeait dans l’écriture de ses romans durs était très particulière. En était-il de même pour ceux de la saga du commissaire ? En quoi les deux genres sont-ils similaires ?





sabato 5 giugno 2021

SIMENON SIMENON WEEKEND N.16 - DELLA VELOCITÁ E DI ALTRE COSE SULLA BUONA LETTERATURA - VITESSE ET AUTRES CHOSES SUR LA BONNE LITTÉRATURE


LIMITI DI  VELOCITÀ ALLA BUONA LETTERATURA?

Se parliamo di Simenon questi limiti sembrano non valere. Sappiamo che 
la sua scrittura é sempre stata veloce. Ma come al solito, nell’arte sono i risultati 
che contano e, a giudicare dal successo che i suoi romanzi hanno avuto 
e hanno ancora oggi, che il nostro scrivesse velocemente 
non significa granché.

LIMITES DE VITESSE À LA BONNE LITTÉRATURE ?

Si on parle de Simenon, ces limites ne semblent pas s’appliquer. On sait que 
sa façon d’écrire a toujours été rapide. Mais, comme d’habitude, en art 
ce sont les résultats qui comptent et, à en juger par le succès que 
ses romans ont eu et ont encore aujourd’hui, le fait que notre romancier écrivait vite 
n’a pas une grande signification.

giovedì 3 giugno 2021

SIMENON SIMENON WEEKEND - DOMANI ON LINE IL NUMERO 16 - NUMÉRO 16 EN LIGNE DEMAIN


Ma cosa c'è di tanto negativo 

ad essere molto veloci nella scrittura. 

Voi ci avete mai pensato leggendo un romanzo. 

E' lo scrivere rapidamente oppure  lentamente 

che fa di un romanzo una buona opera?



Mais qu'y a-t-il de si mauvais 

dans le fait d'être très rapide à écrire. 

Avez-vous déjà pensé à cela en lisant unroman. 

Est-ce que c'est d'écrire vite ou lentement 

qui fait d'un roman une bonne œuvre ?

SIMENON SIMENON "REPORT" - JOURNÉE SPÉCIALE DÉDIÉ À JEAN RICHARD


La Nouvelle Republique
-  03/0672021 - Rédaction
- L’exposition en hommage à Jean Richard, qui aurait eu 100 ans en avril dernier et dont on commémore cette année le vingtième anniversaire de la mort, se tiendra du mercredi 9 au mercredi 23 juin, dans la salle de l’espace Noisy, à Bessines. Des documents et objets ont été prêtés pour l’occasion par Pierre Fenouillet, un proche de l’acteur et amoureux du cirque, mais également par les Archives départementales et la commune. L’occasion de mieux connaître l’artiste aux multiples facettes né à Bessines, au logis de Pierre-Levée, le 18 avril 1921 [...] 
Un homme généreux, amoureux de la vie, entrepreneur, comédien, propriétaire de cirques et créateur du premier parc d’attraction en France. Enfant, Jean Richard a fait ses premiers pas dans le Marais poitevin et y reviendra des années plus tard à plusieurs reprises, notamment pour y tourner un épisode du commissaire Maigret entre Niort et Coulon.
Dimanche 20 juin, les visiteurs sont attendus pour une journée spéciale avec...>>>

martedì 1 giugno 2021

SIMENON SIMENON "SOUVENIR" - LA DISGRAZIA DI NON "PASSARE LA LINEA"

Sessantacinque anni fa', Simenon, terminato di scrivere En cas de malheur. pubblicò il romanzo da Presses de La Citè che dopo un'altro anno diventa un film diretto da Claude Autant-Lara e interpretato da quel mostro sacro di Jean Gabin e da una abbagliante ventiquattrenne Brigitte Bardot.
E' un Simenon in gran forma, appena tornato dai dieci anni americani, arrivato in Europa dove ha potuto constatare che la sua fama è cresciuta, ma soprattutto che c'è stato un sostanziale cambiamento nel giudizio della critica. Quella Francia da lui ritenuta ostile e "matrigna" e che aveva voluto abbandonare in tutta fretta alla fine della guerra, con un taglio netto immergendosi fin sopra i capelli nel sogno americano, ora invece gli tributa onori. Questa tangibile fama e l'autorevolezza riconosciutagli, sortirono evidentemente un effetto galvanizzante e quindi quello che si siede a scrivere questa storia è davvero un Simenon in gran spolvero.
Ne viene fuori un romanzo che scava nella psicologia e nei comportamenti di Lucien Gobillot, ricco, famoso, rispettato, con una moglie che gli fà fare un'ottima figura in società. Avvocato, rinomato per le sue arringhe, ma soprattutto per la capacità di non perdere mai una causa, rispettato e temuto dentro e fuori il tribunale, frequenta il mondo che conta politicamente e finanziariamente. Insomma sembra un tipo vincente, sicuro di sé, che nulla e nessuno possa fermare.
Dall'altra parte c'è Yvette, giovane e minuta ragazza, prostituta per caso, facile nei costumi, fragile nel corpo e nell'animo. Questo esserino gli provoca un'incrinatura che l'avvocato cerca di spiegarsi... non è sesso, non è amore, non è compassione... Quella, a prima vista, insignificante e scialba giovane, gli entra dentro e lui non riesce a capire il perché. Nemmeno aprendo un dossier su sé stesso, come fà per i suoi clienti, riesce ad annotare elementi significativi. Questa storia sconvolge la sua vita? Fino ad un certo punto. La moglie, per lungimiranza o per calcolo, non fà una tragedia di questa sua sbandata, anzi sembra comportarsi in modo da creargli meno problemi possibili. Il contorno dei colleghi non manifesta reazioni di qualche importanza. L'unico che crea problemi è Mazetti uno dei tanti giovani con cui Yvette ha amoreggiato. Adesso, legata com'è a Gobillot, che le ha preso un casa vicino alla sua, che le ha dato un'esistenza borghese quale mai Yvette aveva pensato, non vuole più vederlo. Il finale è tragico. Yvette, nel frattempo rimasta incinta di Gobillot, viene uccisa dall'amante respinto, L'avvocato sprofonda di nuovo nella sua vita  di sempre. La moglie forse è quella che vince?
Ma Gobillot da cosa è sedotto? Qui Simenon è bravo a farci vivere, facendo raccontare in prima persona da Gobillot l'attrazione misteriosa per Yvette, il progressivo slittamento di una semplice avventura, verso qualcosa di sempre più importante che occupa e modifica gradualmente la sua vita, costringendolo a rivoluzionare non solo le sue abitudini, ma anche la sua scala di valori. 
E' la discreta vita dei comuni mortali che attrae Gobillot?
Una ragazza senza, genitori, senza casa, con una vita precaria, che vive una facile promiscuità con uomini e donne... è il suo esatto contrario. Questo incontro è forse qualcosa che lo mette di fronte alle scelte che ha sempre fatto, ma che forse non erano quelle che avrebbe voluto fare? Ma allora perchè cerca di trasformarla in una borghese? La bella casa, una pelliccia, la governante... vuole davvero che diventi come lui? O vuole darle l'opportunità di godere di quello che la vita le ha sempre negato? Le contraddizioni si sommano e s'incrociano in un groviglio psicologico che Simenon analizza sapientemente.
Gobillot, non passa la famosa linea simenoniana. Ci è molto vicino, perché anche se la storia con Yvette potrebbe distruggere il suo mondo, in realtà non è in grado di farlo per quanto la professione, le pressioni della moglie, gli obblighi mondani-societari sono stringenti... Lui vorrebbe, ma non riesce a sottrarsi a tutto... E' talmente avviluppato in quelle spire da non ce la fà a divincolarsi e quindi a fare il salto che gli farebbe passare la linea. E poi Yvette viene uccisa e Gobillot senza più quell'appiglio, viene risucchiato dal suo mondo, dalla moglie, dal suo tribunale, da un destino che non gli dà nessuna speranza di cambiamento. 
Simenon è bravo a ricreare questo movimento a pendolo che fa oscillare Gobillot, dalla sua vita onorata e rispettabile, a questo annullarsi per una donna qualsiasi. Il rapporto con la moglie e quello con Yvette sono agli antipodi, e Gobillot non fa in tempo a compiere tutto il tragitto da una vita all'altra... Avrebbe davvero lasciato tutto alla sue spalle? Sembra di sì, ma il destino per lui aveva in serbo altro, come ci dimostra Simenon con le sue storie. Il destino piega, spezza, modella, modifica e l'uomo non può opporsi.
Da questo libro, abbiamo detto, fu tratto un film. Una sola notazione. La scelta di Brigitte Bardot per interpretare Yvette ci è parsa un po' azzardata. Yvette come ce la presenta Simenon è una ragazza che potrebbe passare inosservata, magra, minuta, non bella... Tutto questo non si può dire di una Bardot, soprattutto a ventiquattro anni... il cui alone di bellezza e seduzione la precedeva e la seguiva facendo un notevole numero di vittime!

lunedì 31 maggio 2021

SIMENON SIMENON "REPORT" - MAIGRET SE MET À TABLE


Causeur - 30/05/2021 - Emmanuel Tresmontant - Simenon n’était pas seulement un chaud lapin, c’était aussi un gourmand, un amateur de bons petits plats et, à travers les enquêtes de son commissaire Maigret, un ardent défenseur de cette culture française qui passe (passait ?) immanquablement par la case bistrot. Au journaliste gastronomique Robert Courtine, qui avait recensé en 1971 toutes les recettes de Mme Maigret (Simenon et Maigret passent à table, la Table Ronde), Simenon confiait que, pour lui, la cuisine était probablement l’art le plus ancien et le plus primitif, le seul capable de ressusciter le paradis de l’enfance : « Je suis sûr qu’il y a un élément venu du fond de notre enfance, qui nous manque pour la vie : c’est la cuisine familiale. »
Louise Maigret, de ce point de vue, est l’idéal amoureux de Simenon – et le nôtre, par la même occasion ! Cette Alsacienne est un fin cordon bleu qui aime son mari bourru et taiseux, et lui prépare les plats mijotés qu’il préfère : coq au vin parfumé à l’eau-de-vie de prunelle, gratin de macaronis (le mardi), pot-au-feu (le jeudi), bœuf bourguignon, bouillabaisse, choucroute, pintade en croûte de sel...>>>

domenica 30 maggio 2021

SIMENON SIMENON WEEKEND N.15 - DIECIMILA DONNE, DAVVERO? - DIX MILLE FEMMES VRAIMENT?


 diecimila donne davverO?

FEMMES...FEMMES...FEMMES..

OTTO PUNTI CARDINALI FEMMINILI DI SIMENON

La vamp et la strip-teaseuse


CLICCATE QUI  -  CLIQUEZ ICI


sabato 29 maggio 2021

SIMENON SIMENON WEEKEND N. 15 - 10.000 DONNE SI O NO? - 10.000 FEMMES OUI OU NON?


Donne? Diecimila. Di tutta la relazione con l’altro sesso di tutta una vita, rimane questa frase pronunciata da Simenon durante un’intervista concessa al suo amico Fellini. Una battuta? Certamente, ma intanto fece il giro del mondo. Certo non sarà stata la verità, ma che i rapporti con le donne dello scrittore fossero dominati da quella impellenza fisica che lo spingeva a rapporti quotidiani, è fuor di dubbio...


Les femmes ? Dix mille. De toute la relation avec l’autre sexe sa vie durant, il reste cette phrase prononcée par Simenon durant une interview donnée à son ami Fellini. Une boutade ? Certainement, mais elle fit cependant le tour du monde. Certes ce n’était pas la vérité, mais il reste hors de doute que les relations du romancier avec les femmes furent dominées par cette pulsion physique qui le poussait à des rapports quotidiens...

giovedì 27 maggio 2021

SIMENON SIMENON WEEKEND - DOMANI ON LINE IL NUOVO NUMERO - LE NOUVEAU NUMÉRO EN LIGNE DEMAIN

 

J'ai toujours été obsédé par la femme. Je recherchais le contact humain. Or le contact le plus grand qu'on puisse avoir avec un être, c'est encore de faire l'amour. J'ai cherché la femelle à travers toutes les femmes [...] Quand je dis d'une femme qu'elle est une femelle, c'est un grand compliment. Une femelle c'est  une vraie femme, une femme nature, une amoureuse et une amie intime avec qui on peut vivre vingt-quatre heures sur vingt-quatre. Ce n'est pas la femme fabriquée qui essaie de ressembler à une mannequin, qui prend de jus de pamplemousse pour rester mince, qui passe trois heures chez son coiffeur chaque semaine ou qui va se faire maquiller pour une soirée.  (Georges Simenon - Lausanne 1981)

Sono sempre stato ossessionato dalle donne.  Cercavo il contatto umano. Tuttavia, il più grande contatto che possiamo avere con un essere è ancora fare l'amore. Ho cercato la femmina attraverso tutte le donne [...] Quando dico di una donna che è una femmina, è un grande complimento. Una femmina è una donna vera, una donna naturale, un'amante e un'amica intima con cui possiamo vivere ventiquattr'ore su ventiquattro. Non è la donna costruita che cerca di sembrare una modella, che beve succo di pompelmo per rimanere magra, che passa tre ore dal suo parrucchiere ogni settimana o che va a farsi truccare per una serata elegante. (Georges Simenon - Losanna 1981)

mercoledì 26 maggio 2021

SIMENON SIMENON - POURQUOI M.ME MAIGRET EST BLONDE


Dans ses romans, Simenon ne donne pas de descriptions détaillées du physique de Maigret. On sait qu'il a une face large, des sourcils épais et de gros yeux (qui peuvent se faire « tout petits » quand il se veut ironique). La couleur de ses cheveux n'est donnée que dans un seul roman (Pietr le Letton) : ils sont d'un châtain sombre ; quant à celle de ses yeux, il est noté, dans Liberty Bar, qu'ils sont d'un « gris glauque, après une nuit sans sommeil » ; donc des yeux plutôt clairs : gris, verts ou peut-être même bleus, mais ni marron, ni noirs.
Quant à Mme Maigret, on en sait encore moins : elle est plutôt potelée, mais « elle n'est pas grosse, elle est dodue. […] une petite boulotte », comme l'expliquait Simenon à Roger Stéphane. Sur ses cheveux, le romancier ne dit rien, si ce n'est qu'elle met des bigoudis pour les faire onduler. Quelle est la couleur de sa chevelure ? Je pense qu'elle est blonde. À cet effet, j'avance trois arguments.
Dans Maigret et le voleur paresseux, le commissaire rencontre Éveline Schneider, la modiste amie d'Honoré Cuendet. Elle est « assez petite, aux cheveux blond clair, […] yeux bleus », et elle est alsacienne. Simenon écrit : « Mme Maigret aussi était alsacienne et avait conservé à peu près la même taille, le même embonpoint ». À mon avis, la comparaison s'étend aussi à la couleur des cheveux.
Maigret a un faible pour les blondes, ou, du moins, c'est avec une blonde que son créateur l'a décrit éprouvant le plus grand émoi. En effet, Else Andersen, dans La Nuit du carrefour, est blonde, et il n'y a pas de doute que Maigret s'est senti attiré par elle. On trouve aussi dans les romans un certain nombre de jeunes femmes potelées et aux cheveux blonds qui éveillent la sympathie du commisssaire.
L'argument le plus décisif est celui-ci : Simenon a dit une fois que Mme Maigret était son idéal amoureux. Or, le romancier aimait les femmes blondes et potelées, comme en témoigne son attachement très fort pour Boule, qui avait exactement ce type physique. Et pour terminer ma démonstration, relevons que dans les romans, Maigret n'appelle jamais sa femme autrement que « Mme Maigret ». Il l'appelle « Louise » seulement dans Les Mémoires de Maigret. Or, dans la nouvelle L'Amoureux de Madame Maigret (écrite bien avant les Mémoires), le commissaire appelle sa femme « Henriette ». Certains ont pensé qu'il s'agissait d'un lapsus révélateur, la mère de Simenon se nommant Henriette. Mais le prénom véritable de Boule était… Henriette... (m.w.)

martedì 25 maggio 2021

SIMENON SIMENON "SOUVENIR" . MAIGRET: PIATTO,FORCHETTA E PIPA... LA TAVOLA E' APPARECCHIATA

Il pranzo è servito. Piatto, pipa e forchetta. Una strana tavola apparecchiata appositamente per Maigret. Una tavola ideale per un pranzo fantastico... ma significativo. Un pranzo che il commissario però si ritrova a consumare tutti i giorni.

Una forchetta per infilzare le ghiottonerie che gusta a casa propria, alla brasserie Dauphine, o in qualsi altro bistrot... Una posata che simboleggia il suo rapporto con il cibo, che non è solo un modo di dimostrarsi un mangione, ma nasconde un modo di essere, una concezione della vita, delle origini di un certo tipo.
Un piatto bianco, semplice, un po' rustico che riassume in sé le preferenze di Maigret per le cose essenziali, senza fronzoli, un po' grossier, ma davvero funzionali al loro utilizzo, una filosofia che vale per i suoi vestiti, le sue pipe, i mobili del suo ufficio (in casa, a boulevard Richard Lenoir, è diverso, lì c'è il tocco di M.me Maigret). E poi la pipa. Un elemento fuori contesto tra piatto, forchetta, ma un'icona del personaggio creato da Simenon. E sarebbe sbrigativo argomentare che il commissario fuma la pipa perché anche il suo autore era un gran fumatore. Invece, la pipa si integra nel personaggio in modo totale. Ma, ad esempio, in modo molto diverso da come succede ad un altro celebre investigatore fumatore di pipa, Sherlock Holmes. Lui fuma solo in certi momenti, magari quando è assorto nelle sue elecubrazioni seguendo le sue oscure vie della mente che lo portano a scoprire cose che altri non troveranno mai... Maigret no. Se ci si passa il termine, è un fumatore seriale, che accende la sua pipa di mattina, dopo pranzo, addirittura alla sera quando va a letto. Fuma la pipa quando interroga i sospettati e quando è in giro per farsi un'idea sul caso in corso. Fuma quando beve un birra fresca per dissetarsi o un vigoroso calvados per scaldarsi.
Dicevamo che é connaturata alla sua persona.  Anche  spenta la tiene tra i denti, in mano, sulla scrivania sotto il suo sguardo, la stringe con il pugno quando ce l'ha in tasca.
La pipa è forse la pistola di Maigret? In certi film d'azione americani l'eroe di turno ha sempre una pistola in mano, o nella fondina sotto l'ascella, con un'altra legata alla caviglia, oppure infilata nella cinta... Maigret ha sempre con sè la sua pipa. La pipa è un catalizzatore, che gli fa scattare un déclic, quando è nel bel mezzo di un caso irrisolvibile, che gli dà la forza di portare avanti interrogatori lunghissimi che sfiniscono il sospettato (che spesso finisce per confessare). La pipa invece lo distende quando passeggia sul lungo Senna inseguendo con la mente i suoi pensieri e con gli occhi le volute del fumo in aria.
Piatto, forchetta e pipa, quasi un quadro... fedele quanto strampalata rappresentazione di Maigret.

lunedì 24 maggio 2021

SIMENON SIMENON "SOUVENIR". UNA PERIFERIA DI OTTANT'ANNI FA' CHE PIACE ANCORA


Faubourg. Periferia, traducendolo in italiano. Un'ambiente, ma anche una regione dell'anima. Come i sobborghi sembrano lontani dal centro pulsante di una città, così appaiono il luoghi e le persone che abbiamo allontanato dal cuore della nostra vita.
Sembra. Perché in realtà le persone vanno e vengono dal centro alla periferia, ma anche le situazioni e gli eventi si ripetono e a volte ritornano, più o meno inaspettatamente nelle pieghe della vita.
Stiamo parlando  di un tema caro a Simenon e in particolare di un romanzo, Faubourg, finito di scrivere proprio nell'ottobre di ottanta anni fa'. E' un romanzo di grande attrazione dove la figura principale, De Ritter, un avventuriero di piccolo cabotaggio, non troppo furfante per essere un malvivente, ma troppo furbetto per essere una persona perbene, è il simbolo di certi personaggi simenoniani, borderline, non cattivi, ma predisposti alla cattiva sorte, ingenui e presuntuosi, millantatori e meschini, compagnoni ma in realtà soli.
De Ritter aveva abbandonato quella provincia, percepita come un'asfittica periferia dell'anima ed era approdato ad un esistenza nient'affatto cosmopolita, ma tutt'al più apolide, caratterizzata da truffe, piccoli imbrogli, velleità di facili successi regolarmente abortite, con fughe e spostamenti altrettanto repentini quanto frequenti. L'idea era forse quella di far fortuna e tornare in quella periferia per dimostrare quello di cui era stato capace.
Ma così in effetti non è. Quando De Ritter con la sua compagna Lea, un'ex prostituta, scendono dal treno alla stazione della sua cittadina, lui non è davvero nessuno e la baldanza e le arie che lo circondano non hanno motivo di essere.
Ben deciso a rimanere in disparte e a spiare personaggi, ambienti e farsi un'idea di cosa è diventata la sua cittadina, De Ritter sulle prime rimane quasi nascosto, nell'ombra, ma poi piano piano non resiste all'attrazione di farsi vedere in giro e di farsi riconoscere. Ma perché?
La stessa domanda bisognerebbe porsela in merito ai motivi che l'hanno spinto a ritornare. Evidentemente è una spinta interna cui uno come De Ritter non riesce a resistere. Probabilmente è più forte di lui e delle intenzioni più o meno razionali con cui parte. E, come René, uomo d'affari in attesa di ricevere dei soldi dai propri soci, inizia chiedere soldi a delle vecchie conoscenze, mentre Lea ricomincia ad esercitare la sua antica professione, per guadagnare quello che consente ai due di sopravvivere. Ma la cose non vanno come René-De Ritter vorrebbe. Il credito di cui gode in città si esaurisce ben presto, Lea allaccia una relazione con il proprietario dell'albergo di un cui alloggiano. La moglie dell'albergatore si dice pronta a pagare il nostro protagonista pur di allontanare Lea.
De Ritter prende i soldi e scappa. Anzi scappano insieme, lui e Lea, si  stabiliscono in un altro punto della città e ricominciano i loro traffici. I passi successivi di De Ritter saranno quello di andare dalla madre, portandole costosi regali, per farle credere di esser diventato ricco e poi quello di riallacciare i rapporti con una sua vecchia fiamma, Marthe, che poi, in pieno accordo con Lea sposa solo per interesse. Ma in realtà Lea non prende così bene la cosa o perlomeno si consola in un gratificante rapporto con un giovane redattore.
Quando De Ritter lo scopre, si comporta da quel provinciale, gretto ed egoista che evidentemente è, e non da quell'uomo di mondo, evoluto e cosmopolita che cerca di far credere agli altri. Preda della più vecchia, banale e cieca passione, la gelosia, uccide il giovane amante di Lea e decreta così lo sgretolamento di quel castello di carte che era riuscito fin ad allora a tenere in piedi.
Simenon teneva molto a questo roman-dur, al punto di fare a Gallimard una richiesta per lui insolita: spendere dei soldi in messaggio radiofonici per fare pubblicità a Faubourg. Il vecchio Gaston non lo prese in considerazione, ma comunque l'episodio dimostra quanto Simenon ci contasse.
E non aveva torto perché ancor oggi, ad ottant'anni passati dalla sua stesura, Faubourg riscuote ancora l'interesse degli appassionati e l'attenzione dei critici.

domenica 23 maggio 2021

SIMENON SIMENON WEEKEND N.14 - GEORGES E IL SUO RAPPORTO CON IL MONDO DELLA MEDICINA - GEORGES ET SA RELATION AVEC LE MONDE DE LA MÉDECINE

Una diagnosi (sbagliata), il timore di non farcela (il ricordo di suo padre morto quando lui era ancora giovane) e la preoccupazione di lasciare il figlio piccolo senza un ricordo del padre e la decisione di scrivere un libro di memorie: Pedigree. E poi a speranza di una nuova diagnosi che negava la precedente escludendo la malattia...

Le commissaire a rencontré de nombreux médecins au cours de sa carrière, avec lesquels il s’est senti une certaine affinité, due au fait que lui-même avait envisagé de devenir médecin... 

Simenon concesse molte interviste nella sua vita, ma questa fu davvero speciale. Un equipe medica (e redazione di un rivista di medicina) mise per un‘intera giornata lo scrittore “sur le gril”...

Simenon a parfois décrit son héros retenu au lit ou gardant la chambre pour cause de grippe. La maladie de Maigret a une influence sur sa manière de mener son enquête...

sabato 22 maggio 2021

SIMENON SIMENON WEEKEND N.14 - MEDICI E MALATTIE - MÉDECINS ET MALADIES


D’accordo, l’argomento può non essere dei più piacevoli, ma da una parte conosciamo bene l’interesse di Simenon per la medicina, per la psicoanalisi e per il ruolo che avrebbe voluto ricoprissero nella società.
D’altra parte il suo rapporto con le malattie. E’ un momento sempre delicato per tutti, ma il modo di reagire, il modo di accettare o no la malattia dice molto di noi e questo vale ovviamente anche per Simenon.



Certes, le thème peut ne pas être des plus plaisants, mais d’une part on connaît bien l’intérêt de Simenon pour la médecine, pour la psychanalyse et le rôle qu’il aurait voulu qu’elle joue dans la société.
D’autre part, sa relation aux maladies. C’est un moment toujours délicat pour chacun, mais la façon de réagir, d’accepter ou non la maladie en dit beaucoup sur nous et ceci vaut évidemment aussi pour Simenon.

giovedì 20 maggio 2021

SIMENON SIMENON - DOMANI ON LINE IL NUOVO "WEEKEND"


Domani il nostro appuntamento settimanale sarà quasi obbligatorio... come un check-up del tutto necessario per tenere sotto controllo la propria alterazione febbrile 
nei confronti di Simenon e di Maigret!
Sarà un'esplorazione di un'altro dei temi più ricorrenti nella narrativa di Simenon, che riveste un notevole interesse e che rivela anche pieghe più nascoste che ci completano la conoscenza del profilo del romanziere. Buona lettura!


Demain, notre rendez-vous hebdomadaire sera presque obligatoire... comme un check-up tout à fait nécessaire pour tenir sous contrôle cette maladie fébrile qui nous tient 
à propos de Simenon et de Maigret !
Il s'agira d'une exploration d'un autre des thèmes les plus récurrents dans l’œuvre de Simenon, qui présente un intérêt considérable et qui révèle aussi des replis plus secrets qui complètent notre connaissance du profil du romancier. Bonne lecture!

SIMENON SIMENON. VA IN SCENA UN AMORE E UN DRAMMA DI NOME MARIE-JO


20 maggio. Era una primavera inoltrata del 1978 quando una notizia che proveniva da Parigi colpì Simenon, che abitava a Losanna, con la potenza di una fucilata. La sua unica figlia, la più amata dei suoi quattro, aveva tentato un'altra volta il suicidio e questa volta purtroppo c'era riuscita. I soccorsi erano stati vani.
Poco tempo prima lo scrittore aveva ricevuto una lettera dalla figlia  in cui, tra l'altro si percepiva il forte disagio per il suo malessere, per la sua insicurezza e per le sue paure. Scriveva "...oh, Dad, se tu potessi essere qui vicino a me, prendermi tra le tue braccia come quando ero piccola e farmi dimenticare tutto..." .
Il rapporto di Georges e Marie-Jo. Padre e figlia uniti da un legame un po' troppo speciale, da sempre. E tutto quell'affetto Simenon l'aveva percepito e ricambiato fin dall'infanzia, lei l'unica femmina e la più piccola per sei anni (fino all'arrivo di Pierre-Nicholas). Lui la viziava e lei lo metteva in una certa difficoltà, come quando Simenon, che voleva farle per regalo un ciondolo da bambini, si sentì chiedere una "fede d'oro" come quella di mamma Denyse, con in più la pretesa che il papà gliela infilasse al dito anulare... con tutto quello che questo poteva significare.
Questo avvenimento era foriero delle gioie e dei dolori che lei stessa subirà dall'evoluzione del rapporto tra Georges e Denyse, dell'influenza non certo benefica dell'instabilità psichica di sua madre, dell'ammirazione sconfinata per il padre, sicuramente oltre il normale affetto che una figlia prova per un papà... E ancora la fragilità di una ragazza che da giovane donna ricercava nei suoi rapporti sentimentali con uomini più grandi, come se volesse trovare un rapporto che sostituisse quello impossibile con il genitore...
Tragedia preannunciata? Beh non era difficile immaginarlo. Certo come accennavamo prima, va valutata anche l'influenza negativa della madre, soprattutto perché Georges non era un padre sempre presente. Ma forse proprio per questo più desiderato?
Marie-Jo in una delle ultimissime missive al suo "Dad", dopo essersi lamentata del suo malessere, delle sue incertezze e delle sue insicurezza, scrive "...oh, Dad, se tu potessi essere qui vicino a me, prendermi tra le tue braccia come quando ero piccola e farmi dimenticare tutto..."
Una sorta di fuga dalla realtà, direbbero gli psicologi, una soluzione che Marie-Jo sa essere impossibile, ma che continua a ricercarla senza sosta, cosa che è uno dei motivi della sua disperazione.
Certamente Simenon conosceva il precario equilibrio mentale della figlia, come non poteva non allarmarsi e forse addirittura prepararsi ad un gesto definitivo (per quanto possa farlo un padre di fronte all'idea di un tale dramma), ad una fine preannunciata? Infatti la ragazza aveva provato a suicidarsi già nel maggio del 1976, trangugiando una dose quasi letale di barbiturici. Come poteva sentirsi Simenon ormai settantacinquenne, lì a Losanna, lontano dalla sua amata figlia cui lo legava qualche telefonata e qualche lettera che gli arrivavano da Parigi? Poteva fare qualcosa? Che cosa che non fece? Magari, avrebbe potuto trattenerla con sé, qualche mese prima della tragedia, quando lei andò a trovarlo per l'ultima volta nella sua piccola casa rosa? Poteva organizzare per lei un'assistenza psichiatrica più efficace di quelle sedute cui ogni tanto Marie-Jo faceva a Parigi. Il fratello grande, Marc, primogenito e figlio di Tigy, impegnato nel cinematografo, abitava anche lui a Parigi, forse avrebbe potuto assisterla di più? Esserle più vicino?
Nelle sue lettere Marie-Jo é sempre esplicita nei riguardi dei sentimenti per suo padre, ma anche sull'impossibilità di realizzarli e sull'impossibilità di evitare una fine drammatica "... Salvami Daddy, sto per morire. Io non sono più nulla. non vedo il mio posto. Sono sperduta tra lo spazio, il silenzio e la morte. Dimentica le mie lacrime, ma ti prego, credi nel mio sorriso di quando ero la tua piccolina, ormai parecchi anni fa'. Sii felice per me. Ricordati del mio Amore anche se è stato folle. E' per questo che io ho vissuto ed è per questo che io adesso muoio..." .
Ad aggravare la situazione ci si mise la conflittualità esplosa tra Georges e Denyse che, anche quando era ormai non abitavano più insieme a Épalinges, il loro scontro continuava,  per così dire, a livello editoriale.
Lei aveva lanciato il primo colpo con Un oiseau pour le chat, un libro che puntava dritto il dito su Simenon indicando le sue innumerevoli colpe e le sue carenze in diversi ambiti, mischiando verità a menzogne. E' inutile dire che l'iniziativa suscitò uno scandalo più che per le accuse di Denyse, per la notorietà e la fama dell'oggetto delle critiche.
Anche un tale evento non poteva essere indifferente per Marie-Jo, che ne era stata talmente ferita da chiedere al padre di non difendersi dalle accuse di quel libro, per lei orribili, libro che comunque aveva voluto leggere fino all'ultima riga.
E poi quell'avvenimento di cui spesso si parla. La vacanza a Villars-sur-Ollon, madre e figlia sole, nel '64, esperienza da cui Marie-Jo uscì pesantemente scioccata. Allora aveva undici anni e si rifiutava di parlarne. Ma in seguito sarà noto che la madre aveva traumatizzato la figlia masturbandosi davanti a lei, tentando una sorta d'incesto e addirittura lanciando degli anatemi "...non sarai mai in grado di essere una vera femmina di fronte ad un uomo, perché ti verrà in mente per sempre questa scena... delle mie dita che cercano il piacere nel mio sesso...".
Quanto ci sia di vero non si saprà mai con certezza, anche perché sia la madre che la figlia soffrivano di un'instabilità mentale. Ma non c'è dubbio che qualunque cosa sia avvenuta a Villars-sur-Ollon fu qualcosa che lasciò un segno indelebile su un soggetto, che già di suo soffriva di problemi psichici
A Simenon rimanevano da vivere poco più di dieci anni, ma certo questo fu un colpo da cui non si riprese. Nonostante le amorevoli attenzioni di Teresa, era come se il suo orizzonte si fosse spento. E a poco gli valse spargere le ceneri della figlia nel suo piccolo giardino della casa rosa, all'ombra del grande cedro del Libano. Ormai Marie-Jo era lontana, più lontana di quanto mai fosse stata durante la vita.
Lo scrittore sapeva che si sarebbero riuniti. Aveva dato direttive affinché anche le sue ceneri, una volta morto, fossero sparse lì dove erano quelle della figlia. E allora, solo allora, si sarebbero davvero riuniti.

mercoledì 19 maggio 2021

SIMENON SIMENON "SOUVENIR" - DOVE ANDARE A CERCARE IL SUO STILE ?


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. Lo stile è il ritmo, il ritmo del personaggio...". E ancora "... lo stile è innanzitutto movimento...". E poi " ... lo stile è l'uomo...".
Le prime due sono affermazioni di Simenon. La prima in un intervista del 1955, la seconda scritta in Quand j'étais vieux, nel '60. La terza invece è di André Gide, ma riportata sempre da Simenon in uno dei suoi Dictées, nel '77 (Au dela de ma porte fenetre).
Sullo stile di Simenon sono state scritte un'infinità di cose tali che, come si dice a Roma, ci si potrebbe far camminare un treno, e anche Simenon-Simenon ne ha parlato spesso (vedi Lo stile, la scrittura, le parole di Simenon del 21 novembre 2010, o anche Simenon. Lo stile che cambia e le mots-matiére del 23 maggio 2011 oppure Simenon romanziere, è solo una tecnica o no? del 3 settembre 2011). Noi però qui non vogliamo far camminare nessun treno, ma ci interessa fare qualche passo in avanti nella comprensione di quanto e in che modo lo stile, che è molto spesso la cifra distintiva di uno scrittore, valesse per Simenon.
Sappiamo che nella sua scrittura lo stile non ha nulla a che fare con l'eleganza e la ricercatezza dei termini o con la bella costruzione della frase. Anzi, sappiamo che la sua prosa, scarna ed essenziale, faceva appositamente uso di quelle mots-matière che come spiegava lo stesso scrittore: "... io utilizzo le stesse mots-matière che hanno lo stesso significato in almeno venticinque città di una decina di nazioni diverse...".
E questo ci fà fare un bel passo avanti. La preoccupazione pricipale di Simenon non era quindi quella di realizzare una bella scrittura, ma di scrivere in linguaggio comprensibile alla maggior parte dei lettori, anche non di lingua francese. Insomma il ricordo del vecchio consiglio di Colette "via tutta questa letteratura" aveva attecchito in un terreno fertile.
Non a caso negli anni '60, andando a rileggere degli articoli che aveva scritto agli inzi degli anni '30, Simenon commentava "... all'inizio ebbi la sorpresa di constatare che il mio stile di allora era pieno di sfaccettature, molto più brillante di quello odierno e questo mi ha fatto piacere perché, durante gli anni, il mio principale sforzo è stato di semplificare, di condensare, di rendere il mio stile più neutro possibile, in modo di aderire più adeguatamente ai pensieri dei miei personaggi..."
E torniamo così alla prima affermazione di Simenon " lo stile è il ritmo del personaggio". E, in effetti, aveva più volte dichiarato che solo uno stile neutro poteva consentirgli di entrare meglio nella mente del proprio personaggio ed esprimersi come lui e pensare come lui pensava.
E l'affermazione di Gide, Simenon la spiegava con la simbiosi che ci doveva essere tra lo stile in cui scriveva il romanziere e l'uomo che era in lui. Simenon aveva asciugato il suo linguaggio, ridotto la sua terminologia, economizzato gli aggettivi, gli avverbi. Eppure questa scrittura, accreditata di non più di duemila vocaboli, riusciva a rendere perfettamente stati d'animo, atmosfere, i pensieri e e le angosce più profondi... Questo, a nostro avviso, è il suo stile.