venerdì 10 aprile 2015

SIMENON SIMENON. "LA CHAMBRE BLEUE": ANTEPRIMA DEL FILM A ROMA E RICORDO DEL ROMANZO


Oggi a Roma, a Villa Madici, nella cornice della manifestazione Rendez-vous 2015, organizzata dall'Institut Fraçais, si terrà l'anteprima italiana (non è mai troppo tardi... a quando la distribuzione?) del film "La chambre bleue", regista e protagonista Mathieu Amalric, che è stato presentato nella scorsa edizione del Festival Internazionale Cinematografico di Cannes.
Del film vi riferiremo una volta visto. Oggi invece cogliamo l'occasione per parlare del romanzo che, senza ombra di dubbio, può essere collocato tra i migliori dei migliori scritti da Simenon (perchè, ne ha forse scritti di peggiori?...)...
E' stato terminato nel giugno del 1963 nel castello di Échandens, nel Canton de Vaud, e pubblicato l'anno successivo da Presses de La Cité.
E' un buon momento per Simenon che si è finalmente stabilizzato in Svizzera (dove rimarrà oltre trent'anni, sia pure con qualche "déménagement", dato che vi si è stabilito nel '57 e vi abiterà fino alla sua morte, nel 1989), è ormai un acclamato romanziere e oltretutto famoso in tutto il mondo per il suo commissario Maigret.
"La chambre bleue" è un romanzo particolare. La trama, se vogliamo, è addirittura banale. Si tratta di Tony il solito padre di famiglia, buon padre di famiglia, che un giorno ha un casuale incontro con Andrée, donna che conosceva fin da ragazzina, dai tempi della scuola, quando già lei provava un'attrazione per lui. Poi Tony emigrò per alcuni anni e quando tornò al paese lei aveva già fatto un matrimonio d'interesse. Lui invece si sposò con un donna dolce e tutta dedita a lui, insieme ebbero una figlia... una famigia... e lui si mise in proprio commerciando in macchine agricole. Ora Andrée donna, insoddisfatta e passionale, a partire da quell'incontro casuale, coinvolge Tony non solo in un'avvenutura sessuale, che lo soddisfa, lo gratifica e lo sorprende (aveva sempre pensato ad Andrée come ad una donna glaciale e indifferente), ma che alla fine lo irretisce.
Gli incontri nell'albergo, in quella che Tony chiamerà in seguito la chambre bleue, costituiscono la loro storia, storia di verità, bugie, mezze bugie, promesse fatte sotto l'effetto dello stordimento  sessuale, storia che però per lui si chiude bruscamente il giorno in cui il marito di Andrée arriva all'albergo dove sospettava che i due si incontrassero. Aiutati dal fratello di Tony, propietario dell'albergo, riescono ad evitare di essere sorpresi. Lui allora chiude il rapporto, lei no. Lei rimane innamorata di Tony, un trasporto che aveva fin da bambina, frustrato prima dall'indifferenza di lui, poi dalla sua assenza, quindi da un matrimonio con un uomo ricco, ma malato e per di più da una suocera insopportabile.
La situazione peggiora perchè quella storia, che doveva ovviamente rimanere segreta, inizia a serpeggiare tra la bocca della gente, e poi precipita quando il marito di Andrée muore. Morte naturale o omicidio? Andrée ha agito da sola o aiutata o addirittura pressata dal suo amante? E Andrée fà la parte della dark-lady? Dopo aver ucciso il marito, fà in modo che Tony avveleni inconsapevolemente la moglie. Vuole Tony tutto per se? Vuole i soldi del marito e far ricadere le colpe sull'amante? Tony intanto entra nel tritacarne dei pregiudizi dei compaesani, viene stritolato dalla macchina della giustizia, torchiato dagli interrogatori della polizia, vessato dalle domande del giudice istruttore e pressato dai quesiti dello psicanalista.
Lo scivoloso percorso che compie Tony, e che lo porterà al processo, è descritto mirabilmente, con l'alternarsi di flashback e di narrazione al presente, dalle vicende intrecciate con le riflessioni, i pensieri e addirittura le fantasie di Tony. E la storia corre ambigua su due binari: sempre più assurda e incomprensibile agli occhi di un innocente Tony, sempre più chiara per l'inchiesta giudiziaria che mischia indizi, voci, pregiudizi, fino a costruire un castello accusatorio "coerente"... tranne per la mancanza di prove concrete. Così va la giustizia... sembra suggerici Simenon. E Andrée fa la parte della dark-lady? Dopo aver ucciso il marito, fà in modo che uno psrovveduto Tony avveleni inconsapevolemente la moglie. Vuole Tony tutto per se? Vuole i soldi del marito e cerca di far ricadere le colpe sull'amante? Tony stesso ad un certo punto si sente colpevole per aver tradito la fiducia di sua moglie e di sua figlia di essere stanto l'involontario tramite della sua morte e quindi, pur in un catatonico stato, sente che la condanna che sta per arrivare sia giusta o, per lo meno, non sembra importargli più di tanto... la sua mente è altrove... 
Simenon conduce questo intricato balletto del gioco delle parti, scavando nella psiche del protagonista, analizzando le motivazioni di Andrée, mostrando quanto possano pesare i pregiudizi e come su questi si possanno imbastire intrighi come quelli di Andrée, ma addirittura lo stesso processo...
E' un romanzo dove l'attesa di apprendere quanto é avvenuto, lo spessore, le contraddizioni, l'ambiguità dei personaggi, la tecnica narrativa, le immagini forti e quelle più sfumate si fondono in un melange che mostra il tipico marchio dello stile simenoniano. Uno stile che distingue il grande romanzo di un grande scrittore.

2 commenti:

Andrea Franco ha detto...

Perfetta questa analisi..aggiungo solo che simenon era indeciso se intitolare il romanzo Les amants frénétiques oppure,per l appunto,la chambre bleue

Maurizio Testa ha detto...

Grazie per "la perfetta analisi"... Sei troppo buono, Andrea!