venerdì 17 aprile 2015

SIMENON SIMENON. MA I ROMANS-DURS SONO LETTERATURA E I MAIGRET SOLO DIVERTIMENTO?


Abbiamo constato più volte nel corpus delle opere maigrettiane, come il commissario, pur nella sua doverosa ricerca del colpevole di un reato o di un omicidio, sembra interessato quasi di più ad una sua personale inchiesta parallela. Un'inchiesta che ha come obiettivo non le prove, le testimonianze o i riscontri scientifici, ma un'indagine che affonda i suoi denti nella carne umana che ne sonda i più nascosti aneliti, che guarda in fondo gli animi per scrutare quale sarà il loro destino, per capire da dove vengono e dove vanno quegli individui.
Gira gira, torniamo sempre al solito "comprendere e non giudicare", la massima simenoniana che lo scrittore ha innnestato nell'animo del suo protagonista.
Ad esempio in Maigret si sbaglia Simenon scrive "...Maigret si sforzava di arrivare più vicino possibile alla verità, ma si rendeva conto che la verità assoluta era irraggiungibile..." .
La verità assoluta.
Simenon quando scrive queste parole non può riferirsi alla verità ritracciabile in un inchiesta giudiziaria. Parla di assoluto, come assoluta è la sua perenne ricerca "dell'uomo nudo", quell'individuo senza condizionamenti sociali, senza influenze religiose, senza sovrastrutture culturali... insomma l'essenza dell'uomo... che, come tale, è introvabile allo stato puro. Eppure lo scrittore non smette di cercare e questo porta come conseguenza nella sua opera che i comportamenti dei personaggi, le tipologie dei problemi e l'evoluzione delle vicende tendono ad essere universali, a essere gli stessi per tutte le razze, in tutte le lingue e in ogni ambiente. Questo nei romans-dur, ma via via anche nei Maigret. E non a caso Thomas Narcejac scriveva nel 1935 "... Attenzione, mio caro Simenon! I vostri Maigret stanno per raggiungere le altre vostre opere (i romans-durs n.d.r) -  e continuava - Affrontano gli stessi problemi, tradiscono le stesse inquietudini, ormai mettono in ballo la vita. E il pubblico non ama quello che gli impedisce di dormire...".
Ma Narcejac, se da un parte aveva visto giusto, d'altra parte però non aveva previsto che i romans-durs e i Maigret piacevano e continuano tutt'oggi a piacere alla gente per due motivi rincipali: innanzi tutto perchè non è vero, come qualcuno sostiene, che i primi siano letteratura e i secondi siano divertimento, ma soprattutto perchè la gente si riconosce e si immedesima in quelle vite, in quelle storie e in quei drammi che sono le  vite, le storie e i drammi di tutti noi.

2 commenti:

Giuseppe Cocco ha detto...

la sua frase preferita, a domanda "cosa ne pensa", risponde "io non penso niente", perché non si lascia fuorviare da preconcetti e presupposti

Andrea Franco ha detto...

credo che anche i maigret siano letteratura perchè all incirca da metà degli anni '50 si assomigliano con i "romans-durs",almeno nelle tematiche affrontate.forse all inizio i maigret (che si avvicinavano di piu,sotto certi aspetti,a gialli classici pur essendone differenti)erano meno "letterari".si può portare ad esempio la prima inchiesta ufficiale del commissario con alcuni retaggi del romanzo popolare,vedasi lo stratagemma dei sosia o dei gemelli in pietr le letton già utilizzato poco prima,al femminile,nell ultimo maigret non ufficiale :la maison de l inquietude