lunedì 30 giugno 2014

SIMENON SIMENON. ALTRI 10 CONSIGLI PER DIVENTARE UN PERFETTO... MAIGRET

Ieri abbiamo pubblicato 
dieci consigli per chi volesse 
mettersi nei panni di Maigret. 
Erano tratti da un'intervista 
di Roger Stéphane a Simenon 
che gli domandava: 
"Ma se io fossi un attore e 
dovessi interpretare Maigret, 
quali consigli mi darebbe?". 
Abbiamo constato che 
quei consigli hanno riscontrato 
un grandissimo interesse 
da parte dei nosti lettori, 
 tanto che oggi approffitiamo 
di un commento di ieri 
della nostra Murielle Wenger 
che ha aggiunto, con il suo 
consueto acume, altri dieci consigli 
che potremmo definire 
una sorta di... corso di perfezionamento(!) per chi proprio volesse "entrare nella pelle" del commissario Maigret.
Dunque, dal commento di ieri al post di oggi, dal francese all'italiano. Eccoli:

1) Mangiate spesso blanquette, crauti e salsicce di trippa o altri piatti. sostanziosi, nella speranza di raggiungere almeno òatezza di 1,80 m. e almeno 100 kg, entrambe necessari per acquisire una figura massiccia.
2) Bevete molta birra, alternandola con vino bianco, prunella e calvados per esibire una pinguedine indispensabile al ruolo che avete scelto.
3) Fumate molto, soprattutto la pipa e intensamente tanto da annebbiare il vostro ufficio, cosa che vi darà il pretesto per aprire la finestra e per attardarvi ad osservare lo spettacolo delle peniches sulla Senna. Scaldatevi solamente con un stufa a carbone di legno e niente termosifoni.
4) Non è indispensabile che facciate dello sport ma, se proprio ci tenete, potrete andare a piedi fino al vostro ufficio. A rigore dovreste praticare un po' di pesca alla lenza, dedicarvi un po' al biliardo e pure al giardinaggio. Invece dovrete uscire con qualsiasi tempo, senza preoccuparvi né della canicola, né dei temporali, né delle tempeste di pioggia o di neve.
5) Nei vostri spostamenti dovrete essere lenti, invece della metro prendete il buon vecchio autobus, quello che si impantana negli imbottigliamenti del traffico parigino. Al posto dell'aereo scegliete un piccolo treno di campagna di quelli che che si fermano a tutte le stazioni. Vi sposterete sorpattutto nelle vie di Parigi, ma nulla vieta di tanto in tanto di fare passeggiate in riva al mare, su un sentiero di campagna o costeggiando un canale.
6) Per l'abbigliamento dovrete contare su un completo e su una camicia bianca. Sono raccomandati i colori discreti (grigio, nero, blu marino). La cravatta è obbligatoria, ma la potete allentare quando fa molto caldo, oppure quando vi prendente una sacrosanta arrabbiatura. Potrete concedervi un tocco di colore portando delle bretele color malva. Per quanto riguarda il cappello sarete liberi di scegliere tra la bombetta o il borsalino, ma il soprabito sarà obbligatorio.
7) Usate e abusate del telefono, ma lasciate stare la moderna tecnologia. L'unica concessione che potrete permettervi sarà la televisione, ma con moderazione: un po' d'attualità, di tanto in tanto un film western o un poliziesco.
8) Per quanto concerne l'arte e la cultura non potrete far sfoggio delle vostre conoscenze, ma potrete mostrare talvolta qualche nozione: recitare qualche verso di Ibsen, citare Dumas, o fare di piccoli disegni sulla vostra carta assorbente mentre parlate al telefono. Potrete recarvi al cinema una o due volte a settimana.
9) Coltivate l'amicizia di medici, portinaie, cameriere e ballerine di cabaret, ma evitate i giudici, gli avvocati e le donne delle pulizie.
10) Sono ammessi, anzi benvenuti, i ricordi  dell'infanzia, sogni vari, occhiate sui cbusti delle belle signore. Ma soprattutto dovrete passare il vostro tempo ad "impregnarvi" del mondo che vi circonda.
 

6 commenti:

  1. Buona giornata, a te Maurizio e agli eventuali ospiti, ma prima di passare a ciò che Maigret stesso racconterà tra poco, cosa di per sé insolita e spiazzante, voglio sottolineare che il post sullo stile e sul ritmo della scrittura di Simenon credo sia un punto assai importante. Uno snodo che dovrebbe interessare non solo i semplici lettori e quelli in particolare di Simenon o gli amanti in solitaria della scrittura e i laboratori di scrittura. Il ritmo di Simenon che viene da dentro, come se fosse una sorta di auto confessione senza l'ausilio del medium prete, ma innanzitutto a tu per tu con i fantasmi e gli incubi personali e altrui, aiuta da un lato a guardare ciò che espone il personaggio (incriminato, in genere, da se stesso, maschio o femmina che sia)rendendo la lettura scorrevole, intrigante e, contraddittoriamente, piacevole, ma fondamentale per chi ama scrivere e per la talpa che è in noi. Tutto questo permette a Simenon di catturare con la sua tessitura della sua tale tre individui allo stesso tempo e sullo stesso piano(inclinato?): Simenon uomo; Simenon in preda al medium scrittore; il personaggio/i personaggi(due o al massimo tre, cioè il triangolo) e il lettore, inteso sia singolo individuo sia individuo sociale e comunitario.



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  2. Titolo del racconto: Maigret a Licola mare

    Ovunque vada tutti sanno come mi chiamo. E tutti mi chiamano Megrè, con la e accentata come se questo fosse questo il mio tratto principale di riconoscimento. Qui però ho scoperto che non è l'unico. Anzi, la lista si è allungata. Qui, a Licola mare, in cui soggiorno da dieci giorni, ormai, sono e mi chiamano 'O commissario 'e Parigg'; sapete, quel pezzo d'uomo che tiene sempre 'a pippa appicciata mmocca e gli piace magnà sapurit': insomma, un buongustaio, praticamente, 'na bbona furchetta che conosce tutti i primi piatti della cucina napoletana. Da quando sono arrivato all'aeroporto di Capodichino mi hanno affiancato il commissario locale Salvatore Balduccio soprannominato Totore Capa 'e Vacca e il suo braccio destro 'O Buldog cane di Presa. Entrambi corrispondono per filo e per segno ai loro soprannomi.

    Ogni cittadino di Napoli e provincia fin dalla nascita ha un soprannome che risale con precisione di orologio svizzero a una peculiarità innanzitutto fisica ma in certi casi anche morale, filosofica e etica. Totore Capa 'e Vacca e ''O Buldog cane di Presa mi coadiuveranno perché non conosco alcune cose del luogo come il dialetto napoletano e quelle della zone vicine a Napoli come Torre Annunziata e Pozzuoli confinante con Licola.

    Certo però che apprezzo sia le famose canzoni napoletane sia la musicalità intrinseca della parlata vernacolare. Devo pur dire che non conosco il dialetto napoletano e le variazioni che si dispiegano su tutto il territorio della Regione Campania, una volta, mi dicono, denominata dagli antichi, Campania Felix semplicemente perché territorio ricco di bellezze naturali. E un clima temperato e dolce. E, mi dicono, provocandomi l'acquolina in bocca e nel palato, una gastronomia locale eccellentissima. Certo che non conosco e non parlo il dialetto napoletano, ma per antichi legami della storia, molti termini e parole riverberano la lingua francese.

    Armando T.

    CONTINUA

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  3. I miei colleghi mi stanno aiutando a conoscere il territorio di Licola paese e Licola mare e sulla cui spiaggia sono avvenuti dei fatti di cui uno tragico e su cui dovrò indagare. Così come non conosco e le isole del golfo cioè Procida e Ischia e più distante Capri che si possono vedere di rimpetto alla sua lunghissima indecorosa, abbandonata, pericolosa spiaggia.

    Totore Capa 'e Vacca(a tal proposito, tra le altre informazioni e notizie, mi hanno detto c'è un antica cantilena che recita: Capa 'e Bomba va 'n terra e s' rompe. Capa 'e Vacca va 'n terra e s' spacca.), pardon volevo dire il commissario Salvatore Balduccio è grosso quanto me e tutti e due abbiamo passi pesanti ma intuito e istinto a pelle e deduzione per venire a capo di imprese di malaffare. Mi hanno anche fatto vedere vari film di Totò, attore scomparso da tempo, ma di sicuro il più importante, che in uno dei suoi film dice: Io qui non ci volevo venire, ma mi ci hanno mandato e anche se per dovere ci son venuto a malincuore, ma questo senza offesa per nessuno.

    Il fatto è che sulla rovinata, squallida e sporca spiaggia di Licola sono stati trovati due cadaveri di due giovani. Sono due francesi. Nel giorno in cui mi hanno affidato il caso, sapevo già i loro nomi, ma non della loro morte. Il ragazzo Jean Mondrian è il figlio di un ricco uomo d'affari Marsiglia, lei invece, la bella ventenne Marie Jolie De Signac figlia di collega morto tragicamente in un incidente automobilistico senza averne colpa. Fu investito mentre era in sosta in un area di servizio lungo l'autostrada da un tir il cui autista aveva perso il controllo. Maigret non fu spinto solo e innanzitutto dalla parentela della ragazza Co, suo collega Antoine De Signac, quanto alla brutalità che aveva messo fine a quelle due giovani vite. Le solite obbligatori domande: Chi era l'assassino o gli assassini? E perché, quale il movente che aveva fatto scempio dei corpi di quei due giovani innamorati? Anche se i due ragazzi non avevano ufficializzato con le rispettive famiglie il loro legame erano in molti a sapere della loro storia.


    Armando T

    CONTINUA.

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    1. Gentile Armando, grazie dei tuoi commenti e di questo Maigret/Megrè che ci vai man mano raccontando. Se ce ne vuoi parlare più in dettaglio, scrivici a simenon.simenon@temateam.com e a presto!

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  4. Merveilleux ! Et il faut ajouter #11 : à étudier la médecine toute sa vie….

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    1. Merci David. Ok, il faut... absoluement!

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