martedì 17 giugno 2014

SIMENON SIMENON. MAIGRET HA PAURA... DELLA PENSIONE. E SIMENON...

L'inchiesta che è intitolata Maigret a peur, scritta negli Usa (Shadow Rock Farm - 1953), ha a che fare con l'argomento che vogliamo trattare oggi. Il commissario ha paura di andare in pensione? Domanda che ne nasconde un'altra: è la stessa paura del suo autore?
Nell'inchiesta citata, la paura di Maigret é quella della vecchiaia che, nella fattispecie, ritrova sul volto e nei gesti di un suo antico compagno di gioventù, che ora fà il giudice istruttore in un piccolo paese. Gli capita di guardarsi allo specchio e vedersi anche lui diverso, più vecchio...
Quella vecchiaia che fà esitare, che leva le certezze della giovinezza e anche quelle dell'età matura. Ed è ciò che vede nel suo vecchio amico, che deve risolvere tre casi di omicidio, proprio quando casualmente Maigret decide di fargli visita.
Stessa età e sono entrambe vicini alla pensione. Una paura di Maigret che d'altronde ritroviamo anche in altre situazioni. Come chiamare d'altronde quella specie di malessere che lo coglie durante delle vacanze troppo lunghe o nel corso di malattie lo tengono lontano dal suo ufficio di Quai des Orfèvres?
Quando succederà, gli basterà leggere il giornale? Giocare nel pomeriggio a carte con i compaesani? Andare a pesca? Curare il suo orto?
Sono tutte cose a cui il commissario si è gia preparato mentalmente e non solo... ha infatti già comprato una casetta a Meung-sur-Loire, ma... Ma saprà stare lontano dai suoi ispettori, dai giudici con cui litiga, dalla brasserie Dauphine, dal suo ufficio ingombro di carte e di pipe? E dai suoi casi? Alcune volte ostenta una certa indifferenza all'idea di lasciare tutto, e con la moglie si mostra alcune volte addirittura impaziente di andare a sistemarsi lì sulla riva della Loira.
Ma non c'è dubbio che questa sia una sua paura... forse la più grande. E' la stessa paura di Simenon?... smettere di scrivere?
Anche qui, quando succederà nel 1972 con quel romanzo Victor che non ne voleva sapere di decollare, Simenon prenderà un decisione repentina, quasi troppo affrettata: smettere di scrivere, e questo per uno come lui significa ritirarsi in pensione. D'altronde quando succede, Simenon ha quasi settant'anni e ne ha passati quaranta a scrivere intensamente. Forse la decisione non è stata così improvvisa, forse ci pensava da tempo, ma probablimente non sapeva come e quando sarebe avvenuto. Al contrario del suo personaggio che sapeva con precisione matematica quando sarebbe arrivato il fatidico giorno.
Maigret, nella serie, ci viene spesso presentato in pensione, ma per un motivo o per l'altro, è di nuovo in pista ad indagare. Anche Simenon smette di scrivere i romanzi e i Maigret, ma continuerà a pubblicare i Dictées e poi scriverà nell'81 quel monumentale Mémoires intimes.
D'altronde Maigret è davvero un uomo come tutti gli altri, Simenon aspirava ad esserlo e la pensione non piace a nessuno ("la retraite", come si dice in francese, è una parola sulla quale Simenon diceva "... una parola che non amo, perchè mi fa pensare alle battaglie e ai militari. E io odio battaglie e militari...").
Ma forse é proprio questa "ritirata" che alla fine lo ha reso davvero uno come tutti gli altri...

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

maigret è una persona comune,con le paure e le angosce di una normale persona,questo lo rende cosi vivo e vicino a noi