lunedì 12 novembre 2012

SIMENON E QUANTI SCRITTORI... SIMENONIANI?

Qualche tempo fa in un blog ci siamo imbattutti nelle esternazioni di un certo Ulmo in merito alla sue opinioni su Georges Simenon. "Sono un appassionato di gialli e polizieschi da sempre - scrive Ulmo -  Adoro Agatha Christie, Andrea Camilleri, Arthur Conan Doyle, John Connolly, John Grisham e altri... ma detesto profondamente lo stile di Simenon (che trovo tremendamente piatto e noioso) e la sua "creatura", il commissario Maigret (probabilmente la persona che più odierei se mi ci dovessi imbattere)... Insomma quest'Ulmo aveva (e probabilemente le avrà ancora) molto chiare le sue idee su Simenon. Evidentemente non possiamo essere d'accordo con lui, ma rispettiamo la sua opinione, anche se è universalmente ormai riconosciuto che la statura letteraria di Simenon è ben più elelvata degli scrittori che vengono citati.
Ma i gusti, si sa, sono gusti e non possono essere criticati.
Anche perchè d'altra parte c'è la critica che evidenzia come nei personaggi di vari autori sia rintracciabile una certa influenza e/o somiglianza con lo stile, con i personaggi e il tipo di storie di Simenon. Oppure sono gli autori stessi a rivendicare il loro debito, come scrittori, nei confronti di Simenon. Si spingono a volte aldilà della semplice ammirazione e, in modo più o meno dichiarato, rivendicano a vario titolo una vena simenoniana. E cominciano a non essere pochi e, a volte a nostro avviso, raramente a proposito. Così siamo andati a vedere quello che negli ultimi tempi (e non solo) è stato scritto o dichiarato in tal senso. Qui di seguito, citiamo solo qualcuno tra i vari esempi che si potrebbero elencare, alcuni tratti da articoli, altri da dichiarazioni.
  
Corriere della Sera -  A proposito di Roberto Costantini e del suo libro Alle Radici del Male (9 novembre - Francesca Visentin) si legge "... grandi passioni e conflitti, i protagonisti sono tratteggiati con dettagli anche introspettivi e psicologici, un po’ come nei libri di Simenon, dice lo scrittore..."

La Repubblica -  Giancaro De Cataldo scrivendo del romanzo Ischia di Gianni Mura, cita il protagonista Jules René Magrite "... all'eroe di Simenon lo accostano la mole massiccia, i baffi (che però qui a un certo punto subiranno una sorta di sacrificio rituale), una certa scontrosa e riflessiva bonomia che ne fa una riuscita sintesi fra il duro Jean Gabin e il più rassicurante Gino Cervi..."

Ansa - Presentando La preda di Irene Nemirovsky in una nota (Paolo Pietroni - 8 novembre) ricorda che i protagonisti "... vivono giornate senza speranza e coltivano ambizioni sbagliate senza sentimenti e con visioni utilitaristiche, sino a un finale di fallimento e miseria morale, anche i personaggi di certi romanzi della Nemirovsky stessa (e a questo proposito, per spiegarsi, qualcuno fa il nome di Simenon)...".

Contrepoints - Xavier Vic, commentando "14" di Jean Echenoz, dice tra l'altro  "...E' bella questa scena che apre il libro, su questa Vandea nel mese di agosto, questa Francia semplice e provinciale: questi giri in bicicletta, questo personaggio uscito da un romanzo di Simenon..."  ,

Oregon Live - Barabara Tom, recensendo il romanzo The Twenty-Year Death di Ariel S. Winter, sottolinea come la storia "... imbocca lo spirito di Georges Simenon, l'autore belga della serie francese del commissario Maigret..."

Tutti i colori del giallo - Dall'intervista di Luca Crovi a John Banville:
 L.C. - Molti l’hanno definita il Simenon d’Irlanda? Trova calzante questa definizione e quanto si sente affine allo scrittore belga?
J.B. - Sono stato definito il Simenon di Irlanda? Ne sono lusingato. Ma non potrei mai raggiungere l’economia e l’immediatezza del suo stile, che sono le grandi doti di Simenon come scrittore. È in grado di impostare un’intera scena nello spazio di un paio di righe, che è un dono magico e il segno del suo genio. Mi sento vicino a lui come temperamento, intendo artisticamente. Egli è estremamente realistico, lucido, spassionato e disincantato, qualità a cui aspiro nei miei libri noir...

Sherlock Magazine - Pietro de Palma ci parla di Stanislas André Steeman. "... Chi si ricorda oggigiorno di Stanislas André Steeman? Pochi. Eppure un tempo fu assai famoso e, nel corso degli anni, in Italia sono stati pubblicati parecchi suoi romanzi. Fu paragonato addirittura a Simenon, di cui condivideva l’origine vallone, e chiamato il Simenon belga...".
 
Corriere della Sera - Antonio Troiano scrivendo di Renato Olivieri - "...E i personaggi che popolano le pagine di Olivieri Ambrosio vengono da un mondo di uomini soli, emarginati e sconfitti.
"Ho sempre letto i grandi scrittori di gialli, ma il mio vero maestro - precisa Olivieri - é stato Georges Simenon. L' ho amato e lo amo moltissimo, e devo dire che pochi sono in grado di raccontare le cose come lui sa fare. Confesso che quando Simenon dice "sta piovendo", a me viene da prendere l' ombrello. Di Simenon amo la straordinaria capacita' di raccontare, di trasmettere sensazioni, odori, emozioni. E' un maestro insuperabile...".

E ancora...

Gianrico Carofiglio, magistrato e fortunato artefice del legal thriller all’italiana con i romanzi, editi da Sellerio, che hanno per protagonista l’avvocato Guido Guerrieri, ha dichiarato il proprio debito nei confronti, soprattutto, della scrittura di Simenon e dei romanzi che non hanno Maigret come protagonista.

Andrea Camilleri ha tra l'altro affermato: ...oltretutto a Maigret devo anche la mia tecnica di scrittore, che è la stessa di Simenon...".

Henning Mankell, autore della serie dell'ispettore Kurt Wallander,  è stato considerato a livello internazionale l'erede di Simenon per la maestria che mostra nel restituire le atmosfere della provincia svedese.

domenica 11 novembre 2012

SIMENON. RUE PIGALLE, PRIMO SE TASCABILE

Rue Pigalle avanza e conquista la prima posizione nelle classifiche di TuttoLibri de La Stampa (Nielsen Bookscan 10/11/12) e de La Repubblica Cult (Eurisko 11/11/12) nelle rispettive sezioni Tascabili. ma si affaccia anche nella classifica Narrativa Straniera de La Lettura del Corriere della Sera (Nielesen Bookscan 11/11/12) dove lo ritroviamo alla nona posizione.
Per quanto riguarda la vendita su internet, IBS lo segnala al 17° tra i 100 più venduti. Niente da dire sul versante ebook, dal momento che questo titolo è per ora disponibile solo in versione cartacea.
Per chi non l'avesse notato, proprio in versione ebook, sono disponibili invece le inchieste del commissario Maigret dal n° 36 al 40 (Maigret e l'affittacamere - L'amica della signora Maigret - Maigret e la Stangona - Maigret, Lognon e i gangster - La rivoltella di Maigret) al prezzo di 19,99 euro.

sabato 10 novembre 2012

SIMENON: OPERE E DOCUMENTI... TUTTI INSIEME

Nei primi di novembre del 1977, grazie alla donazione di Simenon dei suoi manoscritti e dei suoi archivi, e all'ospitalità e all'organizzazione dell'Università di Liegi, voluta dal professor Louis Piron, nasce presso la biblioteca il Fonds Georges Simenon. E' una tappa fondamentale per la costruzione di una docmentazione sull'opera dello scrittore, un primo punto di riferimento per ricercatori, studiosi e critici, e dove inizia un'importante opera di conservazione e catalogazione non solo degli scritti del romanziere, ma anche di tutto le opere a lui dedicate.
Ne fà direttamente cenno, lo stesso Simenon in uno dei suoi Dictés, A l'abri de notre arbre ( Presses de La Cité -1977). "...ho ricevuto una lettera da Liegi che mi ha riempito di gioia, lo ammetto. Era un po' che mi domandavo che cose ne sarebbe stato dei miei manoscritti, dei nastri registrati, delle mie interviste alla radio e alla televisione, etc... La soluzione infine è arrivata. Certo esiste un 'Fonds Simenon' alla biblioteca di Leningrado, ma si tratta di uno solo dei miei manoscritti originali. Tutti gli altri andranno all'Università di Liegi che sta creando, in accordo con il rettore e varie personalità, un 'Centro Studi Georges Simenon'...conterrà tutti i documenti che mi riguardano e non correrò così il rischio di vedere un giorno i miei manoscritti venduti ad un asta pubblica...".
Già, dopo tanto scrivere, per circa cinquant'anni, era comprensibile che tutta quella mole di documenti trovassero una collocazione, per così dire, istituzionale (oggi curata da
"...non è un mero orgoglio personale che mi anima. E' la soddisfazione di sapere che tutto il lavoro.... si ritroverà a disposizione di coloro che sono interessati, nella mia città natale...".
Questa opera oggi è continuata dal figlio John che, come abbiamo già illustrato il 14 aprile in Simenon. Dove andranno a finire i suoi diritti, sta cercando da una parte di riunire tutti i diritti letterari, cinematografici, televisivi e di altro tipo in una società unica che avrà sede proprio a Liegi e dall'altra sta cercando di realizzare un museo permanente a Liegi dedicato alla figura del padre (v. Simenon. 2015, un museo permanente a Liegi), oltre ad aver messo on-line il primo sito ufficiale di Georges Simenon.

giovedì 8 novembre 2012

SIMENON: SOSTIENE TIGY...

"... adesso si tratta di far accettare a Fayard, la sua idea della collezione poliziesca Maigret, di cui propone la presentazione, la copertina e il prezzo di sei franchi."
E' Tigy, la prima moglie di Georges che racconta il retroscena della nascità editoriale del personaggio Maigret e lo fa con uno stile più stringato e asciutto di quello del marito. Quasi telegrafico. Lo troviamo nel libro Souvenirs curato per Gallimard dalla nipote Diane (figlia di Marc) che ha raccolto e ordinato anno per anno diari, riflessioni, ricordi.
Siamo nel 1930 ".... Fayard ha firmato il contratto, ma prevede un fallimento. Il fatto è che Georges ha preso degli acconti non da poco su dei romanzi popolari. Adesso Fayard vuole quelle copie da vendere per rientrare del denaro sborsato..."
Simenon era di avviso contrario e avrebbe vouluto saldare il debito con le rendite di Maigret. Ma forse perché non credeva che da quel commissario sarebbero arrivati dei guadagni e forse perchè era indisipettito per aver infine ceduto alla proposta di Simenon per quello strapalato detective, che sarebbe dovuto uscire addirittura una volta al mese... Insomma pretese dallo scrittore che portasse a termine il numero di romanzi popolari pattuiti. La cifra di cui si discute non sono  proprio bruscolini, si tratta di 30.000 euro. Il ragionamenento di Simenon è che un capitolo di Maigret sarebbe costato molto più di ventimila righe di un romanzo popolare e il rimborso per Fayrad sarebbe stato più rapido. Ma l'editore da quella parte non ci sentiva, non voleva pasticci: prima chiudere il conto con i popolari e poi aprire il capitolo Maigret.
Simenon era furioso.
"... partiamo per Concarneau. Villa Le Roches Blanches - è ancora Tiy che ricorda -  Venti pagine dattilografate al giorno é un record. Ma Georges se l'é legata a un dito..."
E' un lavoro massacrante quello cui si sottopone lo scrittore. Altre fonti parlano sempre del suo ritiro a Concarneau, ma sarebbe stata non una villa, ma una baracca nella vicina Finistère, dove avrebbe scritto durante i tre mesi di permanenza non venti, ma addirittura ottanta pagine ad una media di undici ore al giorno.
Di quel periodo Simenon racconta che comunque "... Maigret viveva in me e lo vedevo come un personaggio in carne ed ossa, conoscevo il suono  della sua voce...la sua fgura fino alla punte della scarpe.Mentre io scrivevo furiosamente, lui era lì che fumava la sua pipa aspettando. Avevamo fiducia tutti e due..."
Conclude Tigy descrivendo la festa del lancio.
"...una grande festa alla Boule Blache, una boite notturna a Montparnasse: Le Bal Antropométrique. Sala decorata da Paul Colin, Don e Vertès. La Parigi che conta è invitata tutta. E' un successo. All'entrata ciascuno deve compilare una vera scheda antropometrica. Damia (una star dell'epoca) firma con le sue labbra rosse. Georges Sim, che ha ripreso il suo nome di Simenon, scrive dediche a tutto spiano. Molti articoli sui giornali...".

mercoledì 7 novembre 2012

SIMENON... AVREBBE VOTATO OBAMA?


Oggi era d'obbligo. Le agenzie di stampa americane stanotte hanno battutto la notizia che ormai Obama ha vinto le elezioni per il suo secondo mandato. Ovviamente come tutte le elezioni, ha creato dei felici e degli scontenti anche se il momento mondiale poco felice (per usare un eufemismo) sta invece creando ovunque molto scontento.
Obama sarà felice di aver riconfermato il suo mandato, ma si ritrova per le mani la patata bollente della crisi economica e sociale per i prossimi quattro anni che rischiano di essere quelli più difficili.
Questo fatto si aggacia un po' anche alla vita di Simenon che visse ben dieci anni in Usa, anche se sappiamo che non prese mai la cittadinanza statunitense (arrivò ad essere un "residente permanente") e quindi non votò mai. Quando arrivò lui nel '45 erano appena sei mesi che si era insediato il democratico Henry Truman, che passò alla storia per il primo drammatico bombardamento nucleare a Hiroshima e Nagasaki, per l'inizio della guerra fredda con l'Urss, ma anche per il piano Marshall, notevoli aiuti all'Europa per contribuire a risollaversi dalle macerie del conflitto. Nel '53, mentre Simenon era a Shadow Rock Farm, la sua fattoria vicino Lakeville (Connecticut) aveva da poco terminato la stesura di un'inchiesta del suo commissario, Maigret a peur, fu eletto un presidente repubblicano  detto "Ike", che pure continuò il New Deal intrapreso dal predecessore democratico di Truman, Roosvelt, per superare la crisi economica dei primi anni '30. L'elezione precedette di poco la nascita del suo terzo figlio, l'unica femmina, Marie-Jo, molto affezionata al padre, ma che morirà suicida a Parigi a solo venticinque anni.
Simenon tornò definitivamente in Europa nel marzo del '55 e quindi visse solo i primi due anni di presidenza Eisenhower e fu testimone del periodo del maccartismo con la caccia ai comunisti d'America, ai loro sostenitori e simpatizzanti. Questo è il razzismo erano due elementi della libera e democratica America, che lo vedevano nettamente contrario, come era stato decisamente contro le prove delle bombe atomiche nelle isole del Pacifico che Truman aveva incoraggiato.
Quella del titolo è decisamente un domanda provocatoria. Intanto crediamo che Simenon non avrebbe votato. Questo però non significa che non avesse delle sue convinzioni, non tanto in stretto senso elettorale, ma in termini politici più ampi. Ovviamente siamo quasi a sett'anni da quel periodo e l'America di oggi non è quella di ieri, i democratici e i repubblicani non sono obiettivamente comparabili a quelli dell'epoca.
Certo la storia molto americana del self-made man, addirittura di colore, che diventa presidente (anche sfrondato da tutti i luoghi comuni e le semplificazioni del caso) anche simbolo del superamento di quel razzismo, cosi radicato nella mentalità americana (anche se le radici non sono state ancora estirpate del tutto), molto probabilmente sarebbe piaciuta a Simenon. E anche quel programma di Obama che si occupa più dell'uomo comune e dei suoi problemi di salute, che non dei banchieri, avrebbe trovato il romanziere più che d'accordo.
Da qui però a concludere che avrebbe votato Obama ce ne corre e molto. Ma certo alcune affinità culturali e convinzioni sociali, avrebbero potuto far pendere l'ago della bilancia più per Obama che non per Romney. Ma questo nel suo intimo, senza certo andare a sostenere in giro la causain cui credeva e tanto meno (se ne avesse avuto diritto), ad andare ad infilare la scheda nell'urna del candidato democratco. Magari sarebbe rimasto a casa a guardare i risultate in televisione e, in cuor suo, avrebbe gioito per l'elezione del meno lontano dalle sue convinzioni (anche perchè lo sfidante è un ricco e milionario e Simenon, anche se molto ricco anche lui, non aveva affatto simpatia per quel tipo di gente).

martedì 6 novembre 2012

SIMENON CELEBRATO AL "THE REMAKES MARKET" DI LOS ANGELES

L'edizione  2012 aprirà i battenti a Los Angeles giovedì prossimo. Si tratta del The Remakes Market, la manifestazione dedicata al commercio dei diritti per l'adattamento, a livello internazionale, di opere, classiche e moderne, per il cinema, per la televisioneper la letteraturaper la graphic novel, ma anche per i testi giornalistici e i documentari.
All'avvenimento ha dedicato spazio anche l'ultimo numero del settimanale Variety che riporta come, nell'edizone di quest'anno (8-9 novembre), sarà celebrata la figura di Georges Simenon, dai cui romanzi, come ormai saprete, sono state tratte oltre 60 opere cinematografiche.
"La maggior parte dei personaggi di mio padre costituiscono un elemento molto adatto per il cinema - ha dichiarato il figlio John Simenon, che si occupa di diritti del padre romaziere.L'omaggio a Simenon sarà promosso, nell'
Hotel "W" a Hollywood, da Basic Lead, il gruppo di comunicazione che organizza The Remakes Market e dall'Ile de France Film Commission, che mira ad attirare i registi statunitensi in Fancia per le prossime produzioni e in particolare a Parigi, set ideale per eventuali adattamenti dei romanzi di Simenon.Il direttore esecutivo della Ile de France Film Commission, Olivier René Veillon, ha commentato "Parigi non è solo la cornice, ma il personaggio più misterioso dei romanzi di Simenon".
Il tributo a Simenon non poteva cadere in un momento più propiziovisto che
il fondatore del festival, Patrick  Jucaud, ha comunicato che la casa editrice Penguin alla fine dell'anno pubblicherà i romanzi delle inchieste di Maigret, tradotte in inglese per il mercato degli Stati Uniti.
Insomma dopo la Spagna quindi anche negli Stati Uniti riparte la pubblicazione della serie di Maigret che conferma ancora, e in ogni parte del mondo, la sua sorprendente attualità. 
Questa ripresa della visibilità di Simenon, dei suoi romanzi, delle sue riduzioni cinematografiche e televisive anche sul mercato statunitense è di una particolare rilevanza, specialmente perchè questo svolge una funzione di traino che esercita poi sugli altri paesi. E al The Remakes Market gli operatori di imprese mediatiche arriverano da varie parti del mondo. Una platea che si ritroverà a celebrare un autore come Simenon e un personaggio come Maigret che ormai da quasi un secolo stimolano la curiosità, l'interesse e la passione di tanta gente in tutto il mondo.