martedì 30 settembre 2014

SIMENON SIMENON. LE PATRON... DE "LE MONDE"

Georges Simenon, le Patron. Sottotitolo Le romancier de l'implicite. Esce oggi. 124 pagine, 7,80 euro, edizioni Le Monde, collana Hors Série, autore Pierre Assouline.
Verrebbe da dire: beati i francesi, giacché non c'è nessuna indicazione che la pubblicazione sia acquistabile anche on-line. Ameno per ora.
Dalla presentazione che ne viene fatta dall'autore stesso sull'autorevole quotidiano parigino, si capisce che si tratta non di una introspezione dell'uomo, ma dello scrittore, anzi...
"...Il segreto di Simenon? aver saputo quali erano i suoi limiti e poi aver avuto la folle saggezza di sapere fin dove poterli superare, non come scrittore, e ancor meno come uomo di lettere, ma esclusivamente come romanziere...".
L'attacco dell'articolo di Assouline è chiarificatore e le oltre cento pagine che ci propone sono il condensato di anni di studi passati su Simenon, che hanno fruttato tra l'altro, due opere monumentali, e ci verrebbe da dire quasi esaustive, sulla vita e sulle opere di Simenon. Si tratta di Simenon, biographie (754 pp.), Julliard 1992 e l'Autodictionaire Simenon (810 pp.), Omnibus 2009.
L'inziativa odierna de Le Monde arriva evidentemente a celebrare i 25 anni dalla scomparsa dello scrittore, e non è di poco conto visto che la distribuzione interessa le edicole e quindi si tratta di un'operazione a grande diffusione.
Conclude Assouline la sua presentazione "...Le Monde ha messo insieme tutti gli elementi di un dossier, dove una vita, al di fuori di ogni norma, si incanala in  un'opera che somiglia ad un continente di carta...".
Già, e come definire meglio le decine di migliaia di pagine che compongono tutta la sua opera? Assouline ci viaggia ormai a suo agio in questo continente e in una tale occasione usa tutta la sua maestrìa per raccontarcelo in poco più di cento pagine, ma che, ci scommettiamo, davvero non andrebbero perse.
Ovviamente terremo informati i lettori di Simenon-Simenon appena ci fosse la possibilità di acquistarlo on-line.

lunedì 29 settembre 2014

SIMENON SIMENON. AIUTIAMO LA PROSSIMA RICERCA DI MURIELLE WENGER?


Cari amici che seguite assiduamente Simenon-Simenon, Se siete degli appassionati collezionisti o avete la fortuna di avere in casa le vecchie serie di Mondadori, potreste aiutare la nostra Murielle Wenger nel suo prossimo lavoro di ricerca. 
A chi fare appello se non agli appassionati che ci seguono quotidianamente su questo blog? 
Questo è il bello dell'interattività dei media multimediali, tra cui anche la possibilità di pertecipare ad un ricerca realizzata in Svizzera e poi tramite internet diffusa ovunque. Bene e adesso sarà Murielle stessa che vi spiegherà specificatamente di cosa ha bisogno. (Maurizio Testa)


Sto per iniziare un nuovo studio a proposito dei romanzi di Maigret. Questa volta si tratta d'analizzare le traduzioni dei titoli dei capitoli. Ho già fatto una ricerca sui titoli dei titoli dei romanzi, ma adesso mi piacerebbe approfondire l'analisi e scoprire come i traduttori si siano regolati con i titoli dei capitoli e come ne abbiano reso il senso e lo spirito, il titolo che ci dà un 'indicazione, credo, sul loro modo di affrontare la traduzione  dei testi. Ho intenzione di studiare diverse ligue e in particolare l'italiano. Mi piacerebba anche fare un confronto all'interno della stessa lingua, come ad esempio tra i diversi traduttori italiani che hanno lavorato sui Maigret. <ho già trovati dei titoli italiani per l'edizioni di Adelphi (mi mancano Les mémoires de Maigret, Un échec de Maigret et Maigret voyage). Ma mi picerebbe studiare le traduzioni apparse in italiano (I libri Neri e i Gialli economici), e quelli della collezione Oscar Gialli.
Ed è qui che  ho bisogni di voi, amici maigrettofili, se qualcuno di voi possiede un libro di una o l'altra collana e se  è d'accordo, potrebbe compilare per il mio studio una lista dei titoli dei capitoli tradotti... mi farebbe davvero piacere poter contare sul vostro aiuto.
Potrete inviare i risultati delle vostre ricerche direttamente al mio sito  webmaster@enquetes-de-maigret.com.
Un grande grazie fin d'ora a tutti che vorranno e potranno aiutarmi nella mia prossima ricerca.

Murielle Wenger 

domenica 28 settembre 2014

SIMENON SIMENON. OMAGGIO A BRIGITTE BARDOT


L'età di una signora non si dovrebbe mai dire. Ma in questo caso non si tratta più di una signora, ma di un'icona della femminilità, del sesso, del candore di tanta bellezza da essere in qualche modo sfrontata. Il fatto è che questa icona ha un nome e un cognome e oggi compie ottant'anni. E Simenon Simenon ha voluto renderle omaggio in queste foto a Brigitte Bardot, foto che la ritraggono nel film En cas de malheur, del 1958, che l'attrice interpretò con Jean Gabin, in una riduzione cinematografica dell'omonimo romanzo di Georges Simenon pubblicato nel 1956. Buon compleanno Brigitte.

SIMENON SIMENON. MAIGRET: FUMO DI PIPA A... FUMETTI

Fumetti all'italiana, strips all'americana o bande dessineé alla francese, siamo nel pieno degli eroi di carta, che spesso venivano pubblicati in strisce giornaliere dai quotidiani. Il nostro illustratore Giancarlo Malagutti, collezionista e appassionato di Maigret, ha fatto un'interessante analisi sul più famoso "Maigret di carta" francese, quello dovuto alla mano del disegnatore Jacques Blondeau. Ma leggiamo quello che ha scoperto su questa ennesima versione del commissario simenoniano.


Il commissario Maigret, titolato il solo con il nome "Maigretè stato pubblicato in Francia a strisce giornaliere, dal lunedì al sabato, dal 1950 al 1953, per un totale di 1273 strisce 
La prima inchiesta, "le Chien Jaune" che si sviluppava a Concarneau fu pubblicata sul quotidiano Le Télégramme de Brest, poi, comprese le successive, anche su Samedi Soir, Paris Journal, La Dépeche du Midi, Le Courrier Picard, Nord Matin, La Montagne, Le Nouveau Méridional e  addirittura sull'Echo-Soir di Algeri.
Non è citato l'autore dei testi, potrebbe essere Paul Winkler titolare dell'agenzia Opera Mundi e autore di moltissime sceneggiature originali e riduzioni per i fumetti venduti dall'Opera Mundi. Il disegnatore è invece certamente Jacques Blondeau, uno dei più prolifici disegnatori della suddetta agenzia. Ecco l'elenco:

Le quattordici storie sono presentate con il titolo del romanzo dal quale è stata ricavata la riduzione e la cifra che le segue indica il numero di strisce giornaliere pubblicate
Le chien jaune, 114
• Le port des brumes, 150
• La pipe de Maigret, 48
• L'amie de Mme Maigret 76
• Maigret au Picratt's 90
• Maigret en vacances 104
• Maigret en meublé, 95
• Maigret et les gangsters 102
• Maigret et la vieille dame 60
• Maigret se trompe 68
• Maigret et la guinguette 104
• Le révolver de Maigret 120
• Maigret et la jeune morte, 64
• Maigret tend un piège, 78
Sembra inoltre che ne esista una quindicesima, di ben 120 striscie, di cui però non si conosce il titolo e forse nemmeno mai pubblicata. 
 
Giancarlo Malagutti

sabato 27 settembre 2014

SIMENON SIMENON. IO SONO UN... APOLITICO


La frase è la riposta data nel 1959 ad una domanda posta nel corso di una corrispondenza con il professor Francesco Siccardo, francesista all'Università di Genova. Sappiamo dell'avversione di Simenon per i politici (ad esempio non tollerava Charles De Gaulle) e il suo disinteresse per le cronache politiche.
Le sue esperienze con la politica erano state in effetti tanto rare quanto sgradevoli. Basti pensare alla accusa di filo-nazismo che gli fu rivolta nel dopo guerra per la cessione dei diritti dei suoi romanzi alla Continental, casa di produzione franco-tedesca (Simenon lo sapeva o lo ignorava?) che faceva capo  a Goebbels. Di qui la sua fuga in America, per mettere l'oceano tra lui e le beghe politiche francesi.
Non che negli States alla fin fine fosse andata meglio. Il paese delle libertà, che lui stesso aveva tanto decantato, finì per deluderlo, politicamente parlando, con il vergognoso periodo del maccartismo di cui Simenon fu esterrefatto spettatore in prima linea.
Probabilmente la sua apolicità deriva anche dal suo interesse primario per la persona, per l'uomo, anzi per "l'uomo nudo" come diceva lui, l'individuo liberato dalle sovrastrutture culturali, dai condizionamenti sociali, l'uomo universale con le sue pulsioni, i suoi bisogni, le sue aspirazioni.
E anche l'interesse per la psicologia, l'analisi psicoanalitica, strumenti che poi utilizzava nei suoi romanzi, lo allontanavano dalla dimensione sociale e politica.
Eppure la sua predilezione letteraria per i protagonisti del popolo, per la gente qualsiasi, per i piccoli drammi quotidiani, lo portava a toccare condizioni sociali che non erano immuni da una serie di problematiche anche politiche. Di contro la sua vita reale si svolgeva su uno standard molto più elevato della gran parte dei protagonisti dei suoi romanzi. E, quando doveva ritrarre personaggi ricchi o del mondo della politica, non riusciva a nascondere una certa avversione, come se quel mondo non gli fosse congeniale. Eppure era quello della sua vita di tutti i giorni...
Ma siamo partiti dalla sua posizione apolitica e ci sono diverse affermazioni di Simenon che dimostrano la sua avversione "... spero sempre che i politici finiscano per mangiare la polvere, che il popolo finalmente ci veda chiaro  che li rovesci.  Per  rimpiazzarli con chi? Con degli altri, evidentemente. E allora?... - e conitua parlando a sé stesso -... Contentati quindi di fare il tuo mestiere e di raccontare delle storie ed occuparti dell'uomo e non degli uomini..." (Quand j'étais vieux - 1961)     
Ed ecco la chiave del suo essere apolitico: interessarsi all'uomo e non agli uomini...

venerdì 26 settembre 2014

SIMENON SIMENON. CARO JULES TI SCRIVO... COSI' MI RICORDO UN PO'...

Una lettera. Il post di oggi è una lettera immaginaria, ma per questo non meno "vera" scritta da Simenon al suo commissario, e alla sua signora, parecchi anni dopo l'ultima indagine Maigret e M.Charles. 
Lo scrittore lo fa in occasione del cinquantesimo anno dal loro primo incontro, cioè da quando, sempre secondo il romanziere, a Delfzjil, fu creato il personaggio di Maigret. E' una lettera piena di tenerezza indirizzata a qualcuno che lo accompagnato per quasi tutta la vita, e che anche se ora è lontano, è però rimasto ben ancorato nell'animo e nella mente di Simenon. Lui e la sua signora.
 

Lausanne, le 26 septembre 1979
M.et M.me Maigret
Retraités
F- Meung-sur-Loire
 

Mio caro Maigret,

sarete probabilmente sorpreso di ricevere una lettera da me dopo circa sette anni che ci siamo lasciati. Quest'anno è il cinquentesimo anniversario del giorno in cui a Delfzjil ci siamo conosciuti. Voi avevate circa quaranticinque anni. Io ne avevo venticinque. Ma in seguito voi avete avuto la fortuna di passare parecchi anni senza invecchiare. E' soltanto alla fine delle vostre avventure che avete raggiunto l'età di 53 anni, perchè il limite d'età per la pensione era, per i poliziotti, ma anche per i commissari divisionari come eravate voi, di 55 anni.
Che età avete quindi oggi? Non lo so, dato il privilegio di cui abbiamo parlato prima. Al contrario io sono invecchiato molto più in fretta di voi, come tutti i comuni mortali, e adesso ho abbondantemente passato i miei 76 anni. Non so nemmeno se voi abitiate ancora nella vostra casa di Meung-sur-Loire e se vi dedichiate alla pesca alla lenza, se con un largo cappello di paglia vi occupiate sempre del vostro giardino; se M.me Maigret vi cucina sempre quei piatti che voi amate, e se vi capita, come capita a me, alla vostra stessa età, di andare a giocare a carte al bistrot del villaggio.
Eccoci tutti e due in pensione e, spero per voi, assaporando, sia io che voi, fin le più piccole gioie della vita, respirando l'aria del mattino, osservando con curiosità la natura e le persone intorno a noi.
Ci tengo ad augurare un buon anniversario a voi e a M.me Maigret. Ditele che grazie ad un certo M. Courtine, che meriterebbe il titolo di re degli chef, le sue ricette di cucina hanno fatto il giro del mondo  e che, per esempio, sia in Giappone come in America Latina dei gourmand non mancano di aggiungere qualche goccia di prunella d'Alsazia nel loro pollo al vino.
Quanto ai vostri successori al Quai des Orfèvres, ce ne sono parecchi che hanno adottato il vostro stile, le vostre abitudini, e alcuni, dopo il loro pensionamento, hanno scritto le loro Mémoires facendo seguire il loro nome dalla dicitura "alias commissaire Maigret" .
Voi l'avete davvero meritato. Vi abbraccio emozionato voi e la vostra signora, che non sa probabilmente quante donne la invidiano e quanti uomini vorrebbero aver sposato una donna come lei e che una deliziosa giapponese, tra le altre, interpreta il suo ruolo in televisione, mentre un giapponese si mette nei vostri panni.

Affettuosamente
Georges Simenon

martedì 23 settembre 2014

SIMENON SIMENON. DENYSE, LA PASSIONE, L'ABISSO, LA VENDETTA


Nel 1995 muore Denyse. Sei anni dopo la scomparsa di Simenon. La seconda moglie da cui lo scrittore non volle mai divorziare (...per via degli alimenti? No, lui le riconobbe un'assegno mensile di 15.000 franchi...), e che era in realtà uscita dalla sua vita nel 1962, quando lasciò la villa di Epalinges per entrare e uscire da una serie di cliniche per curare i suoi disturbi psichici. Ventitre anni di convivenza (e dodici di matrimonio, celebrato a giugno del 1950 negli States a Reno in Nevada), di cui gli ultimi piuttosto burrascosi. Simenon era davvero molto innamorato, se non solo all'inizio della loro relazione, e questo sentimento era sopravvissuto agli alti e bassi della loro non sempre facile convivenza fino agli anni '60, quando l'equilibrio psicologico di Denyse cominciò a essere un vero ostacolo alla vita di coppia, ma anche a quella familiare. Lo psichiatra consigliò infatti l'allontanamento di Denyse dal suo contesto, pena possibili danni anche ai figli.
Tutto questo, lasciò un'impronta in questa canadese, che nel '45 ebbe la fortuna (?) d'incontrare Georges Simenon A New York. Lei stessa in un'intervista escluse un'odio nei confronti dell'ancora marito "...vendicarmi e di cosa? Di essere stata felice? Appassionatamente innamorata? Per aver vuto una vita favolosa? La sofferenza, lo sapete bene, fà parte integralmente di un individuo...".
Ma in realtà la sua vendetta fu la pubblicazione di due volumi, prima Un oiseau pour le chat (1978) e poi Le phallus d'Or (1981), che le servivano per mettere in piazza vizi nascosti e nefandezze del famoso marito (quello che secondo lei nessuno conosceva), sfidandolo sul suo stesso terreno, quello della scrittura.
Simenon non rispose mai all'eco mediatica che i due volumi suscitarono. Non lo fece con un libro, né lo fece, per quanto glielo chiedessero, nelle interviste.
In quei libri c'erano delle falsità, a volte anche infamanti, ma l'atteggiamento di Simenon forse fu proprio quello di "comprendere e non giudicare". Conosceva bene l'instabile situazione psichica di Denyse e nessuno meglio di lui avrebbe potuto capire la confusione mentale che si agitava nella moglie e di cosa fossero realmente frutto le accuse pubblicate in quei volumi.
Georges e Denyse avevano vissuto la passione, erano giunti al margine di quell'abisso che aveva infine innescato il meccanismo della vendetta. 

lunedì 22 settembre 2014

SIMENON SIMENON. MAIGRET E LA PICCOLA ADÈLE

Simenon-Simenon torna oggi con un altro racconto maigrettiano, nella rubrica "...magari come Simenon!". L'autore è Paolo Secondini un nostro appassionato lettore, di cui forse avrete già letto altri brevi racconti. Anche questo è breve, addirittura una sorta di flash, una specie di istantanea che fotografa un momento clou di un'indagine di Maigret. Il suo merito è che nella sua brevità riesce a mettere insieme tutte caratteristiche essenziali di un Maigret... Certo chiunque di noi si metta a scrivere un apocrifo rimane sempre ben lontano dall'effetto-Simenon. Ma ne siamo ben consci e ne fa fede il titolo di questa rubrica che ristabilisce distanze e relazioni tra lui e gli altri... Buona lettura. 



«Lei afferma, signora Rouen, che sua figlia le ha preso denaro e gioielli.»
«È così, signor commissario. Sei giorni fa, tornando a casa dal mercato di rue Mouffettard, ho trovato, sul tavolo della cucina, un biglietto di Adèle...»
«Adèle? Chi sarebbe?»
«Mia figlia… Vi era scritto che se ne andava con Albert, e pertanto portava con sé…»
«E Albert?» la interruppe di nuovo Maigret.
«Un perditempo, un poco di buono. È inoltre più vecchio di Adèle di circa vent’anni.»
«Quanti ne ha sua figlia?»
«Diciannove… Praticamente è ancora una bambina. Proprio non so cos’abbia trovato in quel mascalzone.»
«Lei, signora, lo conosce molto bene?»
«Chi, Albert?»
Maigret annuì.
«Quasi ogni sera veniva a casa nostra,» disse la donna, «invitato da mio figlio Gérard, che Dio lo perdoni.»
«Perché?»
«È morto!... Ucciso durante una rapina in una gioielleria di rue Lepic.» Emise un lungo sospiro. «Anche mio figlio, purtroppo, era un poco di buono, signor commissario… Oh, guardi, glielo dico con tutta franchezza… Quante volte gli avevo raccomandato di cambiar vita, di trovarsi un lavoro pulito, di essere onesto, rispettoso della legge, come tantissimi giovani della sua età. Niente! Non ha mai voluto ascoltarmi. Nessuno dei miei figli mi ha dato mai retta.»
«Da quanto tempo è morto Gérard?»
La signora Rouen si soffiò il naso, quindi rispose:
«Da circa tre mesi… Come le stavo dicendo, era lui che portava Albert in casa nostra. Credo che fosse il capo di una piccola banda di ladri, tra cui mio figlio.»
«Albert come?» domandò Maigret. «Ne conosce il cognome? Sa dove abita?»
La donna scosse la testa.
«No, commissario. So soltanto che è un tipo pericoloso, aggressivo. Non riesco ancora a capire come la piccola Adèle se ne sia innamorata.»
«Sua figlia era sempre presente quando Albert veniva a casa vostra?»
«Sì, certo!… Pendeva dalle sue labbra appena  narrava le sue spacconate. Sembrava che lo divorasse con gli occhi. Non so proprio cosa passasse per la testa di Adèle. Sta di fatto che era profondamente attratta da quel furfante il quale, dopo aver rovinato Gérard, rovinerà anche lei. Ne sono certa, signor commissario.»
«Perché dice questo? Non crede che i due si amino davvero?»
La signora Rouen fece una smorfia eloquente con la bocca.
«Non penso che Albert sia capace di amare un’altra persona. Troppo egoista, troppo legato ai propri interessi. Io temo, signor commissario…»
S’interruppe. Era troppo agitata. Con le esili dita si tormentava sul petto un lembo della camicia color lilla.
«Che cosa?» la esortò Maigret. «Cosa teme, signora Rouen? Dica pure.»
«Che la costringa a battere il marciapiede. Adèle è una ragazza graziosa, ben fatta; una ragazza…» Rimase in silenzio e si nascose, per un momento, il volto tra le mani. Poi, in tono convulso: «La prego… faccia il possibile per ritrovarla… Le ho portato una sua foto… Spero che possa servirle… La scongiuro, mi aiuti. Ciò che chiedo è poter riabbracciare mia figlia. Spero non faccia la fine di Gérard.»
Bussarono alla porta. L’ispettore Lucas sporse la testa.
«Capo, c’è di là una ragazza che chiede di parlarle. Dice di chiamarsi Adèle Rouen. La faccio passare?»
Nel sentire quel nome, la donna ebbe un sussulto.
«Adèle! La mia piccola Adèle!»
«Falla entrare, Lucas,» disse calmo il commissario.
«Agli ordini, capo!»
Dopo alcuni secondi una ragazza slanciata, dalle forme armoniose, dai lunghi capelli corvini, entrò nell’ufficio di Maigret.
«Adèle!» gridò, alzandosi dalla poltrona, la signora Rouen.
«Mamma! Oh, mamma!» esclamò la ragazza scoppiando in lacrime.
Si abbracciarono.

* * *

Adèle sedeva, accanto a sua madre, dinanzi alla grossa scrivania del commissario. Aveva la testa china sul petto, le mani strette sulle ginocchia.
La signora Rouen piangeva sommessamente. Di quando in quando con il fazzoletto si asciugava le lacrime.
«Ha fatto bene a venire da me, soprattutto a confessare il suo delitto, signorina Adèle,» disse Maigret con lentezza.
«Crede, signor commissario,» disse la signora Rouen alzando la testa, «che per quel che ha commesso…»
«C’è di mezzo un omicidio, purtroppo!» la interruppe Maigret crollando la testa. «Sua figlia si è resa subito conto di esser finita nelle grinfie di una canaglia. Si è ribellata con forza, vedendo infrangersi all’improvviso ciò che provava per quello che aveva creduto l’uomo della sua vita. In nessun modo è voluta stare al suo gioco.» Fece una pausa, poi continuò:  «Contrariamente al fratello Gérard, ha saputo reagire con determinazione, non esitando a uccidere Albert con un coltello da cucina, dopo che lui aveva cominciato a insultarla, a picchiarla, a umiliarla, per piegarne ogni resistenza e indurla a prostituirsi… Credo che quell’uomo fosse davvero un individuo spregevole, come lei, signora Rouen, ha sempre considerato; un individuo abietto, violento, senza scrupoli. Sono sicuro che già da un pezzo, da quando cioè frequentava la vostra casa, aveva deciso il futuro di Adèle… quello della prostituta. Come suo protettore ne avrebbe ricavato un proficuo guadagno.»
«Lei pensa,» disse la signora Rouen, «che la condanna di mia figlia, per l’omicidio di Albert,  sarà…»
«Be’, signora,» la interruppe di nuovo Maigret, «molto dipenderà dal giudice, dai giurati… Ma credo che Adèle, con un buon avvocato, potrà anche sperare in un atto di clemenza.»
Trasse un lungo sospiro, poi, sorridendo appena, appoggiò la schiena alla spalliera della sedia.

Paolo Secondini

domenica 21 settembre 2014

SIMENON SIMENON. PER IL 25° FESTEGGIAMENTI FIRMATI LOUSTAL

Il celebre illustratore francese, Loustal, e la casa editrice Omnibus, festeggiano il 25° anniversario della scomparsa di Georges Simenon, raccogliendo sei libri di strips tratte dai romanzi di Simenon. E' un volume di ben 630 pagine, una vera chicca per gli appassionati collezionisti simenoniani. Si tratta di sei inchieste del commissario Maigret che Loustal, ammiratore di Simenon, ha realizzato nel corso degli anni. Ecco i titoli di queste opere di Loustal ormai esaurite e introvabili: On ne tue pas les pauvres types - Le client le plus obstiné du monde - Menaces de mort - Ceux du grand café - Maigret et l'inspecteur malgracieux - Le témoignage de l'enfant de chœur. Oggi il libro è disponibile quindi ad un prezzo di 26 euro (e in formato ebook a 17,99) e per gli italiani è possibile ordinarlo on-line sul sito della FNAC: http://livre.fnac.com/a7264311/Georges-Simenon-Six-enquetes-de-Maigret.

sabato 20 settembre 2014

SIMENON SIMENON. IL PRIMO GIORNO DA... NON PIU' SCRITTORE


20 settembre 1972. Una data fatidica nella vita di Simenon. Un paio di giorni prima, per la prima volta da quando aveva iniziato a scrivere, qualcosa si era inceppato. Erano quarant'anni che questa abitudine si perpetuava a cadenze regolari: prima di scrivere il romanzo appuntava qualcosa sulle famose buste gialle, qualche nome, alcune date, altre scarne indicazioni... Era una consuetudine consolidata, fino a diventare un coazione a ripetere, senza quelle note sulla busta non poteva iniziare a scrivere. Che fosse a casa, in viaggio, in qualsiasi continente si trovasse, quando scattava quel déclic, Simenon doveva scrivere. E invece in quel 18 settembre quando tutto faceva presagire che iniziasse a far partire il suo ennesimo romanzo, non successe niente. Decise quindi di lasciar perdere e rimandare tutto al giorno successivo.
Il giorno dopo, il 19, si sedette alla scrivania, la busta ebbe finalmente i suoi appunti ma il dèclic non scattava, l'état de roman era di là da venire e nemmeno il mestiere di tanti anni lo soccorreva. Rimase qualche ora davanti a quel foglio così bianco, quanto assente era la sua mente, tanto prosciugata la sua ispirazione... così vuoto anche il suo animo? Comunque nulla. La sua seduta di scrittura quella mattina si risolse senza che una lettera fosse stata messa sul foglio. E così decise che l'indomani non ci sarebbe stato un altro tentativo. Il 20 settembre per la prima volta non fece una seduta di scrittura. Lo confidò a Teresa, la sua compagna. E così, senza grandi drammi, concluse la sua attività di romanziere.
In realtà è una svolta nella sua vita. Lascia la pretenziosa villa di Epalinges, si trsferisce con Teresa in un appartamento di un grande condominio a Losanna... proprio come "uno come gli altri". Basta arredi di lusso, auto esclusive, quadri di famosi pittori, servitù, vita da ricco e famoso. Eccolo ora quasi nascosto in un'abitazione qualsiasi, confuso con altra gente "normale", a condurre un'esistenza ordinaria e tranquilla. Senza altra pretesa di quella serenità da dividere con Teresa, in una convivenza scandita dai pasti, dalle passeggiate e dal riposo notturno. Un Simenon irriconoscibile? Un altro Simenon, lo stesso che a febbraio dichiarerà alla stampa che non scriverà più... La lunga storia del romanziere è finita. Ora inizia quella dell'uomo Simenon.

venerdì 19 settembre 2014

SIMENON SIMENON. RACCONTARE SIMENON A ESQUELBECQ, QUATTORDICI ANNI DOPO MANOSQUE...

Simenon m'était conté. E' il titolo della manifestazione che si è tenuta a Esquelbecq una cittadina nei pressi di Dunquerke. L'evento si concluderà martedì 21 settembre alla Maison du Westhoek.
Parliamo di questo evento, intanto perchè come Simenon-Simenon non possiamo esimerci, poi perché si è svolta a Esquelbecq che è nominata "le village du livre". Poi perchè nel marzo del 2000, si svolse un'omonima manifestazione a Manosque, un'altra cittadina medioevale (nel sud della Francia, nell'Alta Provenza, a circa cinquanta chilometri a nord di Marsiglia) denominata anch'essa "la ville du livre" perchè la sua attività sulla letteratura (ma in senso più vasto sulla cultura) è la sua principale caratteristica: da una ventina d'anni ha adibito antiche costruzioni della città storica a spazi funzionali a convegni, esposizioni, festival e presentazioni che si susseguono durante tutto il corso dell'anno. In ultimo perchè ci ricorda che quattordici anni fa' vi ebbe luogo l'omonima manifestazione dove perteciparano nomi di primissimo piano tra studiosi ed esperti simenoniani come Claude Gauteur, , Bernard Alavoine, , Pierre Deligny, Michel Lemoine, Claude Menguy, Bernard Alavoine, Michel Carly, Michel Schepens tanto per citare i più famosi (gli ultimi due hanno partecipato anche a questa ultima rassegna)
Chi scrive ebbe la fortuna non solo di parteciparvi, ma soprattuto godette del gotha di simenoniani, la versione francese del suo romanzo-biografia "Maigret e il caso Simenon": Maigret et l'affaire Simenon, (Editions Valeriano - 2000)
privilegio di presentare, in mezzo a tanto
Lo stesso titolo che oggi, dopo vent'anni, l'editore Robin-Biblioteca del Vascello, in occasione del 25° anniversario della scomparsa di Simenon, ha deciso di ripresentare sia in versione cartacea che in ebook.
L'esperienza fu notevole, un vero tuffo nel cuore francese dell'universo simenoniano, dal momento che erano presenti anche il figlio dello scrittore John e l'attrice Mylène Demongeot vedova del primogenito di Georges, Marc, scomparso l'anno precedente.
Insomma questo nuovo Simenon m'était conté ci ha riportato indietro nel tempo a rivivere un'esperienza che difficilmente si può dimenticare.

giovedì 18 settembre 2014

SIMENON SIMENON. "GIALLO PISTOIA" RICORDA SIMENON NEL 25° ANNIVERSARIO DALLA SUA SCOMPARSA

Sabato 20 settembre, a Pistoia, tutta una giornata dedicata a celebrare il 25° dalla scomparsa di Georges Simenon. Una data che gli appassionati farebbero bene ad appuntare sul loro tacquino. E' infatti una delle poche occasioni che quest'anno le manifestazioni giallistiche hanno offerto per ricordare l'inventore di quel grande personaggio che è il commissario Maigret, ma anche lo straordinario romanziere, più d'una volta vicino al Nobel, non è stato granchè commemorato.
Il programma è serrato e, vi diciamo subito che Simenon-Simenon, sarà lì non solo tra gli spettatori, ma presente anche come uno dei temi della discussione.
La giornata, come abbiamo detto è densa di appuntamenti e inizia subito alle 10.00 con il tema della longevità e dell'attualità dell'opera dello scrittore.
Poi a seguire si parlerà della "penna di Simenon" con riferimenti allo stile e alle caratteristiche letterarie dei suoi romanzi.
Dopo sarà la volta della dimensione televisiva del suo famoso commissario in riferimento agli ultimi episodi dello sceneggiato francese andato in onda su LA7.
La mattinata si conclude con un'interessante analisi sui metodi e gli strumenti d'indagine di Maigret.
Dopo la pausa per il pranzo, sarà la volta del "caso Simenon-Simenon", cioé come l'esperimento di un blog quotidiano sul web, finisce per diventare una biografia resa possibile dalle tecnologie multimediali dell'ultima generazione.
La sessione pomeridiana si conclude con due riferimenti al cinema simenoniano: il primo all'ultimo film tratto da una romanzo di Simenon, "la Chambre bleue", il secondo ad un film  del '59 Il commissario Maigret, interpretato da Jean Gabin.
Come assicurano gli organizzatori, sarà dato ampio spazio al pubblico per discutere ogni tema con i relatori, tra cui citiamo Giuseppe Previti, Ilaria Minghetti, Oscar Montani, Maurizio Tuci e Maurizio Testa.

Per ogni informazione sulla manifestazione e per saperne di più del programma, si può visitare
http://www.sangiorgio.comune.pistoia.it/25-anni-senza-simenon-ma/#.VBqYa-eEDfY
 

mercoledì 17 settembre 2014

SIMENON SIMENON. LA COPPIA MAIGRET-BATTISTON: ANCORA DUE AUDIOLIBRI

"Maigret" e "Il crocevia delle tre vedove". Sono i titoli dei due audiolibri della Emons, usciti da qualche giorno e che confermano la voce dell'attore Giuseppe Battiston come quella ufficiale per leggere le inchieste del commmissario simenoniano.
"Maigret" romanzo uscito nel 1934, (Maigret - diciannovesimo ed ultimo del prima serie targata Fayard) è il quinto titolo audiolibro maigrettiano ed ha una durata di tre ore e tre quarti. Si tratta, come forse ricorderete, dell'inchiesta che Maigret, già in pensione a Meung-sur-Loire, svolge tornando a Parigi per aiutare il nipote Philppe, anche lui in polizia, accusato di omicidio.
Il sesto audiolibro (La nuit de carrefour - 1931) più o meno lungo quanto il precedente, ci racconta una delle primissime indagini di Maigret in uno sperduto incrocio nella nebbiosa campagna nei dintorni di Parigi, dove un caso molto intricato impegnerà non poco il commissario tra vedove, gangster e una donna sensuale che turberà anche il nostro Maigret.
Continua così questa collana maigrettiana in audiolibri, arrivata così alla sesta edizione, che dimostra come ci sia un pubblico che apprezza questa non diffussissima modalità di fruire dei romanzi, fenomeno che riscontriamo peraltro anche all'estero. Un Simenon letto, che si può godere anche durante un viaggio in auto mentre si guida o mentre si cucina, insomma quando si è affaccendati in operazioni che non ci consentono di tenere un libro in mano. Da provare.

martedì 16 settembre 2014

SIMENON SIMENON. QUANDO GEORGES SCRIVEVA GLI... SPIRITUALS !


"Duecentomila negri sono venuti per aprire il canale di Panama, centottantamila sono morti di di colera di peste e di altre malattie  tramesse dai bianchi. Restano ventimila negri sul canale di Panama...".
Questo è l'inizio di Panama Canal, uno spiritual scritto a quattro mani, musica di Gobert, parole di Simenon.
La canzone è inserita in Quartier Nègre, una delle tre opere teatrali del romanziere, e scritta in inglese. Quartièr Negre è una pièce in tre atti e diciassette quadri, tratta dall'autore dal suo omonimo romanzo (Gallimard - 1935). La piece debuttò nel dicembre del 1936 al Thèatre Royal des galeries Saint-Hubert.
Lo riporta un'intervista fatta da Maurice Pironi a fine settembre del 1982 in cui si parla di questa insolita veste del Simenon-paroliere il quale specifica:"... esiste anche un disco che dovrebbe essere custodito presso il Fondo Simenon...".
Ma la cosa non finisce qui perchè Simenon accenna ad altre parole di questo Panama Canal "... ora grandi navi passano sul canale di Panama, magnifiche, noi andiamo a mendicare e ci regalano qualche piccola moneta. Loro non sanno che siamo stati noi a costruire il canale di Panama...".
A questo punto Pironi chiede a Simenon se abbia scritto altre canzoni.
Ecco la risposta di Simenon
"Sì, sì. Il lungo spiritual negro, che è molto più importante, perchè ad un certo momento il mio protagonistra sposa una piccola negra e nasce un bambino e quindi c'è un battesimo negro (questo nella commedia)... e c'è un pastore che canta la canzone del battesimo che vi traduco approssimativamente: Il primo giorno Dio ha creato la terra, il sole e le stelle. Il secondo giorno ha creato gli animali, i pesci e tutti gli animali che ci sono sulla terra. Il terzo giorno ha creato il Negro e la canzone dei Negri ed è così che è nata la canzone dei Negri - e Simenon aggiunge - tutto il resto è su questo tema: Oggi noi abbiamo un nuovo piccolo Negro... Tutto è stato scritto nello stile degli spirituals negri, quello di New Orleans di cui allora ero appassionato".

lunedì 15 settembre 2014

SIMENON SIMENON. LE MISS CONTRO MAIGRET, OVVERO LA7 COLPEVOLE O INNOCENTE?

Abbiamo ricevuto e letto diverse indignate reazioni al fatto che l'emittente LA7 abbia sostituito sabato l'ormai consueto appuntamento con lo sceneggiato Maigret/Bruno Cremer, con una delle puntate di Miss Italia condotte da Simona Ventura.
Sappiamo che si trattava di un secondo appuntamento per l'emittente, visto che fino a due anni fa' la trasmissione era appannaggio della Rai. Ma forse lo scarso appeal dimostrato nelle ultime edizioni (che pure avevano registrato uno share intorno al 24%) aveva spinto viale Mazzini a cedere i diritti del format alla tv di Urbano Cairo. Se la nostra supposizione è giusta, quello che conquistava Miss Italia in Rai non era più nella media del suo share e quindi era diventata cedibile. Da parte sua LA7 aveva visto l'occasione di acquisire un programma che pure aveva un suo seguito e che magari, anche senza un gran successo, avrebbe assicurato uno share che per la media de LA7 non sarebbe stato malvagio (versione 2013 Miss Italia su LA7 al 5,5% dello share).
Veniamo infatti allo share. Tra le ultime puntate di Maigret, quella del 6 settembre é arrivata ad un 2,8%. La puntata di sabato di Miss Italia ha toccato  il 6,46%.
Come si vede si tratta di più del doppio.
La scelta della programmazione tiene conto dello share che è strettamente collegato con la pubblicità (sia per quantità che per il suo costo) che, per una televisione commerciale come LA7, è l'unico introito.
Insomma anche se si vocifera che Miss Italia 2014 sia stato un flop, in realtà è aumentata quasi di un punto percentuale rispetto all'altr'anno e ha raccolto mezzo milione di spettatori in più rispetto al Maigret/Cremer.
Mezzo milione di indignati e un milione che hanno seguito gambe, labbra, occhi, cappelli e altre cose della più bella tra le belle d'Italia.
Ai maigrettofili potrà non piacere, ma così va la vita... in tv.

sabato 13 settembre 2014

SIMENON SIMENON. INTERVISTA AL 12 DE AVENUE DES FIGUIERS

Siamo nel maggio del 1975. Georges Simenon  ha smesso di scrivere  da un paio di anni e il telegiornale di TF1 ha deciso di realizzare un'intervista con lo scrittore nella sua casa rosa a Losanna. L'inviato è Yves Mourousi che chiede allo scrittore di illustrare gli strumenti per la sua scrittura che si trovano ancora nel suo studio ma anche la presenza delle pipe, di due registratori, del perchè non vi siano quadri alle pareti e dell'assenza di una biblioteca. E' un Simenon molto invecchiato, che ha smesso di scrivere da tre anni, ma per il quale il terribile suicidio della figlia è ancora lontano.

venerdì 12 settembre 2014

SIMENON SIMENON... MANDATEMI SU UN ALTRA BIRRA/2

(segue da giovedì 11) - Maigret beve birra non solo per motivi legati al piacere del palato. Ad esempio, ordinare una birra può essere un segno di "protesta" del commissario, un modo per distinguersi, per imporre la sua "figura popolana", per marcare certe differenze di classe. 
Ad esempio, ne Le charretier de la Providence, Maigret, dopo che il giudice aveva interrogato Sir Lampson  " - un Clairfontaine Lagny, fiero della sue particelle-", come l'autore osserva con umorismo, citato in una discussione con sfumature snob così irritanti per Maigret che non può che affondare le mani nelle tasche con un gesto "più plebeo che naturale", poi va al caffè si lascia andare sul bancone e ordina un mezzo boccale, come per protestare contro i modi del giudice ... Ecco perché Maigret ama la birra che può consumare anche nei piccoli bar popolari, "...voleva un bicchiere di birra in un luogo dove potesse confondersi con persone comuni, che si prendono cura dei loro piccoli lavori quotidiani. "(Maigret chez le ministre); 
"... birra rinfrescante grazie alla quale riesce a poggiare di nuovo i piedi per terra. Quanto è piacevole ritrovare un vero bancone di zinco, la segatura sul pavimento, un ragazzo in un grembiule blu..." (Maigret et l'affaire Nahour).

E' anche un modo di imporre la sua presenza, il suo punto di vista, il non lasciar correre: per esempio, ne Le chien Jaune, quando arriva il sindaco per esprimere le sue rimostranze a Maigret: "Le ricordo che tutto è stato fatto in questo momento è di vostra responsabilità ...", cui Maigret semplicemente risponde: "...un demie, Emma..." ...  

O in Chez les Flamands: "...domenica, Maigret raggiunse al caffè l'ispettore Machere, che sedeva in compagnia delle autorità locali, a bere aperitivi all'anice - questa è l'occasione per un dialogo scoppiettante tra un solenne vicesindaco e un Maigret tutto intriso di ironia:
- Sa, che abbiamo parlato molto di lei in paese? 
- Sono entusiasta!  
- Voglio dire, abbiamo parlato negativamente. Il vostro atteggiamento è stato interpretato così  ...  
- Mezzo boccale, ragazzo! ben freddo! 
 - Beve birra a quest'ora? "

Ma "rifornimento di birra" è anche una sorta di "ammollo", come Maigret assorbe quello che lo circonda, immerso in un sogno, come una trance, che gli permette di scoprire la chiave l'enigma;
eccolo in Signé Picpus dopo la telefonata che ha passato al notaio di Saint Raphael: "..questa è la quinta, sesta birra e a poco a poco Maigret diventa gradualmente un altro uomo. Si direbbe che entri in azione, che tutte le sue facoltà diventino più acute e che proceda spedito con una forza tranquilla."

Una sola birra (o più d'una...), è poi l'elemento che scandisce la fine di un'indagine, quando "il dado è tratto" e non c'é altro da fare che il "ritorno nella vita di tutti i giorni... fino alla prossima indagine ...". Questo momento segna il finale di più di una pagina di romanzo:

"Voleva, in primo luogo, sedersi sulla terrazza della Brasserie Dauphine come la notte si era seduto, per un lungo periodo, ad un altro terrazzo.  

- Mezzo boccale... commissario?  
Come quando si rivolgeva con ironia, rispose, alzando lo sguardo:  
- Due "(Maigret tend un piège)

"Cinque minuti più tardi, al bancone del piccolo ristorante di famiglia, comandò:
- Birra ... Nel bicchiere più grande
che hai ... "(
L'ami d'enfance de Maigret))

" Lasciarono a piedi la questura e arrivarano in un piccolo bar familiare. [...]
- Che succederà, signor commissario? .
- Un grande demie. Il più grande che c'è ...
"(
Maigret et l'homme tout seul)

"Raggiunse Place Dauphine, dove due dei suoi colleghi stavano prendendo pastis. Fu tentato per un attimo, poi ordinò  

- Il più grande bicchiere di birra che avete ... "(Maigret et l'indicateur).

Murielle Wenger 

giovedì 11 settembre 2014

SIMENON SIMENON. ...MANDATEMI SU ANCORA UN'ALTRA BIRRA! /1


Maurizio si chiedeva l'altro giorno perché Maigret beve birra. Ha già dato qualche risposta, ma questo mi ha fatto venire voglia di andare ancora una volta a ripercorrere il corpus della opere per vedere non solo perché Maigret beve birra, ma anche in quali circostanze e per quali motivi. (m.w.)

Primo. La birra è la bevanda più frequentemente consumata da Maigret nel corpus (si vedano questi due studi 
http://www.trussel.com/maig/momseu.htm#bieres et http://www.trussel.com/maig/boisson-f.htm). Si potrebbe dire che è il suo  drink naturale. Naturalmente, beve anche altri alcolici, come il calvados, il brandy o il vino bianco al gusto dei terroir. Ma la birra è in qualche modo il suo consumo più consueto, è "le demie" ordinato al primo il primo bar che incontra. Ma è anche la bevanda che lo "marchia" che lo caratterizza come la sua pipa, così la birra... è  quindi un segno distintivo del commissario, conosciuto tanto come fumatore di pipa, quanto come amante della birra. Così sembra, ancora in incognito, all'inizio del romanzo  La danseuse du Gai-Moulin "... come un "grosso uomo, molto pesante. Il suo volto é placido e lui non ascolta il ragazzo che vorrebbe consigliargliene una. Si siede ad un tavolo qualunque - e ordina delal birra...".  
Lo ritroviamo seduto con suo nipote, davati ad una choucroute in  Mademoiselle Berthe et son amant : "... Maigret mangiava di gusto: ben sistemato, aveva un modo di trangugiare "le demie", così avidamente che avrebbe potuto fare pubblicità ad una marca di birra...". E infine, in questo mini ritratto disegnato dall'autore, la cui immagine potrebbe essere una copertina per un suo romanzo: "Maigret, stava semplicemente seduto sulla terrazza della Brasserie Dauphine, all'ombra della tenda a strisce rosse e gialle, davanti ad una birra ben spillata, fumava beatamente la pipa, attendendo l'ora del pranzo e di tanto in tanto aggrottando per un attimo la fronte rugosa..." (On ne tue pas les pauvres types).
 
La birra è di solito la prima bevanda cui pensa quando entra in un pub, gli viene spontaneo, lo fà "meccanicamente" come un abitudine, un tic che ripete  senza nemmeno accorgersene. Si può anche dire che si tratta di un "rituale" cui il commissario si adatta per esser in linea con il suo personaggio. Così, nella testa di un uomo, quando si trasferisce nell'hotel davanti al Citanguette, dove sorveglierà Heurtin, chiede al cameriere di farsì portare birra e tabacco grigio, due ingredienti senza i quali non può lavorare in modo efficace ...
La birra in confronto con altri alcolici, vanta una virtù particolare: ha il dono di essere rinfrescante, capace di placare la sete del commissario, molto meglio di altre bevande:
"- Che cosa posso servire, signor Maigret?
Birra, naturalmente! Aveva una sete di tracannare cinque o sei pinte d'un fiato ". (
Maigret et la Grande Perche )
La birra viene descritta da Maigret come la freschezza di un "mezzo boccale ancora tutto appannato" (
Monsieur Gallet, décédé ) oppure "dalla schiuma argentata" (Maigret et son mort). 

Ma la birra è  una bevanda fatta per accompagnare certi cibi, soprattutto la choucroute e in particolare è la bevanda che forma un duetto insuperabile con i sandwich. Quando Maigret non si sente attratto dal menù del ristorante, ordina una birra e dei sandwich. Ma quest'accoppiata è quella che privilegia soprattutto quando deve sbrigare del lavoro in ufficio e non ha il tempo per andare a mangiare fuori. 
E' in assoluto il primo menù che appare nella serie, quando, in Pietr le Letton il commissario tornato al Quai e divide con Torrence le informazioni sull'inchiesta mentre sei birre e quattro panini imbottiti vengono portati evidentemente dal garçon della Brasserie Dauphine... E' anche uno degli elementi immancabili durante gli interrogatori che si svolgono nel suo ufficio, al punto che quando invece deve condurne uno in un altro luogo, tende a ripetere gli stessi gesti, birra e sandwich compresi, per rendere la scena più simile possibile alla quella che succede in ufficio. Per esempio in Maigret à New York, prima di telefonare a Daumale in Francia ecco cosa fà : "... inizia bevendo un boccale di birra, non tanto pechè avesse sete,, ma per un sorta di superstizione, perchè aveva sempre bevuto della birra quando doveva iniziare un interrogatorio difficile o durante l'interrogatorio stesso..." (continua domani venerdì 12)
Murielle Wenger