lunedì 20 ottobre 2014

SIMENON SIMENON. DOMANI NOTTE NON PERDETE... LE LUCI NELLA NOTTE


Domani una chicca sul Laeffe, il canale della Feltrinelli. Si tratta di Luci nella notte, il film realizzato da Cédric Kahn basato su romanzo di Simenon Feux rouges, scritto nel '53 in America a Shadow Rock Farm. Film con Carol Bouquet che interpreta Helen, una donna sposata con Antoine, interpretato da Jean-Pierre Daroussin. La coppia è partita da Parigi per le vacanze, ma il viaggio che compiono presenta delle difficoltà che diventano ben presto il simbolo dei problemi che i due attraversano da tempo e che danno luogo ad una separazione. Nel viaggio come nella vita, Helen sembrerà prendere una sua via, sparendo dalla vita di Antoine che darà un passaggio ad uno strano individuo che si porta dietro un passato poco rassicurante. Ma Helen sembra essere davvero sparita nel nulla e Antoine inizia a sospettare che il misterioso autostoppista, con cui in un primo tempo ha familarizzato, non si affatto estraneo alla scomparsa della donna...
Il film, sarà trasmesso da Laeffe (che trasmette sul canale 50 del digitale terrestre o su Sky canale 139)  martedì 21 ottobre, alle ore 21.00
Chi volesse poi leggere il romanzo di Simenon potrà farlo con le edizioni Adelphi, sia in volume cartaceo che in ebook. Vedi qui

SIMENON SIMENON. IL "POLAR" A "L'ESACALIER DE FER"


Si è concluso ieri a Cognac (Charente) l'edizione 2014 del Festival du Polar che tra venderdì, sabato e domenica ha proposto ai visitatori una serie di opere cinematografiche, televisive e letterarie, fumettistiche di genere poliziesco. Questa 19a edizione ha dato vita, come di tradizione, ad un concorso diviso in vari generi. Il premio Polar per il miglior telefilm è stato assegnato a L'Escalier de Fer, diretto da Denis Malleval. E' una produzione televisiva dell'anno scorso, tratta dall'omonimo romanzo di Georges Simenon e trasmessa nel novembre del 2013 su France 3.
Il romanzo, scritto negli States (a Shadow Rock Farm - Conneticut), nel 1953, nella trasposizione cinematografica  è stato ambientato invece nei primi anni '60. Narra di una coppia, Etienne e Louise, amanti prima e poi, dopo la morte del marito di lei, coniugati. Etienne, che è succube di una moglie dominante, da qualche tempo accusa dei dolori allo stomaco. Proprio questo gli suscita dei dubbi su come sia morto il precedente marito della sua attuale consorte. Le voci che gli giungono all'orecchio non lo confortano. Sembra che il poveretto fosse deperito a vista d'occhio, per poi morire. Etienne comincia a temere che la moglie lo stia avvelendando a poco a poco... La sua tesi viene avvalorata da una serie di analisi cui Etienne di sottopone, ma c'è di più. Dal momento che è certo che Luoise vuole avvelenarlo, inizia a spiarla. Ed  è così che scopre che la moglie ha una relazione con un giovanotto... La reazione di Etienne, che vorrebbe tenersi la moglie, ma ovviamente anche non morire avvelenato, stupisce il lettore del romanzo o lo spettatore del film.

venerdì 17 ottobre 2014

SIMENON SIMENON. INCREDIBILE: SIMENON VIAGGIA AD OLTRE 900 ALL'ORA!


A oltre quarant'anni dal giorno che smise di scrivere, e a venticinque anni dalla sua scomparsa, Georges Simenon continua a vendere libri come fosse, vivo, vegeto e impegnato nelle sue sedute di scrittura in état de roman.
Le ultime cifre, fatte in relazione alle sue opere vendute in tutto il mondo, ruotano attorno ai 700 milioni di copie da quando iniziò la sua carriera di scrittore fino ad oggi.
Se nel 1989, anno della sua morte, il venduto totale era stimato intorno a 500 milioni di copie, vuol dire che negli ultimi venticinque anni il mercato editoriale ha assorbito 200 milioni di copie dei suoi romanzi. 
Tanto per giocare, questo significa 8 milioni di copie all'anno, 650.000 o poco più al mese, oltre 22.000 al giorno, quindi 916 ogni ora e una quindicina di copie al minuto... in ogni parte del mondo!
Già detta così sembra uno scherzo, ma sembra diventare addirittura inverosimile detta in quest'altro modo: nel mondo si vende un libro di Simenon circa ogni 5 secondi!
Lo ripetiamo.
Georges Simenon, nei venticinque anni dalla sua scomparsa, ha venduto un libro ogni cinque secondi scarsi!
Il calcolo è semplice, ma noi lo abbiamo rifatto più di una volta. Sono numeri da capogiro. Non dire che Simenon, a tutt'oggi, è un fenomeno editoriale, non è proprio possibile. Lo sappiamo che la definizione non gli faceva affatto piacere, ma con questi numeri a quali altre definizioni possiamo approdare? . 
Perchè un conto  è dire che Simenon è ormai un classico, ma anche un long-seller, un caso rarissimo... Un conto è mettersi a fare le quattro operazioni con queste centinaia di milioni di copie e vedere le cifre che compaiono sul display della calcolatrice.
E ha smesso di scrivere diciassette anni prima di morire (con l'eccezione di "Mémoires intimes")! Insomma il ritmo che aveva impresso alla sua produzione letteraria sembra essersi trasferito alla vendita dei suoi libri, una spinta che sembra non esaurirsi. E, almeno a nostro avviso, non si avvertono motivi per cui debba attenuarsi, almeno nei prossimi dieci/quindici anni. Scommettiamo?

giovedì 16 ottobre 2014

SIMENON SIMENON. ROMANZI, COLLANE, EDITORI... DEL GEORGES "POPOLARE"...

 
Ritorniamo anche oggi a parlare del primo periodo di Simenon degli anni '20 in cui era uno scrittore di letteratura popolare. Qualche giorno fa' abbiamo parlato di certi suoi racconti, oggi invece ci occupiamo dei romanzi, quelli scritti sotto pseudonimo. Si tratta di un periodo e di opere di cui si parla molto più rarament francese non è affatto facile da trovare. Questa volta ce ne parla il nostro Andrea Franco che è si è dedicato a compiere un'analisi dei romanzi divisi per editore e lì dove c'era anche per collana, per fare una conta dei titoli. Si tratta di quasi dieci anni, un periodo che ci può svelare molto del Simenon dei Maigret e dell'autore dei romans-durs e sul quale torneremo più di una volta.
 
Questa divisione per editore e per collane dei romanzi di Simenon scritti sotto pseudonimo prevede anche  raccolte di racconti. A fianco del nome della collana è indicato il numero dei titoli pubblicati.

• Romanzi sentimentali-brevi
Editore Ferenczi  
Collane:
- Le petit livre - 21
- Mon livre favori - 14
- Le Livre épatant -7
- Le Roman policier - 1
- Le Petit Roman - 38
• Romanzi d'avventura brevi:
Editore Ferenczi 
Romanzi brevi:
- Le Petit Roman d'aventures - 2
Romanzi lunghi: 
- Les Romans d'aventures - 4
- Le Livre de l'Aventure - 5
 
• Romanzi sentimental-avventurosi lunghi
Editore Fayard
- Les Maîtres du roman populaire - 14
- Le Livre populaire - 12 
- L'Aventure - 5
- A puntate sulle riviste - 5
 
• Romanzi sentimentali brevi
Éditions F. Rouff - 2
Edizioni Tallandier, tutti lunghi, tranne se diversamente segnalato,
- Romanzi d'avventura e popolari con punte di poliziesco:
- Collection "Grandes Aventures et voyages excentriques" (Collection Bleue) -13
- Collection "Romans Populaires" (Collection Rouge) - 3
- Collection "Romans célèbres de drame et d'amour" - 2
- Le Livre de poche - 2 (brevi)
- Criminels et policiers - 5

• Romanzi e  racconti umoristico-erotici
- Paris-plaisirs (giornale) - 1
- Editions Prima - 4 (lunghi)
- Collection "Gauloise" - 17

• Romanzi brevi
Ferenczi Collection:
- Les Romans drôles - 4
- Collection "Les Romans folâtres" - 3
 Société Parisienne d'Édition - 1 (a puntate su riviste - pseudonimo Luc DORSAN, Les Mannequins du docteur Cup, in "Le Pêle-Mêle)

Andrea Franco

mercoledì 15 ottobre 2014

SIMENON SIMENON. SI INIZIANO A VEDERE I SEGNALI DI FUMO DELLA PIPA DI MAIGRET...

 Siamo alle prime avvisaglie. La sospirata pipa di Maigret, intesa come la raccolta di racconti che porterà questo nome, dovrebbe uscire tra poco più di una decina di giorni (qualcuno azzarda al data di fine mese).
Una pipa surriscldata da tanta attesa. La immaginiamo tra i denti di Maigret che scalpita da aprile. Sette mesi dopo l'ultima raccolta. Questo significa che la prossima (che potrebbe essere anche l'ultima) dobbiamo aspettarcela per aprile/maggio 2015? Oppure, visto che tra i racconti c'è anche Un Natale di Maigret, che è quasi un romanzo breve,  questo potremmo vedercelo proporre come strenna natalizia?
Abbiamo visto che a fare previsioni si sbaglia sempre. Gustiamoci quindi questi tre racconti.
La pipe de Maigret che dà il titolo alla raccolta, è un racconto scritto nel '45 a Parigi, prima della partenza per l'America, ma pubblicato poi nel 1947.
L'inchiesta inizia con una denuncia che una vedova, M.me Leroy, va a fare nell'ufficio del commissario al Quai des Orfèvres. La donna che ha un'aria triste e sconsolata, si è portata dietro il figlio adolescente, Joseph. Racconta a Maigret di un intrusione in casa sua, avvenuta o in sua assenza o durante la notte, mentre lei e il figlio dormivano. Ma nessun furto o altro reato è stato commesso. Chi ha interesse a introdursi nella casa di quella vedova e per fare cosa? Maigret avrà il suo bel da fare per risolvere l'enigma.
Altro racconto è la testimonianza del chierichetto ("Le Témoignage de l'enfant de chœur "scritto nel '46 e pubblicato anch'esso nel '47), dove tutto comincia con la testimonianza di un bambino che dice di aver assistito ad un crimine, la mattina presto mentre andava a servire messa. Il commissario si indentifica con lui, perchè si ricorda di sè stesso, alla stessa età del ragazzo, quando pure lui si svegliava presto per andare a fare il chierichetto. Ma riscontri a quello che il ragazzo racconta non ce ne sono. Sta mentendo o qualcuno riesce a nascondere molto bene il reato? Insomma il ragazzo è credibile oppure no? O forse dice la verità, ma non fino in fondo...
L'ultimo racconto s'intitola Maigret e l'ispettore scontroso ("Maigret et l'Inspecteur malgracieux" sempre pubblicato nel 1947), dove s'indaga sulla morte di un commerciante di gioielli: omicidio o suicidio? Il caso ricorda un'altro di qualche tempo prima. Maigret affida il caso all'ispettore Lognon, soprannominato dai colleghi "il lamentoso" o "lo scontroso". Un uomo sempre pieno di problemi, con la moglie spesso malata... insomma uno di quelli di cui si dice che i guai se li tiri dietro, ma tutto sommato un buon poliziotto. Le analogie con il caso precendente non sono poche nè casuali, e Maigret, senza darlo a vedere a Lognon, sarà quello che terrà le briglia dell'inchiesta fino alla soluzione.

martedì 14 ottobre 2014

SIMENON SIMENON, 1923-1931 GLI ANNI DELLA SCRITTURA... AD OGNI COSTO...

 Sappiamo che nel cosiddetto periodo della "letteratura alimentare", il giovane Simenon, scriveva su commissione. Sosteneva lui stesso "come un artigiano, come mi ordinassero un tavolo... una sedia... un comodino...". Aggiungeremmo noi: quanto grande? Quanto lungo? Di che colore? Con quale legno?...
Ed era esattamente così. Gli editori gli indicavano il genere, quali protagonisti e personaggi dovevano esserci, il tipo di finale a seconda del genere, la lunghezza... insomma tutto in modo che rispondessero il più possibile ai gusti in voga tra il pubblico di questa letteratura popolare. E ovviamente fissavano il tempo entro cui il racconto, o il romanzo breve (più raramente un romanzo lungo) doveva essere consegnato. Periodo che, per quanto breve fosse, non riusciva mai a mettere in crisi Simenon.
Come abbiamo già detto, tra questi generi, i più richiesti erano quelli scollacciati, umoristici, licenziosi, satirici, erotici... scegliete voi il termine che vi piace di più. Danielle Bajomée (autrice della biografia "Simenon une myhtologie di XX siècle" - 2003, e presidente del "Centro Studi Simenon", presso l'Università di Liegi) ne elenca addirittura un quindicina nel suo saggio "Flirt, abbracci e sospiri", apparso sul Chaier de L'Erne: Simenon (2013). In questo studio piuttosto approfondito sugli exploit letterari del primo Simenon quello che ci ha colpito è stata una tabella in cui fà un sorta di censimento di questi racconti, divisi per anno e per le testate che li pubblicarono: Frou-Frou, Le Sourire, Sans Gêne, Paris-Flirt, Le Rire, Mon Flirt, L'Humour, Gens qui rient, Paris Soir, Miousic, Le Merle blanc, Paris-Plasir e le Merle Rose.
Tra il'23 e il '31 quello che pubblicò il maggior numero di tali racconti fu Frou-Frou: 589, di cui l'anno record fu il 1926 con ben 153 titoli.
Paris-Soir, un quotidiano serio, ne conta invece solo quattro, nel 1924.
L'anno più prolifico per questo genere di racconti risulta essere il '26, con 278 titoli, ma anche l'anno precedente non era andato molto lontano con 270 racconti.
Il Simenon  tra i 20 e i 28 anni non si faceva scrupoli di pubblicare qualsiasi cosa? Beh, sappiamo che era consapevole che in quel periodo di apprendistato avrebbe dovuto adattarsi a soddifare ogni tipo di richiesta, ma non doveva essere granché gratificato se affermava, come riporta al stessa Bajomée, "... avevo bisogno, per tenere la testa alta, di ripetermi che Balzac e qualche altro avevano iniziato nello stesso modo...".

lunedì 13 ottobre 2014

SIMENON SIMENON. E ADESSO DOPO GRASSET VI PROPONIAMO ANCHE... LE COMMISSAIRE GROSSET


Qualche giorno fa' in un post del nostro illustratore Gianfcarlo Malagutti avevamo presentato la parodia italiana di Maigret, pubblicata dal Il Monello negli anni '60: Il commissario Grasset.
Tra i nostri collaboratori vennero fuori altre parodie, versioni a fumetti e pastiches vari, tra cui anche il nome di una serie belga, questa volta scritta non a fumetti, il cui protagonista è il Commissaire Grosset. In una nota il nostro specialista, Andrea Franco, ci ha informato che si tratta di una serie di tre titoli e precisamente:
• Grosset et le spatiandre percé (Les enquêtes du commissaire Grosset - 1)
Grosset et le Monstre des Ardennes (Les enquêtes du commissaire Grosset - 2)
Grosset dans la chambre close (Les enquêtes du commissaire Grosset - 3)

Questo personaggio è dovuto alla penna di Alain le Bussy, uno scrittore anche lui belga, anche lui nato a Liegi, ma una buona quarantina d'anni dopo Simenon. E per di più ha frequentato lo stesso collegio di Saint Servais dove il piccolo Georges andò a scuola e dove era compagno proprio del padre di le Bussy.
Qui riproduciamo le copertine di due dei libri citati del commissario Grosset, che furono pubblicati dalle Edizioni Robert Demeyer all'inizio degli anni 2000.

domenica 12 ottobre 2014

SIMENON SIMENON. INCONTRI DI ICONE... B.B. E SIM

Bellezza e talento. Bravura e charme. Lei 24 anni lui 55.
Una attrice simbolo della gioventù libera e della sensualità liberata. Uno scrittore senza confini, con già allora centina di milioni copie vendute in tutto il mondo.
Bri Bri (come la chiamavano da bambina) e Sim (come lui si firmava da giovane).
L'occasione? L'ennesimo film tratto da un romanzo di Simenon. Siamo nel 1958, quando uscì appunto En cas de malheur, diretto da Claude Autant-Lara e interpretato dalla Bardot a fianco di Jean Gabin, amico di Simenon e interprete di una decina di film tratti dai romanzi dello scrittore.
Cosa starà pensando Georges al momento dello scatto? Deve essere stato un'incontro non certo... dimenticabile... Ma d'altronde lui non era più il giovanotto che a poco più di vent'anni aveva incontrato un'altra bomba del sesso: Josephine Baker. Adesso era il famoso romanziere, sposato per la seconda volta, con tre figli e un'immagine cui teneva non poco.
Come sarebbe stata una storia tra i due? A lui certo non mancava il fascino e l'esperienza per essere un verosimile oggetto delle attenzioni di B.B. una ribelle che già a sedici anni aveva sposato il ventiquattrenne regista Roger Vadim e che all'epoca delle riprese del film aveva una storia con l'attore italiano Raf Vallone allora poco più che quarantenne.  A lei davvero non difettavano i motivi per far girare la testa anche ad uno navigat come Simenon. Ma... Ma, no... non c'è traccia alcuna di una loro relazione... E però...  se la Bardot rientrasse tra la indecifrabile galassia delle famose diecimila donne di Simenon? Pioveranno smentite come non mai...

sabato 11 ottobre 2014

SIMENON SIMENON. MODIANO: IL NOBEL CUI PIACE IL ROMANZIERE SIMENON

Ne parlano tutti. Si tratta dell'ambitissimo Nobel per la letteratura assegnato pochi giorni fa' a Patrick Modiano, romanziere francese di origini italiane. Gli vogliamo qui renedere omaggio, non solo per il suo valore letterario, ma anche per il suo impegno nel descrivere e nell'analizzare il terribile periodo dell'occupazione dei nazisti, con implicazioni familiari davvero non facili (il padre ebbe all'epoca traffici loschi e relazioni con i tedeschi). Ma qui vogliamo parlare del romanziere che è un efficace testimone della sua epoca ma anche uno scrittore che scava nella psicologia e nella memoria collettiva e individuale. Non per niente uno dei suoi romanzi s'intitola Un Pedigree, proprio in omaggio all'autobiografico Pedigree di Simenon. Già, perché come capita non di rado tra letterati e intellettuali, Modiano è un ammiratore di Simenon "... ho letto molto Simenon. Questa precisione (quella della sua scrittura n.d.r) mi aiuta ad esprimere delle cose delle atmosfere in cui tutto si diluisce..." ha affermato in un intervista a Pierre Maury.
E in occasione della morte del padre di Maigret scriveva su Le Figaro "... da qualche anno il passaporto di Georges Simenon riportava la seguente dicitura - senza professione -. Simenon in precedenza aveva tenuto particolarmente a che ci fosse scritto - romanziere -. Non - uomo di lettere -  né - scrittore -. Ma - romanziere -. E' stato senza dubbio l'ultimo ad incarnare quel tipo d'uomo che si chiama romanziere, così diverso dai poeti, dai saggisti e dagli uomini di lettere...".
Ma c'è di più. Uno che conosce molto bene Simenon, Pierre Assouline, nel 2007 scrisse che "...se Georges Simenon ha un erede di lingua francese, questo è sicuramente Modiano - salvo credere che Simenon sia stato un autore di romanzi polizieschi, ma chi lo crede ancora? -  L'uno e l'altro esaminano degli elenchi ed ebbri di nomi, assaporano il gusto di allinearne un certo numero come fossero una cornice del loro prossimo romanzo, felici di sottomettersi alla magia dei patronimi e confidando nella loro capacità di rovesciare l'ordine delle cose; l'uno e l'altro possiedono la genialità di evocare tutto un mondo, con una economia di mezzi che spingerebbe al suicidio tanti dei nostri romanzieri invischiati delle chiacchiere dei loro eroi...".
Modiano è stato insignito del Nobel. Simenon no. Ci è andato vicino un paio di volte. E lui che non amava medaglie, nomination e riconoscimenti, il Nobel era l'unico premio che avrebbe voluto.
Congratulazioni a Patrick Modiano.

venerdì 10 ottobre 2014

SIMENON SIMENON. MAIGRET: IMITAZIONI, PARODIE, CARICATURE...



E' probabilmente tipico dei grandi personaggi suscitare la voglia di imitarli, replicarli sia in un rispettoso pastiche, che in un'irriverente caricatura... E Simenon non scappa certo a questa regola e tanto meno il suo simbolo - sto parlando del commissario Maigret - non può non suscitare nei suoi appassionati ammiratori il desiderio di inventare delle sue nuove avventure... Se ci sono degli scrittori in erba - e io modestamente mi metto tra loro -  che hanno pubblicato qualche "imitazione" di buona qualità con l'intento di omaggiare il grande romaziere, ce ne sono altri che hanno pubblicato alcuni testi in varie contesti.
Per trovare qualche informazione a tale proposito ho cercato nella mia biblioteca simenoniana, trovando essenzialmente tre fonti:
Pour copie conforme - Bibliografie des pastiches, caricatures e parodies de Simenon - Claude Menguy - Chaiers Simenon n°8 - 1994
• Le nombreuses vies de Maigret - Jacques Badou - edizione Les moutons électriques - 2007
• Simenon Pastiches - Paul Aron in Chaier de L'Herne - 2013 
Ho scelto in queste tre fonti alcuni elementi che trattano di Maigret, e per chi volesse approfondire il tema, rinvio ai testi suddetti. E spero inoltre che altri simenoniani e maigrettofili possano arricchire queste informazioni...
Nell'ottobre  del 1934 Yves Gandon scrisse  La page arrachée … à la "Guinguette à deux sous" (si può leggere cercando in Google Books, "Usage de Faux" di Pierre Benoît).
Nel dicembre del 1964 il grande chef Robert Courtine pubblica un pastiche, Le Réveillon de Maigret, in Cuisine et vins de France . Lo stesso autore scrive nel 1984 Maigret au Fouquet's che si può leggere sul sito di Steve Trussel (http://www.trussel.com/maig/fouquetf.htm).
Maggio 1968, stavolta si tratta di un italiano che pubblica L'affare Simenon - ovvero le contro-imprese del commissario Maigret. Una parodia poliziesca dell'attuale serie televisiva, che apparve sul quotidiano di Palermo, L'Ora.
Julyan Simons ha scritto nel 1981 About Maigret and the Stolen papers, che è possibile leggere anch'esso sul sito di Steve Trussel (http://www.trussel.com/maig/stolen.htm).
Lo scrittore belga René Henoumont ha pubblicato tra il 1985 e il 1991 diverse inchieste del commissario Fluet.
L'autore di romanzi polizieschi Thomas Narcejac (autore dell'ottimo studio "Le Cas Simenon") ha scritto nel 1946 L'avant-dernière enquête de Maigret.
Nel 2007 Pierre Veys e Christophe Alvès hanno pubblicato delle strips Malgret e l'affaire Saint-Pouacre, di cui potete trovare qualche disegno  su questo sito
http://www.actuabd.com/Malgret-et-l-affaire-Saint-Pouacre-par-Veys-et-Alves-Robert-Laffont.html



Murielle Wenger

giovedì 9 ottobre 2014

SIMENON SIMENON. BLUE ROOM IN FEST... OVVERO "LA CHAMBRE BLEUE" SU TUTTI GLI SCHERMI


Il film tratto dal romanzo di Simenon La chambre bleue, diretto e interpretato da Mathieu Amalric, dopo essere stato presentato allo scorso Festival di Cannes, ha iniziato a girare per altre manifestazioni cinematografiche. Ma è soprattutto dopo l'estate che va, per così dire, rimbalzando tra diversi festival in verie parti del mondo.
Vediamo un po' tra queste partecipazioni già passate e quelle in arrivo. Il 21 settembre è stato proiettato al 62° Festival San Sebastian. Dalla penisola iberica, passato l'Atlantico, sempre a fine settembre, il 29, è sbarcato a New York per l'importante "prima" americana in occasione del 52° New York Film Festival. Altro spsotamento intercontinentale ed ecco che pochi giorni fà, il 5 ottobre, è stato invece proiettato al 14° Beirut International Film Festival. Dal Medio-Oriente si torna in Europa dove il 15 ottobre sarà presente al London Film Festival, nella sezione "Love". Salta invece l'immminente Festival internazionale del film di Roma, ma intanto si prepara ad un'altra prestigiosa passerella americana a fine gennaio 2015, quella del Sundance Film Festival a Park City nell' Utah.
Come si vede, l'accoppiata Simenon-Amalric va forte anche nei festival cinematografici. Ci dispiace che a Roma non sia presente, ma soprattutto che non ci siano previsioni per la distribuzione della pellicola nel nostro paese.
Dovremo aspettare che esca il solito dvd e ordinarlo magari con Amazon?

mercoledì 8 ottobre 2014

SIMENON SIMENON. MAIGRET, ADIEU O... AU REVOIR?


Gli appassionati per ora rimangono a secco. Le voci che annunciavano l'uscita del prossimo Maigret nella prima decina di ottobre, si sono rivelate infondate. E tutti che l'aspettavano sono rimasti delusi. E noi con loro, visto che avevamo avuto da varie fonti questa data, confortati anche dalle informazioni del nostro sempre aggiornato Andrea Franco. Già, infatti ad oggi La pipa di Maigret non risulta in uscita a breve, ma nemmeno inserito nelle anteprime.
Ci sarebbe da dire, come il nostro illustratore Giancarlo Malagutti, nella sua vignetta faceva dire a Maigret, "Signora Maigret, prova a fare uno squillo all'Adelphi...è da marzo che non usciamo!".
Già da marzo... o aprile? Beh...sei o sette mesi che differenza fà? Mezzo anno a digiuno, se non contiamo le raccolte di romanzi. Ma come abbiamo già detto, questo potrebbe essere il penultimo Maigret. Forse il terzultimo visto che uno dei racconti rimasti è piuttosto lungo e potrebbe addirittura far volume a sé.
E' come sapere che un nostro caro amico, che ci ha accompagnato per anni, adesso se va... é il guaio dei seriali. Di quelli ben fatti. Ti fanno entrare in un ambiente, ti fanno conoscere i personaggi i protagonisti, riescono a farti sentire uno di loro. Quando ognuno di noi apre le pagine di un nuovo Maigret gli pare di aprire la propria porta di casa e ritrovarsi... chez soi. Ma poi ad un certo punto anche i seriali finiscono ed è un po' come trovarsi senza casa...
Chi ha un bel po' di capelli bianchi (e noi ce li abbiamo) si ricorda di un altro distacco. Quando finì l'avventura del Simenon della Mondadori. Ma lì le cose andarono diversamente. L'editore di Segrate non aveva pubblicato nè l'intera  serie dei romanzi, e nemmeno tutto dei Maigret. Ma era già in atto il passaggio ad Adelphi che aveva iniziato a pubblicare i romans-durs e addirittura, per un periodo, sia Adelphi che Mondadori pubblicarono entrambe i Maigret, il primo iniziando dai titoli dell'esordio, l'altro partendo a ritroso dall'ultimo per più di una decina di titoli. Poi tutto passò nelle mani di Adelphi.
Invece adesso sappiamo che ci sono ancora molti romanzi da pubblicare, mentre Maigret è stato "spremuto" tutto e mancano solo alcuni racconti.  E non si sa se Adlphi abbia o non i diritti per ricominciare dal primo... Potremmo ritrovarci tra qualche anno che i Maigret non si trovino più... e allora tutti a cercare su  Ebay o sui siti di mercatini on-line di libri usati... Come succedeva anni fa', ma allora si andava a spulciare sulle bancarelle dei vecchi libri, o da qualche rigattiere. Ma anche allora di Simenon non se ne trovavano. Perchè? Semplice, chi ce l'aveva se li teneva stretti... e i pochi in circolazione sparivano subito. Non vediamo perchè non dovrebbe erssere ancora così...
Insomma quando, con il contagocce saranno finiti i Maigret dovremo dirgli adieu o potrebbe bastare un au revoir?

martedì 7 ottobre 2014

SIMENON SIMENON. SIGNORE E SIGNORI, ECCO A VOI... IL COMMISSARIO "GRASSET"!

Il commissario Grasset
Esiste un metodo, una formula, una prova del nove per quantificare il successo? Sì, come ben sanno i politici, ai quali si può imputare ogni nefandezza ma non l'incapacità di fiutare ciò che da popolarità: un'imitazione e/o parodia è il segno tangibile del successo. Quando nel 1965 la Rai iniziò a trasmettere i telefilm, o gli sceneggiati come venivano chiamati, del commissario Maigret - interpretati da Gino Cervi - poteva un settimanale popolare, talmente popolare da vendere centinaia di migliaia di copie ogni settimana, sottrarsi a farne l'imitazione-parodia? No! Il successo della serie tv era tale - oggi nemmeno le partite della nazionale ai mondiali eguagliano i milioni di telespettatori del Maigret/Cervi - che avrebbe assicurato un sicuro riscontro di pubblico. Questo settimanale era Il Monello (chiamato "Monello Jet" in quel periodo) iniziò  a pubblicare - con il numero 19 del 18 maggio 1965 - una parodia comico-avventurosa del commissario Maigret qui chiamato, certo non con un gran sforzo di fantasia, "Commissario Grasset". Nelle sue avventure - 9 tavole, autoconclusive - il nostro commissario, pacioso e bon vivant, con l'immancabile pipa in bocca risolveva piccoli casi dal taglio umoristico. Grasset, sia nel testo, ad aopera di vari scrittori quali, Saccarello, Mancuso e Grecchi, che nel disegno è tratteggiato su una fisionomia riconducibile al Maigret interpretato da Cervi, indice di una lettura non superficiale anche dei romanzi. Il fumetto si concede una disgressione sulla figura della moglie la "Signora Grasset" qui è molto più attiva, dinamica e loquace di M.me Maigret e con una silhouette più "robusta".  Forse pagando pegno allo stereotipo della donna nel fumetto, almeno all'epoca, che voleva  fidanzate e amanti belle e longilinee e le mogli robuste e in più prevaricanti. Nei casi polizieschi disegnati venivano - di volta in volta - coinvolti personaggi dello sport e dello spettacolo, allora popolari, quali i Beatles, Brigitte Bardot - protagonista dell'avventura che pubblichiamo - e anche molti italiani, cantanti e attori, come ad esempio Ciccio e Franco. Pregevole realizzazione dovuta nei disegni al quel talento che era Ferdinado Corbella, capace di passare per tutti i generi. In Grasset mescolava, con notevole anticipo su tempi, vignette al tratto e vignette a colori a tempera nelle sequenze con i protagonisti reali donando un taglio più realistico alle tavole, capaci così di catturare anche il lettore meno avvezzo al liguaggio del fumetto. Oggi il personaggio è un po' dimenticato ma all'epoca godette sicuramente un buon seguito visto che venne pubblicato, a settimane alterne, per un totale di 30 avventure fino al numero 24 del 14 giugno 1966. Ebbe anche l'onore di parecchie copertine.  Cosa simpatica sarebbe farne un albo raccolta e/o riprenderlo in nuove e attualizzate avventure.

Giancarlo Malagutti

lunedì 6 ottobre 2014

SIMENON SIMENON...MA ALFRED E GEORGES CI RACCONTANO LA STESSA STORIA?


Ieri su uno dei blog de La Repubblica, viene riportata la famosa e ormai po' trita storiella di Alfred Hitchcock che avrebbe telefonato a Simenon, dal momento che aveva in mente di trarre un film da un suo romanzo. Al telefono la segretaria gli risponde che non sarà possibile passarglielo perchè il romanziere sta scrivendo e non può essere disturbato. Imperturbabile Hitchcock risponde che aspetterà al telefono dal momento che già sa che l'attesa sarà breve.
Ancora una storiella che ha trovato il suo successo nel fatto che mette a nudo particolari caratteristiche di due uomini eccezionali: la rapidità di scrittura di Simenon e l'imperturbabilità di Hitchcock anche nei confronti delle cose più terrificanti o noiose.
Ma se andiamo ad esaminare la vita e l'opera dei due, i punti di contatto non sono poi così rari, anzi... Facciamo allora una rapida e sommaria carrellata.
Intanto stiamo parlando di due contemporanei, Simenon nasce quattro anni dopo Hitchcock, il regista muore sei anni prima dello scrittore. Come il belga di Liegi, Simenon, avrà successo in Francia, sir Alfred nasce ed inizia a lavorare a Londra, ma poi si trasferirà negli Stati Uniti dove esploderà la sua carriera e la sua popolarità. Entrambe persero il padre molto presto, Hitchcock a 15 anni, Simenon a 17. Ma aldilà delle coincidenze biografiche, un aspetto importante che li contraddistingue entrambe è la capacità di realizzare delle opere che sono stimate dalla critica (anche se con un certo ritardo per entrambe), ma che godono di un notevole successo presso il grande pubblico. E mentre nel '29 Hitchcock (a trent'anni) arrivava alla piena popolarità con Blackmail, nel '31 Simenon (a ventott'anni anni) otteneva il suo primo grande successo con la serie dei Maigret.
Un'altra costante importante nei film e nei romanzi dei due è il caso. E' comune ai due la narrazione di storie dove una vita tranquilla viene sconvolta da un elemento accidentale, elemento che possiamo chiamare caso implacabile oppure destino ineluttabile, ma che indefinitiva sono la stessa cosa.
Ed nfatti entrambe scrivevano storie non certo consolatorie, ed entrambe si rivolgevano all'uomo comune, spettatore o lettore che fosse, e il personaggio della vicenda era anche lui un uomo comune. Analogo processo di identificazione, quindi, sia nei film di Hitchcock che nei romanzi di Simenon.
E ancora, il sottilissimo confine che separa in Hitchcock il bene dal male, la normalità dalla follia, è in qualche modo l'altra faccia della medaglia della convinzione simenoniana per cui "occorre comprendere piuttosto che giudicare". Insomma per tutti e due quello che appare non è quasi mai la verità e dietro agli individui si nascondono storie e avvenimenti che vanno conosciuti e soprattutto compresi.
Di conseguenza anche l'analisi psicologica dell'uomo (e quindi anche dei personaggi delle loro opere) è un'altro interesse forte che lega i due. Patologica o normale, la psiche umana è quindi uno degli elementi primari sia del regista sia del romanziere, attorno alla quale si sviluppa una parte fondamentale delle rispettive opere.
In ultimo, sia pur nella loro differenza, la capacità e del regista e dello scrittore di creare un'atmosfera assolutamente originale, che non è solo uno sfondo della vicenda, ma un elemento sinergico con la storia. Stiamo parlando di quelle atmosfere che rendono immediatamente ricoconoscibile un film di Hichcock e un romanzo di Simenon, due pilastri della narrazione del '900, che ancora oggi sono punti di riferimento imprescindibili.

sabato 4 ottobre 2014

SIMENON SIMENON. PERCHE' FINI' L'ISPIRAZIONE? LA VERSIONE DI MURIELLE


Siamo particolarmente contenti di poter offrire ai nostri lettori questa analisi sugli ultimi anni della vita di Simenon e sul motivo della sua decisione di smettere di scrivere. E' un periodo cruciale della vita del romanziere che getta una luce sulla sua vita e sulla sua opera. E l'analisi di Murielle Wenger è particolarmente interessante, documentata e profonda. Un'analisi che non s'improvvisa e che dimostra lo spessore di Murielle, come conoscitrice e studiosa di Maigret e di Simenon... di lungo corso. (m.t.)


Qualsiasi lettore pratico della saga maigrettiana  non può provare un certo stupore, direi un certo malessere, quando s'immerge nella lettura di Maigret et l'homme tout seul (1971). In effetti questo romanzo è costruito in modo singolare e diverso dagli altri della serie, al punto che il lettore vi ritrova con difficoltà i punti di riferimento abituali: innanzitutto questo utilizzo che l'autore fà delle date, con una specifica citazione del fatto che l'indagine si svolga nel 1965; estremamente rari sono i romanzi di Maigret in cui Simenon cita le date: si possono fare gli esempi di Monsieur Gallet, décédé (ambientato nel 1930) e La première enquête de Maigret (ambientato nel 1913). Si noterà che questo riferimento cronologico in questo caso fà risalire l'indagine al 1945 e permette all'autore di tornare su una vicenda che, fino a quel momento, non era stata chiarita nella serie (siamo al terzultimo titolo della serie Maigret - n.d.t). Stiamo parlando dell'allontamento di Maigret a Luçon (vedi La maison du juge), e quasi si può ravvisare una sorta di parallelo tra l'allontamento del commissario dal suo abituale luogo di lavoro e "l'esilio" vissuto dall'autore nel brutto periodo dopo la guerra...
Ma quello che è più strano in questo romanzo è il numero dei piccoli dettagli, dei "difetti di costruzione",  si potrebbe dire anche le incongruenze e la poca verosimiglianza che sono state rilevate da Andé Vanoncini nel suo libro Simenon et l'affaire Maigret. Si possono citare due elementi che permettono di risolvere l'intrigo  e far avanzare l'inchiesta, ma che sembrano un po' "tirati per i capelli": il primo lo troviamo nel terzo capitolo quando Maigret si reca al Cyrano per interrogare un garzone del caffé a proposito di Nina e Vivien; l'autore allora fà spuntare un personaggio, che ci dice " ha sentito la conversazione" e come per caso si ricorda della coppia che ha incontrato vent'anni prima; Il secondo si trova alla fine del quarto capitolo: fino a quel momento l'indagine sembra impantanata, Maigret pare non saper più da che parte dirigere le sue ricerche e in quel momento riceve una misteriosa telefonata anonima di cui non ci verrà mai svelata la provenienza. In nessuna parte del romanzo si fa riferimento al suo contenuto e al lettore rimane la curiosità... (va notato, ad esempio, che nell'adattamento televisivo di questo romanzo  della serie con Jean Richard, lo sceneggiatore sceglie di far vedere che la telefonata è fatta da M.me Vivien stessa)... Ed ecco Maigret che, sulla base di una semplice telefonata, si lancia sulla pista di Mahossier, decidendo anche, in spregio a qualsiasi verosimiglianza, di prendere subito l'aereo per La Baule per poter interrogare l'uomo, che si rivelerà davvero il colpevole...
Si ha l'impressione che l'autore diverse volte sia rimasto in panne con l'ispirazione, che gli non abbia saputo condurre la trama  in modo realistico, come abitualmente faceva negli altri Maigret, dove i coups de théâtre sono in verità piuttosto rari e l'inchiesta sembra sempre filare liscia, e invece abbia dovuto ricorrere a trucchi grossolani, tirando fuori dal cappello da illusionista sia un testimone che una telefonata anonima, entrambe provvidenziali...
Più che l'intrigo, il lettore rivolge alora la propria attenzione alla data di scrittura, pensando di trovarvi qualche indizio che gli permetta di capire cosa è successo.  E così si scopre che questo Maigret è stato scritto nel febbraio del 1971, cioè due mesi dopo la morte di Henriette Simenon, la madre di Georges. E ci torna in mente quello che ha scritto Pierre Assouline a proposito della relazione tra romanziere e la madre, la sua continua domanda di riconoscenza. Assouline spiega in sostanza che è come se Simenon abbia cercato tutta la vita di provare a sua madre che lui era qualcuno e il biografo sottolinea questa strana coincidenza, Simenon smette di scrivere dopo poco la morte della madre, come se d'allora in poi non fosse più necessario provarlo a chicchessìa...
E si può dire che sia (quasi) vero: Henriette muore nel dicembre del 1970; Simenon scriverà ancora tre Maigret e due romans dur (La cage de Verre et Les innocents) che raccontano entrambe una storia di solitudine , quella di un uomo isolato dagli altri, la cui solitudine gli impedisce di allacciare rapporti con coloro che lo circondano, anche con i più vicini... Due storie di uomini soli, in qualche modo... E si capisce meglio allora questo Maigret et L'homme tout seul, dal titolo chiaramente evocatoroio, il primo testo redatto dallo scrittore dopo la morte della madre...
E  si  ha l'impressione che l'autore abbia perso i suoi riferimenti, che non sappia più come costruire un intrigo verosimile, come fare per dimostrare come sia un buon romanziere, che esercita il suo mestiere con arte e talento... Certamente ci riprova, scrive ancora tra i due romans durs suddetti Maigret et l'indicateur un buon romanzo della serie; ma è l'ultima debole fiammata del fuoco d'artificio: il suo utlimo romanzo sarà Maigret et Monsieur Charles nel quale si percepiscono, sottotraccia, alcuni indizi che fanno sospettare come l'autore, sia pur ancora del tutto inconscio, sia arrivato alla fine della sua serie. E quando Simenon tenta di attaccare un nuovo roman dur arriva la panne definitiva: appunta sulla busta gialla, dei nomi, alcune informazioni, ma l'ispirazione non c'è più: perché scrivere ancora se non c'è più nulla da provare? 
Ma siccome sente lo stesso il bisogno di esprimersi, si mette a dettare pensier su tutto e su niente, su di lui e sugli altri e occorrerrà il tragico suicidio della figlia perchè riprenda la penna  e tenti, in Mèmoires intimes di capirsi e di comprendere quello che è successo. E comunque...  si può non notare che in Mèmoires intimes la morte della madre non è mai citata? Certo questoa biografia è stata scritta in funzione degli avvenimenti legati ai figli del romanziere, ma nonostante ciò l'anno 1970 non è ricordato con tutto quello che lo concerne e si passa direttamente dall'allusione alla redazione de La disparition d'Odile (conclusa il 4 ottobre) al ricordo del Natale. Nel frattempo ci sarebbe stato, in novembre, l'entrata della madre in ospedale e la sua morte all'inizio di dicembre. Ma nessuna traccia dell'avvenimento nelle Mémoires... Forse, dopo tutto, Georges credeva di aver regolato i conti, sei anni prima, dettando la toccante Lettre à ma mère...

Murielle Wenger

venerdì 3 ottobre 2014

SIMENON SIMENON. ECCO DOVE TROVARE "GEORGES SIMENON, LE PATRON"

Grazie ad una segnalazione della nostra collaboratrice, sempre informatissima,  Murielle Wenger, oggi siamo in grado di indicarvi dove poter acquistare "Georges Simenon - Le Patron" il libro scritto da Pierre Assouline, che è stato recentemente messo in edicola in Francia dal quotidiano Le Monde (collana Hors-Série) di cui abbiamo vi abbiamo riferito qui su proprio su Simenon-Simenon qualche giorno fa'.
Quindi tutti coloro che non si spaventano a leggere in francese possono andare ad acquistarlo su questa pagina:
http://boutique.lemonde.fr/le-monde-hors-serie-georges-simenon.html

SIMENON SIMENON. MAIGRET E LA VISITA INASPETTATA

Questa volta Paolo Secondini ci presenta una delle sue short-stories, che sono quasi un quadro, un'istantanea che replica tante scene che abbiamo nella nostra memoria collettiva e che ci tornano vivide e chiare quando pensiamo al commissario simenoniano.
Oggi si tratta di un incontro. 
Maigret pensionato fa' la siesta. Location: il giardino della casa di Meung-sur-Loire. La signora Maigret introduce un ospite inaspettato...
• Ricordiamo a tutti i nostri appassionati lettori che ognuno può inviare una breve racconto che riguardi Maigret o alla Simenon (auguri!), all'indirizzo simenon.simenon@temateam.com
Buona Lettura.


 Oh, ispettore Lucas!» esclamò la signora Maigret aprendo la porta della piccola casa di Meung-sur-Loire. «Che piacere rivederla dopo tanto tempo. Ma prego, si accomodi
«Grazie! Spero di non disturbare. Passavo da queste parti e ho pensato di fare una visita al capo.»

La signora Maigret sorrise cordialmente.

«Al suo ex capo, vorrà dire… Da quando è in pensione non fa che poltrire tutto il giorno, come in questo momento. È in giardino, sicuramente sulla sedia a sdraio, il cappello di paglia sugli occhi… Credo che la sua visita lo scuoterà dal torpore nel quale è caduto. Ma venga, Lucas, andiamo a svegliarlo.»

Attraversarono il corridoio, poi l’ampia cucina, accogliente più di un salotto, e furono infine sul retro della casa.

«Eccolo là,» esclamò la signora Maigret. «Che le dicevo?»

E indicò suo marito il quale, in effetti, dormiva sulla sedia a sdraio, all’ombra di un ciliegio, le mani intrecciate sull’addome, il cappello sul viso.

Si avvicinarono.

«Maigret?... Indovina chi è venuto a trovarti?... Mi senti?... C’è una visita per te… Su, sveglia, dormiglione!»

«Chiunque esso sia, ti autorizzo a dirgli che non ci sono,» borbottò Maigret da sotto il cappello.

«Prova almeno a vedere di chi si tratta. Poi mi dirai se è il caso di riceverlo o no. È qui con me.»

Lentamente l’ex commissario si tolse il cappello dal viso. Guardò, gli occhi assonnati, il nuovo arrivato.

«Lucas!... Lucas!... Sei proprio tu?» esclamò raggiante di gioia. «Caro, vecchio Lucas!... Ti trovo bene, sai?»

«Anche voi, capo, state magnificamente. Si vede che l’aria di Meung-sur-Loire vi giova moltissimo.»

Maigret si rivolse a sua moglie:

«Louise, ti prego, porta qualcosa di fresco da bere… Quel vinello bianco della nostra vigna.»

«Ma certo, subito!»

«Caro, vecchio Lucas!» disse ancora Maigret, per il quale la visita dell’ispettore era senz’altro una bella sorpresa. «Che si dice a Parigi?... E i miei ragazzi?... Lapointe, Janvier, Torrence… Che fanno?... Eh, sempre impegnati, immagino! Sempre attivi, in gamba… Sempre dietro a qualche furfante da pedinare o da arrestare. Non è così?»

Lucas si schiarì leggermente la voce.

«Sentono molto la vostra mancanza, capo, come del resto la sento io. E parecchio, anche! Il Quai des Orfèvres non è più lo stesso da quando siete in pensione. È decisamente cambiato. Diversa atmosfera, altre facce, altri rapporti col nuovo commissario. Un pignolo che non vi dico!… Tutto sembra avere un aspetto insolito, strano, al quale, credetemi, è difficile abituarsi.» Emise un sospiro. «Eh, capo! Quando eravate in servizio voi, il Quai era quasi una casa per noialtri, perfino accogliente. E tutti, si può dire, formavamo una sola, grande famiglia. Le cose sono profondamente cambiate, sì. Non è più come un tempo,» ribadì crollando la testa. «No davvero!... Ci mancate, capo; ci mancate molto, anzi moltissimo. Specialmente quando…»

S’interruppe, come se un nodo alla gola gli precludesse di continuare.

Maigret reclinò la testa sul petto, strinse le mascelle, e a stento riuscì a trattenere una lacrima. Non aveva mai pianto al cospetto di un suo ispettore ma, in quel momento… sentiva una gran voglia di farlo.



Paolo Secondini

mercoledì 1 ottobre 2014

SIMENON SIMENON... LE ULTIME "PIPATE" DI MAIGRET ?


Dovrebbe mancare una settimana, massimo dieci giorni. L'uscità è infatti attesa da mesi, come ben sanno tutti i maigrettofili. Stiamo parlando de La pipa di Maigret (120 pp.) che, a dar retta alle voci sui programmi delle uscite Adelphi, dovrebbe essere in libreria nella prima decina di ottobre al prezzo di dieci euro circa. E', ancora una volta, una raccolta in cui si troveranno tre racconti: 
• La pipa di Maigret 
• La testimonianza del chierichetto 
• Maigret e l'ispettore Malgracieux.
Si tratterà con ogni probabilità della penultima raccolta di inediti, pubblicata da Adelphi (chissà quanto dovremo penare per l'ultima...) che chiuderà così tutto il ciclo del commissario simenoniano sia per i romanzi che per i racconti.
Per ora il titolo non è stato ancora inserito tra le anteprime Adelphi, nè sulle piattaforme di vendita on-line più diffuse (noi l'abbiamo trovato solo su Alphalibri), ma sarà questione di giorni.
Il primo racconto tratta di un'idagine che  inizia male. Dopo aver ascoltato M.me Leroy e suo figlio, su una strana storia di un'effrazione della loro casa, che però non ha comportato nessun furto, il commissario si accorge che gli è stata rubata una pipa tra quelle che erano lì sulla sua scrivania... Da chi?... Perché?
Nel secondo racconto un chierichetto di una cittadina di provincia rivela alla polizia un omicidio che però di primo acchitto sembra non essere avvenuto... 
A Maigret  tutto ciò ricorda quando lui stesso era piccolo e serviva messa, ma questo non lo distoglie certo dal cercare di capire se il ragazzo menta o dica la verità...
Nel terzo, Maigret, che è a Parigi a trovare il nipote poliziotto, assiste ad un allarme sul tabellone luminoso di Paris-Secours. Qualcuno ha infranto il vetro di una colonnina di soccorso, dato l'allarme all'incrocio tra rue Caulaincourt e rue Lamack... Poi si sente una sparo e un'imprecazione, proprio come era successo sei mesi prima. Maigret si precipita sul posto....

martedì 30 settembre 2014

SIMENON SIMENON. LE PATRON... DE "LE MONDE"

Georges Simenon, le Patron. Sottotitolo Le romancier de l'implicite. Esce oggi. 124 pagine, 7,80 euro, edizioni Le Monde, collana Hors Série, autore Pierre Assouline.
Verrebbe da dire: beati i francesi, giacché non c'è nessuna indicazione che la pubblicazione sia acquistabile anche on-line. Ameno per ora.
Dalla presentazione che ne viene fatta dall'autore stesso sull'autorevole quotidiano parigino, si capisce che si tratta non di una introspezione dell'uomo, ma dello scrittore, anzi...
"...Il segreto di Simenon? aver saputo quali erano i suoi limiti e poi aver avuto la folle saggezza di sapere fin dove poterli superare, non come scrittore, e ancor meno come uomo di lettere, ma esclusivamente come romanziere...".
L'attacco dell'articolo di Assouline è chiarificatore e le oltre cento pagine che ci propone sono il condensato di anni di studi passati su Simenon, che hanno fruttato tra l'altro, due opere monumentali, e ci verrebbe da dire quasi esaustive, sulla vita e sulle opere di Simenon. Si tratta di Simenon, biographie (754 pp.), Julliard 1992 e l'Autodictionaire Simenon (810 pp.), Omnibus 2009.
L'inziativa odierna de Le Monde arriva evidentemente a celebrare i 25 anni dalla scomparsa dello scrittore, e non è di poco conto visto che la distribuzione interessa le edicole e quindi si tratta di un'operazione a grande diffusione.
Conclude Assouline la sua presentazione "...Le Monde ha messo insieme tutti gli elementi di un dossier, dove una vita, al di fuori di ogni norma, si incanala in  un'opera che somiglia ad un continente di carta...".
Già, e come definire meglio le decine di migliaia di pagine che compongono tutta la sua opera? Assouline ci viaggia ormai a suo agio in questo continente e in una tale occasione usa tutta la sua maestrìa per raccontarcelo in poco più di cento pagine, ma che, ci scommettiamo, davvero non andrebbero perse.
Ovviamente terremo informati i lettori di Simenon-Simenon appena ci fosse la possibilità di acquistarlo on-line.

lunedì 29 settembre 2014

SIMENON SIMENON. AIUTIAMO LA PROSSIMA RICERCA DI MURIELLE WENGER?


Cari amici che seguite assiduamente Simenon-Simenon, Se siete degli appassionati collezionisti o avete la fortuna di avere in casa le vecchie serie di Mondadori, potreste aiutare la nostra Murielle Wenger nel suo prossimo lavoro di ricerca. 
A chi fare appello se non agli appassionati che ci seguono quotidianamente su questo blog? 
Questo è il bello dell'interattività dei media multimediali, tra cui anche la possibilità di pertecipare ad un ricerca realizzata in Svizzera e poi tramite internet diffusa ovunque. Bene e adesso sarà Murielle stessa che vi spiegherà specificatamente di cosa ha bisogno. (Maurizio Testa)


Sto per iniziare un nuovo studio a proposito dei romanzi di Maigret. Questa volta si tratta d'analizzare le traduzioni dei titoli dei capitoli. Ho già fatto una ricerca sui titoli dei titoli dei romanzi, ma adesso mi piacerebbe approfondire l'analisi e scoprire come i traduttori si siano regolati con i titoli dei capitoli e come ne abbiano reso il senso e lo spirito, il titolo che ci dà un 'indicazione, credo, sul loro modo di affrontare la traduzione  dei testi. Ho intenzione di studiare diverse ligue e in particolare l'italiano. Mi piacerebba anche fare un confronto all'interno della stessa lingua, come ad esempio tra i diversi traduttori italiani che hanno lavorato sui Maigret. <ho già trovati dei titoli italiani per l'edizioni di Adelphi (mi mancano Les mémoires de Maigret, Un échec de Maigret et Maigret voyage). Ma mi picerebbe studiare le traduzioni apparse in italiano (I libri Neri e i Gialli economici), e quelli della collezione Oscar Gialli.
Ed è qui che  ho bisogni di voi, amici maigrettofili, se qualcuno di voi possiede un libro di una o l'altra collana e se  è d'accordo, potrebbe compilare per il mio studio una lista dei titoli dei capitoli tradotti... mi farebbe davvero piacere poter contare sul vostro aiuto.
Potrete inviare i risultati delle vostre ricerche direttamente al mio sito  webmaster@enquetes-de-maigret.com
Un grande grazie fin d'ora a tutti che vorranno e potranno aiutarmi nella mia prossima ricerca.

Murielle Wenger 

domenica 28 settembre 2014

SIMENON SIMENON. OMAGGIO A BRIGITTE BARDOT


L'età di una signora non si dovrebbe mai dire. Ma in questo caso non si tratta più di una signora, ma di un'icona della femminilità, del sesso, del candore di tanta bellezza da essere in qualche modo sfrontata. Il fatto è che questa icona ha un nome e un cognome e oggi compie ottant'anni. E Simenon Simenon ha voluto renderle omaggio in queste foto a Brigitte Bardot, foto che la ritraggono nel film En cas de malheur, del 1958, che l'attrice interpretò con Jean Gabin, in una riduzione cinematografica dell'omonimo romanzo di Georges Simenon pubblicato nel 1956. Buon compleanno Brigitte.

SIMENON SIMENON. MAIGRET: FUMO DI PIPA A... FUMETTI

Fumetti all'italiana, strips all'americana o bande dessineé alla francese, siamo nel pieno degli eroi di carta, che spesso venivano pubblicati in strisce giornaliere dai quotidiani. Il nostro illustratore Giancarlo Malagutti, collezionista e appassionato di Maigret, ha fatto un'interessante analisi sul più famoso "Maigret di carta" francese, quello dovuto alla mano del disegnatore Jacques Blondeau. Ma leggiamo quello che ha scoperto su questa ennesima versione del commissario simenoniano.


Il commissario Maigret, titolato il solo con il nome "Maigretè stato pubblicato in Francia a strisce giornaliere, dal lunedì al sabato, dal 1950 al 1953, per un totale di 1273 strisce 
La prima inchiesta, "le Chien Jaune" che si sviluppava a Concarneau fu pubblicata sul quotidiano Le Télégramme de Brest, poi, comprese le successive, anche su Samedi Soir, Paris Journal, La Dépeche du Midi, Le Courrier Picard, Nord Matin, La Montagne, Le Nouveau Méridional e  addirittura sull'Echo-Soir di Algeri.
Non è citato l'autore dei testi, potrebbe essere Paul Winkler titolare dell'agenzia Opera Mundi e autore di moltissime sceneggiature originali e riduzioni per i fumetti venduti dall'Opera Mundi. Il disegnatore è invece certamente Jacques Blondeau, uno dei più prolifici disegnatori della suddetta agenzia. Ecco l'elenco:

Le quattordici storie sono presentate con il titolo del romanzo dal quale è stata ricavata la riduzione e la cifra che le segue indica il numero di strisce giornaliere pubblicate
Le chien jaune, 114
• Le port des brumes, 150
• La pipe de Maigret, 48
• L'amie de Mme Maigret 76
• Maigret au Picratt's 90
• Maigret en vacances 104
• Maigret en meublé, 95
• Maigret et les gangsters 102
• Maigret et la vieille dame 60
• Maigret se trompe 68
• Maigret et la guinguette 104
• Le révolver de Maigret 120
• Maigret et la jeune morte, 64
• Maigret tend un piège, 78
Sembra inoltre che ne esista una quindicesima, di ben 120 striscie, di cui però non si conosce il titolo e forse nemmeno mai pubblicata. 
 
Giancarlo Malagutti