sabato 3 dicembre 2011

SIMENON NONNO. NON SE NE PARLA MAI

Simenon marito e padre, giornalista adolescente, grande viaggiatore, papà di Maigret. Simenon dongiovavanni, romanziere d'atmosfere, gran fumatore di pipa, recordman della letteratura. Però non viene mai citato come "nonno Georges".
Eppure il suo primogenito Marc, figlio di Tigy, nel marzo del '62 lo fa diventare nonno. Nasce infatti Serge Simenon, primo nipote dello scrittore che in quel periodo abitava ad Echandens, in Svizzera, ma già stava preparando la sua gran villa di Epalinges, sempre nei pressi di Losanna, dove sarebbe andato ad abitare di lì a qualche mese.
Marc, che invece viveva a Parigi per poter esercitare la professione di regista, si era sposato giovane nel 1960, a ventun'anni con tale Francette. Era stato il suo primo grande amore e lui aveva voluto aspettatare la maggiore età per non dover chiedere al padre una sorta di approvazione.
Queste informazioni le fornisce Tigy nel suo libro-diario Souvenirs (Gallimard - 2004), in cui racconta in merito: "...  Georges, per quanto sembrasse rispettoso della sua libertà individuale, non aveva l'aria di prendere posizione né in un senso né nell'altro. In tutti i casi, non fu un matrimonio in famiglia. Fu celebrato e festeggiato con i suoi amici e compagni....".
Dicevamo che nel '62 Simenon diventa nonno. Ma lui ne parla? Ne troviamo una sintetica traccia in Mémoires intimes. Da qualche giorno, ricorda, é a Londra, per dei festeggiamenti insieme a Rupert Davies, l'attore inglese che nel '60 aveva portato sul piccolo schermo britannico il personaggio del commissario Maigret. Simenon riceve un telegramma che lo informa della nascita e lui si preoccupa di informare i figli. A questo proposito va sottolineato che il quarto, Nicolas, non ha ancora tre anni... e a quell'età diventa già zio.
Simenon manda telegrammi, fiori, auguri, ma non va a trovare il nipote. A cosa è dovuto un tale atteggiamento? Lui e Tigy sono separati da una dozzina d'anni, ma sono in buoni rapporti. E' vero che Marc è cresciuto più vicino alla madre che al padre, ma si tratta comunque del suo primogenito. Insomma sembra che la dimensione di nonno non fosse molto ben accetta da Simenon. Forse alla soglia della sessantina, si sentiva ancora troppo giovane per avere già un nipote? Era distratto dai problemi dovuti all'instabilità psicologica e all'alcolismo della moglie che di lì a due anni avrebbe lasciato la loro casa per un lungo peregrinare tra case di cura e cliniche, ma comunque per uscire definitivamente dalla sua vita?  O forse era un problema d'immagine? Sappiamo che Simenon era sempre molto attento, e bravo, nel gestire la sua figura di personaggio e che tante cose che sembravano uscire per caso, erano ponderate e volute. Ma chissà perchè questa condizione naturale di nonno sembra non essergli congeniale? Ormai era uno scrittore talmente affermato che non sarebbe  certo stato un nipote a cambiare le cose. Eppure...
Per altro alla nascita della secondogenita di Marc, Diane nel 1964, fa riscontro il rientro di Boule nella famiglia Simenon. Va infatti a stare a casa di Marc e Francette dove si prende cura dei bambini.
Boule è stata una delle donne importanti nella vita di Simenon, ma l'ingresso nella vita dello scrittore di Teresa creò un conflitto tale tra le due, che spinse la sua femme de chambre e maitresse per quasi trent'anni ad andarsene. Insomma forse si erano formate due famiglie Simenon? Una con Tigy, il primogenito Marc con moglie e due figli più la Boule. L'altra con Georges, Denyse (per il poco che rimase), Teresa (che diverrà la sua nuova compagna) e gli altri tre figli Johnny, Marie-Jo e Pierre-Nicolas. La prima era il passato, una vita lontana, la seconda rappresentava il presente, l'oggi di Simenon. Ma forse anche questa è un'altra teoria che spiega solo un aspetto del problema.  Il titolo di questo post avrebbe potuto essere: Simenon. L'uomo che non voleva essere nonno. Ma forse sarebbe stata una forzatura su una situazione che in realtà non è stata mai chiarita.

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