martedì 24 settembre 2013

SIMENON, UN TE' PER IL PAPA' DI JAMES BOND


Siamo nel '64. Simenon si è appena stabilito nella nuova villa di Epalinges, che lui stesso ha progettato. E' il periodo svizzero dove riceve giornalIsti, troupe radiofoniche e televisive per quelle interviste che si devono ad un romanziere ormai celebre e arrivato. Ma arrivano anche uomini di cultura a volte suoi amici come Henry Miller, Charlie e Oona Chaplin, (pure loro vivevano in Svizzera), ma anche di scrittori come Ian Fleming.
Di lui abbiamo già parlato in occasione della notizia che l'Adelphi, avrebbe pubblicato in esclusiva per l'Italia i romanzi delle serie James Bond. I giornali dettero la notizia accostandola al fatto che la casa editrice stava esaurendo i titoli simenoniani di Maigret. Risultato, i titoli erano quasi sempre di questo tono: James Bond sostituisce il commissario Maigret. Il post di allora s'intitolava  Simenon-Fleming, Maigret-Bond, non c'è storia e dà chiaramente l'idea di come la pensiamo.
Ma oggi parliamo dell'incontro vero che i due ebbero appunto ad Epalinges.
Fleming, che giocava a golf, si trovava nei primi mesi del '64 nei pressi di Losanna, quando, saputolo, un giornalista si dette da fare per realizzare lo storico incontro: Maigret-James Bond.
Quando si videro, i due si tennero su un terreno neutro. Parlarono delle loro vite da scrittori, dei rapporti con i correttori di bozze, dell'ingraditudine dei critici, degli strumenti con cui costruivano le frasi, dei loro gusti letterari... Insomma una chiacchierata di cortesia. Se da un parte Fleming dichiarava di essere un lettore di Simenon da una ventina d'anni e di leggerlo addirittura in francese, dall'altra Simenon fu molto dilpomatico. Si tenne alla larga dall'esprimere gudizi sull'opera dello scrittore inglese, che pure  in quegli anni era al culmine della sua popolarità.
Discutendo delle rispettive ambizioni di scrittore, Fleming chiedeva a Simenon se non desiderasse scrivere un grande romanzo alla "Guerra e pace". E si sentì rispondere che gli bastava scrivere un "vero" romanzo, molto semplicemente.
Quanto a sè stesso Fleming si disse convinto che quando avrebbe finito di scrivere le avventure di James Bond, non avrebbe scritto più nulla.
Ma Simenon aveva scarsa simpatia per quell'agente segreto 007, poi definito "finto, schematico e artificiale".
Jean Fleming, che era nato nel 1908 quindi cinque anni dopo Simenon, doveva morire prorio in quell'anno, ad agosto, prematuramente stroncato da un'infarto.
Ora i due sono, almeno per l'Italia, sotto lo stesso tetto editoriale. Forse Fleming ne sarebbe contento. Chissà se per Simenon si protrebbe dire lo stesso...

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

diciamo che anche se fleming verrà pubblicato(non mi sembra sia già iniziato) tramite bond nella collana gli adelphi non si potrà vedere un avvicendamentocon maigret. troppe nette le differenze tra i due tipi di romanzo:dalla riflessività all indagine psicologica da una parte all azione sfrenata dall altra .solo per citare la prima differenza che salta all occhio