domenica 22 dicembre 2013

SIMENON SIMENON: MAIGRET ESSERE O NON ESSERE...NEL TITOLO?

(segue  da sabato 21) - Murielle Wenger 

Varie versioni di M.Gallet Décédé
Tuttavia , quando il successo dei Maigret si consolida, il titolo originale non cambia: il nome del personaggio non compare nelle ristampe che citerò, quindi, farò notare come si fosse riusciti a presentare Maigret sulla copertina. Ecco alcuni esempi :• Ristampa del 1936 , con titolo " Les enquêtes du commissaire Maigret " e un medaglione con il ritratto dell'attore Harry Baur, che aveva interpretato Maigret nel film di Duvivier, La tête d'un homme, pubblicato nel 1933
• R
istampa degli anni '50, con una fascia che indica il nome del commissario; il nome del protgnista occupa più spazio rispetto a quello del suo creatore ...• Un'altra ristampa degli anni '50, il tiro viene corretto, ora è il nome dell'autore ad avere la precedenza su quello della creatura ...• I tascabili che seguiranno negli anni '70, quando l'autore ha ormai raggiunto una certa notorietà - che nulla toglie a quella del personaggio - hanno sempre il nome
dell'autore collegato a quello del personaggio in una serie di sfida a chi otterrà la posizione più rilevante nell'impaginazione della copertina...Passiamo ora alla reputazione di Maigret nelle traduzioni dei suoi romanzi, che i susseguono molto rapidamente dopo le prime pubblicazioni M. Gallet décédé publicato nel febbraio 1931 e nello stesso anno, traduzioni  in norvegese, seguite da un'edizione inglese e una portoghese nel 1932, quindi una italiana e una edizione danese nel 1933 . L'editore italiano Arnaldo Mondadori pubblica i titoli ciclo Fayard tra il 1932 e il 1934. I norvegesi hanno tradotto 19 romanzi tra il 1931 e il 1937. Tra il 1932 e il 1937 vengono pubblicati sei titoli in tedesco, in spagnolo, in inglese, in danese e in ceco, quattro titoli in portoghese, tre titoli in svedese, e sette titoli in giapponese. Tuttavia, è interessante notare è che queste prime traduzioni non menzionano Maigret nel titolo. Ciò significa che i primi test di diffusione, se dimostrano il crescente successo dell'autore, per ora non promettono niente sul futuro del personaggio: probabilmente i primi romanzi furono  pubblicati all'estero, come altri romanzi di altri autori. Ancora non esisteva la consapevolezza che questo atipico poliziotto dal
buffo nome sarebbe stato protagonista di una carriera eccezionalemente lunga ... In ogni caso, le prime traduzioni dei titoli sono rappresentate generalmente in due tipolgie: o un carattere del titolo originale o un titolo diverso che evoca un altro elemento della storia ( vi rimando allo studio di cui sopra , ma non appare mai il nome del personaggio principale
prime traduzioni norvegesi americani e italiani

Versioni italiana, inglese e norvegese di M. Gallet décédé
Analizzando con più attenzione le varie traduzioni dei romanzi del ciclo Fayard, è apparsa nel corso del tempo una cosa chiara: nella maggior parte dei casi, il titolo tradotto non include il nome di Maigret. Uno studio statistico ci rivela che il nome del commissario appare nel titolo in media in un terzo dei casi, con differenze da un romanzo all'altro, per Le chien jaune solo l'8 % dei titoli tradotti includono il nome di  Maigret (il titolo originale di questo misterioso canie dal pelo biondo è sufficiente a sé stessa, qualunque sia la lingua ...) e, all'altra estremità, il titolo  Chez les Flamands, spesso tradotto introducendo  il nome del commissario (64% dei casi). Tra i due, c'è un ventaglio di soluzioni : il nome di Maigret  appare nel 21% dei titoli tradotti da Le port des brumes, il 27 % de La tête d'un homme, il 28 % La nuit du carrefour, il 29 % di Un crime en Hollande  il 31% de Le charretier de la Providence, il 32 % di Le pendu de Saint-Pholien e di Liberty Bar, il 33 % L'ombre chinoise, il 34% di Pietr le Letton, il 35 % deLa guinguette à deux sous il 36 % di Le fou de Bergerac, il 37% di La danseuse du Gai-Moulin, il 38% di M. Gallet décédé e de L'affaire Saint-Fiacre, il 41 %  Au rendez-vous des Terre-Neuvas, il 48 % de  L'écluse no 1. Si noti inoltre che quando nel titolo appare il nome Maigret, si può o accompagnare le parole del titolo originale (ad esempio Maigret e il cane Giallo), o accompagnato da altre parole (Maigret e il viaggiatore di terza classe, L'impiccato St. Pholien), nella metà dei casi, in media, accompagna le parole del titolo originale, ma con grandi differenze da un romanzo all'altro: per esempio , solo il 20 % di titoli tradotti da  La tête d'un homme  con la parola Maigret, hanno anche la parola "testa" e / o "uomo" , mentre il 40 % dei titoli tradotti di M. Gallet décédé con la parola Maigret comprendono anche le parole "Gallet" e / o equivalenti di " morti" ( "morto " , " defunto ", ecc ) , l'88 % di titoli tradotti di  Le chien jaune  con la parola  Maigret é incluso "cane giallo ", e il 100 % di titoli tradotti da un Un crime en Hollande insieme alla parola Maigret ha anche la parola "Holland" . 
Andando avanti con la nostra analisi, troviamo l'aspetto più interessante, che risponde più strettamente alla domanda posta da Maurizio, esaminando i titoli tradotti con la parola Maigret e quelli senza.
In primo luogo il nome del commissario non compare nelle traduzioni più vecchie (apparse negli anni successivi alle prime uscite Fayard), che, come detto in precedenza, sono quelle che hanno introdotto fuori i confini della Francia l'opera del romanziere, ma senza la previsione di quello che sarebbe stato il futuro successo del commissario. In seconda istanza invece, ci sono le più recenti traduzioni che non menzionano il nome di Maigret, dal momento che il commissario e il suo autore sono divenuti assai famosi e non solo al loro pubblico. Tra i due, ci sono le traduzioni in cui nel  titolo appare sempre il nome del protagonista, soprattutto dopo gli anni '50 e '60 anni, con il ciclo Presses de la Cité . Va ricordato che questo si deve a Nielsen, è lui che suggerisce a Simenon d'includere il nome di Maigret nel titolo, questo avrebbe avuto un duplice vantaggio: dare a questa parte della sua creazione un carattere unitario e, allo stesso tempo, consentire di distinguerlo immediatamente dai romans-durs . Per non parlare dell'aspetto pubblicitario: il lettore è così facilitato ad individuare subito un "Maigret" nelle librerie , soprattutto quando il nome è stato tipograficamente ben evidenziato. In molte lingue la copertina era un vero e proprio "marchio Maigret ", sia per il nome del protagonista, che per il suo volto, che spesso rimanda ad un attore che ha incarnato il commissario, come Jean Gabin ad esempio. In queste  traduzioni si trovavano romanzi del ciclo Fayard, del ciclo Gallimard o del ciclo Presses de la Cité , con il nome di Maigret nel titolo. Per la traduzione non c'era differenza tra un ciclo e l'altro, l'importante era aver comprato un "Maigret", basta fosse "timbrato" con il nome del commissario in copertina. E se, a volte, il nome mancava, c'era comunque un apparato grafico e illustrativo che non davno adito ad alcun dubbio.
Edizioni diverse dell'italiano Maigret e il Lettone
Ecco alcuni esempi: in italiano la prima traduzione di Pietr le Letton, pubblicato nel 1933 in Mondadori, porta il titolo di  Pietro il Lèttone , quando viene pubblicata negli anni '50 e '60 , una nuova collezione (di cui il primo volume è la traduzione di un ciclo di Presses de la Cité,  "Maigret et son mort" è simbolicamente tradotto in "Ben Tornato Maigret"). Il titolo della traduzione di  Pietr le Letton diventa Maigret e il Lèttone, che è il titolo che verrà conservato nelle successive edizioni,  sia per gli Oscar Gialli che per entrambe le collezioni illustrate da Pinter. Quando invece i diritti passano alla casa editrice Adelphi, il titolo torna ad essere Pietr il Lettone. Il cambiamento editoriale spesso provoca diverse traduzoni dei titoli, anche se nelle edizioni più recenti c'è una sorta di ritorno alle origini, con una traduzione il più possibile vicino al titolo originale, e questo è il caso per le lingue diverse da quella italiana. Così termina il nostro tour nei "misteri" delle varie edizioni Maigret. Si noterà come il primo test di lancio di un nuovo personaggio, passa attraverso le traduzioni, la costruzione di un corpus unico, la costituzione di una letteratura seriale, marcato dalle scelte grafiche e tipografiche delle copertine di numerose edizioni e ristampe. Una volta accertato il potenziale di un personaggio, si passa al suo riconoscimento la menzione nel titolo, o almeno la sua presenza su una copertina... Murielle Wenger

SIMENON SIMENON. LA..." RESA" DI MAIGRET?


sabato 21 dicembre 2013

SIMENON SIMENON. MAIGRET: ESSERE O NON ESSERE NEL TITOLO / 1

La domanda posta da Maurizio a pochi giorni fa sui titoli con e senza Maigret, mi ha ispirato a approfondire La questione. Ho già discusso nel mio sito (http://www.enquetes-de-maigret.com/traduclang.htm), come siano stati tradotti i titoli dei romanzi del corpo maigrettiano. Questa volta vorrei affrontare la questione dei titoli della serie Fayard, della loro traduzione, ponendo l'accento sulla presenza o l'assenza del nome del protagonista in suddetti titoli. La prima cosa che possiamo dire è che, quando Simenon offre le sue prime prove maigrettiane a Fayard, non è sicuro nemeno lui del successo della serie. Se pensa di aver fatto un ulteriore passo verso la "grande letteratura", non può ancora essere certo che sarà un buon risultato... Ecco il motivo per cui, in quel momento, continua a scrivere in parallelo altri romanzi, non solo "letteratura alimentare", ma anche altri romanzi polizieschi, come quando pubblica le gesta di Sancette o di G7 . Quindi nel momento in cui presenta il primo Maigret serie Fayard (Pietr le Letton, Le Charretier de la Providence, M. Gallet décédé, Le pendu de Saint-Pholien), probabilmente non aveva il progetto di una "serie", anche se troviamo l'eroe di ogni romanzo, come anche in altri suoi romanzi polizieschi che mostrano la stessa impostazione (come Jarry, per esempio), il nome del protagonista non appare nel titolo. D'altra parte, inserire il "Maigret" nel titolo davvero sarebbe stato più funzionale al lancio dei primi due romanzi della serie? Non è così chiaro, soprattutto perché in quel momento il nome di questo commissario non diceva nulla ai lettori del tempo ... Quindi, al contrario, titoli misteriosi come Le pendu de Saint-Pholien o M. Gallet décédé, potevano suscitare la curiosità dei potenziali acquirenti. Inoltre Simenon ha scelto di richiamare l'attenzione sul nome di Maigret in un altro modo, con quel can-can
mediatico provocato dal Bal Anthropometrique nel febbraio 1931. E va riconosciuto che effettivamente fu un notevole successo... A quel punto, tuttavia che, una volta rassicurato dal successo delle vendite del primo Maigret, Simenon avrebbe potuto includere il nome del suo commissario nei titoli dei romanzi successivi. Lui invece non fa nulla, continua a creare titoli misteriosi e accattivanti (Le chien jaune, La tête d'un homme, La danseuse du Gai-Moulin e Le port des brumes), e se vogliamo definirlo, potremmo dire che questo tipo di
approccio è un po' il suo marchio del momento. Inoltre  questa scelta, lo aiuta a mantenere una certa unità nello stile editoriale, come per altro dimostra la prima serie di quelle inedite copertine fotografiche: il titolo del romanzo risalta a grandi lettere sullo sfondo in bianco e nero, più sotto troviamo il nome dell'autore e nella fascia inferiore quello dell'editore e il prezzo del libro (quei famosi 6 franchi su cui Simenon aveva combattutto e vinto la sua battaglia).E in più si potrebbe aggiungere che in quel momento, il romanziere era probabilmente più desideroso di fare il suo vero nome (per esteso e non più Georges Sim) più che quello del suo personaggio...  Murielle Wenger
(segue domani, domenica 22 dicembre)

venerdì 20 dicembre 2013

SIMENON SIMENON. FESTA GRANDE A MLANO PER UN'ALTRO "PINTER EXPO' "

Lo abbiamo ripetuto già diverse volte. Ma in questo caso ci piace ripeterci, anche a costo di essere noiosi (ma come si fà ad esserlo su questo tema?). Stiamo parlando dell'opera di un grande illustratore del '900 che risponde al nome di Ferenc Pintèr. Crediamo che solo adesso, aldilà di ristretti circoli, si cominci ad avere la percezione di come l'arte di questo artista, per gran parte applicata a quel genere moderno che è la copertina di un libro, inizi ad assumere una valenza speciale soprattutto in considerazione di tutta la sua opera che in realtà non si esuarisce nel lavoro editoriale per i libri, ma ha spaziato dalla pubblicità (con realizzazione di murales antelitteram), alle carte da gioco, e ad ogni cosa che potesse dar luogo ad un'originale applicazione della sua visione pittorica, fatta di segni essenziali, di tratti e macchie di colori, che concorrevano a creare un'inconfondibile espressione figurativa, dal tocco surreale ma incisivo, il cui valore e la cui originalità è anche testimoniata dall'inserimento delle sue opere nei prestigiosi cataloghi di grafica Graphis e Gebrauchsgraphick.
E quello che celebriamo a parole, e più spesso utilizzando le sue splendide immagini per illustrare questo blog, cioè la sua opera dedicata a Simenon/Maigret, è solo una parte del suo lavoro legato alla stima e all'apprezzamento personale di Arnoldo Mondadori che lo volle anche per le collane dedicate ad Agatha Christie, per la serie Segretissimo ed per un numero non inidfferente di Omnibus ed Oscar Mondadori.
Bene adesso, proprio nel periodo natalizio, saranno i milanesi ad essere fortunati e a potersi godere una mostra, "Il giallo e il nero" allo Spazio Tadini (o) fino al prossimo 10 gennaio ovviamente partend da Maigret e arrivando a Poirot, passando per illustrazioni per i testi di Poe e per sorprendenti Diabolilk e la sua Eva.
Chi ci segue conosce il nostro debole per la visionaria e originalissima creatività di Pintér che, almeno a nostro avviso, come pochi altri ha saputo aderire allo spirito dei Maigret. E non si può liquidare la faccenda con la storia delle fattezze di Gino (già straordinarie di sè), ma soprattutto per quella sua vena interpretative di particolari, di atmosfere e di composizioni capci di rispecchiare quelle di Simenon.
E non è poco. Per tutte le informazioni su questa ennesima bellissima mostra andate qui.

giovedì 19 dicembre 2013

SIMENON SIMENON. MA PERCHE IL COMMISSARIO DOVREBBE INDAGARE SU SIMENON?


Già, quante volte se lo disse Maigret. Sì...era proprio lui... quel Sim, che adesso aveva probabilmente allungato il suo nome facendosi chiamare Simenon, certo che se lo ricordava! L'aveva seguito come un'ombra per giorni, quando il suo capo gli aveva ordinato di fargli conoscere ogni segreto di Quai des Orfevres. Dal sottotetto dove lavorava la squadra scentifica, all'Acquario, la sala d'aspetto con la vetrata dove facevano rimanere i sospettati ore ed ore prima d'interrogarli. Dall'archivio alla sala operativa... insomma il tour completo. E tutto questo poi perchè? Perchè quel giornalista... cioè quello scrittore, pubblicava dei polizieschi il cui protagonista era proprio un commissario del Quai che si chiamava proprio come lui... No, davvero non lo sopportava... Oltrettutto quel Sim, o Simenon che fosse, non ci capiva un accidente di indagini poliziesche...
E adesso il giudice Comelieu, a qualche anno dalla morte del romanziere, lo chiamava per affidargli un'indagine su di lui.... Mah... E che tipo d'indagine!
Non c'erano omicidi, nessun assassinio da acciuffare, nemmeno un reato da perseguire... Non c'era nulla di tutto quello che il commissario Maigret aveva fatto in tanti anni di carriera.
Ma che razza d'inchiesta era mai? E chi era quell'individuo un po' nell'ombra, nello studio del giudice, nei confronti del quale il suo capo ostentava una eccessiva deferenza... Maigret era così irritato e su di giri che non aveva nemmeno  capito bene il suo nome...
Quel "caso Simenon" per il commissario Maigret non iniziava bene... affatto bene...

mercoledì 18 dicembre 2013

SIMENON SIMENON. COME E' ANDATA L'ASTA DEI MANOSCRITTI?

Abbiamo parlato lunedì dell'asta in cui sarebbero stati battuti alcuni manoscritti di Simenon degli anni settanta. Oggi sappiamo dalla stampa francese come è andata. Intanto tutti e tre i manoscritti sono stati venduti. L'Artcurial, che ha organizzato la vendita è riuscita a piazzare gli appunti di una ventina di pagine di Maigret et le tueur a 23.382 euro (in linea con la quotazione ufficiale che li dava tra i 20 e i 25.000 euro). Ottima invece la performance de La disparition de Odile, battuta a 22.733 euro (contro una previsione tra i 10 e i 12.000 euro). Brillante risultato anche per la prima stesura del romanzo Novembre che partiva da una quotazione inferiore ai 10.000 euro ed è stata aggiudicata a ben 17.537 euro. I due ultimi titoli hanno quindi quasi raddoppiato il loro valore, a testimoniare la "fame" che già percorre il mercato dei cimeli di Georges Simenon.

SIMENON SIMENON. "MAIGRET E IL CASO SIMENON" E DUE ANNIVERSARI


Da quanti anni Simenon ci incanta con le sue storie? Con quei personaggi usciti dalla vita di tutti i giorni, magari qualcuno che fino a ieri incontravamo sulla metro o sulle scale del nostro ufficio. Un volto, un destino che segue il suo percorso sul quale anche noi ci ritroviamo a camminare, una vicenda che anche noi ci ritroviamo a vivere, una conclusione che ci fa rilettere e che ogni volta ci fà conoscere un pezzo di vita che abbiamo avuto sempre lì, sotto gli occhi, ma che non avevamo avuto tempo, attenzione e sensibilità per coglierla.
Da quanti anni Simenon ci incanta? E' nato 110 anni fa', ma, c'è da scommetterci, incanterà noi e chissà quanti altri per molto tempo ancora.
E quante inchieste per Maigret? Simenon gliene fà affidare una nel 1913, dal commissario Le Bret del commissariato di zona del quartiere Saint-Georges.
Un Maigret non ancora commissario, non ancora così massiccio, non ancora nella sua "tana" di Quai des Orfèvres. Eppure, giovane inesperto, privo ancora di quella burbera ruvidezza, riescere a mettere nel sacco una delle famiglie più in potenti della Parigi bene. Ci bastano il centinaio di inchieste che Simenon ci ha raccontato tra romanzi e racconti?
Se volete, un inchiesta fantastica, atipica, addirittura impossibile, ma rigidamente nel solco delle sue più peculiari caratteristiche, la ritrovate in "Maigret e il caso Simenon", un'occasione per leggere la biografia del grande romanziere, con il taglio, il passo, i personaggi cui siamo abituati quando leggiamo un'indagine del commissario.
Se in questi ultimi giorni frenetici prima delle festività non avete tempo o voglia di andarlo a cercare nelle librerie (almeno sotto Natale sono sovraffollate), allora potrete ordinarlo su internet. Ci sono molte piataforme di commercio on-line di libri dove lo si può ordinare. Qui di seguito i link a quelle più conosciute.

Internet Book Shop 
Amazon 
Feltrinelli 
Rizzoli   
Ebay    
inMondadori  
Libreria Universitaria  
Hoepli  
Unilibro  
Deastore

martedì 17 dicembre 2013

SIMENON SIMENON. IN ITALIA NATALE SENZA STRENNE, MA...

Un Simenon pensoso e un libreria vuota
Ne accennavamo qualche giorno fa'. Per questo Natale nessun nuovo Maigret da regalare o da attendere in dono. Almeno in Italia. Sappiamo per esempio che in Inghilterra c'è la Penguin che sta ripubblicando tutti i titoli della serie maigrettiana e che nei primi di dicembre è uscita con la versione anglofona di M. Gallet décédé. In Francia c'è invece un'iniziativa speciale dal 14 novembre al 31 dicembre riservata agli ebook di Maigret. Altri paesi, come la Romania, hanno programmato la strenna maigrettiana per la metà di dicembre (Le voleur de Maigret). Anche in Grecia, nonostante la pesante crisi che la opprime, l'editore di Simenon ha anticipato la strenna Le Coup de Lune alla fine di novembre. E così analogamente succede anche in Messico e in alcuni paesi dell'America Latina.
Per carità, gli italiani, o meglio la gran parte di loro, saranno occupati con rinunce ben più dure per sentire la mancanza di un Maigret natalizio.
Peccato! Peccato per tantissimi motivi, ma tra questi anche perchè nella manovra di stabilità che il governo si accinge a varare, si annuncia un provvedimento che poteva dare qualche slancio alla vendita dli libri in versione cartacea. Sembra, perchè in politica e sopratutto di questi tempi, il condizionale è d'obbligo, che si potranno detrarre dall'imponbile della prossima denuncia dei redditi una spesa di 2000 euro per i libri, di cui la metà però solo per quelli scolastici.
Nel mare magnum della crisi che colpisce tutti i settori e quasi tutte le fasce della popolazione, quella di un mancata strenna è, come dicevamo poco fa', una goccia nel mare.
Ma la cultura non è solo un fatto economico. Non è solo un mercato fatto di  domanda-offerta, non si riduce ad un'attività commerciale tra gli editori e i lettori. No. Un romanzo, se vogliamo usare una frase trita e ritrita, ma pur sempre vera,  beh... un romanzo può scaldare il cuore e colmare certi vuoti più di quanto non possa fare un torrone o un panettone. Adesso che qui, in questo blog, noi si sia dispiaciuti di passare un Natale senza un nuovo Simenon è anche comprensibile. Ma attenzione, non esiste solo Simenon! Ci sono tanti buoni libri di ottimi scrittori (come anche di pessimi, però). E quest'anno chi vorrà scaldarsi il cuore con un libro, lo farà leggendo non un Simenon. A meno che.... A meno che non si opti per la rilettura. Già, potreste prendere il primo Simenon che avete letto (ormai quanti anni fa'?) e rileggerlo. Ci scoprireste degli aspetti nuovi, vi accorgereste di come sono diversi certi personaggi e affrontereste il libro da un'ottica diversa da quella di qualche anno fa'.
Potrebbe essere proprio questa la sorpresa di Natale. Un Simenon diverso da quello che vi ricordavate.
Ma adesso la finiamo qui, perchè stiamo scivolando nel melenso più del consentito.
Per ora i migliori auguri a tutti da Simenon Simenon.

lunedì 16 dicembre 2013

SIMENON SIMENON. 100 ANNI D'INCHIESTA...


SIMENON SIMENON: ALLA RICERCA DI... "MAIGRET E IL CASO SIMENON"


SIMENON SIMENON. SULLE TRACCE DEI... CIMELI

Alcuni dei manoscritti di Simenon all'asta
Oggi nel primo pomeriggio i fortunati e facoltosi parigini, appassionati di Simenon, potranno mettersi sulle tracce di rare opere del grande romanziere e nello specifico di tre manoscritti. E' il sogno di ogni appassionato-collezionista... Chi di noi, fissati simenoniani e maigrettiani, non ha mai fatto un giro a Parigi tra bouquinistes, bric à brac, e polverose brocanterie, nella speranza di trovare qualche vecchia edizione di un Simenon, magari addirittura una di quelle firmate con uno dei suoi innumerevoli pseudonimi? Spesso siamo tornati, con le mani vuote, ma volete mettere il pathos e il piacere della caccia alla rarità?
Come dicevamo, oggi alle 14.30 all'Hôtel Marcel Dassault, più che di un caccia si tratterà di una sfida a colpi di euro, visto che l' Artcurial metterà all'incanto tre lotti di cui il primo comprende una ventina di pagine manoscritte, una sorta di preparazione di Maigret et le tueur (1969)... molto dettagliato con già preparato un sorta di piano dell'opera e il plot completo, il tutto per un valore stimato tra i 20 e i 25.000 euro.
E poi ancora altro lotto con una decina di fogli, sempre manoscritti, che riguardano un romanzo del 1970, La disparition de Odile (e qui i costi sono più contenuti, tra i 10 e i 12.000 euro). Infine un'altra stesura a mano, anno 1969, la prima e ancora provvisoria bozza del romanzo Novembre (quasi alle portata di tutte le tasche... meno di 10.000 euro!).
Come accennavamo in apertura ci saranno anche vecchie edizioni dei roman-dur ma anche delle inchieste del commissario Maigret, sicuramente più buon mercato.
Il sito di Artcurial lo trovate qui, e se avete tempo, voglia e denaro... potreste partecipare all'asta anche telefonicamente oppure on-line. In bocca al lupo!

venerdì 13 dicembre 2013

SIMENON SIMENON. E SE UN MAIGRET IN COLLERA PERDE LE STAFFE PER L'AFFARE STRIP-TEASE?

Titolo lungo, anzi lunghissimo che vuole essere un gioco di parole sui titoli di un'inchiesta del commissario Maigret che Simenon finì di scrivere proprio cinquant'anni fa', alla fine del 1963, quando ancora abitava al castello di Échandens nel Canton de Vaud.
Il romanzo apparso per i tipi di Presses de La Cité l'anno successivo, s'intitola La colère de Maigret. Nella prima edizione italiana di Arnoldo Mondadori del '67 il titolo cambiava in Maigret e l'affare stip-tease (titolo che aveva sicuramente un suo appeal...). Poi quando nel 2008 arrivò l'edizione Adelphi, il titolo cambiò ancora, certo più aderente all'originale, ma non ancora del tutto: Maigret perde le staffe.
La scelta del titolo è sempre un momento importante. Il titolo può riassumere, spiegare, inquadrare, ma alle volte può essere scelto per stupire, per attrarre, incuriosire. E mentre su un giornale un titolo può essere aiutato da un occhiello (quello che sta sopra il titolo) o da un catenaccio (una specie di sottotitolo) o dal sommario e quindi si può permettere di dire e non dire o anche di fare dei giochi di parole, su un libro tutto ciò è limitato. Ma qui vanno fatte un paio di considerazioni. Infatti un conto è se si tratta di un romanzo a sè stante, altro invece se stiamo parlando di un titolo che fà parte di una serie. In questo secondo caso il "Maigret" che precede il titolo vero e proprio, è più importante di quest'ultimo. Gli appassionati e gli amatori, controllato che non sia un volume già letto, lo comprano aldilà se si tratti dell'ultimo uscito o di un'edizione passata. Quello che conta è Maigret, un marchio di garanzia che fà premio su tutto. E poi, come abbiamo detto nei giorni scorsi, la mancanza assoulta di una cronologia lineare nelle inchieste di Maigret di Simenon, rendono assolutamente ininfluente leggere prima un titolo o un altro.
Però ci dobbiamo porre un quesito. Simenon, che era addentro a tutti questi problemi, che oggi chiameremmo di markentig editoriale, come mai nei primi diciannove titoli, serie Fayard, in cui doveva lanciare il personaggio Maigret, affermarne il nome e fissarne le caratteristiche, non fà cenno nei titoli al nome del protagonista? Fà un'eccezione solo nel diciannovesimo, intitolandolo semplicemente "Maigret", proprio l'inchiesta che, nelle sue intenzioni, doveva porre fine alla serie.
Forse fu un'impuntatura di Fayard, che non credeva nella serie (e al quale forse non piaceva nemmeno il nome del protagonista). Oppure un'ingenuità di Simenon, allora non ancora addentro ai meccanismi della letteratura seriale?
Questo discorso potrebbe riguardare molti titoli dei Maigret, ma anche delle sue traduzioni ed è uno dei dibattiti che sono animati ciclicamente dagli adetti a questo settore.

giovedì 12 dicembre 2013

SIMENON SIMENON. MANCA UN MAIGRET PER NATALE?... O FORSE NO...

Il sempre ben informato Andrea Franco, nostro fido e assiduo collaboratore, ci fa notare che non ci sarà nessun titolo di Maigret che uscirà per Natale. Come ci informava infatti in un suo commento di qualche giorno fa'  "... i prossimi Simenon in libreria saranno il 21 gennaio il Maigret tomo 3, poi l'11 febbraio I fratelli Rico, romanzo sull'ambiente mafioso statunitense... e quindi nessuna strenna simenoniana... - specificando poi che - il primo aprile 2014 usciranno, in quella che sarà, (credo) la penultima raccolta di racconti di Maigret i tre inediti in Italia sotto il titolo 'Minacce di morte e altri racconti': L’improbable Monsieur Owen, Ceux de Grand-Café, L’homme dans la rue, Vente à la bougie e Menaces de mort...".
Da parte di Adelphi, a parte sorprese dell'ultimo minuto, tutto tace. Nessun roman-dur di Simenon e nessuna inchiesta del commissario Maigret è contemplata nelle anteprime.
Chi scrive dovrebbe essere... egoisticamente... contento, visto che il suo  "Maigret e il caso Simenon", uscito a fine novembre per i tipi della Robin Edizioni di Roma, si presta ad essere un surrogato (decideranno poi i lettori se valido o meno) della saga del commissario simenoniano, proprio a ridosso del periodo natalizio. Ma aldilà di questa nota pro domo mea, che vorrei lasciarmi subito alle spalle, possiamo comprendere che, essendo arrivata agli sgoccioli per quanto riguarda i Maigret, l'Adelphi sia anche disposta a saltare il redditizio periodo di Natale, quando i libri si vendono più che nel resto dell'anno. Ma per i romanzi di Simenon ci sono ancora tanti titoli da pubblicare e ignorare una tradizionale occasione del genere, ci sembra alquanto strano.
Si potrebbe obbiettare che i titoli venduti sotto Natale sono quelli più popolari, quelli cosiddetti di cassetta e che soprattutto Simenon (e forse ancor di più i Maigret) non hanno bisogno di questi aiuti per vendere. Si vendono da soli e se gli appassionati lettori devono aspettare dei mesi e tirare il collo... beh che lo tirino! Tanto all'uscita del prossimo titolo nessuno si tirerà indietro e, vedrete, il titolo entrerà anche nelle classifiche dei più venduti.
Insomma per Simenon sembra davvero che sia sempre Natale!

mercoledì 11 dicembre 2013

SIMENON SIMENON. MAIGRET E IL CASO SIMENON... IL COMMISSARIO RIFLETTE...


SIMENON SIMENON. FRANCIA: DAL GRANDE AL PICCOLO SCHERMO NOTIZIE E NOVITA'

Ci arrivano dalla stampa francese dei giorni scorsi due notizie che hanno a che fare con la trasposizione cinematografica delle opere di Simenon. 
 
• La prima é riportata dal quotidiano Le Monde 
e riguarda la scomparsa di Edouard Molinaro, 
un famoso regista francese, mancato a 85 anni, 
autore di innumerevoli film e tra gli altri 
anche di una versione cinematografica 
de La Morte de Belle girata nel 1961, con Jean Desailly e Yves Robert.
 
 
 
 
• L'altra notizia riguarda invece una produzione 
che stiamo seguendo da un po' di tempo:
La Chambre bleue, diretta e interpretata da Mathieu Amalric. 
Come ha dichiarato lui stesso in un'intervista di ieri a L'Autre Radio, il suo film, ispirato all'omonimo romanzo di Simenon del 1964, ha completato le riprese ed ora, dopo l'ultimo ciak, il girato passerà alla post produzione. Le voci che girano e di ci vi abbiamo già riferito, danno in film in uscita nelle sale francesi per aprile del prossimo anno.
 
• Completiamo questi flash dalla Francia, con una notizia televisiva che riguarda gli indici di ascolto della televisione francese di ieri. Notizia non di grande interesse per i telespettatori italiani, ma ancora volta indice di quale e quanto seguito abbiano le opere simenoniane, anche quando sono trasposizioni sul piccolo schermo e anche di non-Maigret. Ieri sera infatti è passato il telefilm di Christian Vincent Les complices (2013), con Thierry Godard et Marie Kremer, tratto dal romanzo simenoniano del 1956. Bene, il programma ha totalizzato 2,9 milioni di telespettatori contro lo stravisto Pretty Woman (con Julia Roberts e Richard Gere) che su TNT è stato visto da 1,5 milioni di spettatori. E il pubblico del telefilm è risultato più numeroso anche di quello della telecronaca del funerale di Nelson Mandela che, trasmesso la mattina da France 2, ha raccolto 1,6 milioni di spettatori. Ogni commmento è superfluo.

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martedì 10 dicembre 2013

SIMENON SIMENON. SE MAIGRET INCONTRA COLETTE


SIMENON SIMENON. CRONOLOGIA CASUALE PER MAIGRET? LA VERSIONE DI MURIELLE

Non vorremmo che il corposo intervento 
della nostra Murielle Wenger 
rimanesse nel poco adeguato spazio 
di un commento ad un post di qualche giorno fa' 
e che corresse così il rischio 
di non godere del dovuto risalto. 
In più, ve lo proponiamo in italiano, 
cosa che, siamo sicuri, farà felice più di un lettore. Ecco quindi l'intervento di Murielle a proposito 
della "casuale" cronologia con cui Simenon ha costruito 
il corpus delle opere maigrettiane.


Ho due ipotesi da proporre. La prima è che Maigret, alias Simenon, scrisse nelle sue Memorie: "Una delle sue manie che a volte mi ha più irritato è quella di mischiare le date di porre all'inizio della mia carriera delle inchieste che hanno avuto luogo solo più tardi e viceversa... Avrei anche avuto l'intenzione di stabilire... una cronologia dei principali casi ai quali sono stato legato.
- Ma perchè mai? - mi ha risposto Simenon - Eccellente idea, Si potranno correggere i libri per la prossima edizione.
E ha poi aggiunto con ironia:
- Basterà soltanto, mio vecchio Maigret, che voi siate così gentile da fare il lavoro voi stesso, perchè io non ha mai avuto il coraggo di rileggermi."
Questa ultima frase illustra bene, credo, le caratteristiche della scrittura di Simenon: una redazione rapida, senza ripensamenti, un correzione minima quasi facesse "toilette", è una volta che il libro viene pubblicato, nessuna rilettura da parte dell'autore (cosa che non impedisce d'altronde che, malgrado quello che Simenon affermava sul fatto di dimenticare i suoi personaggi una volta terminati i libri, possedeva comunque un'ottima memoria di quanto aveva scritto, soprattutto nel caso dei Maigret. Per convincersi, basta rilevare i molteplici esempi di allusioni e di rimandi da un romanzo all'altro, per tutto il corpus dell'opera maigrettiana).
E se l'autore non si rilegge, non si preoccupa nemmeno della cronologia seguita dalla sua opera. D'altronde non ha davvero motivo per farlo: non ha concepito Maigret con una saga, con un inizio e una conclusione e una "consecutio" (crono)logica che dovrebbe seguire tutta la vita del suo personaggio. In questo non si comporta come un Balzac o un Zola, per esempio, che intraprendono l'uno una Commedia Umana con la ripresa dei personaggi da un romanzo all'altro. La storia naturale e sociale della famiglia Rougon-Macquart. Se il corpus maigrettiano è diventato una saga é grazie, si può dire, a Simenon: è l'accumularsi dei romanzi che formano un tutto unico, il lungo periodo di scrittura (più di 40 anni!) che ha permesso lo svilupo del personaggio.
L'altra ipotesi che propongo consiste nel fatto che Simenon, quando entrava in état de roman non è sicuro di raccontare un'inchiesta di Maigret, ma la sua scrittura decolla a partire da un 'idea, da una sensazione, da un ricordo, da una situazione in cui ha voglia di collocare un personaggio e, all'inizio, non è mai sicuro che scriverà un Maigret o un altro romanzo: ciò è più che mai vero per il periodo Presses de la Cité nel quale si conoscono diversi casi in cui l'autore aveva in mente un roman-dur e, non trovando l'ispirazione, decideva di trattare il sogetto che aveva in mente sotto forma di un'inchiesta del commissario Maigret.
Simenon scrive istintivamente e non costruisce la sua opera secondo un progetto definito, secondo un'architettura, come ha fatto Proust per la sua Recherche. Ancora una volta Simenon scrive perché ne avverte il bisogno, perchè sente l'esigenza fisica di esprimersi, di mettere sulla carta i propri interrogativi. Senza dubbio é anche per questo che alterna un roman-dur ad un Maigret, perchè ogni volta non risponde ai canoni di un progetto preciso, ma al contrario a una necessità quasi vitale di esprimere il suo sentire del momento... Murielle Wenger