martedì 16 aprile 2013

SIMENON. ANALISI DELLO STILE LETTERARIO



Quando si parla di Simenon spesso si cita lo stile della sua scrittura come uno dei suoi punti forti. Si tratta di una caratteristica che ormai viene attribuita non solo ai cosiddetti romans-durs, ma anche ad una buona parte dei Maigret. Ma vediamo più da vicino in cosa consiste questo stile di Simenon, partendo dall'analisi realzzata da François Richaudeau, fondatore del Centro Studi di promozione della Lettura e di un laboratorio che analizza i comportamenti dei lettori in funzione delle parole, delle frasi, dello stile del testo e addirittura dei caratteri tirpografici utilizzati.
In una delle sue analisi, dedicate agli scritti di Simenon (Simenon: une écriture pas si simple, qu'on le penserait - 1982) , Richaudeau prende in considerazione oltre venti titoli del romanziere (Maigret, romanzi, scritti autobiografici) e osserva il testo al microscopio.
"...la lunghezza della frase, o della frase corrente, di Simenon è di 12,5 parole per i Maigret e 13,2 per i romanzi. Ora bisogna sapere che la misura della "memoria di lavoro", cioè la sequenza di una frase che il lettore può ritenere varia da 9 a 23 parole. Questo ovviamente dipende dalla natura del soggetto, dal tipo di parole e dalla costruzione della frase...."
Lo studioso è fin troppo analitico e sembra fermarsi all'aspetto tecnico della composizione della frase. Si direbbe che non ne valuti poi l'effetto sul lettore e quindi la sua efficacia e il conseguente valore.
Più avanti nel suo saggio Richaudeau sostiene che "... non esiste un solo tipo di frase o un solo tipo di scrittura per Simenon, certi sono migliori e più efficaci di altri. A voler credere a certe affermazione dell'autore, egli avrebbe messo a punto, dopo un primo periodo, un tipo di scrittura semplice, spoglio, adatto ad un lettore popolare. E nonostante questo nel 1960 giudica certe proprie opere del passato un po' troppo letterarie, asserendo che ora adottava una scrittura molto più essenziale, anche se nelle sue opere di quel periodo utilizza delle frasi piuttosto lunghe...sembra che la frase di Simenon sfugga alla sua volontà cosciente che sorga dalle sue pulsioni istintive...".
Questa analisi sembra sulle prime un po' riduttiva. Sembra non cogliere la capacità rappresentativa delle frasi di Simenon. Con poche essenziali parole riesce a far partecipe il lettore di un certo ambiente di una specifica atmosfera.
E tutto questo usando pochi aggettivi e quelle che lui chiamava mot-matiére che possiamo tradurre come "parole concrete", che indicano cose materiali e tangibili. E poi c'è il raccordo delle frasi che è la parte più importante e qui il nostro Richaudeau va più a fondo "... ma non è, in generale, al livello della frase che Simenon rivela le sue migliori qualità, è nel mettere insieme quelle frasi che ottine quello che lo rende spesso inimitabile: la suggestione di un ambiente, la progressione di un'azione o l'evoluzione di un destino e soprattutto lo spessore psicologico dei personaggi..."-
Sì, ma questo, dirà qualcuno, è contenuto, non è forma, non è stile. 
No. A nostro avviso lo stile di un romanziere non è solo nel come scrive le vicende che narrà, ma si amalgama con le tematiche, le atmosfere, le analisi psicologiche i personaggi...
"...cerco uno stle non soltanto neutro, ma uno stile che aderisca alla mentalità del mio personaggio in quel momento specifico - questo è Simenon che lo afferma nel 1963 in un'intervista con Roger Stéphane - Lo stile lo deve seguire continuamente, cambiare in funzione di quello che pensa il mio protagonista...".
Insomma nonstante la scrittura estremamentre rapida di Simenon, nonostante affermasse di scrivere in una sorta di trance creativa, dietro alla semplicità, a nostro avviso dietro all'essenzialità del testo c'è un lavoro prima negli anni e poi titolo per titolo che non può essere ignorato.
"... di primo acchitto - scrive tra l'altro Richaudeau nella conclusione del suo saggio - le frasi di Simenon sembrano mediamente scritte semplicemente, costruite con delle parole d'uso comune, e in media abbastanza brevi. La loro lunghezza media, 14 parole... come destinate ad un pubblico popolare... Ci si può domandare se egli non fosse prigioniero di un processo incosciente, ma implacabile, di esteriorizzazione attravaerso la scrittura...Che la sua infanzia, la sua esperienza di scrittore popolare dalla produzione prodigiosa abbiano influenzato l'opera di Simenon é certo. ma questo non spiega che una parte di quest'opera, delle sue frasi... Le irregolarità e le distorsioni che io ho riscontrato nella mia analisi sono una delle prove. Ed è meglio così."

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