giovedì 17 dicembre 2020

SIMENON SIMENON "REPORT". È SOLO TEMPO CHE PASSA, MONSIEUR SIMENON


Memo/Grandi Magazzini Culturali - 15/12/2020 - Paolo Marcesini - Tutto alimenta la bulimia narrativa di un genio che non ha avuto eguali nella storia della letteratura contemporanea. Lo scandire delle pagine è fatto di momenti, memoria, periodi brevi, stagioni della vita, ore, minuti. Vi raccontiamo il suo metodo.
Non c’è il tempo della realtà e il tempo della finzione, tutto si mescola in Simenon. C’è invece un tempo convenzionale, oggettivo, degli orologi e dei calendari che è molto enfatizzato, sottolineato, funzionale. Simenon quando scrive si ricorda di essere un giallista e diventano determinanti le attese, i ritardi, gli appuntamenti, le date, le lancette di cui spesso si avverte il rumore, il rintocco delle ore determina la causa di un delitto, la fine o l’inizio di un dramma, di un amore, di un rimorso, di un amplesso, talvolta giustificano un movente, un addio, un ritorno. Simenon è molto preciso. L’ispettore Maigret ai suoi fidi ispettori chiede sempre di segnarsi gli orari dei pedinamenti, si interessa a quanto tempo ci mette un indiziato a mangiare, quanto tempo un testimone a bere un bicchiere di vino rosso, lo scandire del tempo delle indagini non conosce soste, non c’è differenza tra il giorno e la notte...>>>

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