lunedì 31 marzo 2014

SIMENON SIMENON: FORSE NON TUTTI SANNO CHE...




Il commissario Maigret • Proseguono su LA7 gli episodi delle inchieste del eroe simenoniano, fiction francese, con Bruno Crémer, sabato 29 hanno seguito 523.000 spettatori (share 2.11%) il 1° e 434.000 (share 2.88%) il 2°.


Pierre Simenon • Il figlio del romanziere, Pierre Simenon, sarà uno dei componenti della giuria de Le Festival du film policier belga che aprirà le porte della sua ottava edizione il 24 aprile, nei cinema Palace di Liegi.


Racconti di Maigret Domani 1° aprile dovrebbe essere nelle librerie la prossima raccolta di racconti delle inchieste de commissario Maigret. Questa é la notizia. Almeno che Adelphi non abbia approfittato della data per uno scherzo...


Simenon in Brasile • L'opera di Simenon sarà ristampata, da maggio, con oltre 300 titoli, per i tipi della Companhia das Letras. Al lancio presente il figlio dello scrittore, John, e sia a San Paolo che a Porto Alegre, parlerà del padre.


Ombre cinesi in Russia • Ai primi di aprile in Russia uscirà il romanzo della serie Maigret, L'ombra cinese. Sulla copertina campeggia un drago minaccioso e l'unica parole scritta non in caratteri cirillici é in alto a sinistra: Maigret.


Niente Festival Simenon • Quest'anno il tradizionale Festival di Sables-d'Olonnes non avrà luogo, pur essendo il 25° dalla scomparsa dello scrittore. La crisi economica non ha risparmiato neanche l'omaggio della Vandea a Simenon.


Cena Simenon a Londra • In occasione dell'edizione delle opere di Simenon, la casa editrice (anglo)americana Penguin organizza ogni mese una cena esclusiva, con solo una dozzina d'invitati, alla presenza del figlio John.

SIMENON SIMENON. ISTRUTTORIA SUPPLEMENTARE SUI RACCONTI DI MAIGRET

• I commenti in evidenza • Sui racconti  di Maigret, sia Murielle Wenger che Andrea Franco ci hanno fornito, nei loro commenti, ulteriori dettagli e curiosità che qui riportiamo e che scavano sul mondo degli scritti brevi di Simenon (che, come vedremo, talvolta però non sono così brevi).


Andrea Franco - Se parliamo di racconti pubblicati, mancano ancora quelli scritti nel periodo nordamericano. Per lo più datano metà anni '40, e, a differenza di quelli pubblicati finora, la loro compilazione veniva alternata con la stesura dei romanzi. Questi racconti sono decisamente più lunghi di quelli sinora editi da Adelphi. I loro titoli sono qui elencati in rigoroso ordine cronologico, come sono finora usciti:
La Pipe de Maigret
Témoignage de l’enfant de chœur

Le client plus obstiné du monde
Maigret et l’inspecteur malgracieux
On ne tue pas les pauvres types
Un Noel de Maigret


Murielle Wenger - Per completare le informazioni di Andrea, ecco quello che scriveva Pierre Deligny, nella prefazione del libro de Claude Manguy De Georges Sim a Simenon - Bibliographie, pubblicato da Omnibus nel 2004:
"...  Un giorno qualsiasi - era la fine degli anni '80 - qualcuno mi segnala che nella biblioteca dell'Assemblea nazionale, consultando la collezione del settimanale "Révolution National", datato ultima guerra, si é imbattutto con suo grande stupore in un racconto firmato Simenon: un Maigret sconosciuto a tutti!...Purtroppo, non ha annotato le coordinate precise della data. No sia mai! Mi precipito alla Biblioteca nazionale (...) domando di consultare la collezione completa di "Révolution National" non ancora trasferita su microfilm e catalogata. Attacco velocemente e dopo un po' scopro infine il famoso racconto misterioso, pubblicato nelle colonne dei numeri dal 21 al 28, dall'8 marzo al 12 aprile del 1942! Ottengo delle fotocopie... ed è così che "Menaces de mort" ha potuto, dopo cinquant'anni dalla sua unica pubblicazione, essere infine editato in volume, nel tomo 25 di "Tout Simenon" (agosto 1992)".
Davvero mi piacerebbe sapere chi  è stato quel "qualcuno", questo anonimo simenoniano  che ha permesso a Pierre Deligny di ritrovare questo racconto... in tutti i casi, grazie da tutti i maigrettofili, perchè questo racconto, dal tono inconsueto, ci fornisce una visione un po' diversa di Maigret... un Maigret meno insensibile, rispetto al solito, allo charme femminile... leggetelo, perchè ne vale davvero la pena...
Per i racconti invece preciso che La pipe de Maigret è l'ultimo racconto delle inchieste del commissario scritto in Francia (giugno 1945), prima dell'ultimo racconto non-Maigret (Le bateau d'Emile - luglio '45), e prima dell'ultimo romanzo Maigret se fâche che è anche l'ultimo roman-dur scritto da Simenon prima della sua partenza per l'America. I quattro racconti seguenti, menzionati da Andrea, sono stati scritti nel 1946, i primi tre nel Québec, un'altro a Nouveau-Brunswic e Un Noël de Maigret è stato redatto nel 1950 in California. Quest'ultimo racconto, che è il più lungo di tutti, ha richiesto molto più tempo degli altri, a Simenon sono infatti occorsi ben quattro giorni per venirne a capo....

... e infatti un Noël de Maigret è stato spesso considerato tra i romanzi proprio per la sua lunghezza che si colloca a metà strada tra questi e i racconti. Andrea Franco

domenica 30 marzo 2014

SIMENON SIMENON. MA CHE EFFETTO FA' GEORGES AGLI SCRITTORI


Facile. E' tutto sommato semplice quantificare l'effetto che le opere di Simenon hanno fatto e continuano a fare tutt'oggi sui suoi lettori. Bastano le cifre dei libri venduti (stimate a tutt'oggi 700 milioni in tutto il mondo), il numero di lingue in cui è stato tradotto (oltre cinquanta), la quantità delle riedizioni e la loro presenza nelle classifiche dei libri più venduti in molti paesi.
Ma questo lo saprete già, l'abbiamo detto in vari modi già altre volte. Ma oggi quello che ci interessa è l'effetto che Simenon faceva sui suoi colleghi romanzieri e letterati. E per fare qualche esempio che lo dimostri, oggi vogliamo qui raccogliere le parole di alcuni tra quelle che ci sembrano le più significative.
Abbiamo più volte citato Henry Miller che scrive al suo preferito.
"Per noi Americani che vi stiamo scoprendo grazie alle traduzioni siete come una nuova stella che si è levata all'orizzonte. Voi siete assolutamente unico tra gli autori che conoscono un grande successo di pubblico... C'è una tenerezza in voi che non trovo spesso tra gli scrittori francesi. Sarà il vostro lato belga?"
La celebrata Anaïs Nin dichiara disarmata
"E' il mio romanziere preferito. Le storie sono sempre valide e l'analisi dei caratteri rivela sottigliezze straordinarie... il migliore degli scrittori realisti, migliore anche di Zola o di Balzac..."
Thornton Wilder non sa trattenere il suo entusiasmo
"... i suoi libri mi hanno talmente entusiasmato che li ho regalati a tutti i miei invitati. Condividere un simile piacere m ha procurato una gioia indicibile. Il dono di saper raccontare é ciò di più raro che esiste in questo secolo. Lei lo possiede sulla punta delle dita...".
André Gide è stato uno dei primi ad acorgersi del suo valore
"...Voi passate per essere un autore popolare, mentre voi non vi indirizzate assolutamente al grande pubblico. I soggetti stessi dei vostri libri, l'insieme dei problemi psicologici  che sollevate... tutto si rivolge ai più sofisticati...".
Uno dei romanzieri americani tra i più ammirati di Simenon, Dashiell Hammett, spiega perché lo ammirava:
"... Perché é intelligente. Per certi versi mi fà pensare a Edgard Allan Poe...".

SIMENON SIMENON. ALTRI INDIZI SULLE... MINACCE DI MORTE

• I commenti in evidenza • In merito alla prossima uscita del volumi di racconti di Maigret, vogliamo oggi proporre altre informazioni interessanti che il nostro super-esperto Andrea Franco ha pubblicato ieri nei commenti. In più ci dà qualche anticipazione delle prossime ed ultime raccolte. E con quelle Adelphi avrebbe terminato il materiale di Maigret da pubblicare. Ma vediamo quello che ci ha riferito Andrea...  


La raccolta Minacce di morte, come abbiamo visto, comprende i seguenti titoli tra cui almeno tre ancora inediti:

L’improbable Monsieur Owen (ancora inedito in Italia)
Ceux de Grand-Café (ancora inedito in Italia)
L’homme dans la rue (già uscito anche come "Il delitto di bagatelle")
Vente à la bougie (già uscito come "Vendita all'asta")
Menaces de mort (ancora inedito in Italia)

A mio avviso, dopo di questa raccolta potranno essere pubblicati ancora due libri di racconti con il commissario Maigret. Infatti mancano ancora quelli piu lunghi.
Invece, Menaces de mort, il racconto che dà il titolo alla raccolta prossimamente in libreria è in assoluto il piu raro Maigret di Simenon. Fu infatti pubblicato in piena guerra, siamo nel 1942, a puntate su sei numeri del giornale Revolution Nationale. Passato un po' in sordina, fu riscoperto soltanto dopo la morte di Georges Simenon e pubblicato postumo e specificamente nell'edizione Tout Simenon uscito quindi ben cinquant'anni dopo, cioè nel 1992. (Andrea Franco)

venerdì 28 marzo 2014

SIMENON SIMENON. IN ARRIVO MINACCE DI MORTE

Titolo poco tranquilizzante (o forse poco maigrettiano?) per la raccolta di racconti delle inchieste del commissario Maigret che Adelphi metterà in libreria a giorni.
I racconti sono cinque e si tratta delle traduzioni di Cècile est morte, (inverno tra il 1939 e il 1940 - Nieul-sur-Mer), de L'improbable Monsieur Owen (La Rochelle - 1938), di Vente à la bougie (Nieul-sur-Mer - 1939), Ceux du Gran Café (la Rochelle - 1938), L'homme dans la rue (Nieul-sur-Mer, 1939)  e Menaces de mort che dà il titolo alla raccolta (Nieul-sur-Mer - 1938).
 Come avevamo anticipato nel nostro post del 12 dicembre 2013, si tratta della penultima raccolta di racconti, dove il commissario è talvolta già in pensione. Questi fanno parte di quella serie di racconti inizati a scrivere nel 1938, cioè dopo quattro anni dall'ultimo romanzo d'inchieste del commissario dal titolo scarno ed essenziale Maigret (Fayard -1934) che dove costituire l'ultimo titolo di quella serie.
Nel frattempo quell'esperienza di semi-letteratura l'aveva traghettato dal mondo della letteratura ppolare a quello dei romanzi-romanzi e nelle stanze del prestigioso Gallimard. Ora, secondo il Simenon dell'epoca, non restava che dedicarsi a quelli che lui chiamava i romans-durs, basta Maigret, basta reportage di viaggi, basta articoli... ormai era un romanziere e davanti a lui c'erano solamente i romanzi.
Ma si sbagliava. Da una parte il pubblico e dall'altra anche un editore come Gaston Gallimard (che sapeva quanto aveva rendesse) gli chiedevano di riprendere a scrivere le inchieste del commissario. Ma Simenon non ci sembra il tipo da farsi condizionare da queste pressioni. Probabilmente c'era in lui un qualcosa che non si era del tutto spento, quel personaggio certo non viveva più sulle pagine dei libri, ma in qualche parte del cervello di Simenon continuava a fumare la pipa, bere birre, a litigare con il giudice Comeliau, a cercare di comprendere e di non giudicare... Chissà forse Simenon sentiva in sottofondo tutto questo brusìo e forse il legame con quel persnaggio non era reciso del tutto come invece voleva far credere.
Insomma dopo una pausa di quattro anni, torna  scrivere di Maigret, ma all'inizio solo racconti. Poi tornano pure i romanzi... e Maigret è salvo!

giovedì 27 marzo 2014

SIMENON SIMENON. CHANCE ANCHE DA VARIETY PER "LA CHAMBRE BLEUE" A CANNES

Stavolta lo riporta quella che viene, a torto o a ragione, chiamata la Bibbia di Hollywood. Si tratta di Variety la rivista americana che dai primi del secolo si occupa di spettacolo e soprattutto di cinema. Ieri, facendo una sorta di pre-nomination delle pellicole che potrebbero concorrere al prossimo Festival di Cannes, confermava le voci (di cui avevamo già dato conto) che tra i film francesi é presente anche l'adattamento cinematografico del romanzo di Simenon La chambre bleue, realizzata da Mathieu Amalric. Altro segno potrebbe venire dallo spostamento, da parte del produttore/distributore Alfama, della data di uscita che era prevista per aprile ed ora viene fissata a maggio.
Amalric, regista del film, ne è anche uno dei protagonista insieme a Léa Drucker che interpreteranno i due amanti "maledetti" creati da Simenon nel 1964, che danno vita alle vicende di questo drammatico romanzo.
Ma prudenza. Siamo ancora nel campo delle ipotesi anche perché, come è tradizione, Thierry Fremaux e il suo comitato di selezione tengono di solito la bocca ben cucita fino alla data della comunicazione ufficiale. Quindi pazienza e nervi saldi fino al prossimo 17 aprile e scarsa attenzione alle voci che, con l'apprssimarsi di quella data, diverranno sempre più vorticose.

mercoledì 26 marzo 2014

SIMENON SIMENON. LA CENTRALITA' DEL... PANINO NELLE INDAGINI DEL COMMISSARIO MAIGRET/ 3


(segue) - Ecco Cécile est morte. Maigret viene a sapere che la sua "ammiratrice" è stata assassinata. Ancora sotto choc non si sente ancora bene: "Potrebbe essere la fame? Maigret non aveva mangiato niente dalla mattina. In compenso aveva bevuto tre bicchierini che ora gli bruciavano nello stomaco (...) Ordinare dei panini come al solito dalla Brasserie Dauphine? Aveva bisogno d'aria. (...) Preferì il piccolo bar, davanti alla statua di Henri IV nel mezzo di Pont-Neuf. – Prosciutto - ordinò - (...) Maigret  mordeva il suo panino e pensava che Cécile era morta, e questo gli procurava un brivido su per la schiena, in barba al suo pesante cappotto". Nello stesso romanzo ritroviamo più tardi Maigret a La Coupole dove ordina un panino al prosciutto. "Maigret  uscì dal cinema... Mangiò... Bevve della birra... (...) A dire il vero, non pensava a niente...".  Ed è questa pausa davanti al suo panino e alla sua birra l'aiuta a trovare la strada della verità, che l'aiuta a legare il malessere che aveva avvertito al cinema a quello provato davanti ai due crimini.
 

Arriviamo dunque la periodo di Presse de la Cité. I panini sono presenti in un buona metà dei romanzi di questo periodo, prova della loro importanza. Nei primi romanzi di questo periodo, Simenon conserva ancora il suo commissario in pensione. Questo non gli impedisce di ritorvare, durante un'inchiesta che conduce a New York, ben lontano dal suo vecchio ufficio parigino di Quai des Orfèvres, il ricordo del rituale: avendo convocato Parsons, Little John e Mac Gill nella sua camera d'albergo, perchè fossero testimoni di una telefonata che fà a Daumale, apparecchia la camera: ordina del whisky, poi "Al momento di riattaccare si ricorda - Aggiungete quache panino al prosciutto. Non perché avesse fame, ma perché era un'abitudine a Quai des Orfèvres e che era diventato una specie di rito".

Nel racconto Maigret et l'inspecteur malgracieux, il commissario è di nuovo al suo posto, alla Polizia Giudiziaria. Ritroviamo quindi anche la cornice abituale: "Allora andò a bere un sorso di birra nel suo ufficio. Infatti mentre arrivava aveva fatto salire su tre birre e una pila di panini dalla Brasserie Dauphine". E, alla fine dell'interrogatorio del Commodoro, la scena è quanto che c'è di più classico: "L'ufficio di Maigret, alla fine somigliava ad un corpo di guardia, con dei bicchieri vuoti, dei piatti di panini sul tavolo, della cenere di pipa un po' dappertutto sul pavimento e sulle carte sparse".
 
 
Maigret et son mort. Il gran ritorno definitivo del commissario a Quai des Orfèvres. Da adesso in poi, tranne qualche eccezione, Maigret condurrà le inchieste dal suo ufficio e i panini saranno là, fedeli aiutanti del commissario al lavoro. Nel primo capitolo del romanzo, Maigret aspetta una chamata dal piccolo Albert. Decide di rimanere in ufficio durante la pausa di mezzogiorno, e fu un colpo di telefono molto tradizionale:" Maigret chiamò la Brasserie Dauphine - Allô!... Joseph ?... Maigret... puoi portari due birre e dei panini? Per uno, sì...". L'ordinazione arriva, Maigret mangia e quando riceve la chiamata da Canon de la Bastille, vi si reca, ordina una birra e "una mezz'ora più tardi, malgrado i suoi panini, reclama una chocroute". Solido appetito...
Più tardi, dopo l'incursione nel quartiere di rue du Roi-de-Sicile, Maigret che ha fame e sete, cerca un bistro ancora aperto. Siccome non ce n'erano altri, se non il bar La Coupole, entra e si fà "servire due magnifici panini al prosciutto", che innaffia con tre birre . E non è finita: ancora più tardi, prima dell'arresto di Bronsky, al Quai des Orfèvres vige l'assetto da combattimento: "- Chi si offre per ordinare della birra alla Brasserie Dauphine? E dei panini! Era il segno che si preparava una delle lunghe notti alla Polizia Giudiziaria. Regnava nei due uffici del settore di Maigret un'atmosfera de P.C.  Tutti fumavano. Tutti si agitavano (...) era già la seconda volta che il cameriere della Brasserie Dauphine arrivava con il suo vassoio. C'erano dei bicchieri sporchi in tutto l'ufficio, dei panini iniziati e l'odore del tabacco che prendeva alla gola". Po una volta arrestato Bronsky, lo condussero alla Poizia Giudziaria: "Non c'erano mai stati tante birre e panini sul tavolo...".


Dopo un tale valanga di panini, Simenon sente il bisogno di lasciar respirare il proprio commissario... per quattro romanzi, non gli farà più toccare un panino, occorre dire che questi hanno però un ambientazione particolare, perché il primo evoca gli inizi di Maigret (La première enquête de Maigret), e gli atri tre si svolgono praticamente fuori casa (Mon ami Maigret, Maigret chez le coroner, Maigret et la vieille dame). Bisogna quindi attendere L'amie de Madame Maigret per ritrovare il commissario alle prese con i panini: all'inizio è Lucas che Maigret, tornando da Chez Fernande, trova occupato a pranzare con dei panini. Aveva due bicchieri di birra sulla scrivania e il commissario ne prese uno senza vergognarsi. Ma non assaggiò nemmeno i panini di Lucas, no, fece di meglio "Maigret non rientrav a casa per il pranzo. I panini di Lucas lo tentavano e ne ordinò alla Brasserie Dauphine anche per lui. Di solito è buon segno". Segno che l'inchiesta forse va avanti... Pui tardi quando Maigret passa la domenica a Quai des Orfèvres (ha avuto cura, per farsi perdonare, di portare M.me Maigret il sabato sera al cinema ...) un volta al lavoro dice "-Janvier! Se si ordinasse della birra? Janvier telefona subito alla Brasserie Dauphine di cui il padrone chiede con naturalezza: - E dei panini?".

 

Curiosamente, i panini non son citati ne Les mémoires de Maigret. Il commissario ne ha abbastanza che il suo creatore lo ingozzi di questo cibo?! Nei due romanzi seguenti il panino è citato, ma non perchè sia mangiato dal nostro protagonista: in Maigret au Picratt's, é Torrence che inizia ad interrogare Philppe e che domanda a Lapointe di far salire delle birre e dei panini. E in Maigret en meublé, c'è il famoso "enorme panino al prosciutto" che M.lle Clément ha preparato per Paulus e che è obbligata a mangiare per non tradirsi. E'un panino "dorato e croccante" che ha l'aria appetitosa. Ma Maigret lascia M.lle Clément ad occuparsene da sola, ben deciso a portare l'esperimento fino in fondo...   
 

In Maigret et la Grande Perche, troviamo dei panini in tre riprese: prima quando Maigret prende il posto di Janvier per aspettare la telefonata di M.me Oosting. L'ispettore è andato a cercare dei panini, ma non è contento perchè sarebbe voluto tornare a casa per festeggiare il compleanno di suo figlio maggiore. Maigret prende il suo posto e mangia i panini prima di telefonare a M.me Maigret affinché lo raggiunga sulla terrazza della Brasserie Dauphine. Più tardi l'arresto di Gauillaume Serre e, prima d'interrogarlo, Maigret prepapra il terreno andando a mangiare: "Si sentiva pesante e triste. si sedette sulla terrazza della Brasserie Dauphine, ma dopo aver letto da cima a fondo il menù, finì per ordinare un panino e un bicchiere di birra, perché non aveva fame". E questa è la prova che il rituale dei panini e della birra durante un'interrogatorio è veramente un rituale, indipendentemente dall'appetito, poichè Maigret, dopo il suo pranzo leggero, risale nel suo ufficio e prima d'iniziare l'interrogatorio chiede a Janvier di ordinare panini e birra; farà portare un panino a M.me Serre in sala d'attesa e Serre stesso mangerà, ma il commissario si accontenterà di guardarlo, senza mangiare.


In Maigret, Lognon et les gangsters, troviamo Maigret con i suoi ispettori al lavoro alla Polizia Giudiziaria, mentre cercano il numero di telefono d'Adrienne, Maigret scende dal laboratorio di Moers: "Entrò nel suo ufficio, tolse il cappotto, aprì la porta degli ispettori.
- Janvier...Lapointe...
Prima da dare istruzioni, telefonò alla Brasserie Dauphine.
- Avete mangiato voi due?
- Sissignore.
Ordinò dei panini per se della birra per tutti e tre


Ne Le revolver de Maigret, c'é una scena d'interrogatorio. Maigret ha convocato nel suo ufficio il fratello di Delteil, il deputato assassinato. Chiede a Lapointe di ordinare dei panini e della birra. Si vede riapparire il nostro:" Siccome bussavano alla porta, gridò: - Entra! Era il ragazzo della brasserie Dauphine con dei panini e della birra". Ma Delteil rifiuta di sedersi a tavola materialmente e psicologicamente e Maigret mangia da solo il vassoio di panini. Più tardi, quando conduce la sua inchiesta a Londra, mentre aspetta l'arrivo di Alain Lagrange, è costretto a restare nella hall d'entrata dell'hotel, tenta di ordinare un panino che gli viene rifiutato perchè è vietato servire da mangiare nella hall. Maigret si riduce a mangiare una tavoletta di cioccolato al latte... Ah viva la France!  


In Maigret et l'homme du banc  troviamo di nuovo una bella scena d'interrogatorio con birra e panini; Jorisse si è alla fine recato a Quai des Orfèvres, e Maigret lo porta nel suo ufficio:
- Hai pranzato?
- Non ho fame.
Era la risposta di un ragazzo imbronciato.
- Allô! fece Maigret al telefono, Passatemi la Brasserie Dauphine, Allô! Joseph ?... Qui è Maigret... Vorresti portarmi dei panini? Sei...prosciutto per me... aspetta...
A Jorisse:
- Prosciutto o formaggio? 
- Per me è uguale. Prosciutto.
- Birra o vino rosso?
- Acqua, se si può. Ho sete.
- Joseph? Sei panini al prosciutto , ben farciti e quattro birre... aspetta... Visto che ci sei, porta anche due tazze di caffé nero... Di fretta?"
Ed ecco Maigret pieno di accortezze per un giovanotto che si lascia convincere , non solo a mangiare, ma finisce per bere anche della birra. Questo l'aiuta a liberarsi  di quello che gli pesa sulla coscienza...

In Maigret se trompe, si ritrovano due scene entrambe molto caratteristiche; nella prima Maigret è restato a mezzogiorno in ufficio per lavorare: "Quai des Orfèvres, sulla scrivania di Maigret c'era un vassoio con due enormi panini e due bicchieri di birra". Nella seconda, assistiamo all'interrogatorio di Pierrot che fà il verso a quello descritto per il romanzo precedente. Pierrot ha accettato di venire a Quai des Orfèvres. "Guarda l'ora. Non è ancora mezzogiorno. Tra mezzogiorno e le due l'ufficio di Maigret è calmo, quasi deserto. E' il momento della giornata in cui Maigret sceglie, se possibile, quando deve procedere ad un interrogatorio delicato (...) Maigret (...) telefona alla Brasserie Dauphine per farsi portare da mangiare. " - Preparatene per due. E quattro birre". Aspettando Pierrot, Maigret beve una delle sue birre, ma non inizia a mangiare. Infine il suo uomo arriva. Maigret gli fà bere una birra, gli domada se ha mangiato e Pierrot gli risponde che non ha fame. Dopo essere scoppiato in singhiozzi e aver giurato sulla sua innocenza, Pierrot capisce che il commissario gli crede. Si calma e il commissario gli chiede "- Siete sicuro di non voler mangiare nemmeno un pezzo?". Questa volta Pierrot afferra macchinalmente un panino e Maigret ne prende un altro. Era meglio così. Tutti e due mangiavano e questo distendeva l'atmosfera". E questo permetterà a Maigret di portare a termine il suo interogatorio nel migliore dei modi. (continua a leggere cliccando qui)
Murielle Wenger 

martedì 25 marzo 2014

SIMENON SIMENON. LA CENTRALITA' DEL... PANINO NELLE INDAGINI DEL COMMISSARIO MAIGRET/ 2

(seconda puntata). Ciò detto, non è proprio sicuro che i quattro panini siano stati sufficienti per l'appetito di Maigret, perchè appena qualche ora più tardi, quando si prepara a aprtire per Fécamp, domanda a Torrence di passare alla Brasserie per ordinare birra e qualche panino...Nondimeno dovrebbe avere "gli occhi più grossi del ventre", come si dice dalle mie parti, poiché al suo ritorno da Fécamp trova sulla sua scrivania  "un panino della notte precedente"... a meno che non l'avesse lasciato in previsione di un attacco di fame, visto che lo divora prima di ritornare al Majestic.
Il panino è essenziamente un "cibo da ufficio"  che il commissario consuma durante il lavoro e nella serie viene definita come un'alimentazione parigina. Di conseguenza è raro che Maigret ne mangi nelle inchieste che conduce fuori della capitale; vale a dire che se il consumo dei sandwich nei romanzi del periodo Fayard è piuttosto moderato, visto che Simenon, come si sa, ha portato fuori Parigi il commissario nelle sue prime inchieste. Ma nonostante tutto si trovano citazioni di panini anche in queste pagine.

In Monsieur Gallet, décédé, Maigret accompagna M.me Gallet sul treno da Saint-Fargeau a Sancerre. Al commissario basta un'attesa per una coincidenza da aspettare alla stazione di Melun per acquistare "un cestino con panini, frutta e una bottiglia di bordeaux". Certo nulla a che vedere con un vassoio preparato dalla Brasserie Dauphine, ma Maigret ne farà le spese: la dignitosa M.me Gallet rifiuta quel pasto e non si saprà se anche il commissario oserà consumare, lui che aveva già "abbandonato l'idea di fumare in sua presenza"... Astinenza, dunque...

Anche il successivo panino non ha un gran successo: in La tête d'un homme, Maigret è a La Coupole dove sta per assistere all'arrivo di Heurtin: preso dalla tensione del momento mangia un panino "senza appetito" a meno che i panini de La Couple non fossero all'altezza di quelli della Brasserie Dauphine...

Il romanzo La nuit du carrefour s'apre su una scena tipica delle indagini maigrettiane: mattina presto alla Polizia Giudiziaria alla fine di un lungo interrogatorio: "Sul tavolo c'erano dei bicchieri di birra vuoti e dei resti di panini".
Ecco il primo riferimento ai panini durante il rituale dell'interrogatorio che poi ritorveremo spesso in seguito. Nello stesso romanzo Maigret si prepara ad affrontare la notte:
"Maigret entrò nella cucina dove la moglie dell'albergatore preparava la cena. Scovò una terrina di paté, tagliò una grossa fetta di pane e ordinò:
- Un bichiere di bianco, per favore...
- Non aspettate la cena?
Divorò senza rispondere il suo enorme panino.
Il brigadiere l'osservava con un'evidente voglia di parlare.
- Vi attendete qualcosa di grosso per stanotte, non è vero?
- Heu!...
- Ma perché negarlo? Questo mangiare in piedi non sa tanto di veglia d'armi?

Ritroviamo una scena simile in Le port des brumes, dove Maigret fà su e giù tra il muro della villa del sindaco Grandmaison, punto d'osservazione di Lucas, e l'hotel dove il commissario si è sistemato.
Maigret va all'hotel per cercare del cibo e delle bevande per il suo brigadiere: "Il suo posto a tavola era preparato all'Hôtel de l'Univers. Ma si accontentò di ingoiare in piedi un pezzo di patè e del pane. Preparò un panino per il collega e portò via il resto della bottiglia di bordeaux".

Occorre attendere l'utimo romanzo del periodo Fayard (Maigret) per ritrovare il riferimento ad un panino: il commissario in pensione, accompagna suo nipote a Parigi. Entra al Tabac Fontaine, per acquistare del tabacco, un panino (al prosciutto)  e ne approfitta per informarsi su quello che è successo la notte precedente al Floria. Poi consumerà nello stesso posto altri due panini durante la lunga notte in cui spia le reazioni di Audiat e compagni. Il padrone che non lo vede di buon occhio, gli fà serviere due panini "secchi e raggrinziti" con una vecchia fetta di prosciutto e senza mostarda. Una piccola vendetta di cui Maigret fà finta di non accorgersi... A la guerre comme à la guerre...

Quando Simenon  riprende il suo personaggio dopo qualche anno di interruzione, per una serie di racconti da pubblicare sui giornali, il primo testo che scrive L'affaire du boulevard Beaumarchais, s'apre con una scena ormai rituale: lungo interrogatorio nela notte alla Polizia Giudiziaria, a porta dell'ufficio di Maigret di apre: "Lucas!... - chiamò Maigret, cercando gli ispettori con gli occhi di chi non ci vede più molto chiaro - Corri a cercare dei panini... Passa alla brasserie e fai portare su delle birre...". Ecco dunque la chiave dell'enigma: il panino che Maigret mastica in piedi e "a grandi morsi" gli serve in realtà a far luce sul mistero e a far emergere la verita, a vederci chiaro.... 


Altra scena d'interrogatorio, ne L'Etoile du Nord: si scorgono i resti del duro confronto che il commissario ha sostenuto con la giovane Céline: " Alle tre del pomeriggio l'ufficio di Maigret era sempre nello stesso disordine, con in più dei bicchieri di birra sul tavolo, degli avanzi di panini, della cenere di pipa un po' dappertutto e delle cicche di sigarette". 



Il panino è anche il cibo "fatto e mangiato" che  si mangia quando non si ha il tempo di mettersi a tavola per gustare il piatto del giorno: così succede ne L'homme dans la rue, dove Maigret, che segue le tracce del suo sospettato, resta in piedi vicino a lui, davanti al bancone di zinco e "inghiotte panini". Nello stesso racconto, un volta che l'uomo si era recato dal commissario, questi lo porta a Quai des Orfèvres e l'interrogatorio può iniziare, perchè la messa in scena era in arrivo "Una porta che si apre e si richiude. Birra e panini sul tavolo".


Ed eccoci arrivati al periodo Gallimard. Nel primo romanzo che Simenon scrive in questoi anni con il suo personaggio, Les caves du Majestic, si trova di nuovo la scena dell'interrogatorio: è quello di Prosper Donge, che il commissario fà cercare al Dépôt. Lo porta nel suo ufficio: "- Entrate...avete mangiato? L'altro fà segno di no. Maigret, che aveva fame anche lui, e soprattutto sete, spedì l'uomo di guardia a cercare birre e panini". Una volta ancora "Maigret mangiava in piedi andando e venendo su e giù per l'ufficio".


E' un rituale talmente abitudinario che Maigret lo replica anche fuori del 
suo ufficio: così ne La maison du juge, dopo che il giudice Forlacorix gli ha affidato il caso, Maigret fà venire Méjat che trova il commissario a "divorare un panino al patè, mentre camminava. Sul tavolo c'era una bottigia di vecchio bordeaux quasi vuota". Poi dopo aver portato Lisa in clinica, e il giudice in prigione, Maigret va alla stazione per prendere il treno che lo porterà a Versailes. Aspettando il treno ordina birra e un panino al prosciutto.
Più tardi durante la gande scena dell'interrogatorio di Marcel Airaud e di Albert Forlacroix si ripete il celebre rituale: il capitolo 9, intitolato La "chansonnette" si apre così:
"Chiunque a Quai des Orfèvres, un Lucas o un Janvier, non avrebbero avuto bisogno d'osservare a lungo Maigret per capire. Anche la schiena era eloquente! (...) Tutte le volte che qualcuno avesse visto quella schiena lungo il corridio della Polizia Giudiziaria, Maigret senza conferire parola che introduceva un uomo nel suo ufficio, gli ispettori si sarebbero guardati.
- Hum!... Ecco un testimone che si sa quando entra... 
E questo senza stuporsi se dopo due o tre ore si sarebbe visto il garzone della Brasserie Dauphine portare dei panini e della birra
"Entra! gridò Maigret a Méjat entre gli dava dell pacche sulle spalle. E sistemò le cibarie sul tavolo, del patè, il prosciutto, del pane, delle bottigliette di birra (...)Maigret (...) si preparò un panino, si versò da bere (...) Camminava. Mangiava. Borbottava. Inarcava la schiena. (...). Maigret mangiava di continuo, facendo dei bocconi fin troppo grossi e andava avanti masticando, piazzato davanti alla porta per contemplare quei due attraverso i vetri...".

lunedì 24 marzo 2014

SIMENON SIMENON. LA CENTRALITA' DEL... PANINO NELLE INDAGINI DEL COMMISSARIO MAIGRET

Continuiamo con il filone gastronomico di Maigret che peraltro sembra aver riscosso un certo successo, soprattuto le ricette surreali di Murielle Wenger per... cucinare a puntino Maigret in vari modi. Adesso, sempre dalla penna di Murielle, un approfondimento, anzi stavolta possiamo proprio parlare di un vero e proprio saggio per spessore e lunghezza. Oggetto "il panino". Già proprio quello che compare spesso nelle inchieste del commissario, mangiato in piedi, seduti in qualche brasserie o servito nei lunghi interrogatori, sul vassoio portato su dalla Brasserie Dauphine.


Ingrediente essenziale dell'interrogatorio à la chansonnette, sostentamento del commissario quando lavora, qualcosa di solido che permette di assorbire i litri di birra ingurgitati, il panino fà parte della panoplia del commissario allo stesso titolo del suo cappello o della sua pipa... E' il cibo più frequentemente citato nel corpus maigrettiano, di più della mitica fricandeau à l'oseile, la banquette de veau, o la chocroute.
Se vi va di seguirmi, faremo dunque un tour in questa serie alla ricerca delle citazioni  a proposito di questo "panino", per scoprire come Maigret se ne serve e l'utilizzo che ne fà. Il nosto percorso seguirà l'ordine cronologico della scrittura dei testi.

Il primo  Il panino è il primo cibo menzionato da Simenon in tutta la serie: in  Pietr le Letton, al capitolo 3, ecco Maigret che torna a Quai des Orfèvres, dopo un giro alla Gare du Nord e al Majestic. Domanda a Jean, l'attendente dell'ufficio, di fargli portare qualcosa che lo faccia riprendere dopo aver sopportato uno di quei temporali che a novembre si scaricano su Parigi: "Ordinami qualche bicchiere di birra e dei panini, ma niente mollica, eh...!".
Subito le cose in chiaro. Panini si, ma per favore, belli croccanti e non mosci! A cosa può dunque assomigliare questo panino? E' praticamente una baguette o é un tipo di pane molto più spesso? Non c'è niente in tutta la serie dei Maigret che ci dia qualche indicazione in tal senso, libero dunque ognuno di immaginarselo come vuole...
Jean ha fatto l'ordinazione e poco dopo si sentono "dei rumori di passi e di bicchieri traballanti, dietro la porta" dell'ufficio di Maigret. Torrence, che ha raggiunto il comissario, apre la porta e vede apparire il cameriere che serve le bevande e il cibo abituale: "il cameriere della Brasserie Dauphine entrò, posò sulla tavola un vassoio con sei birre e quattro panini assai imbottiti". Vedendo che Maigret non era solo, si preoccupò di chiedere se quello che aveva portato sarebbe bastato per tutti e due.... Maigret gli risponde "... basterà...", si mette a mangiare e a bere, senza smettere di fumare,... il gusto del tabacco si accorda con quello del prosciutto?... (segue)
Murielle Wenger

domenica 23 marzo 2014

SIMENON SIMENON. UN MONDO DI LETTORI IN CUI E' SEMPRE... NOTTE


L'imperatore della notte. La definizione è di Henry Miller, notoriamente grande ammiratore e amico di Simenon. A chi gliene chiedeva il significato, lo scrittore americano spiegava che in tutto il mondo esiste un popolo della notte che va a coricarsi con un libro di Simenon pronto sul comodino. Inizia a leggere e non smette fino a quando il sonno non prende il sopravvento. Ma c'è anche chi non riesce ad adormentarsi finché non é arrivato alla fine. E' in quel momento che avviene l'incoronazione: Simenon signore e sovrano dei lettori nottambuli.
Questa originale definizione è senz'altro il linea con la geniale stravanganza di Miller ed è ormai datata agli ani '60. Ma la sua affermazione aveva un che di profetico.
E già, perché siamo sempre allo stesso punto. Finchè Simenon era in vita, e soprattutto in quegli anni (aveva allora un sessantina d'anni), sfornava quattro romanzi l'anno, faceva parlare di sè, giornali e tv l'intervistavano, teneva conferenze e interventi. Insomma, fatta salva la qualità di quello che scriveva, era lui in persona che teneva a regime tutto quel meccanismo che ne faceva un romanziere di livello, ma tradotto e venduto come pochi.
Ma una volta che non ci fosse più stato? Dopo la sua scomparsa, la sua opera avrebbe seguito la strada di quelle di tanti altri scrittori celebrati in vita e poi pian piano scivolati nell'oblio? Abbiamo numerosi esempi di autori di successo che ormai non si leggono più e addirittura di cui nemmeno quasi si parla più.
Noi che scriviano nel 2014, possiamo affemare, con un facile senno del poi, che tutto ciò per Simenon non si è verificato. Sappiamo bene che occupa ancora i cataloghi di molti editori nel mondo, constatiamo che le riedizioni di suoi libri scritti 50, 60, 70 anni fa' ancora entrano nelle classifica dei libri più venduti. E tanto per dare sostanza a quello che diciamo, vi invitiamo a consultare l'interessante panoramica di informazioni fornita dal sito ufficiale dello scrittore Simenon.co, curato dal figlio John, sulle edizioni delle opere di Simenon in tutto il mondo. Abbiamo preso ad esempio un mese: da oggi al 23 aprile. Ecco il calendario
• 25/03 - USA - Due Maigret (Penguin)
• 26/03 - FRANCIA  - Un Maigret (Livre de Poche)
• 01/04 - ITALIA - Un Maigret (Adelphi)
• 03/04 - REPUBBLICA CECA - Un Maigret (Knizni Klub)
• 03/04 - GRAN BRETAGNA - Un Maigret (Penguin)
• 05/04 - RUSSIA - Un Maigret (Bertel'smann)
• 07/04 - SPAGNA - Un roman-dur  (Acantillado)
• 14/04 - BRASILE - Tre Maigret - (L&PM Editores)
• 16/04 - FRANCIA - Raccolta di racconti - (Le livre de poche)
• 23/04 - FRANCIA - Un roman-dur