sabato 16 aprile 2011

SIMENON. TRE EDITORI PER LA VITA

FAYARD
Da quando Simenon si gettò nell'avventura di Maigret, superata la fase della lettura popolare e "alimentare", la sua vita letteraria ebbe tre editori di riferimento che per motivi diversi svolsero un ruolo fondamentale per lo scrittore. Fayard fu quello che gli editerà le prime diciannove inchieste di Maigret. Fu un vero "passaggio della linea" per Simenon. Come diceva lui stesso, intanto era il passaggio alla semi-letteratura, poi costituì il decollo della sua popolarità e l'inizio di guadagni davvero consistenti. Con Gallimard ebbe invece la sua consacrazione nel mondo della letteratura alta e non solo in Francia. Con Nielsen trovò un amico con cui aveva una notevole intesa e il quale investì moltissime delle sue risorse  sullo scrittore Simenon.
Il rapporto tra Arthème Fayard, produttore cinematografico di successo, inventore del settimanale Candide era iniziato ai tempi dei romanzi popolari ed era abbastanza amichevole.
"... Arthème era un bell'uomo, tempie brizzolate... un tipo che aveva del fiuto... era un uomo di successo - ricorda Simenon in uno dei suoi Dictées - molto sicuro di sé stesso, che esprimeva  giudizi anche 'tranchant' su tutto quello che riguardava il giornalismo o la letteratura..."
GALLIMARD
L'altro editore era il mitico Gaston Gallimard. L'uomo che aveva fondato la casa editrice diventata un'icona per la cultura letteraria francese. I due divennero amici, un bel rapporto che durò anche quando Simenon decise di abbandonarlo. La NRF, la Nouvelle Revue Francaise di Gallimard divenne un marchio leggendario, una sorta di miele che attirava i letterati dell'epoca come api. E poi  giocò un ruolo importante nella letteratura "polar" con la rivista Detective e la collana di libri Serie Noire che furono un punto di riferimento per il genere e non solo in Francia.
"In realtà Gaston Gallimard era un timido, ma io pure ero altrettanto timido, ed é il motivo per cui ho potuto trattare con lui in un modo così autoritario - Simenon racconta come firmò il suo contratto con il patron - Il risultato è che un'ora dopo il nostro accordo era firmato... io non sono più tornato, salvo eccezionalmente, negli uffici di rue Sébastien-Bottin. E' lui che ogni anno, allo scadere del nostro contratto, veniva a trovarmi a Nieul-sur-mer. Una solida amicizia si instaurò poco dopo tra noi. Io d'altronde la condivido ancora oggi con suo figlio Claudio, che allora era un adolescente...
NIELSEN
Anche Sven Nielsen, figlio e nipote di librai danesi, che era venutoa Parigi, fatto la gavetta ed era rrivato ad acquistare Les Presses de La Cité, che comprendeva sette case editrici e che poi divenne il suo editore esclusivo finoala morte, fu un suo grande amico.
"Io gli ero molto affezionato, allora viaggiavo ancora e quindi spesso io andavo a Parigi e lui veniva a Losanna e avevamo dei lunghi discorsi che ci prendevano molto - Simenon ricorda nei suoi Dicteés - Ci scrivevamo ogni settimana per un lungo periodo, lettere che mi arrivavano regolarmente il sabato o il lunedì..."

Nessun commento: