sabato 6 ottobre 2012

SIMENON, L'AVVENTURA IN ITALIA

Il primo scritto di Simenon, tradotto e venduto in Italia nel 1929 è il romanzo Nicoletta e Dina (En robe de mariée - Tallandier/Paris - '29) su Il Romanzo Mensile, delle Edizioni del Corriere della Sera. Il romanzo è firmato Georges Sim, lo pseudonimo più usato dallo scrittore, sia per la versione originale che per la traduzione italiana.
Siamo, per dirla alla Simenon, in piena letteratura-alimentare, così come lo scrittore chiamava i romanzi brevi e i racconti che gli venivano commissionati dagli editori di giornali destinati alle fasce più popolari, quelle meno scolarizzate e dove le donne facevano la parte del leone. Il genere rosa, all'epoca era quello che tirava di più. Gli editori ordinavano, Georges scriveva (velocissimo) e consegnava. Più scriveva e più lo pagavano. E così quella letteratura dava da mangiare a lui e alla moglie Tigy che dipingeva, ma non riusciva a sfondare.
Verso la fine degli anni '20 arrivarono anche le prime traduzioni all'estero, come appunto in Italia dove, dopo il primo racconto, Il Romanzo Mensile pubblicò altri tre titoli dell'inarrestabile Georges Sim.
Il vero salto fu invece Maigret. Nel 1932 in Italia un certo Arnoldo Mondadori, un editore con un certo fiuto (e lo dimostrerà ampiamente) acquista i diritti per una dozzina di titoli delle inchieste di questo commissario che è scritto da uno sconosciuto Georges Simenon, nome mai apparso prima su un libro (ma così simile a Georges Sim, da far chiedere a qualcuno perché lo scrittore avesse voluto allungare il proprio congnome...!) I Maigret furono pubblicati nella collana I Libri Neri. Poi nell'anno successivo continuarono ad essere editati nei Gialli Economici Mondadori insieme a romanzi e racconti polizieschi non-Maigret.
Nel '37 ormai il nome di Simenon non vuol dire solo Maigret, ma anche romanzi, romanzi mainstream, cui Mondadori dedicherà una collana specifica Opere di Georges Simenon (I Libri Arancio). A questo punto Simenon può dirsi decollato nel nostro paese tra Maigret, romanzi e racconti.
Le pubblicazioni continuano nel corso degli anni in varie collane. Nella BMM (Bibloteca Moderna Mondadori) nel dopoguerra, ne La Collezione Medusa" (dove i romanzi di Simenon appaiono dal '52), ne I Romanzi della Palma (molto economici e quindi venduti anche in edicola), e ancora la BEM (Biblioteca Economica Mondadori) nel '56 divenuti BEM-Girasole, con la famosa costa telata che poi avrà dal '60 una sottocollana intitolata i Romanzi di Simenon. La storia letteraria di Simenon in Italia continua sempre con Mondadori e nelle collane che si succedono negli anni: dal '64 I libri del Pavone per arrivare, all'anno successivo, quando usciranno gli Oscar Mondadori, grande contenitore che con varie sigle, collane e sottotitoli, ospiterà tutti i Maigret. Tra il '66 e il '71  verrà editata una collana in otto volumi: Tutte le opere di Georges Simenon, in cui ogni volume presenta tra i sei e i dieci romanzi tutti dedicati a Maigret. Poi altri quattro volumi (Romanzi polizieschi e di guerra, Romanzi autobiografici, Romanzi di confessione morale e Romanzi della provincia straniera) dedicati ai romanzi dello scrittore. Questi ultimi sono poco più di una ventina, ben poca cosa rispetto a tutti i titoli fino ad allora pubblicati in Francia (va tenuto presente poi che dal '72 Simenon smetterà di scrivere romanzi e Maigret).
Ne frattempo occorre ricordare che la grande popolarità di Maigret, e di riflesso di Simenon, in Italia fu opera della televisione e dei famosi sceneggiati della Rai, adattati da Diego Fabbri, con la regia di Mario Landi, protagonista Gino Cervi. La sua faccia divenne quella di Maigret, non solo sullo schermo e nell'immaginario collettivo degli italiani, ma anche in tutte le copertine degli Oscar Mondadori, allora disegnate da quel geniale illustratore che fu Ferenc Pinter. I 16 sceneggiati televisivi divisi in quattro cicli iniziarono nel dicembre del '64 e terminarono nel settembre del '72. Grandissimo successo con ascolti medi che arrivarono nell'ultima serie a 18 milioni e mezzo di telespettatori.
Settembre 1932-Giugno 2012: primo e ultimo Maigret  italiani
Nell'85 cambio della guardia. Da Mondadori si passa ad Adelphi.
Morto il suo vecchio amico Arnoldo, i rapporti di Simenon con la Mondadori non erano più gli stessi e poi la casa editrice aveva molto rarefatto le uscite, sul mercato non si trovavano i suoi romanzi, nè i vecchi, né i nuovi. Insomma a parte Maigret, c'era un certo accantonamento delle opere di Simenon.
E così un po' per l'incuria della casa editrice, un po' per le ripetute offerte di Roberto Calasso, allora patron dell'Adelphi (oggi al 100% del gruppo RCS), ma soprattutto per lo zampino che ci mise Federico Fellini, grande amico di Simenon, regista di cui lo scrittore aveva una grandissima stima, lo storico passo fu compiuto.
Prima l'editrice di Calasso iniziò con i romanzi poi pubblicò anche i Maigret.
E siamo ai giorni nostri, anno 2012, quando Adelphi ha ormai pubblicato tutti le inchieste di Maigret e ora dovrà destreggiarsi tra i racconti. Intanto ha editato in ebook i primi titoli delle inchieste del commissario, riscuotendo anche in versione elettronica un notevole successo.
Non si contano poi le iniziative promozionali dei quotidiani che hanno visto, soprattutto nei Maigret, un ottimo gadget promozional-culturale da abbinare alle copie vendute in edicola. E il sistema funzionò anche con gli sceneggiati tv, prima in videocassetta, poi in dvd, venduti o abbinati. E nel corso degli anni il ricorso a Maigret non si è fermato se ancora oggi è in corso l'abbinamento settimanale di quaranta titoli di Maigret al quotidiano economico Il Sole 24 Ore.

2 commenti:

Andrea Franco ha detto...

il grande colpo del romanzo mensile fu quello di pubblicare il romanzo avventuroso(uno dei migliori tra i numerosi scritti dal giovane simenon)
"L'Œil de l'Utah"nell ottobre 1929 prima ancora che uscisse in francia,in cui usci in volume nel gennaio del '30

Andrea Franco ha detto...

preciso che l occhio dell utah è l unico romanzo o racconto di tutta la produzione simenoniana ad essere stato pubblicato prima in italia che in francia