giovedì 5 giugno 2014

SIMENON SIMENON. HISTOIRE DE MADAME D. OVVERO DA M.LLE DENISE OUIMET A M.ME DENYSE SIMENON / 2

<<< (continua) - La trasformazione si é completata. Denyse é ormai M.me Simenon e non più la segretaria-interprete. Il suo ruolo, intanto che Simenon resta a guardare, cresce. Prende delle decisioni, chiude delle trattative, dispone  e decide dei collaboratori. Insomma va sempre più interpretando la parte dell'agente letterario che non quella di semplice segretaria.
Questo però la mette spesso in ansia, la spinge a bere per sentirsi più sicura e le provoca crisi che la vedono poi prostrata a letto per giorni. La risposta al perchè di questo comportamento, che andrà facendosi sempre più frequente, è sì da ricercare nella natura di Denyse, ma forse non va sottovaluta la componente d'invidia e gelosia del successo e della popolarità di suo marito che a quel momento non avrebbe più bisogno di lei per il lavoro. Ormai Simenon parla e scrive bene l'inglese degli americani e non ha più bisogno della Denyse-interprete. Simenon ha una preziosa collaboratrice, Béatrix Czernin, che sarebbe una segretaria ottimale, se non fosse di fatto alle dipendenze di Denyse. Insomma l'intraprendente e iperattiva canadesina, cerca di conservare con le ughie e con i denti un ruolo nella "fabbrica Simenon", crucciandosi, senza ammetterlo, di vivere solo di luce riflessa. Essere madre-moglie evidentemente non le basta. E nonostante ciò a settembre del 1953, quando vivono a Lakeville, dà a Georges un altro figlio: questa volta però è una femmina, quella Marie-Jo verso la quale il padre avrà sempre una certa predilezione. Ma questo nuovo evento non cambia i problemi di Denyse che invece beve sempre più ed è forse questo che spinge in quel momento Georges a rinunciare all'acol. Alcolismo, iperattività e manie di pulizia. Questi tre sintomi crescenti sono il segno che l'equilibro di M.me Simenon inzia a vacillare seriamente. Questo si porta dietro anche i primi violenti con il marito sia per questioni personali, ma anche per problemi che lo stato di Denyse crea sul lavoro, prendendo decisioni che Georges non accetta più.
La situazione peggiora quando nel 1955 la famiglia rientra in Europa. Ora Denyse si sente spaesata, a contatto con la vita, i personaggi e i luoghi del Simenon di dieci anni prima. Un contesto in cui lei non esisteva e in cui fatica ad inserirsi. La memoria spesso le fà difetto, per sua stessa ammissione, perde un figlio nel '55, insomma iniziano colpi seri per Denyse che oscilla tra uno stato di ipertensione e ripetuti collassi. Ha sempre più bisogno di conferme, di sicurezze che cerca nel disporre in un sempre maggior numero d'inservienti: nel 1956 aveva sei persone al suo servizio, nel '62 erano diventate undici. Simenon inizia a preoccuparsi seriamente e convoca più volte medici, psichiatri per consulti e per trovare una soluzione che aiuti lei e migliori il loro rapporto.
Scenate e isterismi da prima donna erano a quel tempo all'ordine del giorno, e soprattutto quando Denyse viveva situazioni per lei stressanti. Come successe nel '60 a Cannes, quando Simenon fu chiamato a presiedere la giuria del Festival Internzionale del Cinema. Denyse voleva, ma non riusciva, attirare l'attenzione su di sè (la moglie del Presidente della giuria!). Nonostante le spese pazze, toilette da star del cinema, atteggiamenti stravaganti, fotografi, giornalisti e curiosi stavano sempre da un'altra parte e talvolta proprio dietro a suo marito.
Nonostante a precarietà del loro rapporto, a maggio del 1959 nasce il loro terzo figlio (il quarto per Georges) Pierre Nicolas. Ormai si erano da tempo stabiliti in Svizzera. La mania di Simenon di cambiare abitazione sembrava aver fatto posto ad un bisogno di stablità.
Nel '64 nello scrittore avviene un cambiamento. La tensione sempre più alta che il comportamento di Denyse imponeva in casa Simenon, era ormai non solo insopportabile, ma a suo parere, iniziava ad essere dannosa per lui stesso e per quelli che vivevano con lui. Da quel momento decise di non difendere più Denyse da sé stessa, ma invece  di salvare sé stesso e la propria famiglia dagli eccessi della donna.
Sono gli ultimi monenti di vita insieme, dopo una serie di ricoveri temporanei in cliniche e in case di cura, Denyse Simenon lascia definitvamente la villa di Epalinges, il marito e i figli nell'aprile del 1964, per una lungo-degenza  da cui  uscirà solo per intraprendere una vita senza più Simenon.
I due non si separarono, né divorziarono (si dice che per lo scrittore sarebbe stato un salasso...), ma la guerra dei Simenon non ha fine. Denyse pubblicherà nel 1965 due libri, aiutata da giornalisti, Un oiseau pour le chat in cui racconta la storia con Simenon secondo il suo punto di vista, mettendo bianco su nero i suoi difetti, le sue colpe i suoi lati oscuri. Simenon è tentato di rispondere con un altro libro, ma poi non lo farà. Lei cercherà di avere l'ultima parola con l'altro libro Le Phallus d'or.
Per conto suo Simenon, che ormai vive la sua vecchiaia con una nuova compagna, Teresa (friulana, entrata a loro servizio perché consigliata dalla moglie di Arnoldo Mondadori a Denyse), si vendica in un modo particolare. Quando scriverà di lei, soprattutto in Mémoires intimes, non la chiamerà più Denise o Denyse, ma con una fredda e laconica consonante: D.

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