martedì 10 giugno 2014

SIMENON SIMENON. LA BOULE NOIRE ROTOLA DALLE PAGINE AL PICCOLO SCHERMO

Abbiamo già dato la notizia che in Francia é in lavorazione un film per la televisione prodotto dalla Neyrac Films, diretto da Denis Malleval e tratto dal romanzo di Simenon La Boule noire.
Questa storia, che l'autore scrisse a Mougin (aprile '55), fu il primo romanzo redatto subito dopo il ritentro in Europa (marzo '55), dopo i dieci anni vissuti negli Usa. Si tratta stavolta di una vicenda ancora intrisa di quell'atmosfera tipicamente americana in cui Simenon era stato immerso fino al mese prima.
Walter J. Higgins, americano, direttore di un supermercato, é arrivato alla soglia della ricchezza, o almeno dell'agiatezza, sia pur pagando tutto a rate. Così si è  conquistato un'auto, una casa con un giardino e tutto un corredo come quelli dei suoi ricchi concittadini, vivendo in quartiere elegante e costruendosi un'immagine adeguata al contesto. Siamo in quella prassi dello "sciupìo vistoso" che un sociologo americano, Thorstein Veblen, aveveva enunciato nell'ambito de La teoria della classe agiata. Questa spiegava come i nuovi ricchi cercassero di consumare prodotti non utili, ma che avevano il solo scopo di far credere agli altri che il proprio standard di vita fosse ben più elevato di quello effettivo. E questo avveniva quindi emulando i consumi di classi più ricche, magari risparmiando su quelli più essenziali, comprando quasi sempre a rate e orientandosi verso i consumi più vistosi. 
Higgins sembra avere tutto, almeno agli occhi della gente, per essere compreso nella cerchia degli stimabili e di quelli che contano. Ma manca un tassello. E non è un tassello di poco conto... Anzi. Si tratta dell'essere socio del Country Club, cosa che sancirebbe, senza più nessun dubbio, che Higgins è parte della ristretta cerchia di coloro che contano e non solo da un punto di vista della ricchezza. Ogni anno si propongono nuovi aspiranti-soci e l'accettazione o meno dipende da una votazione dei soci. Sfera bianca per il sì, sfera nera per il no. E quando è il turno di Higgins, c'è sempre una sfera nera che gli rovina la festa e gli sbarra l'ingresso al circolo.
Higgins, dopo vari anni di tentativi, cerca di capire chi ce l'abbia con lui, chi è quell'anonima mano che fà scivolare quell'unica sfera nera. E' allora, al colmo dell'esasperazione, che Higgins minaccia sfracelli, sembrerebbe addirittura voler uccidere tutti. La storia minaccia di prendere una piega drammatica, addirittura tragica. Ma poi viene fuori il piccolo Higgins, incapace di grandi gesti, che anzi deve preoccuparsi della sua vecchia madre alcolizzata e cleptomane che gli dà dei problemi. La sua maggiore preccupazione infatti è nascondere le sue origini così poco onorevoli, così poco all'altezza di chi vuole entrare nel Country Club... Ma poi la madre morirà.
Simenon ci racconta di come alla fine Higgins, che per un momento sembra rialzare la testa e voler contrastare le convenzioni sociali, rientri nei ranghi, aspettando, anche se ormai senza più ansie, che la società, anzi la buona società, lo consideri un giorno adeguato per l'ingresso al Country Club...
Ha ridimensionato le sue aspettatitive? Si è piegato al suo destino? Vede le cose con un occhio diverso? Comunque sia Simenon ancora un volta ci racconta di come le convenzioni e le convenienze sociali siano potenti, almeno quanto il destino, al quale basta un nonnulla per rovesciare all'istante un'esistenza. 

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

storia che ci fa conoscere meglio la società americana anni 50,abbastanza cupa ma romanzo molto ben riuscito,direi tra i migliori di quelli di ambientazione statunitense(che comunque sono tutti di ottimo livello da un nouveau dans la villle a la main passando per la morte de belle)