domenica 15 giugno 2014

SIMENON SIMENON. MAIGRET: VIOLENZA E COMPRENSIONE



Uno degli appunti che ancor oggi viene rivolto dai più accaniti giallisti ai Maigret di Simenon è la mancanza di azione e, perché no, anche di una certa violenza. Questo binomio, azione & violenza, è diventato nel panorama della letteratura poliziesca talmente diffuso da essere spesso considerato un essenziale ingrediente del genere. Questo accade poi anche nelle produzioni cinematografiche e in buona parte anche nei serial televisivi di genere. In effetti azione e violenza non sono quasi mai presenti nelle inchieste del commissario Maigret e se ci fossero ci sembrerebbero una sorta di… fuori tema.
Eppure siamo di fronte ad un tipologia di poliziesco estremamente realistico, nessun complotto mondiale, nessuna organizzazione segreta guidata da supercriminali, nessun volo pindarico nel mondo delle imprese impossibili o dei casi fantascientifici.  Quello costruito da Simenon per Maigret è un mondo fatto di cose concrete, di omicidi compiuti per motivi anche banali: vendetta, gelosia, necessità, denaro… tragedie piccole e grandi della vita quotidiana. Ma sappiamo bene che in questa realtà, se non proprio l’azione, almeno la violenza è una componente essenziale negli omicidi, nei rapimenti, nelle vendette…
Una risposta dallo stesso Simenon, soprattutto per quanto riguarda questo mancata rappresentazione della violenza, ci viene da quella interessante intervista/seduta analitica cui lo scrittore si sottopose nel giugno del ’68, rispondendo alle domande  di cinque medici-redattori della rivista “Médecine et Hygiène”in occasione dei 25 anni della pubblicazione.
E una delle domande riguardava appunto la mancata violenza nelle sue opere.
“…in tutta la mia vita ho avuto un orrore fisico della violenza; mi pesa assistere ad un incontro di boxe alla televisione, per quanto abbia praticato per un po’ quello sport  -  spiega Simenon -  Odio la crudeltà, ad esempio sono incapace di assistere ad una corrida..:
Insomma viene fuori ‘immagine di un tranquillo borghese che è ben lontano dal mondo che invece frequenta il suo personaggio (e non scordiamo che quando provò a fare l’investigatore sul serio con il caso Stavisky,  fece un flop degno del più imberbe dei dilettanti).
I dottori, gli analisti e gli psicologi di “Médecine et Hygiène” trovano questo elemento interessante e insistono per capire qual è il motivo di una tale scelta. Perché l’omicidio o la violenza si sono sempre già consumate nel momento in cui Maigret arriva sul posto e perché il commissario sembra sempre interessato ad altro ?
“…questo è vero e per un buon motivo: cosa è un crimine? C’é un uomo, ha quaranticinque anni, oggi, domenica, è un uomo come gli altri appartenenti alla comunità. Nel giro di cinque minuti, questo signore, per un motivo qualunque, piccolo e insignificante come una goccia d’acqua – racconta il romanziere – commette un crimine e d’un tratto non appartiene più al consesso umano, diviene un mostro. Quindi ha vissuto per quarantacinque anni con un individuo ammesso nella società e cinque minuti dopo lo guardano con disgusto… non fa più parte della società…”.
Insomma è come se Simenon volesse dirci che il suo Maigret (o forse la propria proiezione nel ruolo del commissario?) sa che in pochi istanti si possono verificare eventi insignificanti che, cambiando la vita di un uomo, lo portano magari a compiere azioni raccapriccianti. Ma non è l’azione violenta e criminosa in sé ad aver importanza e ad essere il centro del suo interesse nelle indagini. Piuttosto è l’individuo in sè che lo interessa (il famoso “uomo nudo”). Vuole conoscere i condizionamenti sociali, i valori e la mentalità dominanti nell’ambito in cui è cresciuto  che ne hanno fatto di lui quello che è adesso. Deve entrare nel mondo in cui lavora e in cui vive con i suoi familiari. Quando, Maigret/Simenon sarà in sintonia con tutto questo e riuscirà a sentire quel modo di essere, allora si aprirà la via per comprendere le situazioni, l’accaduto e le azioni dei protagonisti.

3 commenti:

Andrea Franco ha detto...

post decisamente interessante..una delle peculiarità dei maigret ed uno dei loro punti di forza(a mio avviso) è la quasi totale assenza di azione e violenza,per questa sua atipicità,forse,ancora oggi è un giallo letto in tutto il mondo

David P. Simmons ha detto...

Que d’habitude dans la série Maigret l’action et la violence sont en coulisses me plait.

David P. Simmons ha detto...
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