martedì 14 ottobre 2014

SIMENON SIMENON, 1923-1931 GLI ANNI DELLA SCRITTURA... AD OGNI COSTO...

 Sappiamo che nel cosiddetto periodo della "letteratura alimentare", il giovane Simenon, scriveva su commissione. Sosteneva lui stesso "come un artigiano, come mi ordinassero un tavolo... una sedia... un comodino...". Aggiungeremmo noi: quanto grande? Quanto lungo? Di che colore? Con quale legno?...
Ed era esattamente così. Gli editori gli indicavano il genere, quali protagonisti e personaggi dovevano esserci, il tipo di finale a seconda del genere, la lunghezza... insomma tutto in modo che rispondessero il più possibile ai gusti in voga tra il pubblico di questa letteratura popolare. E ovviamente fissavano il tempo entro cui il racconto, o il romanzo breve (più raramente un romanzo lungo) doveva essere consegnato. Periodo che, per quanto breve fosse, non riusciva mai a mettere in crisi Simenon.
Come abbiamo già detto, tra questi generi, i più richiesti erano quelli scollacciati, umoristici, licenziosi, satirici, erotici... scegliete voi il termine che vi piace di più. Danielle Bajomée (autrice della biografia "Simenon une myhtologie di XX siècle" - 2003, e presidente del "Centro Studi Simenon", presso l'Università di Liegi) ne elenca addirittura un quindicina nel suo saggio "Flirt, abbracci e sospiri", apparso sul Chaier de L'Erne: Simenon (2013). In questo studio piuttosto approfondito sugli exploit letterari del primo Simenon quello che ci ha colpito è stata una tabella in cui fà un sorta di censimento di questi racconti, divisi per anno e per le testate che li pubblicarono: Frou-Frou, Le Sourire, Sans Gêne, Paris-Flirt, Le Rire, Mon Flirt, L'Humour, Gens qui rient, Paris Soir, Miousic, Le Merle blanc, Paris-Plasir e le Merle Rose.
Tra il'23 e il '31 quello che pubblicò il maggior numero di tali racconti fu Frou-Frou: 589, di cui l'anno record fu il 1926 con ben 153 titoli.
Paris-Soir, un quotidiano serio, ne conta invece solo quattro, nel 1924.
L'anno più prolifico per questo genere di racconti risulta essere il '26, con 278 titoli, ma anche l'anno precedente non era andato molto lontano con 270 racconti.
Il Simenon  tra i 20 e i 28 anni non si faceva scrupoli di pubblicare qualsiasi cosa? Beh, sappiamo che era consapevole che in quel periodo di apprendistato avrebbe dovuto adattarsi a soddifare ogni tipo di richiesta, ma non doveva essere granché gratificato se affermava, come riporta al stessa Bajomée, "... avevo bisogno, per tenere la testa alta, di ripetermi che Balzac e qualche altro avevano iniziato nello stesso modo...".

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