venerdì 20 febbraio 2015

SIMENON SIMENON. MA CHI E' CHE DETESTA IL ROMANZIERE SIMENON?

Plausi e grandi complimenti. Quelli che il romanziere si era abituato a ricevere già in vita e che poi sono generalmente continuati e anzi aumentati dopo la sua scomparsa. Grande apprezzamento della critica quindi, notevole successo di pubblico ancora oggi, una stima di settecento milioni di copie vendute in tutto. E' il profilo di uno scrittore eccezionale, no?
Ma ci sarà qualcuno cui Simenon non piace, anzi qualcuno che lo destesta decisamente?
Tra coloro che leggono ce ne saranno di sicuro. Personalmente abbiamo incontrato molti che non ne avevano letto le opere, qualcuno addirittura che non aveva mai sentito il suo nome. Ma onestamente incontrare qualcuno che dicesse che Simenon é un pessimo scrittore e un romanziere dozzinale, no. Questo non ci è mai successo.
Invece chi non sopportava o non sopporta Simenon è esistito e esiste ancora. A questo proposito, il solito informatissimo Pierre Assouline, ci porta qualche esempio. Non sono nomi che al grande pubblico diranno qualcosa, ma gli esempi sono comunque interessanti.
Iniziamo da Jean Paulhan, direttore prima dal 1925 al 1940 e poi dal 1946 de la Nouvelle Revue Français di Gallimard. Espresse sempre il suo disprezzo per la letteratura di Simenon, con toni tali da far intravedere anche un non certo lunsinghiero giudizio sulla persona. Giunse a mettere in guardia anche l'editore  Gaston Gallimard, dicendo, ad esempio, del romanzo Les Suicidés: "C'est idot!". Altre frasi lapidarie confermano il suo giudizio. "Simenon è una sorta di Balzac per i poveri (di spirito)..." parafrasando quanto aveva detto André Gide di Simenon.
Altro nome, altri giudizi lapidari. E' ancora Assouline che ce lo suggerisce. E' la volta di Paul Nizan, scrittore, critico francese che sentenziò in un suo articolo su L'Humanité del '37 "... ci si accorge subito che è un passabile scrittore di romanzi polizieschi, ma non è altro che un assai mediocre autore di romanzi tout cort...".
Ancora uno. Angelo Rinaldi, contemporaneo, giornalista, scrittore, membro dell'Accademia Francese, è un intellettuale che non si fà scappare  l'occasione per manifestare addirittura il suo stupore per l'ammirazione uscitata dall'opera di Simenon. "Avrete un bel leggere Simenon - sentenzia Rinaldi - non vi resterà praticamente nulla". Le colpe del romanziere? Pensiero a livello zero, vuoto intellettuale, personaggi senza complessità, assenza d'arte... insomma uno scrittore decisamente sopravvalutato.
Come vedete, grazie all'aiuto di Assouline, siamo riusciti a proporvi almento tre esempi di intellettuali francesi, uno addirittura vivente, che giudicano negativamente l'opera di Simenon. Per gli appassionati simenoniani che seguono questo blog può sembrare una sorta di sacrilegio! Ma il mondo è così. Le opinioni sono diverse, a volte opposte e tutti, anche Simenon, può essere oggetto di critche e stronacature.

4 commenti:

Andrea Franco ha detto...

tutte le opinioni vanno rispettate ma sono allibito di fronte a ciò che ho letto

paolo secondini ha detto...

Ci sono sempre, come suol dirsi, delle voci fuori dal coro: bisognerebbe stabilire fino a che punto esse siano sincere, cioè mosse da giudizi veramente oggettivi o ponderati. Credo, comunque, che le opinioni lusinghiere, circa la letteratura simenoniana, restringa davvero a poca cosa, a inezia, il campo della critica negativa.

Andrea Franco ha detto...

sul romanzo "les suicidés"l unica cosa sbagliata credo sia il titolo che rivela già il finale.
credo fu scelto dall editore gallimard
infatti in italia all epoca mondadori(ed è l unico caso in cui sono favorevole ad una traduzione non letteraria del titolo)lo pubblicò come la fuga nei libri arancio nel 1938

Matteo ha detto...

La qualità media delle opere di Simenone è molto alta, qualunque suo libro si scelga di leggere non si rischia di sbagliare. Nell'apparente
semplicita'della struttura narrativa vi è molta profondità psicologica e una notevole conoscenza della natura umana.