sabato 19 marzo 2011

SIMENON: OGGI FUGA DALL'AMERICA

Esattamente cinquantasei anni fa', Georges partiva definitivamente dagli Stati Uniti per far rientro in Francia. Ne abbiamo già parlato, ma questa volta sentiamo la versione che ne dà Tigy, la sua prima moglie, che lo aveva seguito, con il figlio Marc e la Boule, praticamente in tutti i suoi spostamenti e i suoi insediamenti dal nord al sud degli Usa (in Souvenirs - edito postumo da Gallimard nel 2004).
Racconta quindi Tigy che, nemmeno un paio di settimane prima, Georges l'era andata a trovare per dirle che voleva tornare a vivere in Francia, lamentandosi del fisco americano, facendole notare: "Ero più benestante in Francia quando avevo trent'anni che adesso qui che ne ho cinquanta".
Evidentemente Simenon alludeva al fatto che in quel momento era molto più famoso, guadagnava molto di più, ma sia per le sue entrate in valuta francese (che si era svalutata rispeto al dollaro nel '47-'48) che per il regime fiscale made in Usa il suo standard di vita non era cresciuto (altro tassello sulla spiegazione del perché poi si stablirà in Svizzera).
Tigy ricorda nei suoi Souvenirs "....Partirà il 19 di questo mese. Deve partire rapidamente, prima della dichiarazione dei redditi. Non ha il denaro per pagare la cauzione... Mi chiede di non dire a nessuno che sta lasciando gli Usa. Questo gli creerebbe dei fastidi. Porterà con sé Marc, perchè secondo lui è assolutamente necessario che inizi a frequentare una scuola francese, appena dopo le vacanze di Pasqua. Ma questo è assolutamente falso, sono le solite scuse. La realtà è che non vuole rientrare in Francia senza suo figlio... si preoccupa di che cosa penserebbe la gente... Quanto a me, consiglia di aspettare fino a giugno prima di vendere la mia casa e di partire..."
Insomma, da come ce la racconta Tigy, una vera e propria fuga. Tutti dovevano far finta di effettuare un tour europeo da cui poi sarebbero rientrati, come avevano già fatto in precedenti occasioni. Invece era l'addio agli Stati Uniti.
Ma é possibile che Simenon stesse fuggendo come un ladro e che non avesse nemmeno i soldi per pagare le tasse? La realtà era ben più complessa. Ad esempio entrava in ballo anche una certa insoddisfazione sulle sue quotazioni come scrittore negli Usa. Non era riuscito a conquistare gli americani, critica e pubblico, come avrebbe voluto. E non è nemmeno da trascurare il fatto che non si sentiva a suo agio perché la mentalità puritana degli americani mal sopportava il fatto che se ne andasse su e giù per gli States con una carovana familiare atipica formata da una moglie, due figli, una ex-moglie, un'altro figlio e una femme de chambre molto particolare. Ed era mal sopportata anche la sua reputazione non proprio irreprensibile in merito ai comportamenti sessuali.
Insomma una serie di fattori che erano maturati lentamente, ma che ad un certo punto avevano creato in Simenon quello stato d'impellenza di fuggire, proprio così come una decina d'anni prima (anche se per motivi del tutto diversi) era scappato dalla Francia.

Nessun commento: