martedì 27 marzo 2012

SIMENON, DIECI ANNI TRA I ROMANZIERI AMERICANI

"... gli americani sono probabilmente i migliori romanzieri del momento...". Questa frase, che troviamo in Problemes du roman (1943), fu scritta quando Simenon era ancora in Francia e molto probabilmente nemmeno immaginava che di lì a poco avrebbe passato dieci anni della sua vita negli Stati Uniti. Non era quindi piaggeria nei confronti di un paese che lo ospiterà così a lungo.
Come sappiamo, Simenon sbarcò in America nel 1945 e si trovò immerso in un periodo molto felice per la produzione culturale di quel paese che, tra letteratura e drammaturgia, proprio in quegli anni esprimeva un grande fervore.
Basti pensare solo a qualche titolo e a qualche autore di quel decennio. Tennessee Williams scrisse Un tram chiamato desiderio (1947), e due anni dopo sempre per il teatro Arthur Miller debuttò con Morte di un commesso viaggiatore (1949). J.D. Salinger stupì l'America con il suo Il giovane Holden (1951). Nel '52 uscì poi La valle dell' Eden  di John Steinbeck  e sempre in quell'anno venne pubblicato  Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway. Nel 1953 fu quindi la volta di Raymond Chandler che dette alle stampe  Il lungo Addio. Insomma, per uno che amava la letteratura americana come Simenon, quegli anni devono essere stati una cuccagna. Ma lo scrittore si trovava bene negli Stati Uniti anche perchè, a suo avviso "... lì non esistono i caffè letterari, o degli intellettuali che raccontano dei romanzi che non scrieranno mai..." dichiarava in un intervita a Paris Match nel '52. Era nota la sua avversione ai cricoli letterari, alle congreche di sedicenti romanzieri, associazione di scrittori della domenica Negli anni trascorsi in Francia si era sempre tenuto alla larga di quegli ambienti.
Simenon in quegli anni non fu certo da meno scivendo con una trentina di Maigret e ben 26 romas durs, tra cui capolavori riconosciuti tra cui Trois chambres à Manhattan ('46), La Neige était sale ('43), Lettre a mon juge ('47), La morte de Belle ('51) e  L'Horologer d'Everton ('54)

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

il periodo americano fu particolarmente facondo per simenon..scrisse non solo romanzi ambientati negli stati uniti ma anche nostalgici libri di ambientazione francese,in particolar modo parigina.
da ricordare anche,secondo me,la trilogia le petit tailleur et le chapelier,benis soit les humbles e la versione modificata e definitivamente corretta dei due suddetti racconti:les fantomes du chapelier