sabato 10 marzo 2012

SIMENON. RENOIR, E LA STORIA DELL'INCROCIO TRA UN ROMANZO E UN FILM

"... Arrivò di corsa su una Bugatti rossa. Frenò rumorosamente, l'uomo pressapoco mio coetaneo saltò a terra... aveva un viso angelico... e mi baciò su entrambe le guance.... - con queste parole Simenon descrive l'arrivo di un signore che non conosceva -  Mi domandò immediatamente: Simenon... finalmente!... I diritti de 'La nuit du carrefour' sono liberi?...". Il signore, si scoprì, era addirittura il regista Jean Renoir e si riferiva ad uno dei primi Maigret. "... nessuno mi aveva ancora mai proposto di trasporre un mio romanzo per il cinema... Il cuore mi batteva forte e io gli risposì subito di sì (cioè che i diritti erano liberi. n.d.a)...".
Simenon tra l'altro era un grande ammiratore del cineasta, già allora molto famoso. Si può comprendere quindi l'emozione dello scrittore che a fine etate se ne stava a Ouistreham, nel Calvados, sul suo Ostrogoth, tutto intento alla stesura di un capitolo di un successivo Maigret.
Questo incontro lo ricorda  in uno de suoi Dictées del '77, quando ormai l'industria cinematorgafica aveva  già prodotto più di quaranta film tratti dai suoi romanzi e non solo in Francia.
Ma torniamo a quel giorno del '31 in cui si sentì offrire cinquantamila franchi per i diritti. Però quello che più piaceva allo scrittore era l'idea di Renoir di non voler produrre il film per una major, ma di essere lui stesso il produttore, finanziato da personaggi che non avevano nulla a che fare con il mondo del cinema.
Renoir e Simenon passano parecchi giorni a lavorare nella villa ad Antibes a lavorare a un ritmo forsennato per trasporre quel romanzo di cui il regista è particolarmente innamorato.
"... la mia ambizione era quella di rendere con le immagini il mistero di questa storia... E intendevo far prevalere l'atmosfera all'intrigo. Lo stile di Simenon evoca magnificamente il grigiore di questo incrocio  a cinquanta chilometri da Parigi. Non credo che esista sulla terra un luogo più deprimente - spiegherà il regista nel suo libro Ma vie et mes films nel '74 - Qualche casa, sperduta in un oceano di nebbia, pioggia e fango.... avrebbero potute essere state dipinte da Vlaminnck. Il mio entusiasmo per quell'atmosfera  era riuscita ancora una volta  a farmi dimenticare le mie convinzioni sul pericolo di trarre un film da un'opera letteraria...".
Maigret sarà interpretato dal fratello del regista, Pierre, il direttore della produzione sarà un'altro nome che avrà un futuro, Jacques Becker. Intanto la complicità tra Georges e Jean diventa un'amicizia che durerà una vita.
In realtà la lavorazione del fim avrà dei problemi, anche gravi, alcuni inspiegabili, come quelli che vennero fuori durante la proiezione dell'anteprima. Era infatti tutto così misterioso, troppo misterioso, addirittura incomprensibile, almeno agli occhi dei finanziatori che protestarono per la mancanza di chiarezza... In effetti nel montaggio sembra che due bobine fossero state smarrite... Ma Simenon in seguito dette un'altra versione. Jean Renoir stava passando un brutto periodo per la separazione dalla moglie Catherine Hessling, era spesso ubriaco e spesso non lucido... Insomma c'era un pezzo del copione che non era stato nemmeno girato! Secondo un'altra versione le scene mancanti non sarebbero state girate per mancanza di budget...
I finanziatori chiesero a Simenon di girare un'altra scena in cui lui  stesso sarebbe dovuto apparire sullo schermo per spiegare quello che mancava. Ma lui si rifiutò categoricamente anche se gli erano stati offerti altri 50.000 frnachi per quella performance.
Alla prima ci furono delle critiche feroci, l'atmosfera passò in secondo piano e l'accusa a Renoir fu quella di aver fallito la trasposizione di un opera difficile da rendere sullo schermo e di essere rimasto vittima della sua infatuazione. Il film fu un fiasco.
"... La Nuit de carrfour rimane un'esperienza del tutto folle - ricorderà nostante tutto Simenon - ma alla quale non posso pensare senza nostalgia... ai nostri giorni in cui tutto era così ben organizzato... non si potrà lavorare come allora...".

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

la nuit du carrefour è certamente,a mio avviso,tra i primi diciotto maigret scritti,uno dei migliori:in effetti l ambientazione diventa persino preponderante sulla trama gialla.I personaggi di Else e Carl Andersen mi sono rimasti nella memoria anche a distanza di molti anni dalla lettura.ma ricordo anche michonnet e la moglie e il garagista oscar