venerdì 18 gennaio 2013

SIMENON, IN OGNI POSTO... MA MAI TRA GLI SCRITTORI

Foto tatta dall'Illustrè pubblicata da Trussel.com
Chi segue questo blog (e non solo), ormai sa che Simenon non amava la vita del letterato con congresi, cene, associazioni... E in effetti nel corso della sua vita lo troviamo spesso nei posti più disparati, a far di tutto meno che lo scrittore e non certo con gli scrittori. Vediamo un po'
Tra il '28 e il '29 lo troviamo a fare il marinaio, prima sulla piccola Ginette e poi sul più attrezzato Ostrogoth, a scorazzare per dei mesi in lungo e il largo per i canali della Francia e del nord-Europa.
Nel '40 è a La Rochelle che fa il Commissario straordinario per circa diciottomila rifugiati in Vandea, fuoriusciti  dopo l'invasione del Belgio da parte di Hitler.
Due volte lo ritroviamo impegnato in due festival cinematografici. Nel '58 come direttore del Festival del Cinema di Bruxelles e poi, ma questo lo sanno tutti, nel maggio del '60 a Cannes come Presidente della giuria del Festival internazionale del Film. 
Riservato e schivo com'era sarà invece relatore in due congressi. La prima volta si tratta di una conferenza nel novembre del '45 a New York, presso l'Istituto francese, tema Il Romanziere (intervento poi pubblicato l'anno successivo ne "The French Review"). Nel '62 invece è a Montreux, in occasione del Congresso della federazione internazionale di letteratura medica. Titolo del suo intervento: Si jétais médecin. Va aggiunto che nell'ottobre del '60 partecipò a Lione al congresso della Societé  Internationale de Criminologie di cui era membro.
Nell'aprile del '52, dopo sette anni negli Usa, lo vediamo a Parigi festeggiare con dirigenti e poliziotti al Quai des Orfévres la consegna della plaquette da commissario n° 0000 a nome Jules Maigret, nel corso di un ricevimento ufficiale. Fosse stato un premio letterario ne sarebbe stato alla larga.
A fine marzo del 1962 Simenon è a Londra che partecipa addirittura al ballo annuale organizzato dai fabbricanti di pipe!
Non a caso quindi Simenon affermava "...io non sono un uomo di lettere,  ma un romanziere, cosa molto diversa...". E ancora "...Non ho mai partecipato alla vita letteraria. Non faccio parte della Società dei personaggi della letteratura. D'altronde (quella di letterato) è un'etichetta che io ripudio...".

9 commenti:

Andrea Franco ha detto...

segnalo il libro long cours sur les rivieres et canaux in cui si possono leggere i reportages che scrisse simenon sulla vita che fece percorrendo la francia tra chiuse e canali.un ambiente che lo ispirerà x vari romanzi,primo tra tutti in ordine di tempo "le charrettier de la providence"

Armidoro Sulpizio ha detto...

effettivamente trovare uno scrittore on the road come Simenon e' difficile. la sua lontananza da circoli e mondanita' e' accertata. a proposito della sua direzione del festival del cinema, mi viene in mente una intervista fattagli a Cannes da Arbasino, dove? dal barbiere! e li appunto rispondendo ad una domanda sugli amici letterati, rispondeva di averne pochissimi, molti amici invece tra attori, pittori commediografi. e affermava "gli scrittori sono dei noiosi insopportabili che perdono il loro tempo in chiacchiere inutili e stanno li a raccontarsi per ore dei romanzi che poi naturalmente non scriveranno mai. i caffe letterali li brucerei tutti!".
riguardo i suoi viaggi, Simenon li sceglieva anche in base alle stagioni, in Egitto ad agosto, in Lapponia a febbraio. vi riporto quanto detto in un colloquio con Lacassin, dove raccontava "di aver percorso tutta la Lapponia su una slitta trainata da renne", insomma la slitta e i circoli leterali, agli antipodi!
armidoro

Andrea Franco ha detto...

..e in quasi ognuno di questi viaggi ci ha poi regalato dei bellissimi reportages

Armidoro Sulpizio ha detto...

chi e' interessato puo leggere l'intervista a Simenon su "Parigi o cara" di Arbasino /Adelphi/ e "Conversazioni con Simenon" di Lacassin /Lindau/

Andrea Franco ha detto...

se potete leggete anche simenon-portrait souvenir entretien avec roger stephane

gabrilu ha detto...

Grazie per avermi ricordato l'intervista di Arbasino in Parigi o cara, che mi sono andata subito a rileggere...
L'accoppiata Simenon-Arbasino è una vera goduria :-)

Armidoro Sulpizio ha detto...

nella stessa conversazione con Lacassin, Simenon parla del suo viaggio in Polinesia, a Samoa, e visitando la tomba di Stevenson ricorda quanto scritto dallo stesso prima di morire: gli indigeni mi danno il titolo piu invidiato che abbia mai avuto, mi chiamano il narratore di storie.
be penso che anche a Simenon piacesse essere ricordato cosi.
armidoro

Andrea Franco ha detto...

Io infatti personalmente lo ricordo cosi

Alberto Minnella ha detto...

Simenon: uno dei pochissimi casi di sano e geniale outsider della letteratura mondiale.