giovedì 3 aprile 2014

SIMENON SIMENON. E' ORA: ABBATTETE IL "MOSTRO"

In alto, la veduta aerea della villa - A destra, ai tempi d'oro -  A sinistra, gli anni dell'abbandono

Il "mostro" d'Epalinges muore. "Mostro" è l'appellativo poco carino che i più malevoli avevano affibbiato a quel grande edificio che Simenenon aveva fatto erigere nei pressi di Losanna, proprio sulle colline che la circondano. In vita sua era la prima casa che si faceva appositamente costrurire. E per di più l'aveva progettata lui stesso, con tutta una serie di accorgimenti, dispositivi e soluzioni  (compresa una piscina coperta) per soddisfare al meglio le esigenze sue e di ognuno dei vari membri della famiglia, ma... ma non tenendo conto dei canoni estetici, almeno all'esterno. Il risultato?. Un enorme caseggiato bianco, che alcuni dicevano somigliasse ad una clinica, altri ad una sorta di fabbrica, altri a un caseificio... insomma i giudizi negativi si sprecavano, ssoprattutto da parte dei vicini. La casa era tutta bianca, molto grande, tanto spazio verde intorno, un grande cortile/garage, ma evidentemente l'occhio di Simenon non aveva il senso dello stile, quello architettonico (vedi il post La villa bunker di Epalinges).
Ora è arrivato il momento della fine. L'edificio sarà abbattuto. La voce era già circolata e ne avevamo dato conto in un post del novembre del 2012 Addio al mostro di Epalinges? , ma adesso è il quotidiano belga La Libre che specifica che il consiglio comunale ha approvato l'abbattimento e la conseguente lottizzazione: dodici piccoli fabbricati di tre piani l'uno per in totale di circa settanta appartamenti al posto dell'ingombrante e roai abbandonata abitazione dello scrittore.
Il periodo di Epalinges non fu tra i migliori per Simenon, segnato dal distacco definitivo dalla seconda moglie Denyse, dall progressivo partire dei figli, ormai grandi, ognuno per la sua strada, dalla morte della madre Henriette, e soprattutto dalla fine della sua attività di romanziere, stroncata dalla vicenda del romanzo Victor che non riuscì mai nemmeno ad iniziare.
Con la demolizione, scomparirà uno dei luoghi simbolo della vita dello scrittore, si dirà il più brutto, ma comunque un tassello che svanirà e di cui conserveremo solo qualche testimonianza fotografica e televisiva.

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