martedì 15 luglio 2014

SIMENON SIMENON. UNA STORIA CHE INZIA MALE E FINISCE PEGGIO... UN NOIR?


Georges Simenon, Henry Hathaway, Van Johnson, Joseph Cotten. Un romanziere, un regista e due famosi attori dello star-system americano di allora. Un poker d'assi per The bottom of the bottle, la trasposizione cinematografica di uno dei romanzi del periodo americano, Le fond de la bouteille, finito dallo scrittore nell'agosto del 1948, a Tumacacori (Arizona) ai confini con la frontiera messicana, e poi pubblicato nel febbraio del '49.
L'ambiente in cui viveva lo scrittore e quello in cui si svolge la drammatica vicenda si sovrappongono. E' una fascia di terra dove americani, messicani, indiani meticci, trafficano in stupefacenti, auto rubate e vivono di altre losche attività. L'ambiente non può non far venire in mente quello del celeberrimo film di e con Orson Wells, The touch of Evil (L'infernale Quinlan), uscito nel 1958 e basato su un romanzo di Whit Masterson, Badge of Evil, pubblicato in Usa nel 1956.
Come si evince dalle date, ancora una volta Simenon ha precorso i tempi. Quell'atmosfera noir, quel senso di tragedia in cui si muovono gli emigrati ed emigranti clandestini, dal Messico agli Usa e dagli States al Messico, i trafficanti, gli spacciatori e i malavitosi non è scopiazzata né dal libro di Masterson né dal film di Wells.
Simenon ha invece colto la particolare atmosfera di quella specie di terra di nessuno e ne ha fatto un romanzo noir, si proprio quel noir di cui The Touch of Evil è considerato uno dei massimi simboli cinematografici. Simenon, quando lo scrive, vive negli Usa da appena tre anni, ma ha compreso perfettamente le luci e le ombre della società americana. Lui stesso dichiarò "... é il primo romanzo che ho pensato in inglese e in seguito ho avuto addirittura qualche difficoltà a creare degli efficaci dialoghi in francese...".
La storia racconta del dramma di due fratelli che si rincontrano a Nogales dopo molti anni. Uno è evaso e cerca di passare clandestinamnte la frontiera per raggiungere moglie e figli che lo aspettano in Messico. L'altro cerca di aiutarlo e fà di tutto per nasconderne la vera identità. Ma allo spietato sole del deserto dell'Arizona in quel momento si alterna una serie di incessanti temporali che gonfiano il fiume, precludendo l'unica via di fuga. Gli avvenimenti quindi costringono così i fratelli ad aspettare. Nell'attesa però la vera identità dell'evaso viene a galla e allora i due decidono comunque di partire correndo qualsiasi rischio, inseguiti dalle guardie di frontiera, dai rancheros del posto e sfidando la furia degli elementi...
Un dramma tutto americano, un noir, come l'hanno definito in molti, insomma quel tipo di narrativa che con poche ed illuminanti parole il romanziere americano Barry Gifford così descriveva " il noir è una storia che inizia male e finisce peggio".
Esattamente quello che succede ne Le Fond de la bouteille.

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