venerdì 20 marzo 2015

SIMENON SIMENON. GALLIMARD, RICORDO DI UN EDITORE STRAORDINARIO


Giusto cinquanta anni fa' moriva Gaston Gallimard. Era il giorno di Natale del 1975 quando se ne andava uno degli editori che possiamo dire ha fatto la storia dell'editoria francese. La sua avventura inizia proprio al nascere del '900, con la rivista N.R.F. - Nouvelle Revue Française sotto la spinta e l'entusiasmo di giovani scrittori tra i quali André Gide e Paul Claudel. Gaston si fa organizzatore ed editore di questa iniziativa che segna quindi il suo ingresso nel campo editoriale.
Dalla rivista, passerà ai libri, ad altre riviste, selezionerà gli autori fino a diventare un punto di riferimento ineludibile per la cultura letteraria francese.
Per i suoi tipi usciranno, durate gli anni, le opere di scrittori come Paul Valery, Johseph Conrad, Jean Paul Sartre, Raymond Queneau, Antoine de Saint Exupery, Albert Camus, Georges Bernanos, e anche AndréGide, Paul Claudel solo per nominare alcuni dei grandi romanzieri... Gallimard può vantare tra i suoi scrittori ben 18 premi Nobel per la letteratura. Insomma Gaston fece le cose in grande, ma con un occhio alla qualità di quello che pubblicava. E ovviamente fu anche l'editore di Georges Simenon dal 1934 al 1942, pubblicandogli oltre cinquanta titoli tra romanzi, racconti e inchieste di Maigret.
Quello di Gallimard fu un periodo importante per Simenon. Il suo ingresso fu dovuto ai buoni uffici interposti da André Gide che, come è noto, aveva una grande stima del Simenon romanziere. Gaston, come editore e uomo d'affari, era anche molto interessato a Maigret che costituiva una gallina dalle uova d'oro per qualsiasi editore. Ma in quel momento Simenon, uscito da Fayard, ritenuta (a torto) conclusa la parentesi dei polizieschi di Maigret, voleva dedicarsi solo ed esclusivamente a quelli che lui chiamava romans-durs.
Di questo periodo ricordiamo tra gli altri alcuni dei romanzi più famosi di Simenon come Le locataire, Faubourg, Le testament Donadieu, L'homme qui regardait passer les trains, La Marie du Port, Le Bourgmestre de Furnes, Les inconnues dans la maison, La verité sur Bébé Donge...
Simenon in uno dei suoi Dictèe nel '77 racconta l'episodio più singolare: l'incontro tra lo scrittore e l'editore per firmare il primo contratto "...."Non parleremo d'affari adesso - propose Gallimard - pranzeremo insieme al ristorante (il ristorante più rinomato di Parigi) e avremo tutto il tempo per chiacchierare." Io gli riposi pressappoco così: Signor Gallimard, devo innanzitutto premettere che non vi chiamerò mai Gaston (come tutti, financo le dattilografe e le telefoniste, lo chiamavano in rue Sébastien-Bottin). Io non pranzerò e non cenerò mai con voi. Le nostre discussioni di lavoro si svolgeranno nel vostro ufficio o a casa mia, in presenza di una segretaria e senza interruzioni telefoniche... Il risultato fu che un'ora dopo il nostro primo contratto era firmato...".

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