martedì 10 marzo 2015

SIMENON SIMENON. GEORGES, UNA BRUTTA MATTINATA E IL CODICE... SEGRETO


Ottobre 1929. Siamo sull'Ostrogoth, l'imbarcazione di dieci metri di cui abbiamo parlato i giorni scorsi, quella con cui Simenon navigava per i canali dalla Francia su su fino al Mar del Nord, lungo le coste olandesi e quelle tedesche.
Il porto è  Wilhelmshaven, Bassa Sassonia.
A bordo c'è da un paio d'ore uno strano individuo che fà domande. Poliziotto? Secondo Georges potrebbe invece essere un agente del contro-spionaggio.
L'individuo non si limita a interrogarlo, ma inizia a perquisire anche l'imbarcazione.
Cosa cerca? E perché lo cerca nella barca di uno scrittore?
Simenon a quel tempo, non solo non era ancora famoso, semmai era noto come Georges Sim... ma certo non poteva essere conosciuto da un agente dei servizi della Germania. Germania che allora era attraversata dalle scariche elettriche che l'ascesa di un certo Adolf Hitler provocava in tutto il paese e non solo. Allarmi, sospetti, faide, complotti, formavano l'acqua ideale per far nuotare spie, controspionaggio, doppiogiochisti, agenti stranieri....
In quest'atmosfera oggetti innocenti come la macchina da scrivere di Georges e il cavalletto per dipingere di Tigy, assumevano un significato strano e persino sospetto agli occhi dell'agente. E poi, tutte quelle pagine dattiloscritte? Veri romanzi o finzioni che potevano celare all'interno dei messaggi in codice?
Insomma il tutto insospettisce non poco l'agente. Un uomo e una donna di nazionalità belga, un 'imbarcazione che batte bandiera francese e poi quelle lettere.... Già la corrispondenza di Simenon con la rivista Détective... "Questa rivista esisterà davvero, si chiamerà proprio così? - si chiede l'agente senza capire bene la situazione - Oppure questo signore è in realtà un detective e non uno scrittore?".
Insomma ce n'è abbastanza per portare Simenon in un posto di polizia per approfondire la questione.
Questo fatto del "detective", smuove altre attenzioni e ben presto lo scrittore si trova davanti ad un alto grado del controspionaggio che vuole vederci chiaro.
Il nodo principale sembra essere il fatto se Simenon sia un detective, una spia, un agente e, nel caso, al soldo di chi... E poi ancora, che ci fà un belga, con documenti francesi in un porto tedesco, in un momento così critico...
Durante l'interrogatorio Simenon ammette tra l'altro di sapere un po' di tedesco, ma si tratta di quel che rimane di un'infarinatura scolastica... lo stesso scrittore ammette che il tedesco non era il suo forte. 
Errore.
Errore che provoca un domanda del funzionario altrimenti semplice e diretta, ma non in quel momento e non in quella situazione: "Perché non vi piace la nostra lingua?"
L'interrogatorio rischia di prendere una brutta piega. Simenon percepisce probabilmente in quel momento che in Germania l'aria sta cambiando in fretta e non c'è spazio per i sospetti o i fraintendimenti. Si ricorda di aver spedito la sera prima un plico diretto alla Gallimard per la rivista Détective... Probabilmente è stato aperto e da lì è iniziato tutto?
La situazione non è facile. Lo scrittore cerca di giustificarsi, ma si rende conto se da una parte il funzionario del controspionaggio non ci vede chiaro, d'altra non ha prove o accuse precise nei suoi confronti.
Dopo alcuni momenti di angoscia per Simenon, la situazione va verso il suo epilogo. Un ordine secco "A mezzogiorno l'Ostrogoth deve aver lasciato il porto di Wilhelmshaven". Espulsione dalla Germania e interdizione a navigare nelle acque tedesche. Tassativo.
Una brutta mattinata. Ma Simenon se l'è cavata, cambia meta: non più Amburgo, ma il piccolo e accogliente porto olandese di Delfzijl.

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

proprio scritta poco dopo e ambientata a Wilhelmshaven è una parte di matricule 12,scritto nel 1929 e firmato georges sim con protagonista l ispettore sancette