martedì 1 febbraio 2011

SIMENON E LE LEGGENDE METROPOLITANE DURE A MORIRE

Sul sito booksblog.it, ieri è stata messa on line una recensione di un libro, meglio una sorta di manuale formato e.book, Vendere il tuo libro con successo, scritto da Stephen Brown. E booksblog.it spiega che la letteratura "...abbonda di esempi di scrittori che si sono rimboccati le maniche per farsi conoscere (e non parliamo di autori sconosciuti, ma di grandi nomi) che spesso (ma non sempre) avevano uno spiccato senso per la vendita e per gli affari e che sapevano reinventarsi per poter essere sempre sulla cresta dell’onda. Un esempio?..."Qual è il primo esempio citato? Georges Simenon. E perché? Beh, crediamo perché, avendo venduto alcune centinaia di milioni di libri in tutto il mondo, non poteva non esser preso in considerazione da mister Brown, che per dimostrarlo scrive: "Georges Simenon, incontenibile autore di racconti polizieschi campioni di incassi, vendette se stesso grazie alla forza della sua prodigiosa produttività (e promiscuità) e a un certo punto si rese disponibile a scrivere una storia di Maigret in una gabbia di vetro, di modo che i lettori curiosi potessero guardarlo mentre creava un altro capolavoro. A ogni modo, dopo aver generato un’enorme risonanza pubblicitaria e non pochi commenti negativi in merito al suo sfacciato comportamento, Simenon cambiò idea sulla propria trovata, attirando in tal modo un interesse ancora maggiore".
Alcune precisazioni.
Intanto nella sua carriera Simenon ha scritto più romanzi che inchieste del commissario Maigret. Che la sua produttività l'abbia aiutato ad imporsi è fuor di dubbio. Ma la promiscuità? Quale? Quella sessuale, quella sociale, quella dei generi da lui frequentati nel periodo dell'apprendistato, prima dei Maigret? Questo non è dato da sapere, almeno dal brano riportato da booksblog.it. La storia della gabbia di vetro è una leggenda metropolitana. L'abbiamo già raccontato e spiegato in un precedente post. C'era un progetto in merito, ma poi non se ne fece più nulla. Ma ancora oggi, a distanza di ottantaquattro anni, dopo smentite sulla stampa, dpo biografie, interviste, dopo le dichiarazioni dell'autore e dell'editore, Eugene Merle, se ne parla ancora. In secondo luogo, dentro quella gabbia Simenon non avrebbe potuto scrivere un romanzo di Maigret. Siamo infatti nel 1927 e Simenon pubblicò la prima inchiesta del commissario solo nel 1931 (scritta con altre tre inchieste nel '30) e non per Merle, bensì per Fayard.
La tesi poi che la storia della gabbia di vetro l'abbia agevolato "attirando un interesse semre maggiore" é del tutto falsa, difatti Simenon fece di tutto per farla dimenticare al più presto, perchè non faceva che danneggiarlo come scrittore... Non ci pare certo un esempio da portare per vendere il proprio libro con successo..

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