venerdì 2 settembre 2011

SIMENON: L'INCONTRO CON COLETTE

A Simenon ci volle un anno per iniziare a poter pubblicare raccconti sui quotidiani. Spediva i suoi testi a Lucien Descaves direttore letterario del Journal e a Colette, responsabile della pagina della cultura de Le Matin. Poi il mercoledì si andava alla sede del giornale o a ritirare il racconto, se rifiutato, o l'assegno se invece avevano deciso di pubblicarlo. Queste sale d'attesa erano popolate di gente il cui nome non avrebbe avuto nessun futuro, ma anche di personaggi che avrebbero animato il mondo letterario francese.
"...Due, tre volte...ritiravo i miei racconti, senza assegno... Poi un giorno mi hanno detto: Madame Colette vuole sentirvi. Andai a vedere M.me Colette e ne fui fortemente impressionato. L'ammiravo intensamente. Era magnifica in quella sua sedia da direttore. E subito mi chiamò 'mon petit Sim'..."
Beh, non bisogna scordare che all'epoca Simenon aveva appena vent'anni, mentre Colette, che era già un nome della cultura frnacese, aveva cinquant'anni e si rivolgeva a quello che sarebbe potuto essere suo figlio e poco più di un ragazzo che si cimentava nell'esordio letterario. Ma la scrittrice aveva intuito qualcosa in quel "petit Sim" e ci volle parlare.
"- Sappiate che ho letto il vostro ultimo racconto che vi avrei dovuto restituire già da tre o quattro settimane. Non ci siamo ancora. Ci siamo quasi, ma non ancora del tutto. Siete troppo letterario. Non bisogna fare della letteratura. Basta letteratura! Eliminate tutta la letteratura e vedrete che funzionerà..."
Simenon uscì da quell'incontro con le idee un po' confuse. Cos'era quella letteratura che doveva eliminare? Lui che voleva proprio fare della letteratura, come poteva "eliminarla"?. E poi cosa sarebbe rimasto?
"...allora cercai di essere il più semplice possibile. Ed è il consiglio che mi é servito di più nella vita. E devo essere davvero grato a Colette che me l'ha dato.   Così ho scritto un altro racconto. Lei mi ricevette la settimana successiva dicendomi che era ancora troppo letterario e ripetendomi che dovevo far a meno della letteratura. 
- Occorre che sia alla portata del pubblico... Un giornale si legge in autobus, nella metro... il lettore non ha il tempo di digerire la grande letteratura... Una storia! Raccontate semplicemente una storia, il resto sarà  superfluo. 
Quando tornai a casa scrissi altri due racconti e furono presi tutti e due. Da allora ho avuto ogni settimana il mio racconto su Le Matin...".




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