lunedì 16 gennaio 2012

SIMENON E LA CARTA DEI VINI (E DEI LIQUORI) DI MAIGRET

Sulla propensione di Maigret a mangiare e bere se ne è parlato molto. E' una delle caratteristiche esteriori forti del personaggio che, ad esempio assieme alla pipa, contribuisce a costituirne alcuni dei tratti fortemente riconoscibili. Abbiamo quindi detto bere, mangiare e fumare... insomma un personaggio che sembra godersi la vita nonostante la sua professione gli procuri problemi e preoccupazioni non da poco.
Ma Simenon quando ha costruito il personaggio, ha voluto crearne uno quanto più vicino alla gente comune e così anche questa sua passione per il mangiare e il bere non é sofisticata (anche se il commissario mostra in più di un caso una certa cultura in fatto di gastronomia), ma indirizzata verso gusti semplici, piatti e bevande popolari.  Certo nel centinaio di casi scritti da Simenon (tra romanzi e racconti) Maigret ha bevuto e mangiato di tutto. Occasioni di vario tipo lo hanno portato a bere un bicchiere di whisky, anche se non gli piace. Come pure lo chamapagne, che lo lascia piuttosto indifferente. Invece gradisce volentieri il Martini dry,  o meglio ancora, il cognac di cui tiene una piccola scorta anche in ufficio, per le lunghe nottate di interrogatori o per aver qualcosa da offrire quando l'occasione lo richiede. Anche l'armagnac anche fa parte delle sue preferenze ma soprattutto il calvados.
Vorremmo soffermarci su questo liquore che prende il nome dall'omonima regione del nord della Francia e che è un distillato di mele. Negli anni '30 era un liquore molto popolare, economico e senza grandi pretese. Maigret ne beve spesso e volentieri, soprattutto durante gli appostamenti notturni o gli inseguimenti che lo costringono all'aperto durante le fredde notti d'inverno parigine. Poi anche il calvados si è sofisticato, lo hanno iniziato ad invecchiare, in botti di rovere, poi in botti dove era stato invecchiato il cognac... insomma oggi è diventato un distillato di pregio e costoso.
E poi c'è la birra che è un'altro "must" del commissario, tipica di quei vassoi che da Quai des Orfévres ordinano alla famosa brasserie Dauphine, quando gli interrogatori di uno o più sospettati si prolungano nella notte e fanno saltare la cena al commissario e ai suoi ispettori. Birra insieme ai panini che consumano lì in commissariato. Però la birra è anche quella fresca e ristoratrice che durante i mesi esistivi, gli rinfresca la gola secca per la calura e spesso lo rimette in sesto nel bel mezzo di un'indagine difficile. Ma Maigret non si ubriaca mai? Generalemente no. Non è nel personaggio. Stazza imponente, abituato a bere (alcune volte Simenon gli fa trangugiare un doppio kummel da 65°) e che in definitiva regge molto bene l'acol. Anche perché le occasioni per bere sono, come abbiamo visto, tante come ad esempio gli aperitivi e qui le sue preferenze vanno al francesissimo pernod.
Birra e pernod ci fanno da trait d'union per passare ai vini. Quando il commissario è a tavola la sua preferenza va a beaujolais, chateneuf de pape, rosé di Provenza, al sancerre, ma anche a vini italiani come il chianti. Ma anche qui, proprio per fare del commissario uno come gli altri, Simenon gli fa bere molto spesso del vino bianco, quello al bicchiere che Maigret butta giù tutto d'un fiato, magari sul bancone zincato di un vecchio bar.
Il suo amico dotttor Pardon (quello con cui si scambiano gli inviti a cena una volta al mese)  si accorge di questa proponsione al bere dell'amico e gli consiglia ogni tanto di moderarsi.
Ma d'altronde per Maigret le tentazioni sono un po' ovunque. Anche a casa dove non manca mai la prunella fatta dalla sorella di M.me Maigret. Non è il massimo per il commissario, ma dopo quelle cenette a base di fricandeau all'acetosella o di faraona in crosta oppure razza di bue al burro nero preparate dalla moglie, per digerire, insieme ad una pipata, va bene anche un bicchierino o due di prunella.

1 commento:

  1. per approfondire l argomento si può leggere il cahier "boire et manger"edito da les amis de georges simenon.(volume 8,115 pagine)

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