sabato 7 gennaio 2012

SIMENON. PROFESSIONE REPORTER... A SEDICI ANNI

C'è chi dice il 6, chi dice il 7. Le informazioni non concordano. Ma in fondo ventiquattr'ore non fanno la differenza per l'ingresso dell'adolescente Georges nel mondo del giornalismo. Era dal giugno del 1918, che in seguito alla malattia del padre che non gli aveva più permesso di lavorare, aveva dovuto intraprendere la ricerca di un lavoro. Prima tentò come garzone di una pasticceria, ma la cosa non funzionò e, dopo un paio di mesi, fu alla ricerca di un nuovo impiego. La seconda esperienza, come commesso in una libreria, sembrava più confacente alle sue preferenze e alla sua preparazione. Ma anche qui le frizioni con il padrone resero le cose difficili. La goccia che fece traboccare il vaso sembra fosse stato un rimprovero dell'adolescente Simenon al padrone, di fronte a dei clienti che avevano chiesto il Capitain Pamphile. Il proprietario lo cercava tra i romanzi di Théoèphile Gautier, confondendolo con Capitaine Fracasse. Simenon gli fece platealmente notare che andava cercato alla lettera "D" come Dumas, Alexandre Dumas. Licenziato. La sua carriera in libreria era durata circa un mese.
Decise quindi di presentarsi a La Gazette de Liége, almeno questo è quello che racconta Simenon, dove fu ricevuto addirittura dal direttore, Joseph Demarteau, al quale disse che come referenze aveva quella di un suo cugino, negoziante di spezie che faceva parte del consiglio d'amministrazione della casa editrice del quotidiano.  Dopo aver controllato, il direttore lo assunse. In realtà era una balla, suo cugino era un vescovo di Liegi, solo un omonimo del consigiere d'amministrazione. 
Ma la versione di Simenon, secondo diversi suoi biografi, non è veritiera. Nemmeno il vescovo di Liegi era suo cugino e non era neanche tale, si trattava di un lontano parente, per di più solo vicario generale della diocesi cittadina. Insomma il suo ingresso fu certamente spinto da una consistente raccomandazione, ma da chi e come questo non è dato da sapere con certezza.
Comunque è un fatto che a sedici anni Simenon si ritrovò a fare la sua gavetta nella redazione del quotidiano di Liegi, e che fu il suo precoce ingresso nel modo del giornalismo ad essere un passaggio della linea... in positivo. Quella occasione lo proietterà nel mondo della scrittura, per allora solamente cronachistica, ma in seguito il giovane Georges svilupperà delle aspetttive e degli obiettivi ben più ambiziosi.
Non gli volle molto a farsi apprezzare in redazione. Bruciò le tappe e in breve gli furono affidati incarichi di sempre maggiore responsabilità. Era un reporter dal brillante futuro. Ma ad un certo punto lasciò tutto la sicurezza, gli affetti, la città natale, per l'incerta avventura nel mondo della letteratura a Parigi. E fu la prima di una serie di déplacement che gli avrebbero cambiato la vita. 

1 commento:

andreafranco ha detto...

per chi volesse approfondire l argomento e leggere gli articoli scritti per "la gazette de liege"è indispensabile la lettura del libro "Simenon avant Simenon. Les années du journalisme"
dove,tra l altro,si potrà scoprire che simenon curava una sorta di editoriale !Hors du poulailler",firmandosi come monsieur le coq.chi volesse poi leggere i reportages sotto forma di articoli di giornale scritti in seguito da simenon potrà ,ad esempio,iniziare procurandosi"à la decouverte de la france","à la recherche de l'homme nu" e "à la rencontre des autres"