mercoledì 25 gennaio 2012

SIMENON NON DIVENTA AMERICANO PER IL MACCARTISMO

Il senatore americano Joseph McCarthy
Si parla sempre di un Simenon tutto sommato conservatore. Meglio potremo dire che è stato spesso identificato come un conservatore silenzioso. Quasi mai ha espresso giudizi politici specifici (a parte la sua insofferenza nei confronti del generale De Gaulle). I suoi trascorsi come giornalista alla Gazzette de Liége un giornale di destra, le sue condizioni di ricco e agiato borghese dalle frequentazioni di livello, il suo dossier del Fronte Nazionale di Liberazione francese per i suoi contatti (e gli affari) durante l'occupazione con la Continental, società di produzione cinematografica di fatto in mano al ministero della propaganda nazista. Insomma tutti fatti indiscutibili che sembrerebbero deporre a favore della sua collocazione in un'area conservatrice.
In realtà se andiamo a scavare un po' più di più, ci accorgiamo ad esempio che durante la guerra fece prima il Commissario per i rifugiati  del Belgio che sbarcavano in Vandea e che poi fu messo sotto inchiesta dai collaborazionisti francesi perché il suo cognome Simenon, derivava da Simon, un nome evidentemente ebreo. E faticò non poco a salvarsi, dovendo attacarsi alle ascendenze prussiane da parte della madre, Henriette Brulls. Non va poi dimenticata la sua dura posizione contro il colonialismo, su cui scrisse diversi reportage. E poi nei suoi romanzi i protagonisti sono molto spesso gli ultimi nella scala sociale, quelli per cui parteggia lo scrittore, in contrapposizione con certa borghesia parassitaria, ipocrita, attenta solo al proprio profitto, alla propria rispettabilità. E poi Maigret. Il suo soprannome "riparatore dei destini" è nei fatti una dura contestazione del sistema, in questo caso quello giudiziario. Un funzionario dalla lunga esperienza come Maigret, sa che non sempre la legge coincide con la giustizia. E allora certe volte non dà peso ad una prova, ignora una testimonianza e, quando decide lui, il colpevole materiale finisce per farla franca. Perchè il commissario reputa (ma questo è ovviamente quello che pensa Simenon) che certi colpevoli non lo sono affatto, sono anzi vittime della società, di condizioni cui non possono ribellarsi, spesso messi al muro da un destino che non dà loro altra scelta. E allora, siccome il commissario sa che spesso la legge e l'iter processuale sono ottusi, e non tengono conto di quelle che non siano prove tangibili e i fatti incontrovertibili, ci pensa lui ad "accomodare i destini".
E inoltre va anche segnalata l'esperienza del periodo del maccartismo negli Usa a cavallo degli anni '40 e '50. Simenon aveva fatto domanda di naturalizzazione da poco, proprio quando si alzava  l'onda della caccia alle streghe da parte del senatore Joseph McCarthy e della sua commissione nei confronti dei comunisti americani o presunti tali.
Accuse portate senza prove o peggio con prove false. Questo colpì molto Simenon che si era fatto dell'America l'idea di un paese libero dove professioni di pensiero, religiose e politiche avessero piena cittadinanza. E invece vide amici come Hammett, finire in prigione e ridotto al lastrico dalla confisca i tutti i suoi beni. Charlie Chaplin dovette partire per l'Europa. La caccia si concentrava soprattutto sul mondo dello spettacolo e della cultura dove le simpatie per le idee della sinistra erano piuttosto diffuse. Simenon vide alcuni colleghi, amici e conoscenti, confessare reati inesistenti, accusare altri colleghi. Altri invece tennero duro a costo di non riuscire più a lavorare, nel migliore dei casi, o di finire spesso in manette.

Simenon e la moglie Denyse nella loro casa, Shadow Rock Farm
Ecco come Simenon stesso ricorda quel periodo nelle pagine di Mémoires intimes.
"... Nella primavera del '51, in pieno disgelo, mentre i nostri ruscelli si trasformavano in torrenti, un certo senatore McCarthy otteneva dal Senato la presidenza di una comissione incaricata di giudicare numerose personalità accusate di sovversione, vale a dire di attività non conformi all'interesse del Paese. Le sedute di questa commissione, eretta a tribunale, venivano integralmente trasmesse per radio e alla televisione, e ho passato giornate intere a seguirle davanti al mio apparecchio. Quel periodo è rimasto tristemente famoso sotto il nome di caccia alle streghe..."
Simenon fu colpito particolarmente dall'audizione di Oppenheimer, docente di fisica all'Università di Princeton, braccio destro di Einstein, che aveva collaborato di persona alla messa a punto della bomba atomica di Hirohsima.
"... decine di intellettuali e di artisti rinomati si succedettero davanti al collerico senatore dalla voce tonante. Quella vicenda mi appassionava e io e D, quando ci allontavamo da casa, seguivamo i processi in macchina alla radio... Avevamo già parecchi amici a Lakeville, ma di questa cosa non si parlava mai, come se ciascuno di noi avesse paura di compromettersi.... Quello che davvero mi sbalordiva era che la sua caccia alle streghe potesse aver luogo nella libera America, di cui conoscevo quasi a memoria la Costituzione e il famoso discorso di Lincoln... ce l'avevo con McCarthy e con i suoi simili perché sporcavano la "mia" America... ho rinunciato alla domanda di naturalizzazzione, che forse mi era stata ispirata dall'atmosfera particolare di Shadow Rock Farm e dei suoi dintorni...".
Erano già anni tra il '52 e il '53. A marzo del 1955 Simenon abbandona gli Stati Uniti e ritorna definitivamente in Europa.
Non si può dire che la decisione fosse maturata in seguito alla tragedia del maccartismo, ma certo anche questo ebbe la sua influenza.

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