giovedì 12 gennaio 2012

SIMENON, SEX ADDICTED ANTE LITTERAM?

L'uscita domani di Shame un film americano sulla dipendenza dal sesso, e da qui al sesso a pagamento, ha dato l'occasione al quotidiano La Repubblica di oggi di dedicare ben due pagine a questo fenomeno, a quanto pare niente affatto episodico e che anzi sembra stia assumendo (almeno negli Usa) una rilevanza sociale come altre dipendenze, droga, alcol, etc... In pagina, oltre alle riflessioni sul tema che il film tratta in modo molto serio, anche l'intervista al regista (l'afro-americano Steve McQueen, 42 anni) e una rassegna, con tanto di foto, di personaggi famosi colpiti da quello che l'Organizzazione Mondiale della Sanità considera una malattia e definisce sex-addiction. Tra gli altri l'ex-direttore del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Khahn, il campione di golf Tiger Woods, gli attori Warren Beatty e Michael Douglas e David Duchovny e...neanche a dirlo... lo scrittore Georges Simenon. Motivo? La strafamosa affermazione di aver avuto nella sua vita rapporti con diecimila donne, di cui ottomila prostitute (L'Express - 1977 - Intervista a Felini).
E' una delle performance extra-letterarie che colpisce di più l'immaginario collettivo e quindi uno di quei segni distintivi che non cade mai nel dimenticatoio e, ogni volta che si presenta l'occasione, in modo o in un altro il nome di Simenon e delle sue maratone sessuali salta fuori.
Anche Simenon Simenon ne ha parlato più volte  (vedi ad esempio il post di lunedì 13 dicembre 2010 Simenon. Sesso, sesso, sesso oppure quelli del 20 febbraio 2011 Il sesso extra-coniugale dei coniugi SImenon/1 e 2 ) ma c'è qualche puntualizzazione che ci sembra doveroso fare.
Questo comportamento, come abbiamo detto, viene spiegato come una malattia che si cura con ricoveri in cliniche specializzate, dove i divi di Hollywood arrivano a pagare 1200 dollari al giorno. Simenon invece, stando almeno alle sue dichiarazioni, ha sempre vissito la sua intensa attività sessuale con una grande semplicità, come l'espletamento di un'impellenza, che non gli creava problemi e, contrariamente a quello che afferma di loro il regista di Shame "...sono come gli alcolizzati, non conoscono il piacere...", Simenon lo faceva con grande soddisfazione e senza nessuna vergogna.
"...da questo punto di vista mi considero un uomo perfettamente normale. Quello che dovrebbe sorprendere qualcuno è il fatto che io non mischio mai sessualità, sentimento e amore. Con una sola donna, D. (Denyse, la seconda moglie), sesso e amore si sono intrecciati e si intreciano ancora. Con le altre no - spiegava Simenon in Quand jétais vieux nel 1961 - E non si tratta di cinismo, né di vizio. Considero la sessualità e tutti gli atti sessuali come naturali e belli...".
 E sulla iperattività dello scrittore non ci sono dubbi. La era cosa era troppo risaputa e in diversi ambienti per non essere vera. E d'altronde, quando lo portavano a parlare dell'argomento, Simenon non aveva l'aria di vantarsi, ma piuttosto quella preoccupata di chi vuol far capire di come si trattasse di un comportamento normale. Certo alcune sue parole sembrerebbero confermare l'ipotesi della dipendenza: "...mi ricordo per esempio dei miei primi tempi a Parigi, quando mi capitava di svegliarmi alle undici di mattina tra le braccia di una donna... e dopo solo qualche minuto ritrovarmi ed essere spinto ad abbordare una prostituta o ad entrare in un casa d'appuntamenti, per ricominciare poi un paio di volte nello stesso pomeriggio...".
Certo si dirà, allora era ancora giovanissimo, non ancora ventenne, si trovava a Parigi, lui piccolo provinciale di Liegi... le tentazioni erano non poche... ma quattro volte  al giorno anche non sono poche! Ma tornano le parole dello scrittore per spiegare che "...faccio l'amore semplicemente, in modo sano, tanto spesso quante volte è necessario, ma non obbedisco a nessun assillo. Non sono spinto da nessun complesso, solamente per un bisogno...".
Simenon, come abbiamo riportato prima, non mischiava sessualità, sentimento e amore. Ma allora oltre al piacere fisico, cosa provava a letto con quelle donne (spesso professioniste, ma anche semi-professioniste, come le definiva lo stesso scrittore) verso cui il "bisogno" lo spingeva? Ecco come lo spiega: "... per tutte provo, nel possederle, una sorta di tenerezza, quella che potrei chiamare tenerezza umana. Non è sentimento. Non mi pongo problemi al loro riguardo. Non mi interesso alla loro sorte. E' un'interesse per l'essere umano, per la carne vivente, per un corpo che per un determinato istante, nelle mie braccia, rappresenta la vita...".
A chi ci segue più assiduamente, queste parole forse ne fanno rieccheggiare altre. Quelle della ricerca, nei suoi romanzi, dell'uomo nudo, spogliato dalle convenzioni sociali, dai condizionamenti e che privato di tutti gli orpelli e delle apparenze, si presenta nudo con i suoi bisogni veri, quelli primari, quelli tipici dell'Uomo con la U maiuscola. Certo questa semplificazione può risultare eccessiva, anche se il suo comporamento sessuale e la ricerca dell'uomo nudo, a nostro avviso, partono da una stessa base...

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