giovedì 21 settembre 2017

SIMENON SIMENON. MAIGRET NON E' INTELLIGENTE. E' INTUITIVO

Simenon definiva così il suo commissario, ma cosa intendeva? Un intuitivo non è intelligente... e viceversa?

SIMENON SIMENON. MAIGRET N'EST PAS INTELLIGENT. IL EST INTUITIF
C'est ainsi que Simenon définissait son commissaire; mais qu'entendait-il par là? Un intuitif ne serait pas intelligent… et vice versa ?
SIMENON SIMENON. MAIGRET ISN'T CLEVER. HE IS INTUITIVE
Thus did Simenon define his chief inspector; but what did he mean by that? An intuitive person wouldn't be clever… and vice versa?






"L’istinto" è la capacità innata di servirsi di strumenti organizzati forniti dalla natura (come gli organi del corpo). È un atto incosciente (che non prevede scelta), vissuto, rivolto a un dato oggetto in modo immediato. L’istinto è proprio degli animali.
"L’intelligenza" è invece la capacità di costruire strumenti artificiali per supplire alla insufficienza di quelli naturali. È un atto sempre cosciente (quindi soggetto a diverse possibilità di scelta) e astratto, non rivolto a un dato oggetto. L’intelligenza è propria degli uomini.
Questo, in estrema sintesi, è quello che affermava Henry Louis Bergson, filosofo francese nato a Parigi nella seconda metà dell'ottocento, vincitore nel 1927 di un premio Nobel.
E tale teoria ci ricorda l'affermazione di Simenon riferita al proprio commissario "... Maigret non è intelligente, è intuitivo..."
A stare a quello che riteneva Bergson, il romanziere fa un complimento non da poco al suo personaggio, visto che secondo il filosofo l'intuizione "... riesce a unire l’immediatezza e la concretezza dell’istinto con la consapevolezza dell’intelligenza, permettendo di cogliere la realtà nella sua totalità, lo slancio vitale che attraversa l’universo intero...".
Quindi la capacità intuitiva di Maigret riunirebbe l'intelligenza che il suo autore gli nega e l'istinto... quello proprio degli animali. E in realtà Maigret fiuta... fiuta l'aria, scrive spesso Simenon. Ed é una di quelle azioni che si svolgono con una parte del corpo che non é il cervello. 
Ma con quale parte del corpo Maigret s'impregna degli umori e dell'atmosfera che lo circondano, quando si trova sulla scena di un delitto? Noi diremmo con tutto sé stesso, è uno di quei processi inconsci, che mettono in contatto la sensibilità più profonda del commissario con l'ambiente in cui lo portano le sue inchieste. Ed é talmente inconscio che nemmeno lui se ne rende conto. E infatti, quando lo vedono seduto a fumare la pipa con lo sguardo perso nel vuoto e gli chiedono a cosa stia pensando, lui invariabilmente risponde: "A niente".
Sentire le cose, sì... poi certo queste sensazioni sono inevitabilmente coniugate con anni di esperienza e di pratica sul campo, ma il commissario effettivamente sembra il più delle volte assente, poco interessato, addirittura distratto... Ma quello che lavora in quei momenti, é evidentemente un sesto senso che va al di là del contingente ed esplora la strada delle sensazioni che, insondabile e imprevedibile, porta alle intuizioni.
Ma torniamo al quesito del nostro titolo. Per Simenon intelligenza e intuizione sono, se non antitetici, almeno alternativi. Per Bergson l'intuizione è la sommatoria dell'istinto e dell'intelligenza. Come dire non si può essere intuitivi senza essere intelligenti.
Siamo ad un bivio. Con chi schierarsi? Con Simenon che ha costruito pezzo pezzo il suo personaggio come lo vedeva e come lo desiderava? Oppure con Bergson che con le sue teorie presupporrebbe un Maigret anche "intelligente", magari al di là delle intenzioni del suo creatore? 
Andiamo per esclusione. Maigret non è uno stupido. Non tragga in inganno quell'aria un po' addormentata e quell'espressione un po' bovina che talvolta Simenon gli dipinge addosso. Sotto quella scorza d'indifferenza e quell'atteggiamento pacioso, c'é uno spirito vigile che comunque percepisce, sente, vede, elabora, stabilisce connessioni, uno spirito che non appare e di cui i suoi antagonisti non sospettano l'esistenza. 
Maigret non esibisce. Anche nella strategie delle operazioni di polizia, lui è sempre in dissenso con il suo superiore, il giudice Comeliau, che vorrebbe grandi spiegamenti e operazioni clamorose. Maigret predilige il profilo basso, le sortite con i suoi pochi ma fidatissimi ispettori, mettendosi magari anche lui sul campo se necessario, ma evitando finché possibile l'eco sulla stampa e la pubblicità alle sue indagini. 
Insomma l'animale investigativo tutto istinto e intuizioni che Simenon aveva immaginato, è assai probabile che si porti dietro, senza darlo a vedere, un bagaglio di quell'intelligenza cui fa riferimento Bergson cosa che, tutto sommato, a noi dispiacerebbe affatto... (m.t.)        

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