mercoledì 8 febbraio 2012

SIMENON. LA DOLCE MORTE

Il tema dell'eutanasia scuote tutt'oggi il dibattito delle coscienze tra chi appoggia posizioni antagoniste. Da un parte si rivendica l'autodeterminazione dell'individuo che, lucido e consapevole, può decidere per l'eutanasia nel caso dovesse cadere in stato vegetativo o vittima di dolori terminali insopportabili. Dall'altra chi sostiene invece, per convinzioni religiose o etiche, che la natura o una divina volontà superiore va rispettata e la vita debba fare il suo corso costi quel che costi, al malato e a chi gli è vicino.
Parliamo di questo perchè Simenon aveva un'opinione precisa e netta su questo argomento, tanto da parlarne in un 'intervista del novembre 1981. Ecco un'estratto dell'articolo apparso su Paris Match a firma del giornalista Paul Giannoli.
"...il giorno in cui mi sentirò così male al punto di costituire non solo un peso per gli altri, ma di divenire insopportabile a mé stesso, sono  certo, perché glielo ho chiesto, che Teresa mi farà l'iniezione necessaria, con molta gentilezza, abbracciandomi e così tutto sarà finito....".
Il tema è da prendere  con le molle. Lo stesso scrittore negli ultimi anni della sua vita, dopo aver sopportato drammi affettivi (il suicidio della figlia Marie-Jo) e problemi fisici (l'operazione alla prostata nel'77 e quella al cervello dell'84 e infine la semi-paralisi che lo costrinse nell'ultimo anno su una carrozzella), non era che il pallido ricordo del brillante romanziere cittadino del mondo. La sua memoria è intermittente, anche la sua lucidità ormai e ridotta a sprazzi saltuari.
Chi l'ha visto in quel periodo racconta di una parte paralizzata, gamba e braccio immobili, la mano rattrappita e una guancia gonfia. Ormai ascolta solamente, non parla quasi più. Però non smette di fumare... è Teresa che gli riempe la pipa, l'accende e gliela mette in bocca. Teresa, la sola che capisca con un'occhiata le sue esigenze, Teresa che è ormai il suo tramite con la gente e con il mondo.
La siringa, di cui lui aveva parlato nell'intervista, Teresa non la usò e forse non ci pensò nemmeno mai.
Lei era troppo importante per lui. Simenon disse ai figli, come riferisce Pierre-Nicholas " ...Senza lei, sarei morto. Ho un fucile sotto il letto, l'avrei utilizzato...".
E invece morì nel suo letto, mano nella mano con Teresa, dicendole "...Alla fine, vado a riposarmi...". Erano le 3.30 del 4 settembre 1989.

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

sono favorevole all eutanasia,lo ero già tempo fa ma dpo che ho visto mio padre morire tra indicibili sofferenze lo sono ancora di piu.sono anche favorevole al suicidio,scelta che,a mio avviso,merita rispetto