mercoledì 23 maggio 2012

SIMENON, MAIGRET E IL CLOCHARD

Altro titolo nella vecchia edizione Mondadori
Cinquant'anni fa', nel maggio del 1962, Simenon finiva di scrivere l'ennesima inchiesta del suo commissario, Maigret et le clochard, pubblicato poi l'anno successivo da Presses de La Cité. Si tratta di una delle indagini tra le più interessanti innanzitutto perchè il protagonista è un vecchio medico che ormai da oltre vent'anni ha lasciato la professione, la moglie, l'ambiente borghese che frequentava e vive da barbone tra altri barboni. E' un tipologia di personaggio cardine per le opere di Simenon. E' infatti colui che per un motivo qualsiasi ha compiuto il "passaggio della linea", come lo definiva il romanziere. Da una parte all'altra della società. Questo François Keller da rispettabile professionista, inserito in un dignitoso contesto, riconosciuto e accolto dalla sua comunità, diventa un reietto, nullatenente, sprofondato in una vita senza doveri e senza diritti, isolato da tutti, senza futuro e senza motivi per vivere.
In realtà questo dovrebbe essere un personaggio tipico dei romans-durs di Simenon, eppure lo ritroviamo in un Maigret, a dimostrazione che anche nei personaggi e nei temi, soprattutto nella tarda produzione delle inchieste del commissario, le distanze dai romanzi si accorciano sempre di più. E poi il suggestivo mondo dei clochard, in cui avvengono le indagini riflettono il rapporto di attrazione e repulsione del romanziere nei confronti di questi individui.
"... ho sempre avuto una sorta di vertigine nei confronti della categoria dei clochard - spiega Simenon nell'intervista del '68 con Médcine et Hygiène - Non sono stato lontano dal considerare lo stato del clochard come uno stato ideale. E' evidente che un clochard è un uomo più completo di noi..."
Per Simenon non c'era forse molta differenza tra un barbone che aveva perso tutto e non era soggetto alle convenzioni sociali e quell'ideale di "uomo nudo" che diceva di voler scoprire.
E infatti affermava che "...il clochard è l'uomo che vive senza costrizioni e può vivere la sua realtà come lui la desidera. Ho frequentato a lungo i clochard di Parigi e ho anche studiato i loro dossier alla polizia...".
Insomma conosceva bene l'ambito in cui si muoveva l'ex-medico François Keller, ripescato al'inizio dell'indagine più morto che vivo dalla Senna. E ci racconta a meraviglia quel mondo, le sue particolarità, con lo sfondo delle brume del fiume e delle sue banchine, atmosfere parigine ormai impresse nell'immaginario collettivo degli appassionati di Simenon e non solo.

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

maigret et le clochard è senza dubbio uno dei maigret piu riusciti,non tanto per la trama gialla quanto per l ambientazione e quel far vivere il mondo dei canali che si puo trovare anche in "maigret e le corps sans tete(quest ultimo uno dei miei 3/4 preferiti in assoluto con chez les flamands e pochi altri )