domenica 24 marzo 2013

SIMENON. L'INCONTRO / 2


La short-story di questo weekend ce la propone Murielle Gigandet, nostra attachée al Bureau Simenon-Simenon e autrice di altre short-story su questo daily-blog. Stavolta i protagonisti si incontrano su un canale... Una situazione giocata abilmente tra realtà e fiction e decisamente originale. Questa è la seconda parte del racconto pubblicato ieri.
Ricordiamo che chiunque volesse cimentarsi in questa rubrica "...magari come Simenon!", scrivendo dei brevi racconti, potrà farlo proponendosi all'indirizzo 
simenon.simenon@temateam.com






 L'INCONTRO 
di Murielle Gigandet
 
Il commissario Maigret in un'illustrazione di Ferenc Pintér


(segue)
- Ma è una coincidenza!...
- E sono commissario di polizia…
L’altro restò a bocca aperta. Dopo qualche secondo di silenzio e di stupore, scoppiò a ridere. La sua risata era così contagiosa e trascinante che il suo visitatore, abbandonando il suo atteggiamento imbronciato, iniziò a ridere a sua volta. Poi tornò serio per domandare:
- Spero che nel vostro libro non raccontiate vicende inverosimili…
L’altro assunse un’aria strana:
Beh, insomma … invento un po’… anzi parecchio…non conosco davvero il mondo della polizia …so quello che raccontano i giornali…
- Fatemi vedere la vostra storia…
Il viso del futuro romanziere s’illuminò.
- Davvero volete? Vi avviso che non si tratta ancora di buona letteratura…
- Poco importa  - borbottò Maigret – la forma. Voglio solo scoprire se c’è un po’ di verosimiglianza.
I minuti passavano. Si sentivano solamente i martelli del cantiere, le grida dei gabbiani e
lo stropiccìo dei fogli che il commissario teneva in mano. La sua lettura durò parecchio tempo, mentre  il suo ospite lo osservava con un sguardo ansioso, vuotando, senza accorgersene, tutta la bottiglia di ginepro. Infine Maigret sospirando, posò l’ultimo foglio sulla pila. Non disse nulla, riaccese la sua pipa, e lasciò andare il suo sguardo sul canale. L’altro non osava interrogarlo, anche se provava un curiosità furiosa. Il commissario sentì che doveva dire quacosa.
- Vedete – iniziò…
Non trovava il tono giusto. Avrebbe voluto bere un altro bicchiere, ma si accorse che la bottiglia era vuota.
- Non avete altro da bere? – domandò con tono burbero.
Il suo ospite sorrise.
- Non ho più nulla. Ma se volete possiamo andare qui di fronte…
I due uomini abbandonarono la chiatta, traversarono il cantiere ingombro di palanche e aprirono la porta di una piccola costruzione che somigliava appena a un cafè. Il suo ospite spiegò:
- Qui vengono soprattutto gli operai del cantiere. Non servono da mangiare, ma il ginepro è buono…
Si sistemarono in un tavolo e l’oste gli portò subito  un recipiente di pietra, riempito fino al bordo di un ginepro profumato. Dopo aver bevuto un paio di bicchieri, Maigret iniziò:
- Vedete, quello che è difficile nel nostro mestiere…

Quando il crepuscolo scese sul canale  quasi addormentato, un treno riportava verso la Francia il commissario Maigret, mentre il suo compagno ritornava pensoso alla sua chiatta. Montò, si sedette su una cassa, poi restò qualche minuto immobile. Infine si riscosse, accese la pipa, prese un nuovo foglio di carta, lo infilò nel rullo della sua macchina da scrivere. Le sue dita dapprima sfiorarono la tastiera e poi molto veloci, sempre più veloci le parole s’impressero sul foglio bianco:
Il commissario Maigret, della prima Brigata mobile, alzò la testa ed ebbe l’impressione
che il crepitìo della stufa piantata nel bel mezzo del suo ufficio…

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