mercoledì 6 marzo 2013

SIMENON, MAIGRET... DAL PRIMO ALL'ULTIMO

"C.I.P.C a Sureté di Parigi.
Xvzust Cracovia vimontra m ghhs triv psot uv Pietro il Lettone Brema vs Tyz btolem.
Il commissario Maigret, della prima squadra mobile, alzò la testa, ebbe l'impressione che il ronzio della stufa di ghisa sistemata in mezzo al suo ufficio e collegata al soffitto con un grosso tubo nero, si indebolisse Respinse il telegramma, si alzò pesantemente, regolò la chiavetta e gettò nel fuoco tre palate di carbone...".

"Maigret giocava nel raggio di sole tiepido di marzo. Non giocava con i cubi, come quando era bambino, ma con due pipe. Ce n'erano sempre cinque o sei sul suo tavolo e ogni volta che ne riempiva una, la sceglieva con cura secondo il suo umore...".

Tra questi due incipit passano quasi 43 anni. Cioè il tempo trascorso tra il primo e l'ultimo Maigret. Di mezzo più di un centinaio tra romanzi e racconti.
Il primo è di Pietr-le-Letton iniziato a scrivere nel settembre del 1929.
Il secondo è di Maigret et M. Charles scritto nel febbraio del 1972, l'ultimo romanzo in assoluto di Simenon.
Ma che differenze ci sono tra i due Maigret, quello dell'esordio e quello che chiude l'arco di tutta la serie dopo più di quarant'anni?
L'esordiente commissario ha a che fare con un truffatore che viene dall'Est.
Lo smaliziato Maigret del '72 si trova alle prese con un caso che tutto parigino, che si snoda tra locali notturni, entraineuses, tradimenti e strane relazioni tra moglie e marito.
C'è una frase che nella prima inchiesta che inquadra subito il rapporto tra il commissario e certi ambienti di lusso
"... il Majestic non lo digeriva. Lui si ostinava a formare una grande macchia nera e immobile tra le dorature, le luci, l'adirivieni degli abiti da sera, delle pellicce, delle figure profumate e scintillanti...". La sua dura scorza, quella che si materializzava quando si trovava in una situazione di disagio.
In Maigret et M. Charles, il commissario dà una ancor più forte dimostrazione di impermeabilità alle lusinghe, e questa volta a proposito della sua carriera. Infatti rifiuta il posto di Direttore della Polizia Giudiziaria, cosa che era stata discussa addirittura con il ministro dell'interno. Lui voleva restare alla sua Brigata Criminale. Niente incarichi che sconfinavano nella politica, ma ben ancorato al suo ruolo di investigatore, magari sul campo. Diventare direttore della P.G. voleva dire aver a che fare con funzionari e direttori  del ministero degli interni. Un ambiente che gli era estraneo quanto le dorature e le preziosità del Majestic.
Da questo punto di vista, quarant'anni non sembrano aver inciso sul suo carattere.
La scomparsa del fantomatico M. Charles, altri non era se non il famoso notaio Gérard Sabin-Levesque, che nella sua altra vita, quella notturna, era meno rispettabile e molto sensibile al fascino delle entraineuses, al punto di sparire ogni tanto con una di loro per qualche giorno. Maigret deve così girare per i locali parigini dove si trovano quelle ragazze e dopo una notte passata perigrinando da uno all'altro alla fine "... aveva bisogno di aria, perché si soffocava in quei locali e i profumi di cui erano impregnate le donne lo nauseavano...".
Insomma niente lussi, no alle donne facili, nessuna ambizione di fare carriera.
Sia nel primo che nell'ultimo troviamo un Maigret che conferma quel suo essere normale, un semplice funzionario, cui piace il proprio lavoro, che mal sopporta il bel mondo che si tratti della buona società o delle alte sfere istituzionali che poi non di rado avevano molti punti di contatto.
In Pietr-le-Letton troviamo questi personaggi dell'est-europeo che nella sua infanzia Simenon aveva conosciuto bene. Diversi universitari cui la madre Henriette affittava le stanze per quadrare il magro bilancio familiare, venivano proprio dell'est.
Nell'inchiesta su M. Charles, Maigret mette in piazza un matrimonio che dura da quindici anni (lui era stato sposato con Denyse per quattordici) e lei, Nathalie è affetta da alcolismo che va sempre peggiorando, cosa che le crea grossi problemi fisici e psichici. Anche qui come non pensare alla deriva in cui si trovò la seconda moglie dello scrittore?
Nel primo Maigret, Simenon ci catapulta in quella provincia che molto spazio avrà nei suoi romanzi. Scrive a proposito della stazione di Fécamp, La Bréauté "... il caffé della stazione era male illuminato, coi muri sporchi, un banco dove ammuffivano alcuni dolci secchi.... Fécamp! Un'odore compatto di merluzzo e di aringa. Cumuli di barili. Sartiame dietro le locomotive. Una sirena che ululava da qualche parte...". Secco. Conciso. Completo. Siamo in quell'atmosfera della stazione di un paesino che vive di pesca. Da queste poche parole si indovina una realtà povera, animata da gente che fà un lavoro duro, che non ha tempo nè denaro per le futilità.
L'alcol è un'altro filo che appare spesso nelle storie simenoniane. Qui tra il Lettone e Nathalie, la moglie di M. Charles, troviamo scene analoghe. iniziamo dal primo.
"... Maigret non aveva mai visto un'ubriachezza così fulminante. E' vero che non aveva mai visto un  uomo bere d'un fiato un gran bicchiere pieno di whisky, riempirlo, vuotarlo di nuovo, riempirlo una terza volta, scuotere la bottiglia e bere fino all'ultimo goccio l'acool a sessanta gradi... L'effetto fu impressionante...".
E poi passiamo al secondo.
"... Maigret aveva visto raramente una donna in tale stato di angoscia e di smarrimento. Claire sapeva perché l'avevano chiamata, perché portava un vassoio con una bottiglia di cognac, un bicchiere e un pacchetto di sigarette... Riempì il bicchiere e lo porse alla sua padrona che per poco non lo rovesciò...
- Non gliene offro vero? lei non è ancora alcolizzato...".
Ma anche qui troviamo soprattutto nel secondo, un riflesso della vita di Simenon che ebbe qualche problema con l'alcol, ma riuscì a fermarsi in tempo, invece Denyse non ci riuscì e, complice anche un precario equilibrio psichico, peggiorò sempre più.
Pietr-le-Letton è più denso di colpi di scena, diciamo che all'inizio l'azione ha una certa prevalenza. Maigret e M. Charles, vede il commissario cercare di far luce tra rapporti sentimentali, d'interesse, tra debolezze ed egoismi perchè è quella la strada che lo porta a spiegare il caso.

Nessun commento: