martedì 10 luglio 2012

SIMENON, DIRETTORE MANCATO DI DUE GIORNALI

Josephine Baker vista da Paul Colin
Grande romanziere, inventore di Maigret, lo scrittore faceva impazzire critici e letterati per la sua fulminea capacità nella stesura dei romanzi, per il fatto di essere il protetto di André Gide e di scrivere per Gallimard, ma al contempo per il fatto di essre il re del genere poliziesco, per altro con un personaggio assolutamente aldilà dei canoni del genere.
Insomma fuori tutti gli schemi, decisamente estraneo alla comunità letteraria del suo tempo, eppure in modo o in un altro riusciva sempre ad avere successo.
Lì dove però dovette arrestarsi e retrocedere un paio di volte nella sua vita, fu la creazione di un giornale di cui lui fosse il direttore.
La prima vlta che ci provò era molto giovane e l'idea del giornale non era del tutto estranea a quella pericolosa sbandata che a 24 anni aveva preso per la star più famosa di Parigi, Josephine Baker.
Nonostante la creola regina del varietà fosse contornata da ricchi personaggi, famosi attori e influenti politici, quel giovane, sognante "Sim" fece breccia nel suo cuore. Per lo scrittore, allora non certo nè ricco, né famoso, fu una storia che lasciò il segno. Nonostante fosse sposato, la passione per Josephine scoppiò con una forza tale da far traballare tutti i suoi progetti per la scrittura. Nell'entusiasmo del rapporto, Simenon ebbe anche l'idea di pubblicare il Josephine Baker Magazine, tutto dedicato alla sua amata. Nel progetto aveva coinvolto anche il giornalista André de Foquièrs, famoso articolista mondano e l'altrettanto quotato illustratore e grafico Paul Colin, con l'obiettivo di fare una rivista di gran lusso. Sulla copertina del numero zero campeggiava una grande M, come moderno, mondiale, modano e mensile. L'impresa venva finanziata dalla stessa Baker e da un certo Pepito Abatino, impresario della star. Ma la nascita del giornale sembrava rispondere più alle esigenze sentimentali dei due amanti che a delle precise motivazioni editoriali e quindi rimase fermo al numero zero, tanto più che la storia tra Georges e Josephine finì repentinamente con l'improvvisa partenza di Simenon da Parigi, destinazione l'Ile de Aix insieme alla moglie Tigy. Quasi una fuga, nel timori di diventare "monsieur Baker".
L'inesistente, probabile Maigret Magazine
L'altra occasione fu alcuni anni più tardi. Siamo nel '45, Simenon ha conosciuto Sven Nielsen un piccolo editore. Lo scrittore stava cercando il modo di sfilarsi dalle edizioni Gallimard, la prestigiosa casa editrice francese dove era entrato una decina d'anni prima. La piccola impresa di Nielsen gli piaceva e gli piaceva ancor di più quello svedese "molto timido, ma dalla volontà di ferro".  I due si studiarono e si convinsero di essere fatti uno per l'altro. Simenon con i suoi romanzi e i suoi Maigret avrebbe fatto fare a Presses de La Cité un salto tale di livello che non gli sarebbero bastati vent'anni di duro lavoro. Nielsen e la sua piccola editrice, si prestava alla perfezione a quel controllo sulle sue opere cui Simenon aveva sempre aspirato: copertine, tirature, ritmo di pubblicazione, lanci... Insomma tra tutte le ipotesi che espolorarono, Simenon tirò fuori dal cappello l'dea di un Maigret Magazine. Sarebbe stato una strumento in più per far rendere meglio una gallina dalle uova d'oro (le inchieste di Maigret) che permettevano a Simenon di scrivere romanzi più difficili non certo destinati al grande pubblico e quindi di limitate tirature. Lo studio del giornale andò piuttosto avanti e si era arrivati a dividere le quote (45% a Simenon, 45% a Nielsen e il restante 10% all'agente letterario newyorkese Max Becker). Ma anche questo si rivelò più il frutto  dell'infatuazione professionale dell'editore e dello scrittore che di un progetto che avesse un validità editoriale. Anche in questo caso Simenon partì ai primi di ottobre per l'America da cui farà ritrono dieci anni dopo. Ormai il sodalizio editoriale con Nielsen è forte e continuerà fino alla morte dello scrittore, ma il giornale su Maigret rimase per entrambe uno dei tanti ricordi della loro ultra quarantennale collaborazione.

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