sabato 7 luglio 2012

SIMENON. RACCONTI POLIZIESCHI MAIGRETTIANI... SENZA MAIGRET...

Un nuovo post di Andrea Franco, uno dei nostri più assidui attachés, su un paio di racconti postumi di Maigret. Chi volesse collaborare al Bureau scriva a simenon.simenon@temateam.com
 
Roma - dal nostro attaché Andrea Franco - Abbastanza numerosi sono stati gli investigatori maigrettiani utilizzati da Simenon in altre sue opere (per lo piu racconti). Si tratta comunque di una casistica limitata agli anni '30 e '40 ad eccezione di un paio di racconti,di cui ho intenzione di parlare oggi.
Sono due tra i meno conosciuti di Simenon e rimasti a lungo inediti: L'invalide à la tete de bois e La chanteuse de Pigalle che furono scritti nel 1952 ma, caso unico per Simenon, la pubblicazione avvenne postuma, nel 1990, nella raccolta delle sue opere Tout Simenon.
L'invalide è Justin Duclos, ex direttore della brigata speciale, ormai costretto sulla sedia a rotelle, per un incidente occorsogli in servizio. Ad indagare troviamo quindi una ragazza, Lili, aiutata (e qui i punti d'incontro con Maigret sono evidentissimi) da una portinaia e, pensate un po', dal giovane Lapointe. In uno dei due racconti viene menzionato anche Torrence. Inoltre per lo stile narrativo è ,a mio avviso, la miniserie che piu si avvicina a Maigret, soprattutto di quelli seriali a partire dagli anni '50.
I due racconti furono scritti negli Stati Uniti e, proprio come avvenne per altre opere, la "pariginità" dell'ambientazione risulta piuttosto marcata, forse perchè la lontananza offriva a Simenon una nostalgica voglia di immergersi nella topografia della capitale francese.
La chanteuse de Pigalle venne scritto per primo, ma andrebbe letto dopo L'invalide à la tete de bois (in cui si spiega il perchè Duclos si trovi in quella situazione). Nel volume è compresa, come si vede dalla copertina, anche una terza novella: Le gros lot, anch'essa scritta negli Usa, a Lakeville nel 1953, ma non è però una avventura poliziesca.

Nessun commento: