domenica 8 luglio 2012

SIMENON. SONO QUADERNI PER... VECCHI

Dal 1960 al 1963. Una dozzina di quaderni, quelli di scuola, la copertina nera, i bordi rossi dei fogli, un formato un po' allungato. Questo il supporto. Ma il contenuto? Non è un romanzo. E' autobiografia, giornale intimo, scritti indirizzati ai figli, come era già avvenuto per Pedigree  (1948) e come avverrà per Mémoires intimes che chiuderanno l'iter autobiografico del romanziere. Li scrive con alterni stati d'animo, abbandonandoli per certi periodi  e riprendendoli in altri.
"... penso soprattutto ai miei figli. Parlo loro il più possibile. Ma saranno così curiosi, un giorno, tanto da volerne sapere di più sul loro padre? Non sono così sicuro. E il pubblico?... si occuperanno di me tra venti o tra trent'anni - scrive Simenon nel 1960, non immaginando che dopo oltre cinquant'anni non solo si parla ancora di lui, ma all'uscità i suoi libri, almeno in paesi come l'Italia, entrano addirittura nelle classifiche dei best-seller - Io non lo so, è ovvio. In tutti i modi non cerco di mettermi in posa per i posteri, anzi avrei voglia di sfatare leggende e dicerie, di togliere tutto il glamour e tutto il pittoresco e dire: é tutto molto più semplice...."
Un Simenon auto-demistificatore. C'è da crederci? Se stiamo a quanto scrive lui stesso, sì.
"... che continui questi quaderni o li abbandoni ancora una volta, che siano pubblicati o che rimangano dimenticati in qualche cassetto dai miei figli, non fà differenza. Non mi confesso, non spiego come sono fatto, non racconto nè la mia vita, nè gli aneddoti della gente che ho conosciuto. Non ho intenzione d'esporre le mie idee. Se ne ho, sono già lì nei miei romanzi...".
Ma allora perchè questa ennesima prova autobiografica e perchè intitolarla  Quand j'ètais vieux se è stata scritta tra i cinquantasette e i sessant'anni? Un prima risposta l'abbiamo proprio nella sua crisi dei sessant'anni, che per la verità si verificò con qualche anno d'anticipo. In quel periodo Simenon, per sua stessa ammissione, trascorse circa un anno e mezzo in cui non si sentiva sè stesso. Era turbato da eventi, come ad esempio, quello dell'invecchiamento cui non riusciva e non poteva dare risposte. Comunque i quaderni non furono distrutti o dimenticati, anche per merito delle amichevoli pressioni di Bernard de Fallois (se ne trova traccia anche in "Mémoires intimes") che riuscì a far desistere Simenon dall'intenzione di far pubblicare quelle pagine soltanto dopo la propria morte. Furono editate da Presses de La Cité nel 1970.


1 commento:

Andrea Franco ha detto...

i quaderni di quand j etais vieux sono molto interessanti ed una lettura godibilissima molto piu,secondo me,di memoires intimes