giovedì 22 agosto 2013

SIMENON: 20... 40... 80... PAGINE AL GIORNO? I RITMI DI UN... FANNULLONE !


La sua velocità. E' sempre stata una sua grande risorsa e allo stesso tempo una delle sue croci. Chi più en passant, chi più pesantemente, sopprattutto nei primi tempi, lo si accusava sempre per lo stesso motivo. "... Certo il talento, l'innata propensione alla scrittura... ma a quei ritmi come si fà a scrivere qualcosa di accettabile. Tutta quella furia, quelle velocità...! Come potrebbe essere diversa la prosa di Georges Sim (allora era conosciuto soprattutto così) se fosse più lento, più riflessivo...".
Era come un peccato originale che si portava dietro impresso pareva in modo quasi indelebile.
D'altronde ancora nel '63 in un'intervista a Roger Stephane, Simenon spiegava "...Capisco che può sembrare un po' ridicolo ma alla fine si arriva a scrivere automaticamente: romanzi popolari, 80 pagine al giorrno; romanzi polizieschi all'inizio 40 pagine al giorno, una seduta al mattino e una al pomeriggio: ed allora mi dicevo: 'Quando avrò da scrivere soltanto 20 pagine al giorno, sarò un re'... In effetti dopo i primi Maigret non ho più battuto un numero superiore a 20 pagine al giorno e soltanto per sessanta giorni all'anno...".
Una piccola moltiplicazione, 20 pagine/giorno per 60 giorni, fa 1200 pagine l'anno. Sette/otto giorni per ogni libro... diciamo sei libri l'anno, per una media di 200 pagine a titolo, un po' di meno per i Maigret e un po' di più per i romans-dur.
Sessanta giorni all'anno di scrittura. Cioé due mesi di lavoro e dieci di vacanza!
Un vero paradiso... Vista in quest'ottica non sembra più così "affrettata" la produzione letteraria di Simenon.
Velocità, fattore davvero influente sulla qualità della sua opera? E poi va considerato che la velocità è un elemento abbastanza soggettivo. A nostro avviso, proprio non ci pare che questa rapidità nella composizione possa essere stata una caratteristica penalizzante. E comunque é sempre il risultato quello che conta. Le sue opere vengono ancor oggi riproposte con successo in nuove edizioni, non solo in Italia o in Francia, ma ad esempio anche in Spagna, in Ungheria, in Brasile, in Romania, in Messico... Scritte in fretta o no, continuano a sedurre nuovi lettori e a procurare business agli editori.

1 commento:

  1. Murielle Wenger23 agosto 2013 09:11

    Ce n'est pas parce qu'on écrit vite qu'on écrit mal... Tel écrivain aura besoin de temps pour peaufiner son texte, ciseler les phrases, et tel autre, comme Simenon, écrit presque d'un seul jet, et dans ce jaillissement est sûrement une de ses forces: il écrit sous l'inspiration de la transe, utilise les mots bruts qui viennent tout de suite sous sa plume, et comme il fait un minimum de corrections, c'est ce texte brut que le lecteur a sous les yeux: mots simples, concrets, transcription immédiate de ce que l'auteur avait en tête, sans fioritures, dans une communication instantanée entre celui qui écrit et celui qui lit.
    Ce qui n'empêche pas qu'on peut aimer aussi des écrivains qui prennent plus de temps pour écrire. Pourquoi voudrait-on que tous les écrivains créent de la même façon ? Chacun son style, après tout: c'est ce qui fait la beauté de la littérature, sa diversité. Heureusement que Léonard de Vinci ne peignait pas de la même façon que Monet ou que Mirò, car ça nous permet de découvrir la Beauté sous un kaléidoscope de formes...
    A part ça, Maurizio, les photos de Simenon que tu as mises en tête de ton blog sont très belles...

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