martedì 13 agosto 2013

SIMENON: IL PUNTO DI PARTENZA, SECONDO LUI

L'incipit, può essere una scelta non facile per uno scrittore. Si fa piombare il lettore in mezzo allo svolgimento della vicenda, magari in un momento critico della storia e poi pian piano gli si spiega il perché il come, il dove... Oppure una partenza descrittiva in cui si delinea il personaggio, si illustra l'ambito in cui si svolge la storia, si spiega il perchè e il come della circostanza, insomma si costruisce un quadro in cui si ritrovano tutti gli elementi essenziali che si svilupperanno sotto gli occhi del lettore durante il romanzo.
O anche l'inizio a ritroso. Si comincia con un antefatto di un mese prima, un anno, dieci anni prima. Un fatto quindi sucesso molto prima del tempo del romanzo, di cui il lettore di solito capisce poco o nulla, ma che avrà sempre più chiaro con l'evolversi della storia.
Insomma l'incipit, di cui abbiamo fatto solo qualche esempio, può essere creato in diversi modi.
Su questo l'opinione e la prassi di Simenon erano chiari. "... il punto di partenza può essere un incidente d'automobile, una crisi cardiaca o un'eredità. Ci vuole qualcosa che modifichi all'improvviso il corso dell'esistenza del personaggio - spiega lo scrittore durante la famosa intervista alla rivista medica svizzera Médicine et hygiène nel 1968 - E' palusibile, perché nella vita di quasi tutti c'è una svolta e se si cercano le reali cause, si scopre che sono talmente futili da non essere le vere ragioni. L'incidente è un segno che rivela o che mostra qualcosa del subconscio...".
Insomma è come se Simenon volesse sostenere che a volte aspettiamo quell'imprevisto per dar corpo a dei desideri nascosti per anni anche a noi stessi, e, inconsciamente, prendiamo al volo quell'inaspettata occasione per dar vita a quei desiderata per tanto tempo inconsapevolemente repressi.
Questo in realtà è un po' più dell'incipit, è in realtà il punto di partenza del  romanzo. E qui Simenon fà ritrovare il lettore nel pieno di questo cambiamento del protagonista, senza, all'inizio, fargli sapere né come era prima e né, ancora, come diventerà poi.
Il côté psicologico dei romanzi di Simenon ha un'importanza rilevante e anche l'avvio della storia è impregnata di tali problematiche.
"... L'imprevisto gioca un ruolo catalizzatore..". Simenon parte dunque per l'avventura del proprio protagonista, che all'inizio si rivela una strada buia che verrà lluminata man mano che si procede. Lui stesso dichiara che non ha idea di come finirà la vicenda. Dipenderà dalle scelte del protagonista, nella cui pelle Simenon stesso si è calato grazie all'état de roman, e si naviga a vista con gli stessi imprevisti e le medesime sorprese che riserva la vita.
E se la fine è quella voluta dal destino, l'inizio dei suoi romanzi è una sorta di pezzetto di legno che s'incastra nei complessi ingranaggi della vita e ne modifica inesorabilmente i movimenti e le traiettorie future.

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

Nel immagine si vede la copertina di "une vie comme neuve",a mio avviso uno dei migliori simenon degli anni 50.in quel caso l incipit è molto importante per capire e gustare al meglio la vicenda del protagonista(maurice dudon).un vero peccato non sia mai stato tradotto in italiano