domenica 25 agosto 2013

SIMENON E LA SUA PRIMA COLAZIONE A PARIGI

Arrivato a Parigi, il diciannovenne Georges Simenon, appena sbarcato alla Gare du Nord, dovette cercare una sistemazione che fosse adeguata al suo modesto budget.
Iniziò la ricerca da alberghi e pensioni che costavano sessanta franchi al mese, poi scese sempre più giù... cinquanta, quaranta... per arrivare a venti. Alla fine giunse all'hotel de La Bertha nel quartiere di Batignolles.
Ora una breve parentesi per sottolineare la circolarietà di certe coincidenze.
Simenon restò un po' nel quartiere di Batignolles, anche quando poi si trasferì a Rue des Dames. Bene il personaggio più famoso che uscì dalla penna di Simenon, come tutti sanno, è Maigret. E il commissario lavora nella sede parigina della polizia giudiziaria, la famosa Quai des Orfèvres. Oggi, dopo cento anni di onorato servizio, quella sede non è più funzionale alle odierne esigenze e la polizia giudiziaria, insieme ad altri corpi di polizia, si trasferiranno in moderno centro situato proprio a Batignolles. Un cerchio si chiude dopo quasi cento anni. Chiusa anche la parentesi.
Torniamo alla vita che Simenon faceva appena arrivato a Parigi.
E andiamo per ordine. La giornata, dopo il risveglio, iniziava con la colazione.
"... avevo l'abitudine, in Belgio, di mangiare al mattino del lardo con due uova e poi del formaggio - racconta Simenon - Quando sono arrivato a Parigi, però, ho scoperto i croissant...".
E la storia della colazione alla francese, caffè e croissant, è davvero divertente e vale la pena riportare le parole dello scrittore che racconta l'aneddoto.
"...ho scoperto i croissant in un bistrot all'angolo con rue des Batignolles. Un bistrot molto accogliente e con una grande scelta di croissant. Ho notato che nessuno faceva caso a quanti croissant aveste mangiato. Vi si serviva il caffè, e voi vi servivate dei croissant, al momento del conto vi veniva chiesto: 'Quanti croissant?'... Allora io, il primo giorno, bevo tre caffè, perchè in Francia le tazze sono piccole. In Belgio ci sono delle gradi tazze per il caffé. Mangio i miei croissant e il singore mi domanda: 'Quanti croissant?' Io rispondo 'Dodici".
quello replica 'Va bene, allora.... eh... quanti croissant?' Io ripeto 'Dodici'. Il signore insiste 'Parlate seriamente?...'.  Era vero, avevo in effetti mangiato dodici croissant. Ero abituato a mangiare dodici croissant con le mie tre tazze di caffé. Ma il tipo non voleva crederci. Ho dovuto penare non poco per poter pagare i miei dodici croissant...".

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

se non erro l anedotto continua che ,nei primi tempi di ristrettezze economiche,simenon in seguito faceva, di quel pasto gran parte del suo nutrimento giornaliero e in seguito dichiarò meno croissant degli effettivamente consumati!