domenica 28 febbraio 2016

SIMENON SIMENON. MAIGRET: IL PIÙ OSTINATO COMMISSARIO DI POLIZIA

Deciso e determinato nelle sue inchieste, Maigret non si arrende a niente e a nessuno.

SIMENON SIMENON. MAIGRET: LE PLUS ET PLUS OBSTINE DES COMMISSAIRES DE POLICE 
Décidé et déterminé dans ses enquêtes, Maigret n'abandonne jamais rien, et ne cède à personne.

SIMENON SIMENON. MAIGRET: THE MOST OBSTINATE POLICE INSPECTOR 
Decided and determined in his investigations, Maigret never abandons anything or gives into anyone.
- by Giancarlo Malagutti -

Credo che non esista, in tutta la letteratura poliziesca di ogni luogo e tempo, un commissario più tenace e caparbio di Jules Maigret. Si potrebbe quasi affermare che l’ostinazione costituisca la spinta propulsiva delle sue indagini, perlomeno all’inizio di queste.
Non appena compare sulla scena del delitto – solitamente con un’espressione imbronciata, quasi ne fosse la nota distintiva – Maigret entra subito in azione, pur senza sapere, con esattezza, da dove cominciare e cosa cercare.
A lui, che ancora non ha tra le mani la minima prova e forse neppure un indizio, basta soltanto sentire o fiutare qualcosa, seppur vago, per essere certo del fatto suo, di avere ragione. Questa sicurezza, che ad altri parrebbe piuttosto sterile o, tutt’al più, aleatoria, in quanto fondata sul nulla, per Maigret è ciò che lo spinge a sguinzagliare i propri ispettori a destra e a sinistra, a interrogare portinaie, abitanti del quartiere, direttori di banca, proprietari di bistrot, uscieri, massaie, titolari di negozi; ad andare egli stesso di qua e di là: place des Vosges, rue Caulaincourt, boulevard Haussmann, rue Pigalle ecc., in cerca di notizie.
Avviene che i primi riscontri, per quanto approssimativi e lungi dal costituire una prova tangibile, fanno sì che Maigret perseveri nella sua convinzione, seguendo con cocciutaggine il suo fiuto, come un segugio il quale, sulle tracce di una temibile preda, si fa “sventrare” anziché “indietreggiare”.
A volte, però, il nostro commissario rischia di brutto: o per essersi troppo inoltrato in un terreno insidioso, o per aver sollevato un polverone, oppure pestato i piedi a qualche personaggio importante. Ma non per questo demorde, né si arrende, nonostante i consigli o gli avvertimenti, talora imperiosi, del suo direttore. Sembra infischiarsi di tutto, ma non per mancanza di rispetto né insofferenza alla disciplina: semplicemente tira diritto per la sua strada, senza freni, senza impedimenti, libero, insomma, di agire come meglio crede.
Succede, talora, che, in mancanza di certezze, la sua intuizione si acuisca ancora di più, come in un cieco gli altri sensi.
E quando alla fine riesce a scoprire l’assassino, quella che in lui poteva sembrare, in principio, vana o sciocca caparbietà, si dimostra, invece, efficiente lungimiranza.
Questo, il più delle volte, è Maigret: istintivo, testardo, ribelle… ma profondo
conoscitore dell’animo umano.

Paolo Secondini

6 commenti:

  1. Un ringraziamento particolare a Giancarlo per avere magistralmente illustrato il mio scritto.

    RispondiElimina
  2. Murielle Wenger28 febbraio 2016 10:57

    Je rejoins Paolo: Giancarlo, ton dessin est magnifique ! Non seulement en lui-même il est admirablement fait, mais il illustre à merveille les propos de Paolo: Maigret en avant-plan, obstiné, telle une masse qui éclipse tout ce qui trouve derrière lui, dans une quête obstinée de la vérité. Bravo Paolo e Giancarlo !

    RispondiElimina
  3. Hai detto bene, Murielle: l'illustrazione di Giancarlo, davvero efficace e ben realizzata, si adatta magnificamente al mio scritto. Nei tratti maigrettiani di Giancarlo ravviso parecchio le caratteristiche somatiche del grande Gino Cervi: probabilmente perché anche lui lo ritiene, per eccellenza, il più credibile e meglio riuscito commissario Maigret. Non vorrei sbagliarmi. Mi piacerebbe conoscere, se possibile (so quanto gli illustratori amino parlare soprattutto attraverso le loro matite,) l'opinione di Giancarlo.

    RispondiElimina
  4. This Maigret drawing portrays him perfectly, at least as I imagine the man. Maigret and Simeon might quibble over the melon hat.

    RispondiElimina
  5. Murielle Wenger28 febbraio 2016 15:01

    Ah oui, ce fameux chapeau melon... ! Effectivement, dans ses Mémoires, Maigret dit tout le mal qu'il en pense... Mais quand même, ne trouvez-vous pas que ce chapeau melon "vissé" sur la tête de Maigret lui donne un air encore plus obstiné :-) ?!

    RispondiElimina
  6. Buongiorno a tutti,
    davvero un'eccellente descrizione del carattere di Maigret, una mistura perfetta di bonomia scontrosa e ostinata tensione al raggiungimento dell'obiettivo.
    Ottima l'illustrazione la cui "esegesi" svolta nel primo commento è totalmente condivisibile.
    E' davvero un grande piacere leggervi.
    grazie.
    g.

    RispondiElimina

LASCIATE QUI I VOSTRI COMMENTI, LE VOSTRE IMPRESSIONI LE PRECISAZIONI ANCHE LE CRITICHE E I VOSTRI CONTRIBUTI.